Questa pagina vuole essere un "trait d'union" tra i comunisti italiani di Asti e quelli della Regione, vuole essere uno spazio dedicato a tutti gli avvenimenti, iniziative, dibattiti e documenti della Regione. Per cui invitiamo tutte le Federazioni, le Sezioni, il Gruppo Regionale, i Gruppi Comunali e Provinciali ad inviarci tutto il materiale che ritengano utile far conoscere a tutti!

Al Presidente del Consiglio Regionale

Torino, 15 maggio 2002

Ordine del Giorno


Oggetto: Consiglio d'Amministrazione e Assemblea azionisti FIAT

Il Consiglio Regionale ,

appresi

dagli organi di informazione i dati disastrosi evidenziati dai vertici FIAT che sottolineano il pesante fatturato in calo e il risultato operativo negativo del gruppo, più precisamente un calo di ricavi nel primo trimestre 2002 pari al 4%, perdite di competenza pari a 529 milioni di Euro, calo di vendite nel settore auto pari al 14,9%

considerato

  • che solo i dati sopra elencati sarebbero sufficienti a rendere la situazione della casa torinese drammatica e tale da rendere totalmente incerto il futuro non solo dei lavoratori, ma della intera città e di un pezzo fondamentale dell'industria automobilistica italiana
  • che le causa di questo disastro (da alcuni annunciato) non possono essere ricercate solo nelle regole del mercato o nel destino cinico e baro, bensì nella mancanza di una vera e convinta politica industriale che concentrasse in investimenti, sviluppo, formazione, tecnologie innovative  e qualità del prodotto le proprie risorse
  • che l'accordo con la GM,  salutato gioiosamente forse con troppa superficialità anche da molti autorevoli rappresentanti delle istituzioni, non ha, come dimostrato nell'assemblea di ieri, portato nessun giovamento contrariamente a quanto annunciato dai vertici FIAT
  • che l'accordo con GM, la situazione disastrosa di FIAT,  la diversificazione in altri settori degli interessi del gruppo in atto da tempo, possono accelerare una decisione probabilmente voluta da una parte dei dirigenti, quella della vendita dell'azienda
  • che le soluzioni annunciate dal consiglio di amministrazione per sanare la situazione appaiono "non soluzioni" (mobilità, applicazioni di tutti i mezzi di flessibilità possibili, dismissioni di rami di proprietà, quotazioni in borsa della Ferrari)
  • che a fronte di precedenti dismissioni effettuate da FIAT, con la rassicurazione che si sarebbe così risolta la situazione, è immediato il ricordo dello stabilimento Magneti Marelli di Venaria, ceduto un anno fa alla Ficomirrors spagnola e chiuso dopo pochi mesi
  • che la situazione economica, occupazionale e di sviluppo del territorio piemontese è di grande preoccupazione anche per una grave mancanza  decisa e perseverata dalla Giunta Ghigo, a capo di una maggioranza  che non ha ancora approvato il Programma Regionale di Sviluppo
  • che, se esistesse, il programma Regionale di Sviluppo dovrebbe prevedere come scelta strategica fondamentale la Sede del Distretto dell'Auto, vista la presenza nel territorio piemontese del forte comparto manufatturiero  dell'auto,  di tante piccole e medie aziende dell'indotto, della qualità e professionalità dei lavoratori del settore, tutte condizioni che dovrebbero prevedere un forte sostegno e un adeguato investimento da parte degli enti pubblici nel campo della formazione, della  ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione che renderebbe il Distretto dell'Auto assolutamente competitivo a livello internazionale
  • che questa mancanza, oggi anche a fronte della questione FIAT, è giorno dopo giorno incomprensibile e inaudita
  • che le Istituzioni Nazionali, locali, regionali avrebbero dovuto da tempo preoccuparsi di incontrare i vertici Fiat, come più volte sollecitato, evitando così di affrontare il problema quando il rischio di non poter più fare nulla è concreto
  • che, assodato il fatto che il Presidente Ghigo non può limitarsi ad ascoltare perché non può essere solo quello il compito dei rappresentanti di Governo delle Istituzioni,  è di difficile comprensione capire cosa Ghigo potrà proporre od offrire per affrontare la crisi Fiat, vista la totale assenza di una programmazione di sviluppo industriale dell'area piemontese

ritenendo
  • fondamentale conoscere il destino dell'azienda, dei lavoratori del settore, dell'intera città e dell'economia piemontese
  • FIAT un patrimonio nazionale e non certo solo torinese (Fabbrica ITALIANA Automobili Torino)
  • gravissima la mancanza del Programma  Regionale di Sviluppo
  • drammatiche le prime dichiarazioni di 5.000/7.000 esuberi già annunciati dall'azienda, di cui una larga parte allo stabilimento Mirafiori

IMPEGNA

Il Presidente e la Giunta Regionale

  • ad allargare a tutto il Consiglio Regionale l'incontro con la dirigenza  FIAT
  • ad attivarsi per un coinvolgimento diretto del Governo Nazionale sulla questione
  • ad operare attivamente affinché venga istituito un tavolo di confronto, UNITARIO e non separato, tra FIAT, Governo Nazionale, Istituzioni Locali e Sindacato che affronti la situazione
  • a operare immediatamente affinché venga discusso e  votato il PROGRAMMA REGIONALE DI SVILUPPO contenente, tra gli assi portanti e strategici dell'intero piano, il Distretto dell'Auto quale strumento fondamentale e necessario per il rilancio di una seria politica industriale di un settore in grave crisi

Pino Chiezzi,

Enrico Moriconi

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