Tassonomia atea Marzo 27 2001 v0.1 mi ha colpito una frase di roxim (mi pare) e una discussione che ho avuto con lirioflor sul tao della fisica (che peraltro vincendo la nausea ho tentato con scarso successo di rileggere) Roxim diceva *chi non crede in dio inizia a credere in tutto*, lirioflor sosteneva il proprio punto di vista (a mio parere irrazionalista e pericoloso) sul funzionamento dell`universo. Con Sandro abbiamo spesso scherzato su un presunto *ateismo ortodosso* che noi professiamo. Questo ateismo non esiste sia chiaro, in questo post cerchero` di elencare quegli ateismi cha a mio parere sono cure peggiori del male. (il termine ateismo viene usato in modo improprio per comprendere tutte le non-religiosita`) Ateismo Religioso. Che e` un tipo di agnosticismo per la verita`. L`ateo di questo tipo formalmente fa parte di una religione tradizionale e spesso ne professa il culto. La religione stessa viene accolta per conevenzione o perche` cosi` fan tutti. Dei precetti reigiosi si prende solo quello che sembra al momennto ragionevole. I cattolici italiani sono per la gran parte atei in questo senso. Ateismo religioso pseudo razionalista L`ateo di questo tipo da una parte crede all`esistenza di forze poco o per niente tangibili che muovono l`universo, dall`altra pensa che nessun dio piu` o meno personale esista. Raeliani Buddisti hanno questo *credo*. Ateismo Irrazionalista (o new age) Il piu` pericoloso di tutti, in quanto subdolo e affascianante, e` IMO il sottile veleno che sta pervadendo la cultura occidentale moderna. Il motto di questo tipo di ateo e` lo shakespeariano "ci sono piu` cose in terra e in cielo .." Se da una parte rigetta le religioni piu` o meno tradizionali, anche ser prova una attrazione malcelata per quelle orientali, dall` altra pensa che la realta` sia qualcosa di diverso da quello descritto dalla scienza. E` per esempio convinto che si possa conoscere direttamente la realta senza la mediazione dei sensi, o perlomeno dei sensi che noi conosciamo. La cultura new age porta questo amaro calice (vedi post sul tao della fisica) Non penso che ci sia bisogno di "sapere o non sapere". Se hai contatti con entita' decedute, che non conosci, hai da esse precise indicazioni come generalita' circostanze della morte, luogo di sepoltura, verifichi e scopri che e' vero, e non una, ma piu' volte, allora il problema filosofico/lessicale per definire l'"io", passa in secondo piano, e ci si arrende all'evidenza. Poi, definire l'entita' che si manifesta, "anima", "io", o quant'altro, non penso che importi molto. E' una realta' esistente, con "regole scientifiche " quasi tutte da scoprire. Ovvero con gli stessi dati io, te e chiunque abbia gli stessi dati deve giungere alle stesse conclusioni. No, non concordo. Un fenomeno puo' essere vero, reale, pur non essendo ne' codificabile ne' riproducibile. Si tratta di poter conoscere un'altra dimensione. E i nostri sensi, e' noto, recepiscono ben poco di quanto ci circonda. Ateismo razionalista (o ortodosso :-) E` quello che tento di praticare quindi vorrei che qualcuno diverso da me (lirioflor per esempio :-) lo descrivesse e lo criticasse.