IO SALVATO DALL'ARTICOLO 18


Il 4 gennaio 1985 sono stato licenziato dalla AVIR Vetreria  per aver testimoniato, in qualità di tecnico,  al Magistrato,  circa le modalità di uno sciopero articolato che si era svolto in azienda nel novembre 1984. A conoscenza dei dati di produzione avevo dimostrato al Magistrato che quelle forme di lotta non causavano danni aggiuntivi. L'Azienda mi licenziò asserendo che avevo divulgato, si badi bene, in Tribunale, dati riservati. La CGIL, la CISL e la UIL  impugnarono il provvedimento, di natura antisindacale, ai sensi dell'art. 18 (reintegrazione sul posto di lavoro per aver intimato licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo). Allora tutta la città del lavoro dipendente si fermò in uno  sciopero per esprimere solidarietà ad un esponente della CGIL ma, sono convinto, soprattutto per difendere un principio oggi ancora attuale nonostante siano passati molti lustri. Alla fine di gennaio fui reintegrato sul posto di lavoro grazie all'articolo 18 e alle  sentenze di Magistrati diversi che giudicarono senza giusta causa e antisindacale quel licenziamento per ben quattro volte.
Oggi il centro destra tenta di mettere i padri, che toglierebbero lavoro, contro i figli. Governo e padronato dicono che nel 2002 non poter licenziare, anche senza motivo, significa frenare l'occupazione. La verità è che di posti di lavoro ve ne sono sempre di meno e, secondo la Confindustria, sono troppo occupati  da generazioni che difendono i propri diritti e non permettono ai giovani di prendere il loro posto ovviamente come precari, flessibili, in affitto, e, soprattutto senza diritti. La prospettiva di questi giovani invisibili è solo quella di lavorare a  periodi,  sfruttati e senza tutele sindacali, precari senza futuro, ricattabili e senza dignità nel poter rivendicare non dico un diritto ma anche solo la loro personalità non schiacciata e vilipesa da un capetto o da un padroncino privo di scrupoli. Poter licenziare a piacere! Si tratta di questo, tutto il resto sono fandonie: l'emersione del sommerso, la ripresa del Sud, l'Italia che fiorirebbe di imprese, una straordinaria capacità di competere in Europa e nel mondo. Non esiste un solo dato che sorregga queste tesi, eppure questa campagna, vaga quanto mistificatoria, va avanti allo scopo di togliere ad ogni rapporto di lavoro ogni regola. Recentemente alla ARVIN ex Way Assauto le organizzazioni sindacali hanno dovuto siglare un accordo con la messa in mobilità di circa 60 lavoratori. In quella fabbrica da tempo il numero di addetti si restringe. E'  emblematico che pochi giorni dopo la fuoriuscita non traumatica di quei lavoratori in fabbrica siano stati assunti circa 15 giovani precari, quindi a tempo, invisibili in mezzo agli altri dipendenti che cercano di difendere le poche tutele rimaste, fino a quando ci sarà un articolo 18.     

         Enrico Bestente

   un beneficiato dall'art.18

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