Piccola guida per un grande gioco
Il judo si gioca in una palestra chiamata dojo.
Per la sua pratica che si effettua a piedi nudi, si indossa un comodo costume (Judo-gi), composto da pantaloni, casacca e cintura, che va allacciata in un modo un po’ particolare con un nodo piano. Negli spostamenti all'interno del dojo, si usano delle ciabatte chiamate zori.
I precedenti disegni sono tratti dal libro del M. Giorgio Sozzi "Impariamo il judo".
Scopo del gioco é proiettare o bloccare a terra il compagno. Quando si cade i colpi vengono ammortizzati da un tatami. Esso è composto da blocchi di stuoie giapponesi, una volta in paglia di riso, oggi in poliuretano espanso e compresso. I praticanti di judo sono divisi in kyu (allievi) e dan (esperti).
I primi indossano la cintura bianca, e successivamente quella gialla, arancio, verde, blu, e marrone. Questo è però valido nell’area occidentale, perché in Giappone e comunque nell’area asiatica, lo judo usa la cintura bianca e quella marrone.
Gli esperti possono portare indistintamente la cintura nera, ma dal 6°dan in poi, possono indossare una cintura da cerimonia che chiede maggior rispetto a chi pratica con loro. Essa è bianca e rossa per il 6°- 7°- 8°dan e rossa per il 9° e 10°dan. Il Maestro Kano non si è mai graduato, egli portava abitualmente una cintura bianca più alta, a significare che nel momento in cui si pensa di aver imparato tutto, è quello il momento in cui bisogna ricominciare. Dopo la sua morte i suoi allievi gli hanno attribuito il 12°dan.