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IL NOSTRO NO ALL'INCENERITORE DI CA' DEI LADRI

Questo sito dichiara il proprio no all'inceneritore di Cà dei Ladri posto a pochi chilometri da centri abitati e all'interno di una zona di alto pregio naturale. Questo progetto non è stato infatti discusso preliminarmente con la popolazione e peraltro non pare affatto efficace. In un comunicato stampa del Gruppo Consigliare in Emilia Romagna dei Verdi leggiamo:

"La consigliera Guerra rileva che il Consorzio servizi ambientali 'Cosea', che riunisce i Comuni dell'Alta Valle del Reno e alcuni del pistoiese, nelle proprie linee strategiche 2004-09 avrebbe previsto ''lo sviluppo del polo impiantistico di Ca' de Ladri anche mediante sistemi di termovalorizzazione'', ma quella località - sottolinea - é in una zona di grande pregio ambientale e naturalistico, senza contare che il Piano provinciale dei rifiuti 2005-15 é in corso di elaborazione preliminare e che quello vigente ''non prevede alcun nuovo impianto di incenerimento'', mentre é già stato ''realizzato il potenziamento dell'impianto del Frullo a Granarolo Emilia'', alle porte di Bologna."

Perché allora si vuole realizzare un impianto di termovalorizzazione che, per le sue caratteristiche , riteniamo potrà servire un bacino di utenza ben più ampio di quello dei 22 Comuni aderenti al Cosea?

Chi conosce la realtà del Cosea ha presente che al suo interno sono rappresentate realtà che nulla hanno a che fare con la nostra montagna come Savigno, Castello di Serravalle, Monzuno che appartengono ad altri bacini (Valle del Samoggia, Valle del Setta e Savena, etc.), la nostra precisa sensazione è che questo progetto sia inteso a portare in Alto Reno nuovi rifiuti provenienti dall'area collinare e 'padana' della provincia di Bologna (Crespellano, Bazzano (che già usufruisce dei servizi di Cosea), Sasso Marconi, etc.) da distruggere secondo modalità  che riteniamo pericolose per la salute e per l'ambiente.

La nostra impressione, in altre parole, ci induce a ritenere che anziché riciclare si preferisca spostare i rifiuti (per poi bruciarli) dalle località dove davvero vengono prodotti alle località montane dove c'è più verde e valore ambientale!

Purtroppo i Comuni dell'Alto Reno Emiliano possiedono solo il 19,08% delle quote del Consorzio e sono, quindi, una ristrettissima minoranza, una minoranza che rimarrebbe tale  anche aggiungendo i Comuni Montani Toscani (che possiedono appena il 17,81% delle quote del Consorzio)

Immaginando  Pescia neutrale nella nostra battaglia (col suo 15% di quote societarie) i nostri avversari  possono contare su ben  il 48,11% di tutte le quote societarie (*).

Con questi  numeri è facile immaginare come i Comuni emiliani spingeranno per avere l'impianto in una zona che non li disturbi e l'Alto Reno (con Cà dei Ladri) sembra una realtà magnifica. Anzi potrebbe anche essere possibile che un Comune come Pescia o qualcuno dei Comuni della montagna toscana (Marliana, Abetone e Cutigliano) possano passare al "partito dell'inceneritore".

In altre parole le prospettive sono nere!

Tuttavia ci rimane almeno la forza di dire no!

ALTO RENO TOSCANO
http://groups.msn.com/ALTORENOTOSCANO

XII 2005
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(*) Le quote societarie del Cosea sono riportate alla pagina web: www.cosea.bo.it/pdf/Statuto.pdf


AGGIORNAMENTO GENNAIO 2006 Stando alla pagina web della Provincia di Bologna: http://www.provincia.bologna.it/pls/provbo/provbologna_021.magazine?id_news=3300&tipologia_news=4
il Cosea ha abbandonato il progetto dell'inceneritore a Cą dei Ladri. La notizia appare ottima, ma segnaliamo un particolare di non poco conto: la societą bolognese HERA porterą nella Discarica di Cą dei Ladri i "rifiuti assimilati agli urbani". A buon intenditore poche parole... come dire... Bologna ha trovato un'altro modo per sfruttarci!
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