FAQ aggiuntiva di it.cultura.ateismo Manutentore Draco roboter mail roccopapaleo@yahoo.it si puo' trovare su http://it.geocities.com/roccopapaleo/faq/ica/aicafaq.txt prima versione del 13 luglio 2001 v. alpha del 26 marzo aggiunta ulteriore distinzione tra fede e credenza, e una parte sul rapporto tra politica e ateismo a cura di electra v. 0.1 del 27 marzo aggiunte note sull'inutilita' di dio v. 0.11 del 28 marzo aggiunte sull'etica v. 0.12 del 24 maggio def ateismo _razionalista_ e _irrazionalista_ v. 0.13 del 12 luglio varie sulla razionalita' e la scienza Costruita raccogliendo domande e risposte su ica e reimpastando il tutto. Una personale aggiunta alla faq ufficiale. http://www.alger.it/otto/icafaq.html Hanno partecipato (volenti o nolenti) Cristiano Sadun, hadriel, El Pessimo Tibetano, Antonio Fanelli, Draco Roboter, Stefano Bodini, Maurizio *diaspar* Sani, tito-tazio, electra e soprattutto toto, ro-laren. Indice 1. Vezzi 2. La Fede 2.1 Cosa e' una credenza 2.2 Cosa dice la scienza di dio? 2.3 L'ateismo e' irrazionale? 3. Tassonomia 4. Politica 5. Etica 6. Motti D. L'ateismo e' una fede R. No. D. Ha dei Dogmi? R. No. D. Vabbe' ma non potresti spiegarmelo meglio? R. Hai letto la faq? VEZZI D1. quale motivo scrivete "Dio" con la "d" minuscola? R1. E' nostra opinione che il sostantivo "dio" sia nome comune e non proprio. LA FEDE D. Che differenza c'è tra fede e credenza? R. La fede e' immutabile e non discutibile , la credenza e' solo una affermazione temporanea valida cioe' solo fino al momento in cui viene dimostrata falsa. E' un qualcosa in divenire, una approssimazione comoda. In altre parole. La stessa che c'e' tra una legislazione ed una auto-regolamentazione : nel primo caso si fanno certe cose perche' si e' costretti (dalla legge), nel secondo perche' si ritiene che _al momento_ un certo comportamento sia quello che porta piu' vantaggi. In altre parole. Credere/avere una credenza: Accogliere nell'ambito delle proprie convinzioni qualcosa, con un procedimento *qualsiasi* Fede: Credenza senza bisogno di prove esperibili o dimostrazioni logiche, di solito per il principio di autorita', escludendo di poter cambiare opinione. D. Anche i credenti possono cambiare idea, nulla vieta di essere cristiana, poi atea, e poi ancora musulmano. R. Stai confondendo la persona con la credenza stessa. L'ateismo/agnosticismo prevede al suo interno la possibilita' di essere errato le religioni no. D. Fiducia,fede,credenza,certezza,senso comune non sono la verita', e' hanno tutte lo stesso significato. R. Mi sembra che si stia facendo confusione tra l'oggetto (una proposizione, ad esempio "esistono le divinita'" oppure "l'universo e' conoscibile") e l'atteggiamento che i vari soggetti hanno verso tale oggetto (accettazione o meno). Una proposizione puo' essere vera, falsa o indeterminabile (all'interno di un certo schema assiomatico) : la differenza si esplica solo sulle proposizioni indeterminate (giacche' le altre sono autoesplicative) nel senso che se una persona "ha fede" in una di tali proposizioni, la ritiene vera sempre e comunque. Chi invece si limita alla "supposizione di verita'" attua un compromesso, accettando la momentanea verita' della proposizione fino a quanto non entrano in gioco elementi che rendano incompatibile la verita' della stessa con la restante base delle conoscenze. D. L'ateismo ha dei dogmi? R. No, si puo' pero' dire che ha dei postulati, degli assiomi. D. Quelli che seguono sono dogmi dell'ateismo? R. No sono postulati POSTULATI 1- L'ateismo _razionalista_ ritiene che sia utile prendere in considerazione solo quello che può essere dimostrato tramite l'osservazione, e quindi che l'ipotesi dio, della quale non è possibile dare dimostrazione, e inutile. Di conseguenza decide arbitrariamente di escludere dio dal proprio modo di vedere e di