Titolo:
"I Troll o
dell'anarchia"
Curatore del documento: Draco Roboter
Mail: roccopapaleo@yahoo.it
Versione
della FAQ: pre-alpha 3
Frequenza di invio: aperiodica
Inviata ai newsgroup (come link):
it.discussioni.litigi,
it.cultura.cybersocieta.lamer,
it.discussioni.folli,
it.cultura.cybersocieta
Ultimo
aggiornamento: 3 apr 2001
URL:
http://it.geocities.com/roccopapaleo/faq/italiano/Troll.txt
Oggetto: una discussione sui disturbatori
della rete e sul concetto
di giusto ed ingiusto, "legale"
e "illegale" su usenet.
Ringraziamenti:
(dai
NG
it.discussione.litigi,
it.cultura.cybersocieta,
it.discussioni.animali.gatti, it.news.moderazione, it.news.net
abuse) Rita (if you want)^2, cyb, keroppi,
Anchise, Nettuno
gulp, danny.T, Luca@no.spam, paquito
Ringraziamente particolari a
"FaSer", E-man (psicologia)
Maurizio Vaggi (mavaggi_at_tin_dot_it)
(faq ufficiale sul trolling)
Mauro "Lucky" Barresi (niubbologia)
Whiplash (anonimato) Mamo (incoraggiamento) Bakunin (etica idler)
F.Lentini e G.P. Vanoli (per la loro
esistenza)
Disclaimer:
L'autore non si assume alcuna responsabilita'
per eventuali errori o
inesattezze che possano essere presenti
nel documento. L'autore non
si
assume alcuna responsabilita'
per gli eventuali comportamenti
indotti
dalla lettura di
questo documento. Questo
documento,
inoltre, deve essere considerato frutto delle opinioni personali
dell'autore, maturate nel corso della
frequentazione di vari gruppi
della gerarchia fra cui
it.discussioni.litigi, e della lettura delle
FAQ che
sono state scritte sull'argomento, non un'enunciazione di
verita'
assolute. Quanto segue
vuole essere un
tentativo di
approfondimento del fenomeno, una
ideale prosecuzione del lavoro
fatto da
M.Vaggi.
"I
Troll o dell'anarchia"
Copyright (c) 2001 Draco Roboter Crew
Permission is granted to
copy, distribute and/or
modify this
document under the terms of the GNU
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1.1 or any
later version published by
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Software Foundation; with
no Invariant Sections, no Front-Cover
Texts and no Back-Cover Texts. La licenza puo' essere trovata su
http://www.gnu.org/copyleft/fdl.txt
Commenti e critiche sono graditi.
Storia della FAQ:
V alpha 1, 13 mar 2001, nasce questo
documento. V alpha 2, 15 mar
2001, contatti con, Mauro Vaggi e Mauro Barresi V alpha 3, 19 mar
2001, aggiunta parte sulla legalita' e
re-format. V alpha 4, 3 apr
2001, aggiunta anonimita' grazie a whiplash. V apha 5, 20 apr 2001
aggiunta parte sull'etica idler
*Introduzione
Ho cercato ultimamente di capire piu'
approfonditamente cosa sia un
Troll e quale sia il suo comportamento all'interno di it.*, spinto
dalle
vicende legate a
it.sesso.discussioni [1] e
it.discussioni.leggende.metropolitane [2]
di cui si e' ultimamente
dibattuto su it.news.net-abuse. Avevo
in passato incontrato altri
troll
su it.discussioni.animali.gatti
su cui stavo discutendo la
vicenda
bonsaikitten[LNK1], la mia
reazione, dopo essere a piu'
riprese caduto nel tranello, e' stata
quella di killare quasi tutti
i disturbatori, tranne un paio che mi
avevano incuriosito.
Ho iniziato quindi a frequentare
it.discussione.litigi, notando che
i post delle persone killate erano in crosspost con questo gruppo,
prima solo come lurker, poi come
postatore. IDL ho scoperto e' un
luogo virtuale spesso divertente se si comprende lo spirito
della
cosa.
Questo non significa che io sia un IDler
o perlomeno io non mi
considero tale.
