La Legge Fondamentale  dell’Autorità Nazionale Palestinese

 

Asem Khalil

Dottore in Utriusque Iuris

 

2002

 

 

Premessa........................................................................................... 1

1. Il Sistema Costituzionale Palestinese................................................. 1

2. La nascità dell’ANP........................................................................... 2

3. Il Consiglio Legislativo Palestinese..................................................... 3

4. La Legge Fondamentale.................................................................... 3

4.1. Campo di Applicazione della Legge Fondamentale........................... 4

4.2. Il Contenuto della Legge Fondamentale......................................... 4

5. Note Conclusive............................................................................... 5

 

 

Premessa

Il Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) ha approvato la Legge Fondamentale (LF) il 28/5/2002. Di quale legge si tratta? Questo articolo intende fare luce su questa LF, sulla sua genesi, sulle sue Fonti, sul suo contenuto e sulla sua importanza.

L’esperienza costituzionale Palestinese è uno specchio dei tribolanti sviluppi politici; per ciò non si può trattare tale argomento in modo distataccato dalla situazione politica, dalle difficoltà economiche, e dalle feriti sociali che incombono sulla società palestinese.

 

1. Il Sistema Costituzionale Palestinese

Dopo la fine dell’impero ottomano, la Palestina cade sotto mandato Britannico. Il testo del Mandato fu confermato dalla Lega delle Nazioni, che insieme all’art.22 del patto della stessa Lega   (come confermato nella Conferenza di San Remo e specificato nel trattato di San Sèvres, art. 95-96)  e la “Palestine order-in-council” del 1922 (una specie di Costituzione emanata dagli inglesi), formano l’insieme di documenti di base per la Palestina mandataria.

Dopo il progetto ONU di spartizione della Palestina, e la fine del mandato, fu dichiarata la nascita dello stato d’Israele i cui confini verrano a definirsi in seguito alla guerra del 1948. La Palestina è stata divisia de facto in tre zone, con diverse sistemi legali: Israele con 77,5% della Palestina mandataria, la Cis-giordania (West Bank) unita con la Giordania, e Gaza sotto amministrazione Egiziana. La Costituzione Giordana del 1952 ha sostituito quella mandataria per la Cis-giordania, mentre l’Egitto ha emanato una Costituzione per Gaza nel 1955 e poi sostituita con un’altra nel 1962. Quest’ultima ha stabilito che tutte le leggi precedenti sarebbero rimaste in vigore fin quando non avvrebbero contraddetto la stessa costituzione.

Israele occupa la Cis-Giordania (inclusa Gerusalemme Est) e Gaza in seguito alla guerra dei “sei giorni” nel 1967. Le leggi in vigore nei “Territori Occupati” sono state cambiate gradualmente con gli ordini militari, giustificati dalla sicurezza d’Israele, o dal benessere della popolazione locale, pur contravvendo al diritto internazionale riguardante i territori occupati. In questo modo, il sistema legale dei territori occupati veniva cambiato per adattarsi agli interessi della forza Occupante.

Da un’altro lato, l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) viene riconosciuto come unico rappresentante del popolo Palestinese, e la Carta Nazionale Palestinese (CNP), adottata nel 1968, sarà la base delle sue attività.

 

2. La nascità dell’ANP

L’ANP si trovava ad ereditare una situazione giuridica confusionaria e contradditoria, dovuta al susseguirsi delle potenze dominanti e dalle differenze esistenti tra il sistema legale a Gaza e quello in Cis-Giordania.

La Dichiarazione dei Principi avvenuta nel 1993 fu un riconoscimento reciproco tra Israele e l’OLP; L’ANP nasce sui Territori Palestinesi che gradualmente venivano evacuate dalle forze militari israeliani (divisi in Zona A sotto controllo palestinese; Zona B amministrazione Palestinese ma sicurezza israeliana; Zona C sotto controllo israeliano). Gli argomenti più delicati (Gerusalemme, profughi, insediamenti...) sono stati lasciati alle negoziazioni finali.

Dopo la “seconda Intifida”, le ennesime rappresaglie e attentati, Israele ha invaso –e continua a farlo- le città sotto l’Autonomia Palestinese (zona A) lasciando tante vittime e distruzioni. Le infrastrutture dell’ANP, costruite negli anni del “processo di pace”, vengono distrutte quasi totalmente.

 

3. Il Consiglio Legislativo Palestinese

Nel 1996 i palestinesi dei territori occupati hanno eletto i loro 88 rappresentanti –con quote fisse per le “minoranze”- nel Consiglio Legislativo Palestinese (CLP) in seguito all’accordo c.d. “Oslo II”.

I poteri del CLP (incluso il potere di legiferare e emanare una Costituzione) vengono legittimati dalla volontà popolare da una parte, espressa nelle elezioni, ma anche dagli accordi con Israele, limitandoli ad essi.

 

4. La Legge Fondamentale

In modo parallelo alle negoziazioni politiche, i Palestinesi sentivano la necessità di emanere una LF per il periodo transitorio. Tanti progetti di LF sono stati preparati e discusssi nei territori palestinesi e anche nella diaspora. In questo senso, il CLP diventa protagonista, e la sua sede diventa un “laboratorio costituzionale”

Un ruolo importante nella “costituzionalizzazione” della società palestinese viene svolto dalle ONG locali e internazionali preoccupate sopprattutto per il rispetto dei Diritti Umani e dell’indipendenza del potere giudiziario garantito da una separazione armonica dei poteri.

La LF per l’ANP (la legge numero 1/96) viene confermata il 2/10/1997 dal CLP nella sua terza lettura. Il progetto di LF viene trasmesso al Presidente dell’ANP, che rifiutò di approvarlo.