pensare. [Esistono in realta' molti tipi di ateismo uno diverso per ogni ateo probabilmente] Confutazione: Dio è per definizione collocato cioè fuori della realtà visibile e sperimentabile. Non può esserne dimostrata, quindi, nè l'esistenza né l'inesistenza per mezzo di argomentazioni puramente razionali e naturali. Contro-confutazione: Siamo daccordo. Solo che decidere la non esistenza di un entita' inutile e' solo una arbitraria comodita' che gli atei applicano, senza pretendere di dire la *verita'*. Pensiamo di avere applicato una banale decisione metodologica ci stupiamo che non la applichino tutti. Va precisato che la definizione data e' tipica del cattolicesimo non di *tutte* le religioni. Infine non basta dire che una certa credenza non puo' essere considerata scientifica o provabile per fare di essa una fede [vedi differenza tra fede e credenza]. 2- L'ateismo, in tutte le sue varianti, afferma che la religione è una solo una costruzione mentale e una invenzione fantastica degli esseri umani. E nelle versioni piu' avanzate , invece di affermare la falsita della religiosita', dice che dio e' *inutile* Confutazione: in ogni epoca e presso ogni etnia la religione è presente, in quanto componente tipica dell'uomo, manifestazione necessaria e ineliminabile di un bisogno autentico della natura umana. E anche oggi la maggior parte delle persone e' credente. Contro-confutazione: Salto logico ovvero paralogismo: dire che c'e' sempre stata non e' la stessa cosa che dire che e' necessario che ci sia. Ammesso anche che sia necessario che ci sia non implica che sia *vera* o meglio *utile*. Direi che da questo punto di vista, l'affermazione andrebbe modificata in "Una percentuale considerevole degli uomini vissuti fino ad oggi aderiva a pratiche di stampo religioso e anche attualmente una percentuale considerevole degli uomini aderisce a pratiche di stampo religioso" Per esempio in passato una delle maggiori cause di morte era la denutrizione e che ancora oggi una percentuale considerevole dell'umanita' e' afflitta da questo problema. Questo non vuol dire pero' che "L'uomo muoia di fame", ne' che la denutrizione in se' sia una bella cosa... D. L'ateismo rappresenta, quindi, una "anomalia" R. Diamo fastidio? Bene :-) D Neanche la scienza non ha a che fare con la verità assoluta. Quindi e' necessario dio per raggiungerla. R. Premessa sulla scienza vera, conclusione errata. La premessa e' vera per il semplice fatto che la verita' *assoluta* non esiste, o perlomeno ammesso che esista non e' raggiungibile. D. dov'è la differenza nel processo che porta a "credere" tra teisti ed ateisti? Esistono almeno due scuole di pensiero in merito tra i postanti di ICA di cui delineo di seguito le approssimative linee guida, commenti e critiche sono graditi. La posizione Sadun-The.dentist-Fanelli-Bodini-otto(mettete la firma qui) - il punto di vista ateo e' scientifico inn quanto e' pratica comune nella scienza estromettere dalla teoria ogni elemento di cui non ci siano evidenze. Non esistono motivi [validi] per includere nella descrizione dell'universo enti la cui esistenza non e' provata, per il ragionamento di Ockham. li si toglie dalla teoria. La posizione Corda-Mattei-(mettete la firma qui) -il punto di vista ateo e' una metafisica e non e' in se' scientifico, in quanto popperianamente non falsificabile ne' peraltro finora verificato. Cosi' come e' metafisica la scelta metodologica di estromettere dalle cose vere quelle non verificate. Il resto prosegue insieme. In ogni caso e' compito dei teisti portare prove a favore della loro fede per la semplice osservazione di buon senso che ci sono piu' cose non esistenti che cose esistenti al mondo (i matematici mi perdonino :-) Se io ti dico "Oggi ho visto un clampclamp bluetto" non sembra ragionevole che chi mi ascolta debba portare prove della non