Le trote del Turano

di Sandro Piermarini

 

La provincia di Rieti è caratterizzata dalla presenza di numerosi fiumi e laghi, meta di moltissimi pescatori. A nostro parere uno dei migliori fiumi della Sabina dopo il Velino, è il fiume Turano. Forse non avrà la peculiarità dei grandi fiumi, ma il "vecchio" fiume Turano, così come lo chiamo io, ha un fascino particolare per chi, come me, vuole rifugiarsi nella natura, ritrovare se stesso e pescare, ricordando il passato da neo spinningofilo.

I miei primi lanci con gli artificiali li ho fatti proprio in esso e quelle giornate le ricordo come le più belle esperienze di pesca. Ad ogni battuta di pesca nel fiume sopraindicato con l'atmosfera di calma ho potuto far pratica ed acquisire sempre più esperienza nell'attuare e praticare la mia tecnica. Il fiume scorre, come quasi tutti i fiumi del centro appenninico, nel folto mantello di montagne e boschi. Le sue acque sono limpide e chiare, tranne quando, a causa del cattivo tempo, diventano un po' opache.

Lanci difficili

L'ambiente del fiume è assai selvaggio; infatti è pervaso da una ricca vegetazione e il suo fondale è sassoso in alcune zone. Una caratteristica importante è legata alle correnti d'acqua ora veloci ora più lente, ma utilissime per effettuare con molta precisione lanci attenti e silenziosi nel tentativo di stanare i salmonidi da noi ricercati. Si può dire tuttavia che per un "amante della pesca" poco esperto non è facile lanciare gli artificiali in tale fiume.

Il tratto che abbiamo voluto prendere in considerazione è quello che va dal paese di Posticciola, passando anche per Rocca Sinibalda,fino alla conca di Rieti, dove viene raggiunto dal Velino e dal fiume Salto. Ho avuto modo di constatare che per poter effettuare delle battute di pesca a trota nel Turano, è meglio insistere lanciando nelle grosse buche, sotto i rami sommersi dall'acqua, o nelle zone dove le correnti portano maggiore ossigenazione. Terminati questi brevi cenni sul corso fluviale già citato, è opportuno analizzare l'aspetto più interessante per gli spinningofili, ovvero l'attrezzatura.Ma la cosa più importante riguarda il rispetto di alcune regole che sono fondamentali per un pescatore, come il mimetismo, il silenzio, la precisione, la pulizia, il catch & release e tanto ma veramente "tanto" rispetto per la natura e le nostre trote. Può sembrare superfluo ricordare queste regole ma, cari amici pescatori, se ognuno di noi riuscisse a far rispettare alla propria coscienza tutti questi principi, potrebbe sempre godere splendide emozioni sportive sulle rive di un fiume e ammirare la bellezza e i doni della natura.

L'attrezzatura   

Il Turano ci costringe ad usare canne che vanno da 1.90 ai 2.10 metri, abbastanza rigide in modo da consentire lanci più precisi e, di conseguenza, più insidiosi; il mulinello, dal rapporto di recupero piuttosto veloce, dovrà essere riempito con un buon monofilo dello 0,20 o 0,22mm. che darà una maggiore resistenza a qualsiasi incaglio, o a qualche combattimento con esemplari di trota di buona taglia.

Gli artificiali da usare possono essere tanti come ad esempio i rotanti della Martin, Veltic e Mepps color giallo o nero dalla grammatura dall'1 fino al 4: come minnow consiglio il Brutto anatroccolo dalla livrea argentata della misura del n.2 ed il Nils Master specialmente quello vere, rosso e giallo della misura n.3; anche i cucchiaini ondulanti hanno sempre un esito positivo. Attenzione però: tutti questi artificiali dovranno essere recuperati in maniera abbastanza lenta, con la vetta della canna alta in modo da accorgersi repentinamente della prese delle trote. Vorrei ricordare a tutti i pescatori che le trote che popolano questo fiume sembrano possedere una innata, considerevole diffidenza, ma armati di sana pazienza e sempre crescente esperienza si potranno pescare delle grosse trote.

