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Monti e Cascate
- il sito di Philippe |
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GIORNO VI (13 agosto): Mývatn/Askja/Mývatn
Dal Mývatn abbiamo preso dapprima la statale verso est e quindi la pista, molto ardua e ricca di guadi, che va verso sud in direzione della caldera dell’Askja. Sul percorso abbiamo incrociato un fuoristrada guidato da Italiani, che si è impantanato per lasciarci passare; li abbiamo aiutati a rientrare sulla pista. La durezza di questo territorio lo ha reso un luogo di predilezione per i fuorilegge, in particolare il famoso Erik (oggi un eroe nazionale, a cui è dedicato un ghiacciaio e monumenti nelle città!) che si era stabilito nell’oasi di Herðubreiðalinðir (pron: Erdubreidalindir), ai piedi del monte Herðubreið, la regina delle montagne islandesi.
La caldera dell’Askja risale a un’eruzione del 1875, alla fine della quale rimase un cratere nella cui parte più profonda si è formato il lago Öskjuvatn (lett: lago dell’Askja); fiancheggiato a nord-est da un cratere secondario (chiamato anch’esso Viti, cioè Inferno) in cui si è formato un piccolo lago caldo sulfureo e dov'è possibile fare il bagno. Il paesaggio è a tratti davvero lunare; non a caso fu uno dei luoghi in cui si prepararono i primi astronauti inviati sulla Luna. La vista dei laghi dopo il lungo percorso desertico è davvero mozzafiato.
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