esistenza del clampclamp bluetto. Gli atei non hanno una *fede* ma una credenza. Tutte le volte che si parla di cio' che si *sa* in realta' si parla di cio' che si crede, e questa cosa vale per la religione come per la scienza come in realta' per qualsiasi cosa. La fede e' un tipo particolare di *credenza* che non abbisogna di rapporti con la realta' per esistere. Gli atei non hanno una fede perche' posti davanti al roveto ardente (o quello che e') inizierebbero a credere all'esistenza di uno o piu' dei. Ne' si puo' dire che ci siano dogmi, per lo stesso motivo. Quello che distingue un dogma da un assioma e' l'immutabilita' del primo. In buona sostanza e da un altro punto di vista , quello che ci distingue e' il dubbio. Beninteso non il semplice sentimento che ci porta a non essere sicuri, ma la decisione a priori di cambiare idea a certe condizioni. D. Non si puo' concludere che entrambi hanno "fede" nel risultato delle loro congetture mentali.? R. Se al posto di *fede* ci metti *fiducia* e' vero, ma per la banale ragione che ogni essere umano non schizofrenico ha fiducia nelle proprie credenze. D. la frase "Dio non esiste" o è vera o non lo è. R. Anche questa e' una credenza ma su questa siamo daccordo. La proposizione "Dio esiste" e universalmente ritenuta non definibile in modo da poter essere analizzata criticamente (falsificata) e' che quindi supporre l'esistenza di una divinita' e' solo metafisicamente possibile. Insomma, la proposizione "Dio non esiste" allo stato attuale non e' ne' vera ne' falsa da un punto di vista sperimentale. Quindi puo' essere presa arbitrariamente come vera o falsa per motivi extralogici. La discussione tra atei e agnostici sta proprio in questo: se sia utile negare l'esistenza di un dio o no. D. Se è vera tutti d'accordo altrimenti se non lo è l'ateismo è una fede, una credenza; R. Che sia *vera* o meno la frase *dio non esiste* descrive una credenza. Una credenza che puo' o meno essere considerata scientifica a secondo di cosa si intenda per *scienza* D La questione dell'onere della prova è a carico di tutti sia degli atei che dei non atei; altrimenti troppo comodo. R. La risposta standard e' quella "alla domanda l'ateismo e' una fede". Perche' ci sia prova dovresti partire dal presupposto che dio sia esperibile, ovvero dentro il mondo e cio' (per molte religioni) sarebbe un problema. Inoltre c'e' un problema piu' sottile legato alla risposta di babbo Natale: il motivo per il quale questo particolare Drago non puo' essere visto e' che, anche se fosse visto non sarebbe riconosciuto visto che nessuno ha mai dato una buona definizione di cosa bisogna cercare. D. se i cattolici chiedono di votare per i politici che sostengono i "valori" cristiani perche' non cominciate a fare altrettanto ? D. Quindi stai dicendo che l'ateo non crede, non ha convinzioni, credenze R. Certo che ha delle credenze, ed e' impossibile non averle, per il semplice fatto che tutto cio' che siamo e' una credenza. La principale credenza che abbiamo e' quella di *esserci*. Cogito ergo sum diceva Cartesio. R. Perche' non abbiamo "valori atei". D. Ognuno di noi ha i suoi valori e il fatto che siamo atei poco a che vedere sia con tali valori sia con il bisogno di rappresentarli. Il vivere civile, il rispetto del prossimo, l'aiutare chi ha bisogno sono cose che dovrebbero trascendere completamente dal credere o non credere in un dio. Dovrebbero fare parte del corredo intellettivo di ogni persona Il giorno che chi credera' in qualche dio la piantera' di buttare il tutto nel sociale forse il mondo potra' davvero progredire. D Io credo in Dio perché credo a quanto hanno visto testimoni oculari e perché l'ho sperimentata nella mia vita. Non credo in forza dei dogmi. R. Noi dubitiamo nella credibilita' di quei testimoni oculari, e pensiamo sia inutile discutere del