Teoria musicale - Introduzione

IL SUONO

Il suono e' prodotto da una vibrazione. Se un corpo elastico viene posto in vibrazione, comunica al mezzo circostante onde di compressione/rarefazione che si propagano nello spazio in tutte le direzioni. La velocita' di propagazione e' differente a seconda del mezzo:
Velocita' del suono nel mezzo
MezzoVelocita' [m/s]
aria340
acqua1500
ferro5000
L'energia posseduta dalle onde si attenua man mano che ci si allontana dalla sorgente. Il numero delle vibrazioni al secondo dell'onda dipende dal suono, che puo' essere acuto piuttosto che grave. Il numero delle vibrazioni al secondo percepibili dall'orecchio umano varia da circa 16 a circa 20000 (16 Hz - 20 kHz), al di sotto si hanno gli infrasuoni ed oltre gli ultrasuoni.

Immaginiamo di fissare una corda di metallo o nylon tra due poli e di tenderla. Se pizzichiamo la corda questa comincia a vibrare e ad emettere un suono. Se ora poggiamo un dito esattamente a meta' tra i due poli bloccando la corda, e pizzichiamo una delle due meta' rimaste libere, otterremo un suono uguale al precedente per intonazione, ma di diversa altezza: la corda vibra con un numero di vibrazioni al secondo doppio rispetto a prima. Se spostiamo il dito ad 1/4 della lunghezza della corda, otterremo un suono ancora piu' acuto: la corda vibra ora con una frequenza quattro volte maggiore. I tre suoni differiscono per un carattere chiamato altezza, che varia col variare della frequenza.

Il volume varia con l'energia posseduta dalle onde sonore, detta intensita', proporzionale all'impulso con cui pizzichiamo la corda.

NOMENCLATURA DEI SUONI

L'uomo ha scelto dei suoni di altezza apprezzabile e agevolmente riproducibile da utilizzare nella pratica musicale. Essi costituiscono nel loro insieme un sistema di sette suoni chiamati DO-RE-MI-FA-SOL-LA-SI. Questa nomenclatura fu stabilita attorno all'anno 1000 da Guido d'Arezzo, monaco benedettino. Esiste un'altra nomenclatura, utilizzata in antichita' dai Greci e tuttora dai popoli anglosassoni: C-D-E-F-G-A-B.

Corrispondenza fra la nomenclatura di Guido d'Arezzo e quella alfabetica
LASIDO REMI FASOL
ABC DE FG

LA SCALA DIATONICA

L'orecchio distingue i suoni in una successione confrontando le loro diverse altezze, cioe' il rapporto fra le frequenze. Consideriamo la serie DO-RE-MI-FA-SOL-LA-SI-DO: questa successione di suoni viene detta scala, e ciascuna frequenza in essa contenuta assume il nome di grado. Possiamo esaminare i rapporti fra le frequenze dei vari gradi successivi nella scala:
Rapporti di frequenza
GradoFrequenza [Hz]Valore del rapportoNome del rapporto
DO523.25523.25 / 493.88 = 1.0595semitono
SI493.88493.88 / 440.00 = 1.122tono
LA440.00440.00 / 391.99 = 1.122tono
SOL391.99391.99 / 349.23 = 1.122tono
FA349.23349.23 / 329.63 = 1.0595semitomo
MI329.63329.63 / 293.66 = 1.122tono
RE293.66293.66 / 261.63 = 1.122tono
DO261.63
Fra i rapporti i piu' piccoli sono quelli tra FA-MI e DO-SI, detti semitoni, mentre gli altri sono detti toni.

Una scala puo' essere definita come successione di suoni disposti in ordine di toni e semitoni.

La scala sopra rappresentata, DO-RE-MI-FA-SOL-LA-SI-DO (scala maggiore di DO), e' diatonica: con questo termine si intende una scala costituita da toni e semitoni diatonici, formati cioe' da due suoni di denominazione diversa (es: DO-RE).

Un intervallo e' la "distanza" tra due note misurata in toni e semitoni. E' possibile definire un intervallo, cioe' una distanza, tra qualunque coppia di suoni del sistema temperato. Una scala non e' altro che uno schema di intervalli, cioe' "distanze", che i suoni devono avere l'uno dall'altro o a partire dal suono di intonazione.

