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Centro Regionale di Riferimento per la Formazione Continua (E.C.M.)

 

Materiali e documentazione del Seminario di Studi

PROBLEMI ALCOLCORRELATI E LAVORO DI RETE

EVENTO FORMATIVO ECM VENETO

Mestre 15 e 22 dicembre 2006

            Centro Don Vecchi, via Trecento Campi Mestre

Il problema delle dipendenze da sostanze, in particolare da alcol, si caratterizza per la molteplicità di fattori che possono concorrere a determinarlo e per le numerose implicazioni che esso comporta, sul piano individuale, familiare e sociale. E’ difatti ormai acquisita la necessità del ricorso ad interventi pluriprofessionali e interistituzionali per affrontare il fenomeno, sotto il profilo sia della prevenzione e della cura che del recupero di capacità e possibilità di reinserimento sociale. I servizi ed i soggetti dell’area veneziana interessati al problema avvertono la necessità di migliorare il funzionamento complessivo della rete degli interventi, sviluppando maggiore coordinamento tra le diverse agenzie pubbliche e private, chiarendo competenze, responsabilità e ruoli, rimotivando gli operatori ad un lavoro integrato.

Nell’evento formativo  sono state affrontate le seguenti tematiche:

·         la presa in carico multidimensionale di problematiche alcolcorrelate;

·         il lavoro integrato per progetti;

·         l’analisi delle criticità e delle eccellenze nelle varie fasi del processo di intervento e  nei rapporti tra servizi e con i soggetti della comunità;

·         il  modello di funzionamento in ambito alcologico: individuazione di strategie per regolare i rapporti e la comunicazione nella rete e con i pazienti;

·         l’ esperienza di rete di un altro territorio e l’introduzione dell’approccio ecologico – sociale ai problemi alcolcorrelati.

L’evento formativo ha comportato il coinvolgimento dei diversi operatori della Rete Alcologica Territoriale: la dimensione socio-sanitaria (operatori dei Ser.T., dei Distretti, dell’Ospedale); la dimensione socio- assistenziale (operatori dei Servizi Sociale degli enti locali) il terzo settore (associazioni di auto-mutuo-aiuto e operatori della comunità terapeutica residenziale).

Docenti:

Prof.ssa  Elisabetta Neve, Docente di Servizio Sociale Università di Verona e collaboratrice della Fondazione Zancan Padova

Dr. Danilo Tassin, Sociologo Ser.T. Palmanova Azienda Ulss 5 Bassa Friulana

Dr.ssa Paola Sartori, Assistente sociale, Responsabile del Servizio Integrazione Lavorativa Azienda Ulss 16 Padova

Materiali e documentazione

 

IL LAVORO INTEGRATO NEL PROGETTO PERSONALIZZATO FASI, STRUMENTI, ATTIVAZIONE DI RISORSE

(Elisabetta Neve)


PROGETTARE …
… azioni comuni di vita quotidiana …
È
MODO LOGICO DI PROCEDERE


che tiene sempre conto di:


MA QUANDO SI PROGETTA CON RIFERIMENTO ALLE PERSONE E AI LORO BISOGNI:
Aumentano moltissimo le variabili in gioco
Prevalgono aspetti di incertezza, imprevedibilità, non ripetibilità


Nei servizi sociosanitari gran parte del nostro lavoro progettuale consiste non tanto nel predisporre un bel progetto iniziale, quanto nel saperlo continuamente adattare e ridefinire in corso d’opera.

Le fasi del progetto:

  1. accoglienza della domanda

  2. analisi e prima valutazione della situazione

  3. definizione obiettivi e progetto

  4. attuazione interventi

  5. valutazione econclusione

.... dal punto di vista della concezione del destinatario:

Modello 1: utente consumatore

Modello 2: progetto personalizzato

Persona/famiglia = solo portatrice di bisogni e problemi Persona/famiglia è soggetto con intenzionalità, risorse
Valutazioni in base a prestazioni pre-definite Valutazione in base ad analisi situazione e natura del problema (inedita)
Decidere e fare PER … Decidere e fare CON
Risposta = erogazione prestazioni del servizio Prestazioni = strumenti per prendersi cura della qualità di vita
Valutazione quantitativa, amministrativa Valutazione anche quantitativa e istruttiva
 