misticismo. Ovvero non ci sembra una prova degna di rispetto dire che qualcosa esiste perche' qualcuno dice "io credo che esista" e' nostro parere che le prove di esistenza vadano nell'altra direzione. Il fatto che il credente si trova bene con la tua religione significa solo questo: un buon adattamento religione-mente del credente. Sull'inutilita' di dio D. Secondo voi quindi dio e' innanzi tutto inutile? R. Si' D. Dire che è inutile una cosa di cui ha bisogno quasi tutta la popolazione mondiale è "offensivo". R. Mi spiace, il concetto di offensivo e' purtroppo relativo. D. Si ma e' anche falso. R. No. Dio e' inutile (come chiosava Laplace a Napoleone) perche' non c'e' nessuna necessita' di aggiungerlo alle teorie che cercano di spiegare come funziona il mondo. Io posso supporre l'esistenza di un'infinita' di oggetti e posso credere pure in essi, ma se non ho la possibilita' di dimostrare un interazione tra questi oggetti ed il mondo fisico esplorabile dai sensi, questi oggetti sono del tutto inutili. Non e' necessario che un ateo affermi "non credo in Dio", e' sufficiente che consideri l'oggetto "Dio" come non-tracciabile. L'opinione dei teisti in merito e', purtroppo per loro, ininfluente. D. Ma Dio e' utile a spiegare le seguenti cose D1- (Obiezione scientifica.) L'universo è governato da leggi che trascendono la comprensione umana, ma che non sono confutabili. R. Dimmene una :-) Piu' seriamente: se dici che trascendono la comprensione non le conosceremo mai, ne' potremo confutarli. Se trascendono come fanno ad essere confutate? E soprattutto se trascendono come fai a a sapere che esistono? Quindi a che pro discuterne? D2. (Obiezione Ontologica)L'universo ha avuto una nascita (Big Bang) e avra' sicuramente un termine. Sull'origine dell'universo la scienza non può dire nulla, in quanto fenomeno non osservabile. R. Quella e' solo una delle tante teorie cosmologiche, anche se e' in effetti quella che oggi si considera standard. Ma ammettiamo quindi che questa causa prima esista, a questo punto avremo un dio che ha come unico scopo quello di aggiustare una teoria che ci pare incompleta, infatti questo dio non ha le caratteristiche degli dei delle religioni. Semplicemente dice *fiat lux* e se ne va, senza promettere niente: ne' la vita eterna, ne' un significato all'esistenza. Da una parte questa entita' e' (come sempre) inutile alla teoria, in quanto non spiega nulla che la teoria non spieghi da sola, in piu' non e' neanche utile psicologicamente essendo indifferente quanto la *natura* della scienza. D3- (Obiezione biologica) L'origine della vita sul pianeta Terra rimane un grosso mistero. L'ipotesi evoluzionista della formazione spontanea della vita, non ha trovato alcuna convalida scientifica. R- Si puo' parafrasare questo con:- "al momento non sappiamo come si sia evoluta la vita su questo pianeta e quindi c'e' spazio per l'ipotesi sia stato qualche dio". Ovvero: "non so niente per cui mi invento la risposta: dio". Usare questo dio come tappabuchi non serve. Non c'e' progresso nel sostituire "Funziona cosi' perche' e' cosi'" con "Funziona cosi' per volere di Dio", a meno che "Dio" non sia un oggetto indagabile scientificamente. D- Obiezione storica/antropologica/psicologica. La religione, in quanto categoria di pensiero, fa parte integrante della storia dell'umanità. E' una componente ineliminabile della natura umana, una risposta al bisogno di trovare una risposta al mistero dell'esistenza, inclusa la morte. R- Ovvero: l'ignoranza delle cose su questo pianeta ha sempre generato credenze e dei di ogni tipo, con ogni potere e ogni scopo. Stai semplicemente dicendo che la religione esiste, nessun ateo l'ha mai negato, e che qualunque cosa sia il bisogno di cui parli lo soddisfa. La religione e' pero' solo *un* modo di soddisfarlo, non l'unico. Per alcuni e' dio, per altri