Quella notte sulle scogliere di Sant'Agostino.

di Paolo Germani

 

E' mezzanotte e a Roma sta iniziando a piovere, il vento è debole, caldo...decisamente scirocco. Alle tre e mezzo c'è il "punto d'acqua". E' veramente una follia, ma la passione è più forte... si parte, destinazione Civitavecchia e precisamente le scogliere tra Sant'Agostino e la Centrale Termoelettrica. In autostrada il tempo peggiora, piove e c'è vento ma il termometro dell'autogrillsegna diciotto gradi. Vento da sud e temporale... notte da spigole!

 

Alle due circa dopo un bollente cappuccino al bar del porto (ultimo contatto con la civiltà), sotto una pioggia battente, il grande Yuri ed io stiamo lì come tante altre volte ad infilarci i wader assaporando già il fascino indescrivibile dell'ennesima pescata al limite dell'estremo. E' completamente buio ed il mare di fronte a noi è un'immensa distesa nera rotta solo dalle creste bianche di schiuma delle onde. Alle tre circa, la prima cattura. Una spigola di ottocento grammi attacca rumorosamente un POPPER argentato di sei centimetri. Non c'eravamo sbagliati, allora le "Regine" ci sono. Piove ancora forte ma per noi adesso è come se fosse uscito un tiepido sole di primavera.Continuiamo a lanciare e, spostandoci verso la centrale, incontriamo una lanca in mezzo agli scogli affioranti. Le onde rallentano un po' fermando, ad intervalli, un monte di spuma in superficie. La profondità della buca ad occhio è di circa un metro e mezzo per una quindicina di metri  di larghezza. Yuri è vicino a me. Faccio un primo tentativo con uno snodato in tre pezzi e dopo due metri di recupero la superficie nera viene rotta da uno strano ed indefinibile gorgo appena dietro l'artificiale recuperato sotto il pelo dell'acqua. Mi giro e dico al mio compagno: L' hai vista? E' lei... andata liscia! Un secondo dopo rilancio e faccio camminare il mio MEPHISTO FLUO' un palmo sott'acqua. Questa volta il vortice è enorme e blocca decisamente il mio recupero! Nel buio della notte il flash di quella sagoma argentata che si intravedeva tra gli spruzzi, la pioggia ed il rumore della frizione, sono cose che non dimenticherò molto facilmente. Dopo cinque minuti di un combattimento furibondo ho avuto la meglio su una splendida REGINA del peso di sette chili abbondanti, catturata in condizioni di tempo al limite del sopportabile. Nelle successive tre ore di pesca seguirono altre due catture e poco dopo l'alba, ancora sotto la pioggia, decidemmo di mettere fine a questo nostro... sacrificio!.

 

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