La posizione giuridica della donna nel
Sistema Giuridico Palestinese
(Analisi
della Legge Fondamentale Palestinese
e del
Progetto di Costituzione Palestinese)
Asem Khalil
Dottore in
Utriusque Iuris
2003
Si
caratterizza il sistema giuridico palestinese della sua confusionalità,
diversità e continuo cambiamento. Questa situazione giuridica è legata alla
situazione politica instabile. Il territorio palestinese e gli aventi diritto
alla cittadinanza palestinese nel futuro stato palestinese sono ancora da
definire. La legge fondamentale che intende regolare i rapporti tra i tre
poteri nel periodo transitorio, è subordinata alle limitazioni degli stessi
accordi di Oslo che conferisce al Consiglio Legislativo Palestinese il diritto
di stabilire una Legge Fondamentale, mentre il progetto di Costituzione
Palestinese è legato al diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione,
e alle decisioni dell’OLP di preparare una costituzione che accompagnerebbe la
nascità dello stato palestinse sostituendo la Legge Fondamentale. Questi due
documenti non corrispondono necessariamente alla situazione di fatto e non
garantiscono in se l’applicazione di
ciò che provedono. Questo sarà possibile solo in contesto in cui i principi
dello stato di diritto e di good
governance sono dovutamente rispettate.
Tutti
i palestinesi sono uguali davanti alla legge... senza discriminazione ... di
sesso... (articolo9). Con quest’articolo si apre il secondo capitolo che
riguarda i diritti e le libertà fondamentali. Alla donna sono garantite i
stessi diritti e le stesse libertà dell’uomo nei limiti che incombono ad
entrambi riguradante la libertà di pensiero e di religione che caratterizza i
paesi arabi con maggioranza di cittadini di religione islamica. Tutti i cittadini hanno il diritto
all’istruzione (articolo 24). I gradi principali sono obligatori per i
maschi e per le femine. Alla donna è garantito costituzionalmente l’accesso
all’università ed il diritto al lavoro. Alcune volte, però, la situazione di fatto è discriminatoria verso la
donna facendo di essa una categoria sfavorita. Ciò richiede dal legislatore
palestinese delle leggi -che non sono dei previlegi- che incoraggiano la
partcipazione della donna nella vita publica e politica in modo tale da
giungere all’uguaglianza sostanziale e
non solo formale.
Nel primo progetto
di Costituzione la commissione designata dal Comitato Centrale dell’OLP ha
aggiunto un’articolo problematico: “Le
donne sono le sorelle degli uomini. Esse hanno i diritti ed i doveri garantiti
loro dalla Shari’a, stabilita in una
legge” (articolo 63). In caso di conflitto tra costituzione e Shari’a
riguardante i diritti ed i doveri della donna, prevalerebbe la Shari’a,
contrariamente alla stessa idea di costituzione. La Shari’a, in altre parole,
sarebbe una super legge (al meno per quanto riguarda la donna). Le due carti
costituzionali prevedono la creazione di una corte costituzionale, ma i giudici
constituzionali palestinesi (come è già successo in Egitto) devono applicare ed
interpretare la costituzione, l’unica legge suprema dello stato. L’articolo 23
del secondo e terzo progetto di costituzione Palestinese, provede che i diritti della donna previsti dalla
costituzione e dalla Shari’a saranno rispettati. Le modifiche effettuate
sono lodevoli ma insufficienti per togliere l’ambiguità riguardante il rapporto
tra Costituzione e legge Islamica. Inoltre l’articolo 22 chiarisce che la donna deve avere una sua personalità
giuridica e assette finanziario indipendente. I recenti progetti di
costituzione chiariscono che il termine palestinese o cittadino si riferisce
all’uomo e alla donna. L’articolo 23 invece provede che le donne devono avere il diritto di partecipare attivamente nella vita
sociale, politica, culturale ed economica. Il legislatore palestinese non
intende limitarsi a dichiarazioni vuote ma necessita delle leggi che aboliscono le restrizioni che limitaono le donne nel
contribuire a costruire la famiglia e la società (articolo 23).
Redigendo e discutendo gli articoli che riguardano la donna i palestinesi
hanno voluto adottare quei principi universalmente accettate senza
sottovalutare la loro particularità culturale, religiosa e storica. Come
riuscire a trovare quel giusto equilibrio nella redazione ma sopratutto
nell’applicazione di quei articoli: Questa è la sfida.