Questa documento e' il risultato del lavoro di chi sta cercando di
spiegare anche a se stesso il fenomeno. La chiave di lettura e' un
po' "x-files" un po' accademia. In caso d'utilizzo di questo
come
FAQ "propedeutica" per newbies, consiglio di non
prenderla troppo
sul serio :-)
* Il
troll
Il troll
e' in senso proprio un messaggio studiato per attirare
delle risposte predicibili o dei litigi (flame). Il termine deriva
dal
modo di dire "trollare (lanciare l'amo) per i niubbi", il
trolling e' in origine un tipo di pesca
sportiva. Il troll ben fatto
induce i novellini stessi (niubbi o
newbies) e chi cerca il litigio
(flamers)
a rispondere alla provocazione rendendosi ancora piu'
evidentemente tali, mentre sottilmente fa
capire ad i piu' esperti e
saggi di essere un esca. In questo senso,
per non creare ambiguita',
si parla anche di troll-bait cioe' di esca
per il trolling.
Il troll , e' anche il disturbatore,
l'attaccabrighe, il personaggio
che svia il dibattito dal suo tema[4] per
attirare l'attenzione, per
disturbare certi newsgroup o per divertisi
alle spalle degli altri.
Il suo
scopo principale e' quello di creare
un grande volume di
risposte, di solito causati da litigi
(flame-wars), ma ci sono anche
tipi di trolling piu' sofisticati.
Generalizzando il concetto di trolling alla vita reale,
quest'ultimo
puo' avere addirittura degli scopi
positivi[4].
Vedi anche la FAQ in inglese sui troll
[FAQ2]
*Il
trolling consapevole: ovvero chi ci fa.
Questo e' il trolling nel senso proprio
Il trolling nella sua forma forse piu' benigna e' semplicemente un
gioco, spesso divertente anche se
con i limiti di ogni "gioco al
massacro", nel senso dato a questo da Berne nel suo libro
"A che
gioco giochiamo"[PSI1]. Il troller
non ha lo scopo principale di
discutere una certa questione, piuttosto
ha quello di provocare per
il gusto di provocare e divertirsi alle
spalle dell'ignaro postatore
che non si rende conto, o si rende conto
solo in parte, di essere
gabbato.
Il fine e' spesso
umoristico-spettacolare e quindi ha
bisogno
di spalle e spettatori.
A questo scopo alcuni, i
piu'
riconoscibili, si mettono in cross-post con it.discussioni.litigi,
it.discussioni.folli e/o con dei gruppi a caso (it.fan.studio-vit,
it.fan.starwars di solito). C'e' da
notare a tal proposito che
questi
ultimi essendo i
piu' riconoscibili sono
anche quelli
potenzialmente meno fastidiosi.
Il gioco inizia con quella che viene
chiamata "troll-bait" o
"flame
bait", ovvero di esche
per trolling o per litigi. La
forma piu'
semplice di "esca per
litigio" consiste nel
fare un affermazione
forte in un luogo inadatto, in altre
parole bestemmiando in chiesa.
Potrebbe essere un idea ad esempio mandare
un post dal titolo "Viva
il
duce" su it.politica.pds o viceversa "Viva
la mona" su
it.politica.destra[5]: in entrambi i casi
si potrebbero avere delle
reazioni violente. In realta'
non credo che un comportamento del
genere
porterebbe a dei
buoni frutti, in
quanto troppo
esplicitamente provocatorio.
L'utente, per quanto
ignaro, si
accorgerebbe subito del trucco e non
cadrebbe nel tranello. Il bello
di questa tecnica e' che se riesce spesso non c'e' bisogno di fare
null'altro che stare a guardare, basta che
un contestatore (flamer),
che e' un troll di altro tipo, e un
vero-credente (true-believer) si
incontrino perche' la baruffa inizi.
Una tecnica piu' sottile e'
quella che si potrebbe chiamare "del
gioco
delle tre carte". Come nel gioco
delle tre carte c'e' il
cartaro e uno e piu' compari che giocano. I compari possono o meno
essere dei fake del cartaro. Si intende
con "fake" uno pseudonimo
del
cartaro, il quale posta
assumendo due o piu'
personalita'
distinte. Mentre la pseudo discussione
prosegue puo' avvicinarsi il
pollo, che a quel punto viene spennato a
dovere. Il concetto di fake
lo discutero' piu' avanti parlando dei limiti etici del trolling e
dei suoi risvolti politici.
