PONTIFICIA UNIVERSITAS LATERANENSIS

INSTITUTUM UTRIUSQUE IURIS

Asem Khalil

 

WHICH CONSTITUTION FOR THE PALESTINIAN LEGAL SYSTEM?

(Quale Costituzione Per il Sistema Giuridico Palestinese?)

Dissertatio ad Doctoratum

Riassunto

 

Romae 2003

Asem Khalil, Born in Zababdeh in the West Bank-Occupied Palestinian Territories, on 1976. B.A. in Philosophy on 1997. PhD. in UTRIUSQUE IURIS on 2003, from Lateran University, Rome. Now preparing a thesis for Ph.D. in public law at the University of Fribourg/Switzerland, treating the Constituent Power of the Palestinian People. To contact the author, make comments and suggestions, please write to: asemkhalil@hotmail.com ; asemkhalil@gawab.com , you can write in English, French, Italian, Arabic.

This is a presentation to the Ph.D. thesis in law: KHALIL Asem, Which Constitution for the Palestinian Legal system?, PUL, 2003. The same is published in the web:

1) http://www.profpito.com/palestine.html  

2) http://www.global-iref.org/mena.htm

 

 

 

1. Note introduttive

Quale Costituzione per il sistema giuridico Palestinese? Questa tesi intende essere un primo approcio a un sistema complicato e in continuo progresso. Il titolo della tesi era anche il titolo di una tavola rotonda durante un convegno internazionale fatto a Perugia a maggio 2002 sulle costituzioni nei paesi arabi, dove ho avuto l’onore di partecipare attivamente nei lavori del convegno. Questo argomento sembrerebbe inutile e superfluo vista la situazione conflittuale nei territori palestinesi. Invece non lo è. I palestinesi soffrono l’occupazione, le restrizioni di movimento, la chiusura delle città, l’economia sotto-sviluppata e l’umiliazione quotidiana. Israele soffre l’insicurezza, gli attachi suicidi, la paura. I palestinesi hanno accettato il principio di terra in cambio di pace, Israele vuole sicurezza in cambio di pace. Questi due interessi non sono contraddittori ma complementari. Il compromosso è l’unica strada ma qualsiasi soluzione deve tener conto delle riesoluzioni ONU, che garantirebbero il rispetto del diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione, alle loro risorse naturali, alla dignità, alla pace e alla sicurezza.

La costituzionalizzazione dell’entità palestinese fa parte di un grande progetto: la soluzione pacifica del conflitto. Il rispetto dello stato di diritto, e dei principi democratici, dei diritti umani, della trasparenza del governo, della distribuzione dei poteri, e del rispetto delle minoranze sono i principi che il popolo palestinese condivide con altri popoli del mondo. Questi principi non sono a priori estranei alla cultura arabo-musulmana. L’occupazione costituisce l’ostacolo primario alla democratizzazione della società palestinese. Ogni documento costituzionale è privo di senso quando la popolazione è in quotidiano contatto con l’occupante, toccando con mano l’impotenza dell’Autorità Nazionale da essa eletta. Malgrado ciò, i palestinesi decidono di fare la loro parte, approvando la Legge Fondamentale (LF), e preparando il progetto di costituzione dello stato palestinese ancora prima della sua nascità. Tanti accademici (e governi) hanno mostrato intersse per questi documenti che erano descritti come i più liberali del mondo arabo. Altri esprimono, giustamente, seri dubi riguardante il valore e l’efficienza di un documento constituzionale nei paesi arabi. Lo stesso vale per i palestinesi. Lo stato palestinese avrà tanto in comune con altri paesi arabi: la centralizzazione fino alla personificazione dei poteri. Lo stato palestinese, però, deve essere diverso ed il popolo palestinese, dopo anni di sofferenza, lo merita.

2. Contenuto e metodologia

La mia tesi è divisa in due parti: la prima parte riguarda il sistema giuridico e le istituzioni politiche palestinesi; la seconda riguarda direttamente il sistema costituzionale come presentato dalla legge fondamentale (1997/2002) e dal progetto di costituzione palestinese (2001). Questi due documenti sono stati oggetto di modifiche e di cambiamenti che sono state riferite alla fine nel POST SCRIPTUM.

Le due parti sono divise in quattro capitoli, due capitoli per parte. Ogni capitolo è un argomento in stretta connessione con gli altri, ma costituisce un elaborato completo e autonomo. Il primo capitolo tratta il sistema giuridico palestinese dal periodo degli ottomani fino agli accordi di Oslo. Il secondo invece, è dedicato alle istituzioni politiche palestinesi: dal governo senza giurisdizione, all’organizzazione di liberazione fino all’Autorità Nazionale Palestinese (ANP). Il terzo capitolo è dedicato alla distribuzione dei poteri secondo la legge fondamentale e il progetto di costituzione palestinese, mentre il quarto capitolo è dedicato allo studio dei due documenti riguardanti i diritti umani ed il rapporto tra costituzione e religione.