... dal punto di vista della ricaduta su operatori e organizzazione:

Progettualità nominale progettualità strumentale progettualità assemblativa progettualità integrata
per vedere che si sta facendo qualcosa occasione per ottenere finanziamenti valorizzare operato dei soggetti e dell'ente o territorio attraverso semplici interazioni valorizzare lavoro interno ed esterno attraverso singergie

Agire in modo integrato non è una scelta determinata da:

  1. la natura del problema (multidimensionalità, particolare complessità)

  2. la complessità organizzativa (lavoro di rete)

... per cooperare bisogna volerlo!

Il lavoro integrato è:

l
l
 E' necessario:
  • Mettere in discussione la propria percezione
  • Disponibilità a mettersi in comunicazione

·       

Che cosa condividere:

La lettura della persona - alcolista - con quella famiglia - in quella particolare situazione

La valutazione sul problema e sulle possibilità risolutive

La costruzione di obiettivi comuni

La prefigurazione di esiti

La valutazione dei risultati

... per far questo è necessario:

  • prendersi il tempo
  • attenzione alle relazioni, non solo ai contenuti

 

 

L'integrazione

  • Non è un assemblaggio, sommatoria, accostamento di interventi

  • Modifica parzialmente, ma sostanzialmente le parti in gioco

Nei processi di integrazione

  • Ognuno perde qualcosa

  • ma si moltiplicano in modo esponenziale le possibilità di successo

I processi di integrazione richiedono

  • Consapevolezza della complementarietà tra servizi e tra soggetti (nessuno ha il monopolio dell'utente)

  • Accettare, riconoscere, attivare responsabilità (fra i soggetti ma anche con l'utente)

I collanti dell'integrazione

  • Controllo sui processi

  • Informazione e scambio

  • "educazione" e socializzazione

L'esigenza di integrazione riflette: Il bisogno e il valore di integrità della persona

Attenzione a non romperla... - E' un'operazione delicata...

Le fasi del lavoro integrato per progetti personalizzati

  1. L'accesso ai servizi e l'accoglimento della domanda

  2. L'analisi e la valutazione della situazione problematica

  3. La formulazione del progetto d'intervento

  4. La valutazione dei risultati e dell'intervento

Strumenti per il lavoro (di rete) integrato

  • Formazione continua integrata

  • Costruzione di indicatori per la valutazione

  • Costruzione di documentazione

  • Disporre di una regia forte

  • Costruire protocolli, linee-guida

La progettazione nel sociale è un "gioco" difficile, perchè rischia di portare alla ricerca di qualcuno che vince e di qualcuno che perde

Da un percorso di integrazione...

  • si esce tutti vincenti

  • si esce tutti perdenti

Alcune condizioni

  • rendere comunicabili alcuni aspetti del proprio lavoro

  • essere preparati a cogliere eventi inattesi

  • modificare la propria organizzazione di lavoro per adattarla a strategie di rete

  • lavorare per progetti integrati è disponibilità a costruire competenze strada facendo

  • è equilibrio costruttivo tra: misurare, prevedere, comunicare, esplorare, sperimentare, avere sguardi nuovi sulla realtà.

 

 

Il Centro Alcologico Territoriale Funzionale. L’approccio ecologico sociale ai problemi  alcolcorrelati complessi

Danilo Tassin

Teorie e Approcci  ai problemi alcolcorrelati

  •  moralistico

  • - medico

  • - genetico

  • - neurobiologico

  • - dell’accessibilità

  • - antropologico

  • - economico

  • - dell’apprendimento sociale

  • - condizionamento classico

  • - della personalità

  • - psicodinamico

  • - epidemiologico-statistico

  • - sistemico

  • - alcolisti anonimi

  • - ecologico-sociale (metodo Hudolin)

UNA VALIDA TEORIA dovrebbe….

Chiarire l’eziologia del problema. Offrire a professionisti e non una metodologia di diagnosi precoce. Preparare un modello di trattamento precoce.  Offrire la possibilità di trattamento che garantisca i migliori risultati. Offrire un rapporto costi-benefici accettabile nella gestione del programma. Rendere il trattamento facilmente accessibile a tutti i membri della comunità. Facilitare l’organizzazione di una rete territoriale di punti di supporto per la protezione e promozione della salute nella comunità locale.