Evoluzione e` la tecnica del
Branco, dove un intero ng partecipa
alla
flame in x-post dividendosi in soggetti
che postano alcuni
prendendosi gioco del pollo,
altri prendendone le
parti. Il
risultato
e` un orgia di violenza,
con possibili ricorsi
ad
*amicizie
altolocate*. Pregevoli i
casi in it.sociale.scout e
it.hobby.cucina da parte di
IDF provocando niente
meno che
l'ammonimento ufficioso del GCN,
pena l'inibizione del crosspost.
Ciclici quelli di IDL. [Vedi
"Invasioni dei Newsgroup"]
I personaggi di cui stiamo
parlando hanno anche un terzo tipo di
comportamento, che potremmo chiamare di allenamento: fare gare
di
retorica che si svolgono all'interno di
IDL per decidere, come un
branco di lupi, chi e' il piu' cattivo,
bisogna anche notare che il
piu' cattivo deve essere preferibilmente anche arguto e divertente
per essere effettivamente un lupo
vincente.
Le dinamiche sociali interne sono
complesse, i pareri degli alfa
sono
tenuti in gran
conto, questi esemplari
danno le dritte
politiche ed etiche al branco, altri vanno
a caccia (di polli[7]) su
altri
gruppi, altri ancora pur
considerati dei paria rimangono
all'interno del branco. Questi ultimi sono
trattati malissimo dagli
altri e
probabilmente proprio a
causa di questo rimangono. Berne
direbbe
che stanno giocando allo
"stupido" e che hanno trovato
questo estremo modo di riconoscimento
sociale.
L'anonimato permette di usare uno stile di
comunicazione piu' libero
che sarebbe difficile o impossibile in un
normale ng. Piu' che altro
perche ci si tiene a non infangare un certo nick o connotarlo come
potenzialmente aggressivo e intollerante.
In generale il gioco (nel
senso
di Berne) giocato
dai Troll e'
"guardie e ladri", che
l'equivalente psicologico del nascondino.
Il troll si nasconde
(sotto uno psedonimo sotto un account
farlocco o un remailer anonimo
e
soprattutto sotto una
personalita' falsa) e aspetta di
essere
beccato. L'anti-troll dualmente gioca a "ti ho beccato figlio di
puttana". Il primo non puo'
nascondersi troppo bene, altrimenti non
sarebbe mai preso ed il suo non sarebbe
piu' un gioco ma un lavoro,
d'altra parte non puo' essere
neanche troppo esplicito altrimenti
non
sarebbe preso in considerazione. Il secondo scarica la sua
rabbia
incastrando l'avversario,
cercando di dimostrare nel modo
piu'
inconfutabile la pochezza
e l'idiozia dell'essere un
disturbatore, cercando inoltre di
dimostrare oltre ogni ragionevole
dubbio che l'avversario e' un troll.
Quello di cui non si accorge e'
che in questo modo diventa esso stesso un
troll (consapevole)
Per combattere questo tipo di troll (quello di
primo livello il
troll semplice) basta tenere a mente che
il suo scopo principale e'
continuare la discussione, quindi se si
lascia perdere si ha vinto.
Piu' complicato il caso delle flame con
molti partecipanti, in quel
caso
e' forse il
caso di avvertire
gli altri partecipanti
dell'avvenuto riconoscimento prima di evitare la conversazione per
esempio
mettendo nel killfile
l'interlocutore. La decisione in
questione e' delicata in quanto cosi'
facendo si rischia di passare
per
intolleranti, censori,
fascisti e quant'altro. Inoltre c'e'
sempre in agguato il pericolo di
trasformarsi in net.cop
*Troll (e anti-troll) inconsapevoli: ovvero chi
c'e'.
Il
troll inconsapevole e'
altrettanto attaccabrighe e disperante
dell'altro tipo di troll ma ha una pericolosita' maggiore. Insieme
al
suo alter-ego l'anti troll (il quale
e' per sua natura solo
inconsapevole), che assume la sua forma
piu fastiosa nella versione
del vero-credente, forma l'humus e i presupposti affinche' i troll
agonistici abbiano vita facile.
