Materiali e documentazione
IL LAVORO INTEGRATO NEL PROGETTO PERSONALIZZATO FASI, STRUMENTI, ATTIVAZIONE DI RISORSE
(Elisabetta Neve)
PROGETTARE …
… azioni comuni di vita quotidiana …
È
MODO LOGICO DI PROCEDERE
che tiene sempre conto di:
Il problema (o bisogno)
Che cosa si vuole raggiungere
Le strategie con cui muoversi
Gli strumenti e le risorse necessarie
Come valutari i risultati
MA QUANDO SI PROGETTA CON RIFERIMENTO ALLE PERSONE E AI LORO BISOGNI:
Aumentano moltissimo le variabili in gioco
Prevalgono aspetti di incertezza, imprevedibilità, non ripetibilità
Nei servizi sociosanitari gran parte del nostro lavoro progettuale consiste non
tanto nel predisporre un bel progetto iniziale, quanto nel saperlo continuamente
adattare e ridefinire in corso d’opera.
Le fasi del progetto:
accoglienza della domanda
analisi e prima valutazione della situazione
definizione obiettivi e progetto
attuazione interventi
valutazione econclusione
.... dal punto di vista della concezione del destinatario:
|
Modello 1: utente consumatore |
Modello 2: progetto personalizzato |
| Persona/famiglia = solo portatrice di bisogni e problemi | Persona/famiglia è soggetto con intenzionalità, risorse |
| Valutazioni in base a prestazioni pre-definite | Valutazione in base ad analisi situazione e natura del problema (inedita) |
| Decidere e fare PER … | Decidere e fare CON |
| Risposta = erogazione prestazioni del servizio | Prestazioni = strumenti per prendersi cura della qualità di vita |
| Valutazione quantitativa, amministrativa | Valutazione anche quantitativa e istruttiva |
... dal punto di vista della ricaduta su operatori e organizzazione:
| Progettualità nominale | progettualità strumentale | progettualità assemblativa | progettualità integrata |
| per vedere che si sta facendo qualcosa | occasione per ottenere finanziamenti | valorizzare operato dei soggetti e dell'ente o territorio attraverso semplici interazioni | valorizzare lavoro interno ed esterno attraverso singergie |
Agire in modo integrato non è una scelta determinata da:
la natura del problema (multidimensionalità, particolare complessità)
la complessità organizzativa (lavoro di rete)
... per cooperare bisogna volerlo!
Il lavoro integrato è:
Interprofessionale
Interorganizzativo
Con soggetti diversi
·
La lettura della persona - alcolista - con quella famiglia - in quella particolare situazione
La valutazione sul problema e sulle possibilità risolutive
La prefigurazione di esiti
La valutazione dei risultati
... per far questo è necessario:
Non è un assemblaggio, sommatoria, accostamento di interventi
Modifica parzialmente, ma sostanzialmente le parti in gioco
Nei processi di integrazione
Ognuno perde qualcosa
ma si moltiplicano in modo esponenziale le possibilità di successo
I processi di integrazione richiedono
Consapevolezza della complementarietà tra servizi e tra soggetti (nessuno ha il monopolio dell'utente)
Accettare, riconoscere, attivare responsabilità (fra i soggetti ma anche con l'utente)
I collanti dell'integrazione
Controllo sui processi
Informazione e scambio
"educazione" e socializzazione
L'esigenza di integrazione riflette: Il bisogno e il valore di integrità della persona
Attenzione a non romperla... - E' un'operazione delicata...
Le fasi del lavoro integrato per progetti personalizzati
L'accesso ai servizi e l'accoglimento della domanda
L'analisi e la valutazione della situazione problematica
La formulazione del progetto d'intervento
La valutazione dei risultati e dell'intervento
Strumenti per il lavoro (di rete) integrato
Formazione continua integrata
Costruzione di indicatori per la valutazione
Costruzione di documentazione
Disporre di una regia forte
Costruire protocolli, linee-guida
La progettazione nel sociale è un "gioco" difficile, perchè rischia di portare alla ricerca di qualcuno che vince e di qualcuno che perde
Da un percorso di integrazione...
si esce tutti vincenti
si esce tutti perdenti
Alcune condizioni
rendere comunicabili alcuni aspetti del proprio lavoro
essere preparati a cogliere eventi inattesi
modificare la propria organizzazione di lavoro per adattarla a strategie di rete
lavorare per progetti integrati è disponibilità a costruire competenze strada facendo
è equilibrio costruttivo tra: misurare, prevedere, comunicare, esplorare, sperimentare, avere sguardi nuovi sulla realtà.