Evoluzione degli Approcci ai problemi alcolcorrelati

APPROCCIO PROBLEMA PERSONA INTERVENTO
MORALISTICO VIZIO ALCOLIZZATO REPRESSIVO
MEDICO MALATTIA ALCOLISTA CURA
ECOLOGICO SOCIALE SILE DI VITA PERSONA CON PROBLEMI ALCOLCORRELATI PROGRAMMA PER FAVORIRE IL CAMBIAMENTO

 Principi e orientamenti dell'Approcci Ecologico Sociale

Presupposti teorici: Sul piano teorico, l'approccio di Hudolin implica alcuni principi basilari:

  1. il bere è un comportamento

  2. l'alcolismo è uno stile di vita

  3. l'alcolismo coinvolge uno solo il singolo ma tutti i membri del nucleo familiare e la comunità locale nella quale la famiglia è inserita.

“Il Club degli alcolisti in Trattamento si basa sul concetto che i problemi alcolcorrelati sono tipi di comportamento, stili di vita, causati dalle relazioni e interazioni nei sistemi ecologici, nella comunità e nella famiglia, collegati a vari

“L’alcolismo è un comportamento, uno stile di vita causato da diversi fattori, interni ed esterni all’uomo, sotto la spinta della cultura sanitaria e generale della comunità, che determina disagi psichici, fisici e sociali, alterando l’equilibrio della comunità multifamigliare locale”.

“Ne consegue che tutto il sistema nel quale l’alcolista è inserito deve entrare nel “trattamento”, considerando l’alcolista  e la sua famiglia, non come alienati dalla società, ma come sua parte integrante”         

                                                        V.Hudolin 1991

L’Alcolismo: stile di vita

a) Accettare il concetto di alcolismo come comportamento e stile di vita significa liberarsi, non regredire: crescere e maturare, non essere dipendente dall’istituzione, ne’ dall’operatore.

b) Se non si accetta il concetto di stile di vita, si presentano le difficoltà della medicalizzazione, psichiatrizzazione e della regressione, intesa come meccanismo di difesa psicologica.  

Presupposti operativi

a) La valorizzazione della famiglia come soggetto primario di “cura”.

b) La valorizzazione del volontariato.

c) L’integrazione pubblico/privato come momento costitutivo dei programmi.

d) Tutto questo propone e realizza un vero coinvolgimento comunitario. Il Club, nodo essenziale della rete comunitaria, favorisce la partecipazione e la promozione della salute,  con particolare riferimento alla sfera dei problemi alcolcorrelati

e) Radicandosi nella comunità il Club, oltre a offrire informazione di se’ come strumento utilizzabile da chi ne ha bisogno, offre testimonianza forte di cambiamento possibile per di più in riferimento a famiglie spesso poco e mal radicate nella comunità.

Il Club è una comunità multifamiliare costituita  da un  max di 12 famiglie con problemi alcolcorrelati e un servitore/insegnante. Le famiglie del Club sono parte integrante della comunità locale e si incontrano ogni settimana per iniziare e poi consolidare il cambiamento del proprio stile di vita. Il Club lavora secondo un approccio sistemico-familiare. Il s.i. svolge un ruolo di catalizzatore, facilitatore dei processi di cambiamento.     

Il sistema è un insieme di elementi in interazione fra di loro;
Gli elementi sono in comunicazione continua;  non possono non comunicare
 

La promozione della salute - O.M.S. Carta di Ottawa 1986

Processo attraverso il quale le persone possono essere in grado di esercitare un maggior controllo sulla propria salute e migliorarla.

Una comunità locale “normale “ potrebbe essere così rappresentata:  49% maschi, 51% femmine, 60% adulti, 18% minori, 22% anziani, 5% diabetici, 2% epilettici, 3% deficit cognitivo,1% schizofrenici, 1% tossicodipendenti, 10% alcolisti, 15% bevitori problematici, 15% con disturbi dell’umore, 12% obesi, 15% con disturbi d’ansia……  UNA SALUTE PERFETTA NON ESISTE!!!