la politica o la droga, l'utilita' e' la stessa - e ancora, nell'ipotesi che la tua assunzione sia vera - nessun ateo l'ha mai negato: dio e' una palla socialmente utile, come babbo natale e' utile per non deprimere un bimbo di dieci anni con i dettagli dell'acquisto dei giocattoli. Vedi anche: http://www.linux.it/~della/fallacies/ricorso-alla-tradizione.html http://www.linux.it/~della/fallacies/ricorso-a-credenze.html D-La religione, in quanto fenomeno spirituale, non è assimilabile a fenomeni di altro genere R- La spiritualita' e' quando esiste un bisogno psicologico quindi strettamente fisico. D- ma dio puo' servire a fini psicologici come modo per tranquillizzarsi ed evitare la paura della morte ade sempio. R- Questo puo' essere : se una persona vive meglio pensando che esistono le divinita', a tutto il diritto di continuare a crederci. A noi importa solo che il tutto resti su un piano personale. D. Se Dio non esiste, non esiste al di là della mia fede; se esiste sta sorridendo dei tuoi argomenti. R. Io non ho argomenti contro dio, ma solo argomenti contro le credenze in dio. Perche' posso osservare queste ultime e le persone che le portano mentre dio stesso no. La scienza (PREMESSA: dire che una affermazione e' scientifica non significa affermare che e' una affermazione vera, ma solo che e' una affermazione studiabile dalla scienza) D. La scienza e' atea? R. La scienza non può risolvere il problema e non ha interesse a risolvere il problema. La scienza è agnostica. Ovvero: dal punto di vista della scienza credere o non credere in un dio non fa nessuna differenza, in certi limiti, ad esempio evitando di credere anche ai miracoli e assimilabili. D. Se Cristo è Dio mi pare esuli un po' dalla possibilità della scienza dimostrare che non possa risorgere o incarnarsi in 'ostia. R. Dire che Cristo e' un dio significa fare una affermazione non scientifica, invece dire che un pezzo di pane diventa carne umana e' invece una affermazione scientifica perfettamente studiabile. L'affermazione in questione e' (AFAIK) falsa. D. Se essere atei e' una posizione metodologica e/o metafisica solo una scelta estetica.non, in se', scientifica. Anche essere credenti può esserlo. Dov'è la differenza ? R. Conosco pochi tipi di credenti, buddisti di solito, che hanno una posizione simile. Nel caso in cui si creda in un dio senza nessun altra implicazione (miracoli, anima...), la differenza e' di solito solo nel fatto che l'ateo ammette di potersi sbagliare. Chi ad esempio pensa che dio esista ma che non abbia rapporti diretti con l'universo ha una posizione credo inattaccabile. Non la definirei irrazionale, al piu' semplicemente superflua. D. L'ateo può cambiare opinione (cessando di essere ateo), l'ateismo no. R. Se si dimostrasse che dio esiste l'ateismo (razionalista) cesserebbe di esistere. D. La posizione agnostica e' razionalmente piu' fondata? R. E' abbastanza vero, gli atei pensano pero' che la loro posizione sia emotivamente piu' appagante. D. Essere razionali vuol dire essere razionali in senso scientifico? Cioe' che sono utili sono quelle credenze che portano ad una migliore spiegazione dei dei fenomeni fisici, sociali, culturali.. R. Si accettano proposte per metodi migliori, sino ad allora si'. Se si chiarisce che non e' in se' irrazionale avere una posizione metafisica. D. Gli scienziati devono essere agnostici o atei? R. Non necessariamente, ma probabilmente faranno male il loro lavoro quegli scienziati che metteranno dio tra le ipotesi da cui partono L'onere della prova D. La circostanza che allo stato attuale l'esistenza di Dio sia un fatto non provabile non significa che sia falso che Dio esista R. L'ateismo razionalista, infatti, non afferma questo. D. Le teorie "Dio esiste" e "Dio non esiste" sono in reltà la stessa teoria, una descrizione della realtà vera o falsa (non esiste cioè un onere della prova per i credenti). R. Per la scienza e' chi afferma l'esistenza di enti e non chi la nega che ha l'onere della prova. Quindi o si ammette che la cosa non e' studiabile oppure si porta la prova in questione. D. entrambe hanno pretesa di verità generale e quindi chiunque liquidi il problema come una opinione personale non ragiona in modo scientifico R. Certo che si'. Quando la scienza non prende posizione (come in questo ed in altri casi) accetta qualsiasi decisione D. Esiste una differenza tra vero/falso e utile ed inutile. Questo che viene descritto non è una negazione di Dio ma appunto un indirizzo metodologico. R. Le due cose, nell'ateismo razionalista, coincidono. D. la negazione metodologica di Dio è a priori una scelta dello scienziato e non ha nulla a che vedere con la possibilià di giustificarvi un ateismo R. Non dobbiamo giustificare un bel niente, innazitutto perche' si giustifica chi ha commesso una colpa, che noi non abbiamo commesso. D. Un ateismo fondato su opinioni soggettive si contraddice? R. No, perche' mai? D. Gli atei atei affermano la possibilità della esistenza di Dio, non si contraddicono? R. Al contrario riaffermano la propria cultura: un ateo che non ammettesse di poter cambiare idea sul proprio ateismo in conseguenza di una prova dell'esistenza dello stesso non sarebbe davvero un ateo ma, in quel caso e solo un quel caso, un altro tipo di religioso. Razionalita', e irrazionalita' D. L'ateismo razionalista ha pretesa di verita' assoluta? R. No, al contrario di molte religioni, non ha questa pretesa. Sono esistiti degli ateismi che hanno negato Dio in senso oggettivo, scientifico, assoluto. Questi ultimi sono trattati dall'ateismo razionalista come errori del passato. Chi oggettivizza l'ateismo non e' un ateo razionalista. Se si pensa alla frase "Dio non esiste" come ad una verità assoluta si rischia di diventare religiosi. D. Quali sono questi ateismi? R. [ricerca da fare .. Marx e feurbach credo] D. L'ateismo ridotto ad opinione personale è irrazionale visto che la scienza non lavora per opinioni soggettive. R. Sono irrazionali, in prima istanza, e dando una definizione ampiamente criticabile, quelle posizioni che siano provabilmente false. Prendere arbitrariamente posizione su una questione non decidibile non e' irrazionale, fa anzi parte dei normali comportamenti della vita di tutti i giorni. D. Quali parte delle religioni e' quindi irrazionale? R. Chi dice solo che dio esiste non ha una posizione in se' irrazionale, e' potenzialmente irrazionale invece la posizione di chi sostiene la veridicita' di miracoli e assimilabili. D. L'ateismo e' in generale irrazionale, visto che negare Dio esula dai confini della scienza? R. No. Anche credere all'esistenza del principio di causa ed effetto esula dal campo di studio della scienza, ma questo non rende quel principio irrazionale. Sull'opinione D. Il fatto che tu sia convinto che dio non esista, ci riporta al fatto che tu ne sia solo convinto, ovvero tu credi che dio non esista. R. Ogni credenza e' un opinione, non e' possibile far altro che *avere opinioni*, ovviamente ci sono opinioni di diverso tipo e con pezze d'appoggio di vario tipo. TASSONOMIA 2- L' ateismo _non_ _razionalista_ ritiene sia utile prendere in esame cio di cui si ha, diretta o indiretta, esperienza, indipendentemente dalle prove _scientifiche_ a sostegno. Con questo non si intende che tutto cio che si esperisce sia vero, ma solo che tutto cio che si esperisce e` vero per l' esperente, e basta. Se il soggetto pretende una generalizzazione del proprio pensiero, deve portare le prove. Dio non viene considerato oggettivamente esistente, in quanto le prove portate sono soggettive, non convincenti e altrimenti (e piu` facilmente) spiegabili. POLITICA D. L'ateismo ha spesso dato una visione particolare