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Chiamata
anticamente Strongyle, ovvero la rotonda, in realtà l'isola ha forma
trapezoidale.E' la più giovane delle sette sorelle, infatti è
sorta dal Tirreno "soltanto" 40.000 anni fa. Oggi è l'unico
vulcano in Europa ad avere un'attività eruttiva permanente, tanto da
indurre gli scenziati a definire il lancio di lave e scorie nei vulcani di tutto
il mondo, "attività stromboliane".
Ed è proprio questo a richiamare migliaia di turisti ogni estate, ad
effettuare l'escursione fino a poche centinaia di metri dalla cima (924 metri),
per assistere allo spettacolo offerto, ad intervalli di venti minuti circa,
del lancio di lapilli incandescenti, scorie fiammeggianti e ceneri bollenti.
Omero nel X canto dell'Odissea descrive Stromboli: "E' natante quest'isola
e recinta/da muraglie infrangibili di bronzo/e liscia vi si leva alta la rupe".
La località dove confluisce la maggior parte dei turisti estivi che sbarcano
sull'isola, è la frazione di San Vincenzo, con i suoi negozietti, le
sue boutique, la sua chiesa e le sue strette stradine.
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Da
visitare le spiagge di Scari, dai ciottoli di lava, e quella di Ficogrande
dalla sabbia nera finissima. A Ficogrande, fino a poco più di un secolo
fa, aveva sede la marineria stromboliana, fiorente e forte di decine di velieri,
anche di notevole stazza, che commerciava attivamente con Napoli e i porti
delle coste atlantiche della Spagna, importando frumento ed esportando vino.Dal
terrificante aspetto di un castello di mostri e streghe, con due rocce in
alto che sembrano teste di animali, l'isolotto di Strombolicchio.
Un incredibile scoglio che sorge in mezzo al mare, a circa un miglio dalla
spiaggia di Ficogrande.
Gli scienziati affermano che sia nato dalla più antica manifestazione
vulcanica delle Eolie, emerso trecentosessantamila anni fa, e quindi spentosi.
Era alto 56 metri, prima che la sua cima fu parzialmente spianata per impiantarvi
un grande faromarino, riducendo l'altezza a 43 metri.
Nel versante opposto dell'isola il minuscolo villaggio di Ginostra, raggiungibile
solo dal mare.
Il suo piccolissimo porto è chiamato Pertuso, in dialetto buco.
Una vera e propria isola nell'isola, con i pochi abitanti rimasti a presidiare
questo paradiso di eremiti. Soltanto durante il periodo estivo pochi turisti
si aggiungono ai residenti per godere del silenzio, della pace e dedicarsi
alla riflessione.
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