La sorella maggiore delle sette, sembra sia stata abitata sin dal V-IV  millennio a.C., con il  primo insediamento sull'altipiano di  Quattropani. Nel III millennio a.C., Lipari attraversa un periodo di grande prosperità grazie al commercio dell'ossidiana, vetro tagliente frutto delle eruzioni vulcaniche. Diodoro Siculo racconta che nel II millennio a.c. venne colonizzata dagli Ausoni, a cui capo vi era Liparo dal quale prese il nome l'isola. Alla corte di Liparo, giunse da Metaponto, Eolo che poi sposò la figlia di Liparo e gli successe al trono.
Solo una leggenda? Gli scavi effettuati al Castello documentano scambi culturali e commerciali con la Grecia micenea. Una visita al Castello
è sicuramente una tappa obbligatoria come lo è la visita al Museo Eoliano divenuto ormai uno dei più famosi al mondo.
La visita al Castello vi potrà far ammirare le quattro chiese racchiuse entro le mura, la grandiosa cattedrale, il tutto protetto dalle fortificazioni erette dagli Spagnoli nella seconda metà del XVI secolo dopo la grave distruzione che avvenne ad opera dei Saraceni.
In particolare fu Ariadeno Barbarossa, bey di Algeri e capitano pascià della flotta di Costantinopoli, e i suoi pirati che nel luglio del 1544 saccheggiarono l'isola compiendo quella che fu definita la "ruina".
Centinaia di liparoti morirono difendendo la città e durante il sacco, altre 8000 o 9000 persone furono deportate e vendute ai mercanti africani di schiavi. La cattedrale venne bruciata, le ossa dei sepolti disperse, i vasi sacri rubati, non si salvò niente. Ma nel giro di poco più di cent'anni, la città riprese appieno la vita e tornò a contare 10000 abitanti.
Oltre al Castello, una visita la merita certamente l'Osservatorio, istituto per la sorveglianza dei vulcani delle Eolie e per lo studio dell'attività sismica del Basso Tirreno.
Da non perdere l'accecante spiaggia bianca di pomice della Papesca, i faraglioni di Pietralunga e di Pietra Menarda il cui tratto di mare è chiamato Bocche di Vulcano e dove tutte le estati vengono uniti in matrimonio con una suggestiva cerimonia da un corteo di barche.

A Marina Corta, subito dopo essere sbarcati dall'aliscafo, è visibile alla vostra destra la chiesetta dedicata alle Anime del Purgatorio; un tempo questo piccolo edificio era completamente isolato dall'acqua, poi venne unito a Marina Corta da un ponticello.
Altro posto che vale la pena di visitare è Quattrocchi, una piccola frazione così definita perché ci vorrebbero quattro occhi per ammirare tutte le bellezze che offre, infatti il panorama che si può godere dal belvedere è assolutamente unico.
E per chi decide di fare un'escursione in barca, da vedere, oltre alle piccole cale ai piedi di pareti scoscese, la Punta Perciato, un enorme masso stratificato e forato con una grande arcata.

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