LA SCALA CROMATICA

La scala cromatica comprende, nell'ambito di un'ottava, 12 intervalli in un arco di 13 suoni:
Rapporti di frequenza
GradoFrequenzaRapporto
DO523.251.0595
SI493.881.0595
SIb o LA#466.161.0595
LA440.001.0595
LAb o SOL#415.311.0595
SOL391.991.0595
SOLb o FA#369.991.0595
FA349.231.0595
MI329.631.0595
MIb o RE#311.131.0595
RE293.661.0595
REb o DO#277.181.0595
DO261.63
Il rapporto di frequenza tra due suoni in questa scala e' sempre pari a 1.0595, sono tutti intervalli di un semitono.

I suoni che formano questa scala costituiscono un sistema detto temperato, che divide l'ottava in una serie di 12 semitoni perfettamente uguali in modo da far coincidere un suono alterato per innalzamento col diesis (#) con uno alterato per abbassamento col bemolle (b). I suoni che, a seguito delle differenti alterazioni # o b, cambiano nome ma mantengono invariata l'intonazione si dicono omologhi (es: FA# = SOLb).

GLI INTERVALLI

Una melodia puo' procedere per gradi congiunti o disgiunti lungo una scala, a seconda che segua la successione di toni e semitoni o compia dei salti tra i vari gradi. L'andamento per gradi congiunti o disgiunti e' detto intervallo, che varia di ampiezza a seconda del numero di gradi che intercorrono tra un suono e l'altro. Per calcolare l'ampiezza di un intervallo si calcolano i gradi in esso contenuti, compresi il primo e l'ultimo. Un intervallo puo' essere melodico o armonico: nel primo caso, i due suoni si succedono in senso orizzontale sul pentagramma (e nel tempo), nel secondo caso in senso verticale (e sono simultanei).
Esempi di intervalli
IntervalloDenominazione
DO-DOIntervallo di prima (o unisono)
DO-REIntervallo di seconda
DO-(re)-MIIntervallo di terza
DO-(re-mi)-FAIntervallo di quarta
DO-(re-mi-fa)-SOLIntervallo di quinta
DO-(re-mi-fa-sol)-LAIntervallo di sesta
DO-(re-mi-fa-sol-la)-SIIntervallo di settima
DO-(re-mi-fa-sol-la-si)-DOIntervallo di ottava

Come gia' detto, un intervallo e' la "distanza" tra due note misurata in toni e semitoni. Vediamo gli intervalli sulla scala cromatica di intonazione LA (A):
Scala cromatica di LA (A)
10°11° 12°13°
LALA#, SIbSIDO DO#, REbRERE#, MIbMI FAFA#, SOLbSOL SOL#, LAbLA
AA#, BbBC C#, DbDD#, EbE FF#, GbG G#, AbA
I 12 intervalli
Grado inizialeGradi "saltati"Grado finaleNomenclatura
A-Adi prima (o unisono)
A-A# o Bbminore di seconda
Aa#Bmaggiore di seconda
Aa#, bCminore di terza
Aa#, b, cC# o Dbmaggiore di terza
Aa#, b, c, c#Dperfetto di quarta
Aa#, b, c, c#, dD# o Ebdiminuito di quinta (o aumentato di quarta)
Aa#, b, c, c#, d, d#Eperfetto di quinta
Aa#, b, c, c#, d, d#, eFminore di sesta (o aumentato di quinta)
Aa#, b, c, c#, d, d#, e, fF# o Gbmaggiore di sesta
Aa#, b, c, c#, d, d#, e, f, f#Gminore di settima
Aa#, b, c, c#, d, d#, e, f, f#, gG# o Abmaggiore di settima
Aa#, b, c, c#, d, d#, e, f, f#, g, g#Aperfetto di ottava
Note sui 12 intervalli
NomenclaturaSemitoniToniNote
di prima (unisono)00Rappresenta una "distanza sonora nulla"
minore di seconda11/2Il piu' piccolo possibile
maggiore di seconda21
minore di terza31 1/2Intervallo di terza per gli accordi minori e diminuiti
maggiore di terza42Intervallo di terza per gli accordi maggiori
perfetto di quarta52 1/2
diminuito di quinta63Intervallo di quinta per gli accordi diminuiti
perfetto di quinta73 1/2Intervallo di quinta per gli accordi maggiori e minori
minore di sesta84
maggiore di sesta94 1/2
minore di settima105Intervallo esterno in un accordo regolare di settima
maggiore di settima115 1/2Intervallo esterno in un accordo maggiore di settima
perfetto di ottava126

CARATTERISTICHE DEI GRADI

Nella scala diatonica naturale, precedentemente descritta, i semitoni sono situati fra il 3° ed il 4° grado e fra il 7° e l'8°. Tale scala inizia e termina con un DO.