Il Centro Alcologico Territoriale Funzionale. L’approccio ecologico sociale ai problemi alcolcorrelati complessi
Danilo Tassin
moralistico
- medico
- genetico
- neurobiologico
- dell’accessibilità
- antropologico
- economico
- dell’apprendimento sociale
- condizionamento classico
- della personalità
- psicodinamico
- epidemiologico-statistico
- sistemico
- alcolisti anonimi
- ecologico-sociale (metodo Hudolin)
Chiarire l’eziologia del problema. Offrire a professionisti e non una metodologia di diagnosi precoce. Preparare un modello di trattamento precoce. Offrire la possibilità di trattamento che garantisca i migliori risultati. Offrire un rapporto costi-benefici accettabile nella gestione del programma. Rendere il trattamento facilmente accessibile a tutti i membri della comunità. Facilitare l’organizzazione di una rete territoriale di punti di supporto per la protezione e promozione della salute nella comunità locale.
Evoluzione degli Approcci ai problemi alcolcorrelati
| APPROCCIO | PROBLEMA | PERSONA | INTERVENTO |
| MORALISTICO | VIZIO | ALCOLIZZATO | REPRESSIVO |
| MEDICO | MALATTIA | ALCOLISTA | CURA |
| ECOLOGICO SOCIALE | SILE DI VITA | PERSONA CON PROBLEMI ALCOLCORRELATI | PROGRAMMA PER FAVORIRE IL CAMBIAMENTO |
Principi e orientamenti dell'Approcci Ecologico Sociale
Presupposti teorici: Sul piano teorico, l'approccio di Hudolin implica alcuni principi basilari:
il bere è un comportamento
l'alcolismo è uno stile di vita
l'alcolismo coinvolge uno solo il singolo ma tutti i membri del nucleo familiare e la comunità locale nella quale la famiglia è inserita.
“Il Club degli alcolisti in Trattamento si basa sul concetto che i problemi alcolcorrelati sono tipi di comportamento, stili di vita, causati dalle relazioni e interazioni nei sistemi ecologici, nella comunità e nella famiglia, collegati a vari
“L’alcolismo è un comportamento, uno stile di vita causato da diversi fattori, interni ed esterni all’uomo, sotto la spinta della cultura sanitaria e generale della comunità, che determina disagi psichici, fisici e sociali, alterando l’equilibrio della comunità multifamigliare locale”.
“Ne consegue che tutto il sistema nel quale l’alcolista è inserito deve entrare nel “trattamento”, considerando l’alcolista e la sua famiglia, non come alienati dalla società, ma come sua parte integrante”
V.Hudolin 1991
L’Alcolismo: stile di vita
a) Accettare il concetto di alcolismo come comportamento e stile di vita significa liberarsi, non regredire: crescere e maturare, non essere dipendente dall’istituzione, ne’ dall’operatore.
b) Se non si accetta il concetto di stile di vita, si presentano le difficoltà della medicalizzazione, psichiatrizzazione e della regressione, intesa come meccanismo di difesa psicologica.Presupposti operativi
a) La valorizzazione della famiglia come soggetto primario di “cura”.
b) La valorizzazione del volontariato.
c) L’integrazione pubblico/privato come momento costitutivo dei programmi.
d) Tutto questo propone e realizza un vero coinvolgimento comunitario. Il Club, nodo essenziale della rete comunitaria, favorisce la partecipazione e la promozione della salute, con particolare riferimento alla sfera dei problemi alcolcorrelati
e) Radicandosi nella comunità il Club, oltre a offrire informazione di se’ come strumento utilizzabile da chi ne ha bisogno, offre testimonianza forte di cambiamento possibile per di più in riferimento a famiglie spesso poco e mal radicate nella comunità.
Il Club è una comunità multifamiliare costituita da un max di 12 famiglie con problemi alcolcorrelati e un servitore/insegnante. Le famiglie del Club sono parte integrante della comunità locale e si incontrano ogni settimana per iniziare e poi consolidare il cambiamento del proprio stile di vita. Il Club lavora secondo un approccio sistemico-familiare. Il s.i. svolge un ruolo di catalizzatore, facilitatore dei processi di cambiamento.
O.M.S. Carta di Ottawa 1986
Processo attraverso il quale le persone possono essere in grado di esercitare un maggior controllo sulla propria salute e migliorarla.
Una comunità locale “normale “ potrebbe essere così rappresentata: 49% maschi, 51% femmine, 60% adulti, 18% minori, 22% anziani, 5% diabetici, 2% epilettici, 3% deficit cognitivo,1% schizofrenici, 1% tossicodipendenti, 10% alcolisti, 15% bevitori problematici, 15% con disturbi dell’umore, 12% obesi, 15% con disturbi d’ansia…… UNA SALUTE PERFETTA NON ESISTE!!!
