Il suono e' prodotto da una vibrazione. Se un corpo elastico viene posto in vibrazione, comunica al mezzo circostante onde di compressione/rarefazione che si propagano nello spazio in tutte le direzioni. La velocita' di propagazione e' differente a seconda del mezzo:
| Mezzo | Velocita' [m/s] |
|---|---|
| aria | 340 |
| acqua | 1500 |
| ferro | 5000 |
Immaginiamo di fissare una corda di metallo o nylon tra due poli e di tenderla. Se pizzichiamo la corda questa comincia a vibrare e ad emettere un suono. Se ora poggiamo un dito esattamente a meta' tra i due poli bloccando la corda, e pizzichiamo una delle due meta' rimaste libere, otterremo un suono uguale al precedente per intonazione, ma di diversa altezza: la corda vibra con un numero di vibrazioni al secondo doppio rispetto a prima. Se spostiamo il dito ad 1/4 della lunghezza della corda, otterremo un suono ancora piu' acuto: la corda vibra ora con una frequenza quattro volte maggiore. I tre suoni differiscono per un carattere chiamato altezza, che varia col variare della frequenza.
Il volume varia con l'energia posseduta dalle onde sonore, detta intensita', proporzionale all'impulso con cui pizzichiamo la corda.
L'uomo ha scelto dei suoni di altezza apprezzabile e agevolmente riproducibile da utilizzare nella pratica musicale. Essi costituiscono nel loro insieme un sistema di sette suoni chiamati DO-RE-MI-FA-SOL-LA-SI. Questa nomenclatura fu stabilita attorno all'anno 1000 da Guido d'Arezzo, monaco benedettino. Esiste un'altra nomenclatura, utilizzata in antichita' dai Greci e tuttora dai popoli anglosassoni: C-D-E-F-G-A-B.
| LA | SI | DO | RE | MI | FA | SOL |
| A | B | C | D | E | F | G |
L'orecchio distingue i suoni in una successione confrontando le loro diverse altezze, cioe' il rapporto fra le frequenze. Consideriamo la serie DO-RE-MI-FA-SOL-LA-SI-DO: questa successione di suoni viene detta scala, e ciascuna frequenza in essa contenuta assume il nome di grado. Possiamo esaminare i rapporti fra le frequenze dei vari gradi successivi nella scala:
| Grado | Frequenza [Hz] | Valore del rapporto | Nome del rapporto |
|---|---|---|---|
| DO | 523.25 | 523.25 / 493.88 = 1.0595 | semitono |
| SI | 493.88 | 493.88 / 440.00 = 1.122 | tono |
| LA | 440.00 | 440.00 / 391.99 = 1.122 | tono |
| SOL | 391.99 | 391.99 / 349.23 = 1.122 | tono |
| FA | 349.23 | 349.23 / 329.63 = 1.0595 | semitomo |
| MI | 329.63 | 329.63 / 293.66 = 1.122 | tono |
| RE | 293.66 | 293.66 / 261.63 = 1.122 | tono |
| DO | 261.63 |
Una scala puo' essere definita come successione di suoni disposti in ordine di toni e semitoni.
La scala sopra rappresentata, DO-RE-MI-FA-SOL-LA-SI-DO (scala maggiore di DO), e' diatonica: con questo termine si intende una scala costituita da toni e semitoni diatonici, formati cioe' da due suoni di denominazione diversa (es: DO-RE).
Un intervallo e' la "distanza" tra due note misurata in toni e semitoni. E' possibile definire un intervallo, cioe' una distanza, tra qualunque coppia di suoni del sistema temperato. Una scala non e' altro che uno schema di intervalli, cioe' "distanze", che i suoni devono avere l'uno dall'altro o a partire dal suono di intonazione.
La scala cromatica comprende, nell'ambito di un'ottava, 12 intervalli in un arco di 13 suoni:
| Grado | Frequenza | Rapporto |
|---|---|---|
| DO | 523.25 | 1.0595 |
| SI | 493.88 | 1.0595 |
| SIb o LA# | 466.16 | 1.0595 |
| LA | 440.00 | 1.0595 |
| LAb o SOL# | 415.31 | 1.0595 |
| SOL | 391.99 | 1.0595 |
| SOLb o FA# | 369.99 | 1.0595 |
| FA | 349.23 | 1.0595 |
| MI | 329.63 | 1.0595 |
| MIb o RE# | 311.13 | 1.0595 |
| RE | 293.66 | 1.0595 |
| REb o DO# | 277.18 | 1.0595 |
| DO | 261.63 |
I suoni che formano questa scala costituiscono un sistema detto temperato, che divide l'ottava in una serie di 12 semitoni perfettamente uguali in modo da far coincidere un suono alterato per innalzamento col diesis (#) con uno alterato per abbassamento col bemolle (b). I suoni che, a seguito delle differenti alterazioni # o b, cambiano nome ma mantengono invariata l'intonazione si dicono omologhi (es: FA# = SOLb).
