|
L'edizione
italiana di Alita è stata pubblicata dalla MARVEL MANGA dal
Febbraio 1997 al Luglio 1998 ed è composta da 18 numeri.
Così Gianluca Bevere presentava questa opera al pubblico italiano
proprio nel primo volume di questo splendido manga:
Yukito Kishiro, nato a Tokyo il 20 marzo 1967, fin da giovanissimo
dimostra una straordinaria attitudine verso il fumetto, tanto che a soli
17 anni partecipa a un concorso indetto da Shonen Sunday, vincendo
il premio come miglior artista esordiente con la storia Kikai ("intenzioni
misteriose"). Ma, contrariamente alle aspettative, dovranno passare
ancora diversi anni prima che si dedichi in maniera professionale
all'attività di ma ngaka. Kishiro continua infatti gli studi di design
e solo a partire da 1988 comincerà a disegnare brevi storie per
Shogakukan e Kadokawa. Quell'anno usciranno Kaiyosei ("La stella
dell'oceano misterioso") e Hito ("L'uomo che vola");
l'anno successivo, invece, sarà la volta di Daimajin ("Il grande
demone") e di Mirai Tokyo Head Man ("Head Man, la Tokyo del
futuro"); mentre al 1990 risale l'ultima delle sue storie brevi:
Uchukaizokushonendan ("Giovani pirati spaziali"). Sul finire
dello stesso anno Kishiro si decide finalmente a fare il grande passo
con la Shueisha, cominciando la stesura di GUNNM, il suo primo progetto
di grande respiro, che approderà agli inizi del 1991 sulle pagine della
rivista Business Jump.
Dietro
il significato della parala "Gunnm" si cela un sofisticato
gioco di parole che nasce dalla fusione dei due sostantivi inglesi
"gun" e "dream" (pistola e sogno), che negli abissi
giapponesi vengono indicati anche dai due ideogrammi, troneggianti in
copertina, che rispettivamente si pronunciano <Jyu> e <Mu>.
Da qui i tre diversi modi di leggere il titolo originale: <Gunnm>
<Jyumu> e <Ganmu>. Di fronte a tale bizzarria lessicale,
esplicita e divertente per un lettore nipponico ma del tutto
incomprensibile per chiunque altro, i traduttori della Viz Comic - la
prima casa editrice occidentale ad aver pubblicato Kishiro - decisero di
eludere il problema e di ribattezzare il fumetto BATTLE ANGEL ALITA,
modificando per l'occasione il nome della protagonista, che dal
mascolino Gally passò al ben più dolce Alita. L'adattamento
americano è poi valso per tutte le edizioni successive, diventando
notissimo in tutto il mondo.
ALITA, L'ANGELO DELLA BATTAGLIA o GUNNM (che dir si voglia) si è
concluso in patria con la nona raccolta nel luglio 1995, lasciando un
vuoto incolmabile per centinaia di migliaia di fan sparsi in tutto il
mondo. Le vicende di Alita sono infatti state tradotte con successo in
mezza Europa, America, Cina e Thailandia, mentre in Giappone Kishiro è
considerato uno dei più grandi talenti di narrativa fantascientifica,
secondo per notorietà solo ad autori come Otomo e Shirow.
ALITA è sostanzialmente un'iperfuturistica visione della società
moderna, dove tutti gli spettri del "progresso" e delle sue
distorsioni confluiscono in una rielaborazione tanto viva ed estrema
quanto terrificante. Il connubio uomo-macchina, narrato nelle sue pagine,
vi darà l'occasione di riflettere sulla vera natura dell'uomo, perché
è di umanità che parla questa storia. Dai tempi di Frankestein, o Il
Moderno Prometeo di Mary Shelley, numerosi sono stati i tentativi di
raccontare il mito della creazione. Numerosi sono stati gli autori che
hanno narrato storie di carne e metallo, di anima e microchip e poco
sembrerebbe ormai da dire a riguardo.
Yukito Kishiro, ve ne accorgerete voi stessi, vi convincerà del
contrario.
(tratto dal 1° volume di ALITA articolo di GIANLUCA BEVERE) |
|
SEGNALATO DA

SPONSOR


VOTAMI

SCRIVIMI
 |