del mondo R. Come ogni cultura che si rispetti, che c'entra questo con il fatto che pensi che sia una fede? D. Ma avete un etica o un ideologia condivisa? R. No. D. La concezione atea quando diviene interpretazione complessiva della realtà, ideologia, richiede di credere a certe verità che molti pensatori atei assumono come dati di fatto non più discutibili. R. Essere atei significa non credere in qualche dio. Il resto dipende da altri fattori umani non incompatibili con l'essere atei. D. La presenza dei credenti e delle religioni vi da' fastidio? R. A chi e' anticlericale si', ma non tutti gli atei lo sono. Riteniamo che chi crede non possieda la *Verita`*, ma d'altronde non riteniamo che quello che pensiamo lo sia. Il nostro ritenere che dio non esista ha diritto di *cittadinanza* sociale quanto il ritenere che dio esista. Sono pero' fastidiosi i credenti che vogliono dimostrare che il mio sistema di valori, la mia etica, valgono meno dei loro, perche` io non ho un dio a giustificarli.Ed ancora piu' irritante che sulla base di questa supposta superiorita' morale si inizino a limitare i nostri diritti civili, per costringermi ad obbedire alla loro idea di cio` che e` giusto e cio` che e` sbagliato Fino a quando si limitano a credere e a impostare la *loro* vita secondo la *loro* fede, nel rispetto degli altri, non vedo che fastidio dovrebbero darmi. d. I nazisti erano cristiani? R. Pare di si' anche se nelle alte sfere (baffetto compreso) aleggiava del neopaganesiomo e della magia. Del resto Gott mit Uns era un motto nazista; per lo meno credevano in un Dio. d. I comunisti sono stati scomunicati? r. Non esattamente e' stato scomunicato chi faccia opera di evangelizzazione atea per cosi' dire, quindi non solo e non tutti i comunisti. Nel 1949 il papa di allora scomunico' gl'iscritti al PCI. (D) Gli atei non possono dimostrare che Dio non esista, quindi Esso esiste? (R) Esiste nella stessa maniera in cui esistono i Puffi, l'Invisibile Unicorno Rosa ed in generale tutte le creazioni della fantasia umana delle quali non e' possibile mostrare l'inesistenza. D- L'ateismo dichiara di voler eliminare ogni forma di "verità fissa" o "immutabile" (dogma) in nome della autentica libertà del pensiero (ragione) umano. Ma l'ateismo, ogni volta che ha prodotto, movimenti politici ha generato forme di imposizione ideologica e regimi tirannici. a) E' una certa politica che ha appoggiato l'ateismo non il contrario. Erano i marxisti ad essere atei non gli atei ad essere marxisti. b) quindi dire che l'ateismo ha prodotto il marxismo o l'illuminismo e' sbagliato, semmai e' vero il contrario. c) la religione (qualsiasi religione) quando e' andata al potere ha sempre creato stati tirannici, quindi pare che il problema sia comune. d) gli uomini sono purtroppo molto meno che perfetti. ETICA D. ma non avete proprio nulla in comune da questo punto di vista? R. questa e' una domanda difficile diciamo che generalmente non assumiamo mai che i nostri valori siano universali ne' necessariamente esportabili ad altri. Diciamo che quello che piu' si avvicina ad un etica-atea (che di per se' non esiste) e' l'etica laica. Questa tende ad essere meno omnicomprensiva di quelle nonlaiche: per definizione, un ateo "crede" - cioe' aderisce - solo a cose che sono, in qualche modo, sensate e dimostrabili. Sulle altre lascia campo libero al *gusto* individuale. D. Quali sono le ragioni personali dell'ateismo? R. Di solito non hanno a che fare con la logicita' e spesso sono politiche e sociali e psicologiche. D. Pensate che vi è più utile vivere come se Dio non ci fosse, questo indirizzo morale pare arbitrario. R. Lo e', come tutte le culture umane. MOTTI otto Se l'ateismo e' una fede, la calvizie e' un'acconciatura. Link Regole di retorica sporca http://www.linux.it/~della/fallacies/ risposte senza domande