La metodologia da me seguita era inevitabilmente quella analitica, soprattutto nella prima parte della ricerca, dove il compito essenziale era quello di distinguere periodi e documenti e separarli. Nella seconda parte ho seguito anche la metodologia sintetica-deduttiva, mettendo insieme i vari elementi analizzati precedentemente, e poi derivando conclusioni particolari da osservazioni preliminari, riguardanti i prinicipi di good governance, democrazia, rispetto dei diritti umani nei documenti costituzionali, prendendo in considerazione il contesto in cui si trovano attualmente i palestinesi. Ho seguito uno schema mentale, che si riflette anche nella impostazione e nella strutturazione della mia ricerca: la dialettica di Hegel. Dall’occupazione dei territori palestinesi (tesi: un solo stato, Israele) all’opposizione categorica del popolo palestinese (antitesi: un solo stato, Palestina) deve seguire la sintesi (due popoli, due stati). Gli accordi di Oslo danno la base giuridica per questo: terra in cambio di pace. Devo ammettere che studiare la realtà palestinese è complicato. Mi sono limitato a studiare tre elementi: la legge applicata effettivamente sul territorio palestinese (tesi), le espressioni nazionalistiche palestinesi (antitesi) e il sistema giuridico e costituzionale sovrano che sarà in forza nei territori palestinesi, sui cittadini palestinesi, e nello stato palestinese (sintesi).

3. Note Conclusive

Alla domanda che pongo qui: "quale costituzione per il sistema giuridico palestinese?", proverò a dare risposte, ma sopratutto a porre altri interrogativi. Molti sono i documenti ufficiali che ho utilizzato, per questo la bibliografia costituisce una parte essenziale della ricerca. La lingua della ricerca è l’inglese per ragione di praticità e utilità. Dovrei aggiungere anche che alcuni termini (come ‘Palestina’, ‘cis-giordania’...) devono essere considerati nel contesto in cui sono utilizzati.

I risultati positivi della ricerca possono essere sintetizzati con tre punti. 1. Per la prima volta si era fatto un lavoro che mette insieme le varie tappe del sistema giuridico insieme agli sviluppi costituzionali nel contesto palestinese. È ovvio che tale lavoro richiede un continuo aggiornamento affinché sia di attualità. 2. Lo studio della forma di governo e di stato palestinese sembra riprendere centralità. La mia tesi è tra le poche opere che trattano quest’argomento senza sradicarlo dal contesto storico e giuridico dei territori, del popolo e del sistema giuridico palestinese. 3. Lo studio delle due carte costituzionali riguardanti i diritti umani e la religione in una maniera comparatistica (capitolo 4) ci offre una visione panoramica della situazione nei paesi arabi, e ci aiuta a capire meglio un sistema ricco e particolare di cui farà parte anche la Palestina.

Gli ostacoli sono tanti, tra cui soprattutto: 1. Il fatto che non c’è ancora uno stato palestinese, ma solo una ANP con una LF e vari sistemi giuridici. 2. La scarsità del materiale che tratta il sistema giuridico palestinese, oppure quello costituzionale. 3. L’impossibilità di effettuare una ricerca sui materiali fatti in lingua araba, a causa della difficoltà politica che mi ha impedito di effettuare tale ricerca.

Tanti sono coloro che considerano gli sforzi di preparare una costituzione superflui ed inutili. Altri invece credono che la Legge Fondamentale, e la costituzione siano un passo necessario per guidare l’ANP nel periodo transitorio e lo stato palestinese che deve nascere, fino al compimento del loro diritto di auto-determinazione. Scriveva Nathan Brown (che studia le costituzioni dei paesi arabi): "una costituzione da sola non basta per creare uno stato palestinese democratico con una leadership trasparente e con autorità, ma essa può contribuire a tale sforzo". Qualsiasi costituzione palestinese, comunque, deve dare risposte a temi cruciali, come quella dell’identità, dell’idea di nazione, dei rifugiati, dei confini... queste risposte sono difficili da presentare attualmente perché questo dipende anche dagli accordi che i palestinesi raggiungeranno con Israele. Molti studi e critiche si possono fare a tali documenti costituzionali da me studiate. Personalmente, credo che una volta creato lo stato palestinese, la costituzione garantirebbe il minimo necessario per una società nei suoi primi passi.

Quale costituzione per il sistema giuridico palestinese? La mia ricerca è un primo approccio al sistema giuridico e costituzionale palestinese ed alle istituzioni politiche, nella loro diversità e nel loro continuo progresso. Quando ho iniziato la ricerca il sistema giuridico e costituzionale palestinesi sembravano ricchi, interessanti e allo stesso tempo complicati e confusionali. Dopo due anni di ricerca, la situazione non è cambiata, anzi.

1