 

Trote diffidenti

Il Turano infatti spesso è risalito da salmonidi di buona taglia che provengono dal fiume Velino; comunque la misura media si aggira intorno ai 28-30cm. Come si può constatare dalle notizie che ho fornito, la pesca sul fiume Turano offre numerosi  vantaggi legati sia allo splendido paesaggio, che garantisce l'atmosfera ideale per una buona pesca; ma soprattutto i vantaggi che derivano dalla mancanza di inquinamento, dalle correnti fluviali buone, dalla mancanza di regolamenti particolari che consentono di trascorrere delle ore di serenità e tranquillità fuori dal tormentato mondo cosiddetto civile.

L'azione del recupero e gli artificiali più in uso

Allettare una trota nei confronti di un'esca artificiale non è davvero cosa semplice e neppure si può risolvere in poche battute o con qualche rotante miracoloso; perciò, tolte dal nostro calendario quelle giornate incredibili dove le catture si susseguono a ripetizione, passiamo senz'altro a vedere alcune caratteristiche e peculiarità fondamentali che possono ritornare utili quando le abboccate sono rare in condizioni ambientali normali.

Il minnow può considerarsi senz'altro l'esca principe, con  i colori classici e che meglio si avvicinano al naturale habitat del salmonide. Partiamo dall'elemento base in nero e argento, nero e oro o completamente argento. Con le sfumature più accentuate, come il rosso fluò, l'arancio, il giallo chartreuse e il testa rossa, ci si potrà dilettare quasi esclusivamente in condizioni di estrema necessità, con acque torbide, velate e comunque con scarsa visibilità; le misure variano a seconda del luogo e del tipo di acqua. In ogni caso, il 5 cm.  e il 7 cm. restano le lunghezze ideali, ma non vanno disdegnati minnow di 11 e anche 13 cm. che, se abilmente manovrati, sono in grado di regalare emozioni per prede di tutto rispetto e, non ultimo, di effettuare una sorta di scelta nei confronti delle taglie maggiori, evitando i pesci più piccoli che solitamente stazionano a galla e attaccano ripetutamente, rovinano il passaggio dell'esca.

Vediamo ora di esaminare il cucchiaino, dove la vastità della gamma è davvero notevole, ma le colorazioni essenziali rimangono praticamente le stesse del minnow. Il modello Aglia della Mepps, senz'altro tra i più noti, è ideale con paletta argento e nei numeri tra il n.1 ed il n.3. Infine i classicissimi di ogni tempo, i Martin della Simplex, con possibilità di intercambiare il corpo, che vi consentiranno di variare il peso a seconda delle necessità del momento, in riferimento alle acque correnti.

Ci sono poi alcune occasioni particolari, come l'uso della cavalletta a galla nella stagione estiva, mentre l'interessante "Filibustiere" potrà essere utilizzato pescando a scendere, in corrente, con la stessa tecnica degli ondulanti. Anche per questi ultimi non è particolarmente necessario ricercare modelli esclusivi o con tinte strane e forti.

Per quanto riguarda il recupero, non dimenticate mai che la trota è un pesce estremamente sospettoso; bisogna quindi iniziare l'azione di recupero con estrema calma e linearità, lasciando che sia l'esca a proporsi con la sua tipicità di movimento e alternare improvvisi colpetti di vettino in grado di conferire all'esca altrettanti guizzi di spanciate e repentine risalite verso la superficie. Tutto questo va fatto senza mai esagerare nei modi e nelle fasi di adescamento, così che la preda possa essere stimolata nella propria curiosità, inseguendo e attaccando l'esca artificiale, lasciando al pescatore la giusta soddisfazione di un corretto utilizzo dell'esca e di una buona tecnica d'insieme.   

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