Il DO, come 1° grado della scala, costituisce il punto di intonazione, e' il suono fondamentale, di base, ed assume il nome di TONICA.

Il 5° grado della scala occupa una posizione di predominio sugli altri, ma non presenta un carattere di stabilita' assoluta: una linea melodica che si viene a trovare su questo grado assume un carattere di instabilita' e trovera' riposo solo riportandosi sulla TONICA. Questo grado assume il nome di DOMINANTE.

Il 3° grado della scala e' detto MEDIANTE o CARATTERISTICA o MODALE.

Il 7° grado della scala ha la peculiarita' di tendere naturalmente verso l'8°. Un discorso melodico interrotto sul 7° grado rimarrebbe in sospeso, questo ha una sensibilita' naturale che lo porta ad appoggirsi all'8°. Per questo il 7° grado e' detto SENSIBILE.

La denominazione degli altri gradi dipende dalla loro posizione relativa a quelli finora elencati: SOPRATONICA (il 2°), SOTTODOMINANTE (il 4°), SOPRADOMINANTE (il 6°).

L'IMPROVVISAZIONE MELODICA

Il discorso melodico trovera' la sua conclusione sulla tonica, o eccezionalmente sul terzo grado.

La dominante, dato il suo carattere di instabilita', non verra' usata come suono conclusivo, ma come punto di sospensione intermedio.

La prima frase sara' conclusa sulla dominante o sul secondo grado o sulla sensibile.

La seconda frase, dopo la ripresa del discorso sulla sottodominante, sulla dominante o sulla tonica, sara' conclusa sulla tonica.

RIASSUNTO

Ora riassumiamo tutti i concetti costruendo la scala maggiore di LA.

La scala maggiore e 'composta da 8 gradi, ovvero otto suoni, che si dispongono su un'ottava.
Un grado e' una delle frequenze della scala, uno dei "suoni" che la compongono. La scala maggiore e' composta da 8 gradi, dal primo all'ottavo. Ogni grado ha un nome, a seconda della posizione nella scala.
I suoni a disposizione in un ottava, per un sistema temperato, sono 12.
Un sistema temperato divide l'ottava in una serie di 12 semitoni perfettamente uguali, in modo da far coincidere un suono alterato per innalzamento col diesis (#) con uno alterato con abbassamento col bemolle (b).
In una scala i gradi distano l'uno dall'altro di una certa quantita' di toni e/o semitoni.
Due gradi di una scala possono essere piu' o meno distanti l'uno dall'altro: ad esempio la "distanza" tra un LA ed un LA# e' di un solo semitono, quella tra un LA ed un SI e' di un tono (due semitoni).
La distanza fra i gradi di una scala e' detta intervallo.
Un intervallo e' una distanza, misurata in semitoni. Ad esempio tra un LA ed un LA# c'e' un solo semitono di distanza, il che costituisce un intervallo pari da un semitono, mentre tra un LA ed un SI ci sono due semitoni di distanza, che costituiscono un intervallo di due semitoni. Ogni intervallo acquisisce un nome diverso a seconda della distanza che rappresenta, cioe' a seconda del numero di semitoni da cui e' formato.
Una scala e' costituita da uno "schema" di intervalli, ovvero da una serie di intervalli di ampiezza diversa tra i suoi gradi.
Una scala maggiore e' composta dallo schema T-T-ST-T-T-T-ST, dove T=tono e ST=semitono, che definisce la distanza fra i suoi gradi, ovvero gli intervalli della scala. Per costruire la scala maggiore di LA (A), procediamo come segue:

Otteniamo lo schema seguente:
Scala maggiore di LA
GradoFrequenza
LA - A
SI - B
DO# - C#
RE - D
MI - E
FA# - F#
SOL# - G#
LA - A

Esaminiamo gli intervalli contenuti nella scala maggiore di LA.

Quanto riassunto sara' importante per definire gli accordi.

Site content copyright 2000 by Rata (Rata's Homepage), under the John Von Turow Memorial Public Licence, except where otherwise noted. Last modified: Sun, May 28, 2000.

1