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Introduzione
Si fa presto a piangere e a recriminare sui pascoli abbandonati, sulle valli deserte, sulle baite diroccate. a bandire nobili crociate ecologiche contro il cemento,i misfatti edilizi e persino contro le strade, ma, quanti dei nostri valligiani sono oggi attirati dall'alpeggio, dalla vita dei pastori, dei boscaioli? Quali prospettive di lavoro, di vita decente offre l'adorata montagna, mentre la televisione introduce anche nelle loro case le immagini del consumi- smo trionfante?
La montagna cambia: se pensiamo ai mutamenti nella struttura del territorio stesso, nell'habitat, nell'economia, nei costumi, nel modello di vita, troviamo i motivi per i quali non rivediamo più nelle nostre montagne i lineamenti caratteristici di epoche ormai lontane.
Sono due mondi completamente diversi.
Certo, li puoi vedere ancora i vecchi pastori con la pelle del viso che è una ruga unica, perché sui loro volti quella vita di sacrifici ha lasciato chiaramente il segno. I giovani d'oggi però una vita cosi non la gradiscono più.
Era un anziano che mi condusse anni fa attraverso Fraggio, un pugno di case vuote e silenziose.
Mi parlò della contrada, sembrava che le sue parole avessero il potere di farvi tornare la vita, di abbattere quello stato di degrado e di totale abbandono.
Era rimasto solo lui a vegliare su quelle rovine.
Ora non c'è più nessuno.
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