“Curare”, nel senso tradizionale del termine, questi disturbi non è possibile. Ecco perché noi dobbiamo cercare di creare interazioni – relazioni nella comunità, in maniera che sia in grado di occuparsi di tutti questi problemi, non alienando le persone, ma creando una comunità autenticamente umana.  Se io mi occupo dei problemi alcolcorrelati non posso non occuparmi di tutti gli altri problemi presenti nella comunità, perché le persone spesso avranno varie combinazioni di problemi.  Non si tratta allora di riabilitare l’alcolista quanto cambiare la cultura sanitaria e generale nella comunità. In altri termini non si tratta di reinserire nella comunità le famiglie con problemi alcolcorrelati, ma di far sì che le famiglie possano crescere e maturare con comunicazione e interazione più produttiva nelle comunità nelle quali vivono e lavorano.

 Vladimir Hudolin. Sofferenza multidimensionale della famiglia, Padova, Eurocare, 1995.

 

IL CENTRO ALCOLOGICO TERRITORIALE FUNZIONALE

Il Ce.A.T. funzionale, che fa propri  l’approccio ecologico-sociale e i principi del lavoro di rete, rappresenta un ponte tra risorse e iniziative pubbliche e private.

Organizza vari gruppi di lavoro aperti al contributo degli operatori, famiglie dei CAT e altre risorse comunitarie.

PRINCIPALI ATTIVITA’

-Prevenzione primaria;

-Territorializzazione dei CAT e individuazione di nuovi servitori/insegnanti;

-Attivazione delle scuole alcologiche territoriali;

-Formazione continua dei servit./insegnanti;

-Ricerca ed analisi dei dati;

-Attività editoriale e bibliografica;

-Supervisione. 

Gli elementi del sistema sono interdipendenti al punto tale che qualunque cosa accada ad un elemento si ripercuote inevitabilmente sugli altri elementi.

L’approccio familiare nel C.A.T. è sistemico poiché rivolto al cambiamento delle  interazioni nel sistema familiare finalizzato ad un suo migliore funzionamento sia all’interno della famiglia che della comunità di appartenenza.

La spiritualità antropologica  e l’etica del lavoro

“L’uomo |...] non può |…] essere visto in una sola dimensione. In altre parole non si può guardare a tutto il suo comportamento, a tutta la sua vita come effetto del suo legame con gli alcolici. La multidimensionalità è alla base della sua vita emozionale, intellettuale, spirituale, religiosa e politica: in una parola, culturale. Se si combinano problemi di una delle dette dimensioni con quelli alcolcorrelati, possono scaturirne sofferenza assai gravi.  Hudolin 1995

La diagnostica del disagio spirituale ed esistenziale

“Già al secondo Congresso della Spiritualità Antropologica ed Ecologia Sociale si è discusso sulla possibilità di diagnosticare il disagio spirituale ed esistenziale.

Questi disagi non sono specifici per le persone coi problemi alcol, droga, ed alcol/droga correlati, ma si trovano nella situazione odierna di molte persone nelle comunità su tutto il pianeta.

Bisogna diagnosticarle precocemente e non confonderle con altri problemi, prima di tutto le difficoltà psichiatriche e con i sintomi somatici; in Croazia abbiamo visto come la guerra può produrre i problemi antropo spirituali e viceversa.  

Questi problemi si esprimono con una alessitimia, vuol dire con una impossibilità di comunicazione ed interazione.

La persona colpita perde la possibilità di interagire in società, può sentirsi depressa non potendo comprendere se stessa, gli altri, comprendere che cosa stia accadendo perdendo la speranza e la voglia di fare qualche cosa…”  Hudolin- Assisi 1995

 

Valorizzando la solidarietà, l’amicizia,l’amore, cercando di accettare la diversità e la convivenza e imparando a promuovere la pace, il Club fa il possibile per proteggere i valori spirituali specifici dell’uomo…
I Club con il loro lavoro, sia nella comunità multifamigliare (Club), sia in quella locale, promuovono il cambiamento della cultura sanitaria e generale esistente, per giungere ad una migliore qualità della vita.
Hudolin 1993

Salute

“Condizione in cui il soggetto ha la possibilità di comunicare ed interagire con la comunità in cui vive e lavora, è soddisfatto di sé e avverte soddisfazione nei rapporti con le persone con cui entra in contatto e ha la possibilità di amare e di essere amato” V.Hudolin

Il Servitore Insegnante

Il termine servitore è mutuato dalle istituzioni pubbliche che hanno organizzato i servizi. Ci si aspetta quindi che nei servizi lavorino persone che servono i loro clienti.  

