

Sono
tre i comuni dell'isola che dal 1909 sono tutt'oggi autonomi.
Il suo attuale nome le venne dato dai Romani. A Lingua, dove è tuttora
esistente un laghetto marino, si raccoglieva il sale.Dai greci fu chiamata
Didyme, ovvero l'isola dalle montagne gemelle, infatti Fossa delle Felci e
Monte dei Porri sono i due coni divisi da una valle che visti dal mare danno
l'impressione di un seno di donna.I vulcani che formarono l'isola, una decina
di migliaia di anni fa, furono sei e tra questi proprio Fossa delle Felci
e Monte dei Porri.Lungo la spiaggia di Santa Marina vi sono tracce di case
e a monte della cittadina furono rinvenute tombe risalenti al IV secolo a.C.,
periodo in cui vi era un consistente abitato greco. Attorno al laghetto salato
di Lingua, fino ad un paio di secoli fa, erano visibili antichi edifici risalenti
al I-II secolo d.C., oggi completamente interrati.Santa Marina deve il suo
nome ad un gruppo di immigrati siciliani che portarono il culto di Santa Maria
di Scanio (paese mai esistito).


Nel
XII secolo un gruppo di profughi amalfitani approdò in un'altra parte
dell'isola a cui diedero come nome Malfa. E proprio qui che vennero rinvenute
tracce del più antico insediamento dell'isola (III millennio a.C.),
in cui poi abitarono Greci e Romani e dove nasce un vino da meditazione fra
i più famosi al mondo come la Malvasia. Nella valle formata dall'incontro
tra i due monti della Fossa delle Felci e quello dei Porri, in posizione opposta
a Malfa, sorge il terzo comune dell'isola Leni, il cui nome deriva dal greco
"lenòi", ovvero tinozze per la pigiatura dell'uva, a conferma
che il prezioso nettare eoliano viene prodotto da tempo immemorabile.Anche
Leni ha la sua frazione di mare Rinella, incantevole località caratterizzata
dalla costa ricca di grotte e da un graziosissimo porticciolo.
Alle
spalle di
Leni sorge Valdichiesa, il centro religioso dell'isola dove è possibile
visitare il santuario della Madonna del Terzito, dallo spagnolo tersillo (terzina
musicale), che indica il triplice suono della campanella che chiama i fedeli
alla preghiera. Una piccola cappella dedicata alla Vergine fu eretta già
dal V secolo, mentre un vero e proprio tempio fu costruito dall'imperatore Costante
II nel 664. L'attuale santuario risale al 1622. Il più affascinante angolo
dell'isola è sicuramente Pollara, resa famosa dal film "Il postino",
interpretato dal compianto Massimo Troisi., un minuscolo borgo su un pianoro
ad arco che fronteggia il mare. Questo non è altro che il bordo del più
vasto cratere delle Eolie.

Un
naturale e gigantesco anfiteatro dove forse tredicimila anni fa vi fu l'ultima
fiammata del vulcano.
La risorsa più importante dell'isola che ha permesso lo svilupparsi
di un patrimonio botanico di 400 piante di specie diverse, di cui la metà
di origine autoctona, è l'acqua; si proprio così acqua dolce
che si trova in più sorgenti esistenti nell'isola e solo a Salina in
tutte le Eolie.
La vetta più alta delle isole Eolie è Fossa delle Felci (962
metri), così denominata per la fitta vegetazione ricca per l'appunto
di felci, e dove, durante gli inverni più rigidi, non è raro
vedere il candore della neve.
Effettuando una escursione in barca, lungo tutto il periplo dell'isola, poco
più di 14 miglia, si incontra un prezioso campionario della natura,
lo Scoglio Calcato e il Capo Faro che si leva a picco sul mare con le sue
rocce selvagge, di fronte a questo gruppi di scogli come la Torricella, e
piccoli isolotti come Galera, tracce di antiche colate a Punta Fontanella,
gli scogli di Punta delle Tre Pietre, l'immenso pezzo di roccia staccatosi
dalle pareti e tuffatosi in mare che è lo Scogliazzo, fino all'orrido
vallone del Lupo.