Il troll inconsapevole non sa' di essere
solo un fastidio, che cio'
che scrive e' spesso ridicolo o fuori
luogo, pensa semplicemente di
essere uno che ha qualcosa da dire.
Il troll-vero-credente e' quello che, letto il post "Viva il duce"
dell'
esempio fatto in precedenza,
inizia a dimostrare in modo
dettagliato ed esauriente perche'
la cosa detta
e' falsa e/o
inopportuna, sino ad arrivare
entro un paio di
post, a spiegare
l'esatta
genealogia di meretricio
della famiglia del
suo
interlocutore.
Gli anti troll (net.cop[13]) sono a loro volta troll e sono i piu'
pericolosi in assoluto perche' non
solo non si rendono conto di
esserlo, ma pensano anche di essere dalla parte della ragione. Nei
casi piu' disperati si nota una tendenza a
scrivere FAQ kilometriche
e a postarle, giustamente, su
it.cultura.cybersocieta.lamer. Il loro
scopo e' il seek-and-destroy dei troll, sentono l'odore lontano un
miglio, spesso anche quando non c'e' nessun troll. Il loro
errore
non consiste tanto nel combattere i disturbatori, che anzi sarebbe
uno
scopo positivo, quanto nel
causare disturbo nel tentare di
farlo, senza peraltro riuscirci.
Bisogna chiarire che il semplice
richiamare i postanti all'ordine netico non
e' in se' un segnale che
il postatore sia un net.cop Il net.cop e'
tale quando il richiamo
all'ordine e' il suo principale scopo nel
postare [9]
Nella sua versione fake-buster (nuovo conio) l'anti-troll cerca di
svelare l'identita' dietro il
fake in modo da fargli perdere la
faccia. Il troll pero' cerchera' di
evitare questo, anzi reagira' e
usera' come strumento di misura
della sua astuzia quella del suo
giustiziere.
*Tecniche
anti troll.
Cosa
fare una volta riconosciuto il disturbatore? Ci sono varie
tecniche, inizio con quelle piu'
funzionali.
La prima
e' la tecnica zen del raggiungimento del satori. Ci si
siede sulle mani fissando per almeno cinque minuti il post sinche'
ci si convince dell'inutilita' di una
risposta, quindi ci si guarda
intorno uscendo per un attimo dal
"mondo virtuale", infine ci si
fa
una risata e si dimentica il tutto. E' la
tecnica migliore.
La seconda puo' essere chiamata del
pistolero: si manda un messaggio
con scritto solo "plonk" magari
preceduto da una frasetta spiritosa,
o asettica dopo di che' si mette
l'interlocutore nel kill-file.
La terza o del monaco sulla montagna e'
come la precedente ma senza
avvertire l'interlocutore. Ovvero: o
si scrive solo la frasetta,
oppure ci si limita a metterlo in
kill-file senza fare reply.
L'efficacia di ogni altro tipo di rappreseglia e' dubbia, a
volte
addirittura controproducente, spiego in
che senso piu' avanti.
*Tecniche
anti net.cop
Ma
quali possono essere le
tecniche anti
net.cop/veri.credenti,
soprattutto se vanno in branco?
Una soluzione sarebbe comunicare la
cosa via mail, ma come
vero
credente ancora in azione ti assicuro che
questo spesso non serve a
nulla,
anche quando e'
possibile farlo. Fra
l'altro e' utile
ricordare
che la mail
di risposta puo'
essere facilmente
falsificata, quindi puo' essere che ci stiamo
lamentando con la
persona sbagliata.
Cosa poi e' necessario fare contro
chi litiga in pubblico dicendo
che l'errore e' stato fatto in pubblico ed
in pubblico va discusso?
Il
buon meta-anti troll
(il troll-anti-troll-antitroll :-))
risponderebbe
<meta> ca**ate [8] </meta>
Per
fare questo bisogna avere
una certa autorevolezza, in caso
contrario bisogna argomentare, motivare, articolare, fornire link.
Facendolo ovviamente si finira' per essere
tacciati d'atteggiarsi a
"padroncino di usenet", o ci verra consigliato di farci i "casi"
propri.
