Alcuni consigli per affrontare in sicurezza le escursioni

 

Le stagioni e le condizioni climatiche possono cambiare radicalmente le difficoltà dello stesso percorso.  La presenza di neve, una gelata improvvisa, l'umidità notturna su un prato scosceso, un temporale improvviso peggiorano drasticamente le difficoltà di un itinerario, specie se non si ha l'attrezzatura adeguata per affrontare situazioni a priori non facilmente prevedibili.  Occorre saper valutare la propria preparazione psico-fisica e le conoscenze dei territorio oltre a quelle tecniche.  Un normale itinerario escursionistico può trasformarsi in una situazione di pericolo se non affrontato con "testa" e "gambe" opportunamente allenate.  L'eccessivo affaticamento di un muscolo può essere pericoloso (crampi, acido lattico, etc.). L'uso di due bastoncini (meglio se con impugnatura ergonomica e ammortizzatore) é un validissimo aiuto ad ottimizzare le energie, poichè scaricano parte dello sforzo sui muscoli delle braccia ed inoltre garantiscono un migliore equilibrio.  Nei percorsi più difficili (EE e soprattutto EEA) occorre conoscere come muoversi e come si usano correttamente le attrezzature necessarie per la propria sicurezza.  Attenzione a valutare anche le capacità di chi cammina con noi, specie se si tratta di bambini o di compagni alle prime armi.  In questo caso è opportuno che l'escursionista esperto si posizioni, a protezione dei più debole, vicino all'inesperto o al bambino, stando appena sotto, sia in salita che in discesa e tenendolo controllato a vista.  Ovviamente queste raccomandazioni valgono per gruppi che non utilizzano la corda.

Esistono percorsi decisamente al limite e quindi affrontabili solo con preparazioni specifiche.  In questo caso si raccomanda la massima attenzione ed eventualmente si consiglia l'interessamento di una guida alpina.

 

È una precisa raccomandazione, quella di alimentarsi correttamente durante la settimana precedente all'escursione, e soprattutto il mattino prima dell'attività fisica.  Una cattiva alimentazione può trasformarsi banalmente in un tragico ed irreversibile stato di sfinimento.

Il maltempo è ormai prevedibile ora per ora con infinite possibilità tecniche ed informatiche e i dati forniti dai vari osservatori, anche su scala regionale, sono estremamente precisi.  Programmare attività in montagna con cattivo tempo è sinonimo di incoscienza.

Le ferrate richiedono un'idonea attitudine all'esposizione, una corretta tecnica d'arrampicata ed una corretta conoscenza delle attrezzature di protezione (set con dissipatore d'energia, casco, imbracatura e qualche moschettone di varia misura).

L'attraversamento dei ghiacciai e le escursioni in alta montagna richiedono una buona conoscenza dei tracciato che si intende percorrere, della presenza di crepacci, dell'ambiente circostante, dell'uso degli attrezzi da ghiaccio (ramponi, piccozza, chiodi), della preparazione e formazione della cordata su ghiacciaio e delle manovre di sicurezza ed eventuale recupero dei caduto in crepaccio.

Le escursioni su neve fresca con scarponi o racchette (ciaspe) da neve obbligano alla conoscenza del manto nevoso, delle attrezzature di protezione quali ARVA, paia e sonda, e delle relative tecniche di autosoccorso con recupero dei travolto da valanga.

 

Ricordiamoci infine che la montagna con il suo fascino è sempre lì, dov'era e dove sarà; l'entusiasmo non deve far dimenticare i rischi, a volte basta una semplice rinuncia per evitare disgrazie.

 

Per ridurre ragionevolmente i rischi in montagna bisogna fare come i vecchi alpinisti e "cacciare fuori gli occhi", conoscere se stessi e l'ambiente senza dimenticare che, per limitare i rischi in montagna, è opportuno adottare tutte le necessarie azioni offerte dalla conoscenza della montagna, dei tempo, delle tecniche, delle attrezzature e ~dell'abbigliamento affidandosi, per consigli e accompagnamenti alle Guide Alpine, alle Sezioni dei CAI e a tutte le Associazioni che promuovono l'alpinismo e ~l'escursionismo.  In questo senso il CLUB ALPINO ITALIANO organizza gite collettive, corsi di Escursionismo, Alpinismo Giovanile, Alpinismo, Scialpinismo, Fondo Escursionismo e sono proposti programmi di escursionismo organizzati dai Gruppi Età d'Oro. Chiedi informazioni presso la Sezione CAI a te più vicina.

 

Come chiamare il soccorso alpino:

 

CHIAMATA Di SOCCORSO:

E' necessario premettere che le nuove tecnologie consentono di raggiungere con più facilità i numeri telefonici ~dell'emergenza sanitaria ed in questo senso la telefonia cellulare è, tra altre molteplici opportunità, quella maggiormente utilizzata per la chiamata di soccorso.

 

E'tuttavia necessario porre molta attenzione a questo sistema in quanto non tutto il territorio nazionale è coperto dalle cellule telefoniche ed a quote elevate o in certe posizioni, l'assenza di campo è di norma.

 

Di norma, se l'infortunato è in gruppo, sarà necessario inviare verso il primo telefono disponibile (o area coperta dalla telefonia cellulare) almeno due persone lasciando, vicino all'infortunato il resto dei gruppo (a volte, il conforto dei compagni, equivale alla metà dell'operazione di soccorso).

