LA MAPPA DELLA MIR

Il concetto della Mir era quello di poter creare una stazione spaziale scientifica orbitante grazie alla connessione di diversi moduli lanciati individualmente e in tempi successivi, indi uniti assieme direttamente nello spazio.

La costruzione del complesso della Mir durò ben 10 anni e dal lancio della prima unità , il Core , nel 1986 alla fine ben 7 moduli distinti giuntati assieme venivano a formare l’intero complesso, per non contare le navicelle di servizio Soyuz-TM per il trasporto dell’equipaggio e Progress-M per il trasporto logistico più l’eventuale possibilità di ottenere un collegamento diretto con lo Shuttle.

 

Una volta completato l’intero complesso della Mir era dotato di una massa di oltre 100 tonnellate, era lungo 32 metri , largo 30 ed alto 27.

La disposizione dei moduli non era casuale: il primo depositato in orbita , il Core, faceva da base di costruzione con ben 6 boccaporti che potevano essere connessi ad altrettanti moduli ( nella realtà solo 5 furono occupati da moduli, uno assiale era al servizio della Soyuz-TM ).

 

Ripercorriamo in ordine di tempo l’arrivo dei vari moduli:

 

-         Core 1986;

-         Kvant-1 1987;

-         Kvant-2 1989;

-         Krystall 1990 ;

-         Spektr 1995 ;

-         Sistema d’attracco 1995;

-         Priroda 1996 ;

 

Ogni modulo è comunque un piccolo mondo a sé stante in grado di fornire oltre agli strumenti scientifici uno spazio pressurizzato per ospitare l’equipaggio, spazio che comunque non è eccessivo e proprio per recuperare il maggior volume ogni angolo dei vari moduli è stato ottimizzato al fine di ottenere delle strutture che oltre funzionali potessero essere, se non confortevoli, per lo meno vivibili.

Il disegno base dei differenti moduli è geometricamente semplice ( la forma di partenza è quella cilindrica ) e permette di ottenere una buona resistenza strutturale dei vari comparti; ovviamente nelle figure basilari si sono ricavate una  serie di specifiche, come l’inserimento di oblò, l’alloggiamento di strumentazioni, per non contare gli appigli esterni dei pannelli solari e lo spazio per locare materiale di rifornimento come combustibile ed acqua.

 

 

 

Se vuoi conoscere nel dettaglio uno fra i moduli o navicelle presenti nello schema clicca il loro nome qui sotto:

 

 

Mir Core

 

Kvant-1

 

Kvant-2

 

Krystall

 

Spektr

 

Sistema d’attracco

 

Priroda

 

Soyuz-TM

 

Progress – M

 

Shuttle

 

 

 

La disposizione finale dei moduli è quella che possiamo vedere nella figura sopra e per una più facile comprensione generalmente viene data una distinzione triassiale del complesso con origine nel modulo di raccordo con orientazione degli assi in maniera concentrica con i moduli; otterremo la seguente disposizione:

 

-         asse x + : Core , Kwant 1 più un’eventuale navicella Progress o Soyuz

-         asse x- : eventuale Progress o Soyuz

-         asse y+ : Kwant2

-         asse y- : Spektr

-         asse z+ : Priroda 

-         asse z- : Krystall con il modulo di attracco ed eventualmente agganciato lo Shuttle

 

 

 

 

 

 

 

 

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