Una melodia puo' procedere per gradi congiunti o disgiunti lungo una scala, a seconda che segua la successione di toni e semitoni o compia dei salti tra i vari gradi. L'andamento per gradi congiunti o disgiunti e' detto intervallo, che varia di ampiezza a seconda del numero di gradi che intercorrono tra un suono e l'altro. Per calcolare l'ampiezza di un intervallo si calcolano i gradi in esso contenuti, compresi il primo e l'ultimo. Un intervallo puo' essere melodico o armonico: nel primo caso, i due suoni si succedono in senso orizzontale sul pentagramma (e nel tempo), nel secondo caso in senso verticale (e sono simultanei).
| Intervallo | Denominazione |
|---|---|
| DO-DO | Intervallo di prima (o unisono) |
| DO-RE | Intervallo di seconda |
| DO-(re)-MI | Intervallo di terza |
| DO-(re-mi)-FA | Intervallo di quarta |
| DO-(re-mi-fa)-SOL | Intervallo di quinta |
| DO-(re-mi-fa-sol)-LA | Intervallo di sesta |
| DO-(re-mi-fa-sol-la)-SI | Intervallo di settima |
| DO-(re-mi-fa-sol-la-si)-DO | Intervallo di ottava |
Come gia' detto, un intervallo e' la "distanza" tra due note misurata in toni e semitoni. Vediamo gli intervalli sulla scala cromatica di intonazione LA (A):
| 1° | 2° | 3° | 4° | 5° | 6° | 7° | 8° | 9° | 10° | 11° | 12° | 13° |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| LA | LA#, SIb | SI | DO | DO#, REb | RE | RE#, MIb | MI | FA | FA#, SOLb | SOL | SOL#, LAb | LA |
| A | A#, Bb | B | C | C#, Db | D | D#, Eb | E | F | F#, Gb | G | G#, Ab | A |
| Grado iniziale | Gradi "saltati" | Grado finale | Nomenclatura |
|---|---|---|---|
| A | - | A | di prima (o unisono) |
| A | - | A# o Bb | minore di seconda |
| A | a# | B | maggiore di seconda |
| A | a#, b | C | minore di terza |
| A | a#, b, c | C# o Db | maggiore di terza |
| A | a#, b, c, c# | D | perfetto di quarta |
| A | a#, b, c, c#, d | D# o Eb | diminuito di quinta (o aumentato di quarta) |
| A | a#, b, c, c#, d, d# | E | perfetto di quinta |
| A | a#, b, c, c#, d, d#, e | F | minore di sesta (o aumentato di quinta) |
| A | a#, b, c, c#, d, d#, e, f | F# o Gb | maggiore di sesta |
| A | a#, b, c, c#, d, d#, e, f, f# | G | minore di settima |
| A | a#, b, c, c#, d, d#, e, f, f#, g | G# o Ab | maggiore di settima |
| A | a#, b, c, c#, d, d#, e, f, f#, g, g# | A | perfetto di ottava |
| Nomenclatura | Semitoni | Toni | Note |
|---|---|---|---|
| di prima (unisono) | 0 | 0 | Rappresenta una "distanza sonora nulla" |
| minore di seconda | 1 | 1/2 | Il piu' piccolo possibile |
| maggiore di seconda | 2 | 1 | |
| minore di terza | 3 | 1 1/2 | Intervallo di terza per gli accordi minori e diminuiti |
| maggiore di terza | 4 | 2 | Intervallo di terza per gli accordi maggiori |
| perfetto di quarta | 5 | 2 1/2 | |
| diminuito di quinta | 6 | 3 | Intervallo di quinta per gli accordi diminuiti |
| perfetto di quinta | 7 | 3 1/2 | Intervallo di quinta per gli accordi maggiori e minori |
| minore di sesta | 8 | 4 | |
| maggiore di sesta | 9 | 4 1/2 | |
| minore di settima | 10 | 5 | Intervallo esterno in un accordo regolare di settima |
| maggiore di settima | 11 | 5 1/2 | Intervallo esterno in un accordo maggiore di settima |
| perfetto di ottava | 12 | 6 |
Nella scala diatonica naturale, precedentemente descritta, i semitoni sono situati fra il 3° ed il 4° grado e fra il 7° e l'8°. Tale scala inizia e termina con un DO.
Il DO, come 1° grado della scala, costituisce il punto di intonazione, e' il suono fondamentale, di base, ed assume il nome di TONICA.
Il 5° grado della scala occupa una posizione di predominio sugli altri, ma non presenta un carattere di stabilita' assoluta: una linea melodica che si viene a trovare su questo grado assume un carattere di instabilita' e trovera' riposo solo riportandosi sulla TONICA. Questo grado assume il nome di DOMINANTE.
Il 3° grado della scala e' detto MEDIANTE o CARATTERISTICA o MODALE.
Il 7° grado della scala ha la peculiarita' di tendere naturalmente verso l'8°. Un discorso melodico interrotto sul 7° grado rimarrebbe in sospeso, questo ha una sensibilita' naturale che lo porta ad appoggirsi all'8°. Per questo il 7° grado e' detto SENSIBILE.
La denominazione degli altri gradi dipende dalla loro posizione relativa a quelli finora elencati: SOPRATONICA (il 2°), SOTTODOMINANTE (il 4°), SOPRADOMINANTE (il 6°).
Il discorso melodico trovera' la sua conclusione sulla tonica, o eccezionalmente sul terzo grado.
La dominante, dato il suo carattere di instabilita', non verra' usata come suono conclusivo, ma come punto di sospensione intermedio.
La prima frase sara' conclusa sulla dominante o sul secondo grado o sulla sensibile.
La seconda frase, dopo la ripresa del discorso sulla sottodominante, sulla dominante o sulla tonica, sara' conclusa sulla tonica.
Ora riassumiamo tutti i concetti costruendo la scala maggiore di LA.
Otteniamo lo schema seguente:
| Grado | Frequenza |
|---|---|
| 1° | LA - A |
| 2° | SI - B |
| 3° | DO# - C# |
| 4° | RE - D |
| 5° | MI - E |
| 6° | FA# - F# |
| 7° | SOL# - G# |
| 8° | LA - A |
Esaminiamo gli intervalli contenuti nella scala maggiore di LA.
Quanto riassunto sara' importante per definire gli accordi.