O in una sola frase: "io posto quello che mi pare quando mi pare e
tu fatti i *casi* tuoi."
Quest'ultima sembra essere la
replica standard del
troll
inconsapevole all'anti troll, e mi pare
che sia un ottimo carattere
di riconoscimento del troll inconsapevole. Una sorta di cartina al
tornasole, una replica sintomatica che si presta
ad analisi profonde
(:-), spesso accompagnata e indotta
dalla sua mancata distinzione
tra moderazione e autoregolamentazione,
tra killfile e cancel, ecc
Non so se servirebbe pero'. Come dicevo la
categoria net.cop o vero
credente
e' la piu' pericolosa. Siamo
nel campo della
sperimentazione purtroppo.
Ricapitolando si puo'
- citargli questo documento e aiutarmi a migliorarlo?
- rispondere :- "ca**ate"?
- spiegargli il problema via mail?
- killarli?
Non
saprei, Del resto chi
ci dice che senza quei
net.cop la
situazione sarebbe peggiore? Come
spiego da qualche
parte il
trolling puo' avere effetti anche positivi in certi rari casi, e'
spesso una questione di quantita' e
qualita'.
I
Veri Credenti del
gruppo abboccano spesso
al trolling, con
convinzione e sistematicita'. Sono
convinti che questa sia una vera
e propria missione contro il Male, non sentono ragioni e attaccano
alla
stessa maniera chi
cerca di indurli
alla meno rumorosa
reprimenda in email. La reprimenda stessa a volte impedita dalla e
nonimita' [vedi]
Confutarli sul newsgroup non da'
grandi frutti, Insistendo con
questa tecnica si rischia di
diventare a propria volta dei troll
inconsapevoli, di tipo anti-anti-troll.
Killarli,
essendo a volte
questi
net.cop/veri.credenti i piu'
competenti, e' controindicato .
La proposta migliore che ho sentito sinora
consiste nel consigliare
l'uso del Killthread. Che pero' e' spesso
inefficace, perche' alcuni
net.cop veri credenti si infiammano per un
nonnulla e spesso partono
per
la tangente, lancia
in resta, all'interno di thread
perfettamente in topic[10]
Infatti non bisogna partire dal presupposto che bisogna per forza
giudicare
l'operato altrui
(pubblicamente), ma semplicemente che
bisogna evitare i fastidi.
Provatele tutte e sappiatemi dire.
*il
TSA, ovvero sino a che punto si puo' essere troll.
[grazie
a M.Vaggi per
l'idea sottostante a
questa parte]
Innanzitutto e necessario sottolineare che
chi si comporta da idiota
mi da' il diritto di trattarlo da tale.
Non mi interessa se *lo fa*
o *c'e'*,
il punto e' che mi procura un fastidio e come *agente
fastidioso* posso trattarlo. Molti troller
sono forse delle persone
stimabili nella vita reale, e in molti
casi anche in rete quando non
sono sotto mentite spoglie, ma questo ai
fini di questo trattato non
ha importanza. Il problema e' che, almeno
in certi casi, il trolling
puo' essere addirittura divertente inoltre
ognuno di noi si comporta
di tanto
in tanto da troller. Il punto
e' stabilire di volta in
volta sin dove arriva il TSA (trolling
socialmente accettabile). Il
concetto
di TSA e' vago
e fumoso quanto il *comune
senso del
pudore*, fatto sta che esiste.
Il concetto di TSA risponde alla domande: sino a che punto si puo'
essere maleducati? Sino a che punto si puo' essere provocatori? Ci
sono
casi in cui e' meglio soprassedere? [vedi etica
del troll
consapevole]
Inoltre questa categorizzazione di
postanti non e' razzista, chi
decide
chi e' troll e chi no?
La risposta e' semplice in modo
imbarazzante: ognuno di noi
secondo i propri gusti. Il TSA e' un
tentativo
solo parzialmente riuscito
di definire quale
sia il
confine tra il provocare e l'insultare.
E' soprattutto per questo
che il trolling non e' considerato un
net-abuse: perche' non esiste
un modo
oggettivo per stabilire
cosa e' insultante o cosa
e' un
disturbo. La decisione di chi e' o cosa
sia un troll viene lasciata
in
ultima istanza al nostro
gusto ed alla nostra sensibilita',
tranne i casi in cui un certo tipo
di trolling non sia diventato
oggettivamente riconoscibile. Lo spam
[vedi] era per
esempio
all'inizio pensato come un tipo di
trolling, ora e' considerato net
abuse.