“Curare”, nel senso tradizionale del termine, questi disturbi non è possibile. Ecco perché noi dobbiamo cercare di creare interazioni – relazioni nella comunità, in maniera che sia in grado di occuparsi di tutti questi problemi, non alienando le persone, ma creando una comunità autenticamente umana. Se io mi occupo dei problemi alcolcorrelati non posso non occuparmi di tutti gli altri problemi presenti nella comunità, perché le persone spesso avranno varie combinazioni di problemi. Non si tratta allora di riabilitare l’alcolista quanto cambiare la cultura sanitaria e generale nella comunità. In altri termini non si tratta di reinserire nella comunità le famiglie con problemi alcolcorrelati, ma di far sì che le famiglie possano crescere e maturare con comunicazione e interazione più produttiva nelle comunità nelle quali vivono e lavorano.
ladimir Hudolin. Sofferenza multidimensionale della famiglia, Padova, Eurocare, 1995.
Il Ce.A.T. funzionale, che fa propri l’approccio ecologico-sociale e i principi del lavoro di rete, rappresenta un ponte tra risorse e iniziative pubbliche e private.
Organizza vari gruppi di lavoro aperti al contributo degli operatori, famiglie dei CAT e altre risorse comunitarie.
-Prevenzione primaria;
-Territorializzazione dei CAT e individuazione di nuovi servitori/insegnanti;
-Attivazione delle scuole alcologiche territoriali;
-Formazione continua dei servit./insegnanti;
-Ricerca ed analisi dei dati;
-Attività editoriale e bibliografica;
-Supervisione.
Gli elementi del sistema sono interdipendential punto tale che qualunque cosa accada ad un elemento si ripercuote inevitabilmente sugli altri elementi.
L’approccio familiare nel C.A.T. è sistemico poiché rivolto al cambiamento delle interazioni nel sistema familiare finalizzato ad un suo migliore funzionamento sia all’interno della famiglia che della comunità di appartenenza.
La spiritualità antropologica e l’etica del lavoro
“L’uomo |...] non può |…] essere visto in una sola dimensione. In altre parole non si può guardare a tutto il suo comportamento, a tutta la sua vita come effetto del suo legame con gli alcolici. La multidimensionalità è alla base della sua vita emozionale, intellettuale, spirituale, religiosa e politica: in una parola, culturale. Se si combinano problemi di una delle dette dimensioni con quelli alcolcorrelati, possono scaturirne sofferenza assai gravi. Hudolin 1995
La diagnostica del disagio spirituale ed esistenziale
Questi disagi non sono specifici per le persone coi problemi alcol, droga, ed alcol/droga correlati, ma si trovano nella situazione odierna di molte persone nelle comunità su tutto il pianeta.
Bisogna diagnosticarle precocemente e non confonderle con altri problemi, prima di tutto le difficoltà psichiatriche e con i sintomi somatici; in Croazia abbiamo visto come la guerra può produrre i problemi antropo spirituali e viceversa.Questi problemi si esprimono con una alessitimia, vuol dire con una impossibilità di comunicazione ed interazione.
“Condizione in cui il soggetto ha la possibilità di comunicare ed interagire con la comunità in cui vive e lavora, è soddisfatto di sé e avverte soddisfazione nei rapporti con le persone con cui entra in contattoe ha la possibilità di amare e di essere amato” V.Hudolin
Il Servitore Insegnante
Il termine servitore è mutuato dalle istituzioni pubbliche che hanno organizzato i servizi. Ci si aspetta quindi che nei servizi lavorino persone che servono i loro clienti.
Servitore persona che si mette a servizio degli altri sulla base di una solidarietà reciproca, dove ognuno diventa responsabile dell’altro, o meglio, dove tutti sono responsabili di tutti.
Il servitore può essere un professionista o un volontario non professionale nel rispetto di determinate condizioni.
L’approccio multimodale al trattamento dei problemi alcolcorrelati
Patrizia Sartori
Evoluzione degli approcci alle problematiche della salute:
da assenza
di malattia a stato di benessere complessivo...a
promozione: mettere in grado
da
intervento sul singolo a attenzione alla persona nel
contesto
da
separazione a unitarietà LA RELAZIONE D’AIUTO



LA DIMENSIONE SOCIALE
3. NON LINEARITA'
4. DEFINIZIONE PIU' GLOBALE DI SUCCESSO TERAPEUTICO
STRATEGIE
5. CONTRATTUALITA'
INTEGRAZIONE TRA I DIVERSI ATTORI
STRUMENTI
EMPOWERMENT DELLA PERSONA E DELLA COMUNITA'

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