Da anni non avevo delle ferie in febbraio con questa fortuna io e mia moglie Mariagrazia e la nostra nuova cagnetta "pigna" non perdiamo questa occasione, decidiamo di partire per la Sicilia visto che io soffro il caldo pensavo che questo meraviglioso viaggio lo avremmo potuto fare solamente nell' età della pensione e magari di riuscire a salire il più possibile l'Etna. Così il 30 gennaio partiamo da Belluno con il nostro camper knaus semintegrato, ci fermiamo a dormire a Loreto, veloce visita alla amena cittadina e, tenendoci sempre la dorsale adriatica alla nostra destra, dopo un tratto in Puglia entriamo in Basilicata e nel pomeriggio parcheggiamo nel comodo parcheggio per camper di Matera, quì abbiamo la fortuna di conoscere un assessore comunale che con grande cortesia ci fa conoscere la città di sera, io e M.G. capiamo perchè questo posto pieno di fascino è diventato patrimonio dell'Unesco. Sodisfatti lunedì 2 febbraio ripartiamo per la nostra meta, incrociamo la famosa o famigerata Salerno Reggio C. a Sibari e nel primo pomeriggi arriviamo a Villa S Giovanni, dove ci imbarchiamo per Messina, inserisco il G.P.S. che mi porta velocemente fuori dal caos del traffico, la sera pernottiamo in un parcheggio per camper a pagamento a Milazzo, visitamo la cittadina dove anche Pigna si sfoga e fa tutti amici, lì vedendo il porto ci rendiamo conto che la Sicilia sarà bellissima da visitare .Martedì 3 percorrendo la A20 ci fermiamo a visitare l'Abbazzia di Tindari, dove si possono vedere dall'alto, praticamente attaccati al mare, dei piccoli laghi di acqua dolce, foto di rito e via verso le Madonie. Salendo verso Mistretta la st.117 nevica e man mano che si sale il manto nevoso si fa sempre più spesso tanto che a Mistretta dobbiamo fare delle acrobazie per quanto la strada si fa stretta, decidiamo di andare avanti: non è certo un metro di neve che deve fermare un dolomitico! Scendiamo così con qualche difficoltà a Nicosia per raggiungere la meta del giorno, Sperlinga, famosa per le sue grotte e il castello eretto nel 1500 a.C. ultimo baluardo a cadere nei Vespri Siciliani. Fa molto freddo, ma ciò non ci impedisce di visitare questi interessanti resti collocandoci tra i trentamila visitatori annuali. La notte la passiamo ospiti della piazzetta principale sotto il castello, non prima di aver ricevuto la visita di due esponeneti della Proloco che ci hanno fatto omaggio di due libri sulla storia del paese. Mercoledì 4 febbraio ripartiamo, ancora sotto la neve, e cucendo parecchie valli ritorniamo nella costa, visitiamo così prima la cattedrale e dopo una passeggiata di trecento metri di dislivello la rocca di Cefalù. Il panorama è superbo, fa molto freddo e se non fossimo sicuri di essere latitudinalmente vicini all'Africa sembrerebbe di trovarci su una scogliera irlandese (e lo dico per esperienza personale). Lasciamo Cefalù, riprendiamo la A19, raggiungiamo Caccamo dove visitiamo l'imponenete castello dei Lombardi e le cinque chiese barocche (mentre la pioggia mista a neve non ci da tregua). Pernottiamo, per gentile concessione di un panettiere nel suo parcheggio personale, mangiare le sue specialità siciliane è, quindi, doveroso. Il giorno 5 febbraio seguendo sempre la A19 (dimenticavo di dire che finalmente è ricomparso il sole), visitiamo la cattedrale di Monreale con il suo splendido chiostro e i suoi mosaici. Nel pomeriggio, percorrendo prima la st.186 e poi la 113, un senso di patriottismo mi fa deviare fino a la stele garibaldina che ricorda la battaglia di Calatafimi. Questo monumento è vicino a uno dei siti archeologici della Magna Grecia, infatti, Segesta non ci delude con una navetta raggiungiamo la cima della collina dove possiamo ammirare un fantastico teatro greco che poteva contenere più di 5000 posti. E' stata una giornata faticosa, ma profiqua, il GPS ci porta direttamente al porto di Trapani dove i camper possono parcheggiare. Il 6 febbraio lasciamo Trapani per arrampicarci fino ad Erice, ammiriamo dall'alto il golfo e ,illuminato dal sole, un gruppo di rocce che rappresentano l'unico esempio di dolomia presente in Sicilia. La giornata è bella, io non voglio perdere tempo perchè dei Siciliani ci hanno detto che il tramonto sulle saline di Marsala è tra i più belli al mondo, devo dire, anche dalle foto, che avevano ragione. Il mattino del 7 febbraio, con una piccola imbarcazione, zigzagando tra le saline raggiungiamo l'isola fenicia di Mozia, Pigna ha avuto il battesimo del mare e per lei credo non sia stata un'esperienza piacevole. La mattina del 8 febbraio ci vede nella valle dei templi di Agrigento, il sole ci sorride e ci permette di visitare questo grandioso sito ibrido greco-bizantino. La visita di questo sito ci porta via gran parte della giornata e nel pomeriggio riusciamo a visitare Enna e la villa romana di Piazza Armerina, credo di non aver mai visto dei mosaici così grandiosi e allo stesso tempo ben conservati. La sera la passiamo a Calrtagirone, io rimango affascinato dalla gradinata di oltre cento gradini in cui ogni elemento è piastrellato con ceramiche le une diverese dalle altre. Il 9 febbraio visitiamo l'antica Ragusa, quindi Modica con le sue chiese barocche e ci portiamo sul punto più meridionale della Sicilia. Capo Passero ci accoglie con un mare forza sette, tutti i pescherecci sono bloccati nel porto, il sole e l'atmosfera del momento mi porta ad avere quasi dei crampi sul mirino della macchina fotografica. Il giorno 10 lasciamo a malincuore Capo Passero visitiamo Noto, dove il barocco si spreca, riprendiamo la strada portandoci rapidamente a Nord e quindi ai giardini Naxos. Dormiamo nel camper-service indicato da Pleinair, pensando che, se l'Etna domani ci respingerà, dormiremo per la seconda notte qui. Il giorno dieci, prima dell'alba, dopo un breve visita alle gole di Alcantara, (ricordano vagamente le gole greche di Vicos), raggiungiamo Lingua Glossa , cominciamo a inerpicarci sull'Etna, ma qui succede l'inverosimile: un'improvvisa, vera, tormenta di neve ci fa raggiungere appena i 1400 metri di altitudine, troviamo una pattuglia dei carabinieri che ci esorta a non proseguire e, quindi, a malincuore, facciamo dietro-front fino al camper. La neve aveva coperto anche la sede stradale, è per me uno smacco montare le catene per toglierle a quota 600 metri. A malincuore rientriamo a Naxos. L'11 febbraio visistiamo Taormina e rivediamo con il sole il grandioso vulcano innevato fino a bassa quota. con una punta di amarezza la stessa mattina riattraversiamo lo stretto e, facendo la strada a ritroso, il giorno 14 febbraio siamo nuovamente a Belluno. E' stata un'esperienza fantastica con l'amaro dei tremila metri mancati, vorrà dire che tra qalche anno ritenteremo l'avventura.
viaggio effettuato con un Knaus TI semintegrato composto da un equipaggio di due persone e un cane. | |
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