I provider hanno dei contratti
in cui specificano che il seguire
l'etichetta della rete e' necessario, ma e' dubbio quanto sia
necessario
La presenza di trolling, in alcuni casi ed in alcuni gruppi, serve
per
far aumentare il
senso di comunita'
e la coesione dei
partecipanti. Chi abbocca al
Troll e' il nuovo a cui
mancano le
informazioni, che non conosce le regole del
gioco. Il Troll in
questo caso non e' piu' la tecnica di
pesca, ma la figura mitologica
che sta di guardia lungo il ponte che
porta al villaggio.
E' infine interessante notare, e qui sta il trucco, come la
forza
del troll non e' in se' ma nella reazione
che provoca.. in noi :-)
*I
killfile
I
kill file sono
un male, un
pericolo per la
liberta' di
espressione, una tecnica nazista che
serve per chiudere la bocca
all'avversario? Niente di tutto cio'.
I kill file, insieme ai
comandi che servono per ignorare certi
thread, sono dei telecomandi
che
hanno solo la funzione di cambiare
canale quando una certa
trasmissione e' noiosa o inutile. Non vietano in nessun modo
alle
persona in questione di esprimere il loro diritto di parola,
sono
solo una delle tante barriere che ognuno
di noi mette tra se' ed il
mondo
per non essere
sommerso dalle informazioni. Usare una
segreteria telefonica, una segretaria umana o degli alti cancelli
ha
lo stesso scopo nella vita reale.
I kill file possono essere superati
cambiando spesso nick, e' per
questo
che questa pratica,
chiamata morphing, e' vietata e
puo'
costare
l'account se segnalata come
abuso (un abuso e' un
uso
scorretto della rete, un comportamento
"maleducato" che formalizzato
dai contratti fatti con i provider diventa legge). Il
problema e'
che in
questa epoca di contratti gratuiti rifarsi un account non
costa nulla, se non qualche
minuto del proprio tempo, quindi lo
spauracchio della chiusura del
collegamento alla rete fa poca paura.
Quindi
benche' molti provider
abbiano messo nel contratto delle
clausole
che costringerebbero i loro utenti ad
un comportamento
neticamente corretto, difatto lo
scollegamento di alcuni account non
porta
a nulla se non ad un acuirsi della battaglia.
*
quando prendere provvedimenti
Allora
bisogna concludere che
qualsiasi postatore annoiante va
killato, segnalato all'abuse, denunciato
e/0 vilipeso? Assolutamente
no, il tapino potrebbe essere
semplicemente qualcuno che ha detto la
cosa
sbagliata al momento
sbagliato. Quindi prima
di prendere
provvedimenti e' necessario verificare di
non essere in torto.
Nella bibliografia c'e' un ampia casistica di cose che si possono
fare (controllare che non sia una bufala -
hoax- controllare che non
sia
un novellino etc..) [FAQ3] <META Col tempo cerchero di tradurre
per la realta italiana questi consigli>
*I nick
Dietro
i nick ci
sono delle persone
(trascurando l'ironia
etimologica)? Ovviamente si' se banalizziamo la domanda, ma in
realta' quell oche ci si chiede e' se i rapporti sociali via
rete
con il nick "Draco" siano davvero
o meno dei rapporti sociali con
chi scrive (il sig Ottorino La Pera) sotto
quello pseudonimo. La
cosa e' complessa, il mio parere che cio' dipenda dal
contesto. I
nick sono
"personaggi" e non
persone solo a patto che le persone
dietro quei nick siano consci di cio'. Una
stessa persona puo' usare
piu' nick, e nella realta' molti idler lo fanno,
per esternare parti
diverse
della propria personalita. Con alcuni nick
sono dei
personaggi, o quanto meno lo sono piu'
spesso, con altri sono delle
persone.
Tutto cio', beninteso, da un punto di vista etico, non da un punto
di vista legale.
*una
definizione semiseria del net cop
[del
"teorico del flaming"]