 

Le raccomandazioni internazionali indicano due altre possibilità:

 

* con luce diurna è possibile trasmettere una segnalazione acustica (fischietto, etc..) ogni 10 secondi per sei volte al minuto; dopo la pausa di un minuto ripetere;

* con luce notturna dirigere il raggio di una lampada portatile verso un ipotetica fonte di ricezione (rifugio, alpeggio, paese, etc.) e procedere, come per la segnalazione acustica, inviando un segnale luminoso ogni 10 secondi per sei volte al minuto; dopo la pausa di un minuto riprendere le segnalazioni;

* il messaggio acustico o luminoso in risposta (se ricevuto) sarà inviato ogni venti secondi per tre volte al minuto; dopo la pausa di un minuto si riprenderà la segnalazione;

* se il chiamante riceverà il segnale di "ricevuto" risponderà a sua volta con il medesimo segnale ogni venti secondi per tre segnali al minuto.

 

A CHI INVIARE LA CHIAMATA

*Vedi tabella "LE SEGNALAZIONI A VISTA"

 

Qualsiasi chiamata di soccorso, deve essere inoltrata esclusivamente al 118 tenendo conto che con il telefono cellulare, la chiamata potrà cadere su una centrale operativa diversa da quella della zona in cui si trova l'infortunato.

La Centrale Operativa ricevente dirotterà al Soccorso Alpino la chiamata affinché possa valutare la migliore strategia d'intervento. Diversamente, se la chiamata è proveniente da telefono cellulare ed è caduta su un'altra Centrale Operativa la stessa provvederà inizialmente a trasferire la chiamata alla Centrale Operativa competente per territorio la quale inoltrerà, a sua volta al soccorso alpino, la stessa chiamata.

Il soccorso alpino, proprio in virtù della sua peculiare attività, è risorsa particolare della Centrale Operativa dei "118" ed a lei afferisce per tutte le esigenze di soccorso in ambiente impervio ed ostile.

li soccorso sanitario di urgenza ed emergenza, su tutto il territorio italiano, è gratuito sia che si inviino mezzi di soccorso rotabile, mezzi aerei o squadre via terra.

 

COSA DIRE A CHI RISPONDE ALTELEFONO?

 

Prima di tutto è fondamentale mantenere la calma e rispondere fedelmente alle indicazioni ~dell'operatore della Centrale Operativa dei "118"; un intervento di soccorso in montagna deve essere attentamente valutato in ogni minimo particolare quindi il chiamante deve fornire all'operatore:

il numero telefonico dal quale chiama;

* le sue generalità in modo preciso;

* sufficienti indicazioni per rilevare la zona dove è accaduto l'evento (la montagna su cui si trova ed eventualmente un toponimo preciso) indicando eventualmente il rifugio più vicino e la località da dove l'infortunato o il gruppo è partito per la gita; quindi le indicazioni di cosa è successo:

* se l'infortunato ha subito traumi da caduta e se si, di quanti metri o se la persona ha avuto un malore;

*se chi è con l'infortunato è raggiungibile in qualche modo attraverso radio o telefono per avere più precisamente (pilotato dalla Centrale Operativa) lo stato dei parametri vitali;

deve inoltre fornire:

indicazioni riferite al terreno dove si trova il paziente (se prato, bosco fitto, canale, gola, cresta, parete, etc.);

* indicazioni certe riguardo alla zona se libera da cavi, fili a sbalzo o teleferiche in genere;

indicazioni ipotetiche relative alla distanza dei paziente dalla prima strada percorribile con mezzi rotabili;

* indicazioni riferite allo stato del tempo sul posto dove si trova il paziente (sereno, foschia, nebbia, pioggia, neve, nuvole Che coprono in parte o totalmente il luogo dell'evento);

E' possibile che la chiamata, rilevata in prima istanza dall'operatore della Centrale Operativa dei "118", venga trasferita per competenza ad un'altra Centrale e quindi al Soccorso Alpino.  Non perdete la calma! alcuni passaggi sono indispensabili per far quadrare la strategia operativa e far muovere eventualmente uno o più elicotteri.  E' possibile che l'operatore dei 118 chieda al chiamante di mantenere la comunicazione attiva e di non muoversi da dove sta comunicando (se chiama con il cellulare).

Un'interruzione dei contatto può determinare un ritardo nei soccorsi.

 

Le segnalazioni a vista

 

Segnalazioni convenzionali usate quando esiste il contatto visivo e non è possibile quella acustico

 

Posizione in piedi con le braccia alzate spalle al vento

Posizione in piedi con un braccio alzato, spalle al vento

* risposta affermativa ad eventuali domande poste dai soccorritori

* atterate qui il vento è alle mie spalle

* non serve soccorso

* risposta negativa ad eventuali domande poste dai soccorritori

 

Le modalità internazionali per la richiesta di soccorso

 

Le modalità di risposta

Emettere richiami acustici o ottici in numero di:

sei ogni minuto

Emettere richiami acustici o ottici in numero di :

tre ogni minuto

 

Continuare l’alternanza di segnali e intervalli fino a raggiungere la certezza di essere stati ricevuti e localizzati

 

Avvicinamento ed allontanamento dal veivolo

 

Per avvicinarsi od allontanarsi da un mezzo aereo è necessario adottare sempre alcune misure precauzionali:

salire o scendere dall’elicottero atterrato od appoggiato solo dopo aver ottenuto l’autorizzazione del pilota;

avvicinarsi od allontanarsi sempre dalla parte anteriore o al massimo di fianco-avanti (restando così sempre nel campo visivo del pilota) prestando attenzione all’altezza a cui gira il rotore;

mai avvicinarsi dalla parte posteriore anche se questo è fermo;

su pendio, con elicottero appoggiato o no al terreno, scendere o salire sempre dal lato a valle tenendo sempre sotto controllo l’altezza del rotore principale

non avvicinarsi mai all’elicottero con materiali lunghi disposti verticalmente per evitare il possibile urto con il rotore principale

 

 

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Comportamento in ferrata

 

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