Servitore persona che si mette a servizio degli altri sulla base di una solidarietà reciproca, dove ognuno diventa responsabile dell’altro, o meglio, dove tutti sono responsabili di tutti.

Il servitore può essere un professionista o un volontario non professionale nel rispetto di determinate condizioni.

  

 

 

L’approccio multimodale al trattamento dei problemi alcolcorrelati

 Patrizia Sartori

 
 
L’approccio multimodale al trattamento dei problemi alcolcorrelati

Evoluzione degli approcci alle problematiche della salute:

da assenza di malattia a stato di benessere complessivo...a promozione: mettere in grado
da intervento sul singolo a attenzione alla persona nel contesto
da separazione a unitarietà
 
LA COMUNITÀ?
 
“comunità è un’area di persone che condividono un legame che le implica e fanno giochi fiduciari tra di loro
Marco Ingrosso, Lettura sociale della salute e promozione della qualità della vita
 

LA RELAZIONE D’AIUTO

 
da processo terapeutico a processo di apprendimento, in cui l’utente è protagonista dotato di risorse e l’operatore mette in atto un’azione di accompagnamento nel cambiamento.
 
1.considerazione contestuale delle diverse dimensioni (persona, ambiente, risorse del territorio) e impostazione di interventi diretti ai diversi livelli.
   
    Antiseri: “i problemi superano i confini disciplinari”
 
èvalutazione multiprofessionale
è integrazione degli interventi
...ma attenzione ai rischi!
 
 

 

PARTIRE DA DOVE LA PERSONA SI TROVA...
 
ma con regole chiare:
 
CONTRATTUALITÀ

 

 

 

LA DIMENSIONE SOCIALE

 Gli interventi rivolti al contesto ambientale non solo si integrano, ma sono fondamentali nel progetto di recupero.

è approccio ecologico

3. NON LINEARITA'

il percorso di recupero non è lineare, ma procede attraverso cicli, con verifiche e ridefinizione di obiettivi e strategie
 

4. DEFINIZIONE PIU' GLOBALE DI SUCCESSO TERAPEUTICO

superare la dicotomia successo(=sobrietà)/fallimento assoluto
 è graduale e parrziale miglioramento della qualità della vita e del funzionamento sociale..

STRATEGIE

Non dare per scontato l’obiettivo
Uscire dal circolo vizioso della manipolazione
vQUI E ORA: essere “in situazione”
vRESPONSABILITA’ CLIENTE
vTECNICHE MOTIVAZIONALI
vSTRATEGIE DI COMPITO
 

5. CONTRATTUALITA'

l’utente è protagonista, parte attiva nella formulazione degli interventi. Importanza del contratto, anche in contesti coatti  (genitorialità, programmi alternativi alla detenzione)
è definizione e la verifica, effettuati con l’utente, dei risultati da raggiungere e delle azioni concrete da realizzare.
 

INTEGRAZIONE TRA I DIVERSI ATTORI

SU UN PIANO METODOLOGICO:
èmodalità e strumenti che facilitino la comunicazione, soprattutto nei “passaggi”
èvalutazione congiunta degli interventi
èrete di supporto dopo la conclusione

STRUMENTI

Accoglienza/orientamento: analisi delle aspettative, delle risorse e dei bisogni.
Definizione del progetto: esplicitazione delle finalità, definizione di obiettivi specifici, tempi e compiti
Monitoraggio e valutazione: evitare che “la conclusione si dissolva nel tempo” (Lerma)
 

EMPOWERMENT DELLA PERSONA E DELLA COMUNITA'

Circolarità di saperi e risorse che portano alla costituzione di un “capitale sociale” del territorio, costituito da informazioni e conoscenze, norme condivise, relazioni.

V. Belotti, Valutare il lavoro.

 

 

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