Con la fine del Periodo transitorio, e la preparazione alla dichiarazione dello Stato Palestinese, Arafat nominò una commissione per l’elaborazione di una Costituzione per lo Stato Palestinese che deve ancora nascere. Il progetto di Costituzione è stato completato nel 2001, ma gli ultimi avvenimenti hanno reso ancora più difficile realizzare il sogno dei Palestinesi di autodeterminarsi in uno stato indipendente, sui territori occupati nel 1967 (22,5% della Palestina mandataria).

Le riforme dell’ANP prendono piede a cominciare con l’annuncio di nuovi elezioni e l’approvazione della LF, come confermata dal CLP nel 1997.

 

4.1. Campo di Applicazione della Legge Fondamentale

La LF è limitata nel tempo (solo periodo transitorio), nello spazio (Cis-giordania e Gaza) e nelle persone (solo per i palestinesi), ma –come viene giustamente ribadito nell’introduzione della stessa- non intende pregiudicare il diritto del popolo Palestinese ad autodeterminarsi, tanto meno il diritto dei profughi al ritorno. Al contrario, intende essere un contributo alle aspirazioni dei palestinesi per raggiungere l’indipendenza.

Le Costituzioni precedentamente in vigore in Cis-Giordania e Gaza sono sostituite con questa LF. Inoltre, le leggi in vigore rimangono come tali finché non si contraddicono con essa (art.109-110). È utile precisare che la CNP si distingue dalla LF per il contesto in cui nasce, per l’autorità che la emana (quindi per l’autorità che la può modificare), e per i suoi destinatari. 

 

4.2. Il Contenuto della Legge Fondamentale

La LF è divisa in sette Capitoli e 112 articoli: articoli introduttivi;  diritti e libertà generali; autorità legislativa; autorità esecutiva, autorità giudiziaria; stato di emergenza; provvedimenti generali e transitori.

I diritti e le libertà sono enunciati negli art.9-32 e sono giudicati tra i più liberali. La LF prevede la creazione di una Corte Costituzionale (art.94) che sarà competente tra l’altro nel controllo della costituzionalità delle Leggi, dei decreti legge, delle regolamentazioni; inoltre provvederà all’interpretazione della LF. Nel frattempo, questi compiti saranno svolti dalla Corte Suprema (art.95).

La LF contiene delle previsioni legislativi comuni con altri paesi arabi: appartenanza alla nazione Araba, Islam come religione di Stato, i principi della Shari’a fonte della legislazione, e l’arabo lingua ufficiale.

Il sistema di governo in Palestina è basato sulla democrazia parlamentare e sulla pluralità politica e partitica (art.5). Il presidente dell’ANP ed i membri del CLP sono eletti direttamente dal popolo.

Il CLP ha il potere legislativo, ma svolge anche un ruolo di controllo (art.34). Il Presidente dell’ANP nomina i ministri (non più di 19, secondo l’art. 65, ma senza un primo ministro), che devono ricevere la fiducia del CLP. Il potere giudiziario è indipendente e giudica nei vari tribunali nel nome del popolo palestinese. I tribunali religiosi sono competenti per le cause riguardanti lo statuto personale.

Lo stato di emergenza viene regolato in modo da assicurare il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali (art.101-105).

 

5. Note Conclusive

La lettura superficiale del susseguirsi degli ultimi avvenimenti tragici ha portato alcuni a  puntare il dito contro l’ANP e le sue istituzioni, ignorando il vero problema: l’occupazione militare israeliana nei Territori Palestinesi. Infatti, le riforme e la trasparenza nelle istituzioni dell’ANP, tanto volute dagli stessi palestinesi, non bastano da sole: l’occupazione militare, la chiusura delle città, la moltiplicazione degli insediamenti, la difficoltà di circolazione, la distruzione delle infrastrutture, l’uccisione mirata dei capi politici, la detenzione senza processo e l’uso della tortura da parte della forza militare israeliana... costituiscono ostacoli davanti alla costruzione di una società civile.

Allo stesso modo, si deve ammettere, che le riforme dell’ANP sono necessarie e l’approvazione della LF non segna la fine di tale processo ma il suo primo inizio; ai buoni propositi devono seguire i fatti.

Il ritorno al progetto di LF per il periodo transitorio, non sarebbe da considerare un passo indietro, ma una presa di coscienza che la necessaria separazione dei poteri, il rispetto dei diritti umani, l’indipendenza del potere giudiziario e le rispettive garanzie costituzionali, non possano aspettare la soluzione politica del conflitto israelo-palestinese. Al contrario, essi vorrebbero essere la base per organizzare i rapporti reciproci tra Autorità e popolo; la sua approvazione vuole essere il primo passo verso la costruzione di una società civile capace di raggiungere l’indipendenza e allo stesso tempo la base di una legislazione unitaria.

Per concludere, si deve prcisare che il ruolo dell’OLP non verrà meno. Quest’ultima si distingue dall’ANP, pur essendoci una confusione riguardante il ruolo del Presidente dell’OLP, che attualmente è eletto come Presidente dell’ANP. Questi due “uffici” non dovrebbero coincidere forzatamente nella stessa persona, e quindi sono distinti; come tali, i ruoli ed i poteri di ciascuno devono essere delimitati in modo chiaro e controllabile.

La soluzione del conflitto israelo-palestinese è possibile solo se i due popoli partano da una base di pari opportunità nel tentativo di costruire una patria dentro confini sicuri e garantiti, nel rispetto dei diritti umani, e degli elementi standard della democrazia e dello Stato di diritto.

 

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