Slow Train Band
Massimiliano Ambra |
chitarra e voce |
Luca De Niglio |
chitarra |
Dario Girardo |
basso |
Raffael Massa |
batteria |
A SIMPLE TWIST OF FATE
Il progetto Slow Train nasce nel settembre 2005 grazie al fortuito quanto fortunato incontro tra Max (Chitarrista/cantante di rientro da licenza di paternita') e Dario (Bassista proveniente da esperienza blues, alla ricerca di nuova situazione seria e con i piedi per terra), i quali si presentano separatemente ad una session "no stress", finendone invero entrambi stressati.
Tra i due nasce comunque un buon feeling e nei giorni immediatamente successivi, Dario accoglie con entusiasmo la proposta da parte di Max di formare una band per interpretare il repertorio di Bob Dylan.
Mr. TAMBOURINE MAN
Dopo alcune audizioni la formazione comincia prendere corpo con l'ingresso di Luigi, polistrumentista di stampo jazzistico attualmente devoto alla batteria.
Il contatto avviene tramite inserzione pubblicata da Luigi su un sito internet specializzato, con la quale si dice alla ricerca di un gruppo per suonare jazz e/o blues.
Puntando sulla poliedricita' quasi unica del repertorio da affrontare, Dario e Max decidono di contattarlo. Nonostante qualche reticenza iniziale (il buon Luigi pensava di dover affrontare un repertorio prettamente costituito di ballate folk acustiche...), Luis decide di continuare il lavoro proposto e con l'avanzare delle prove inizia a trovare interessante il progetto (anche se questo gli costa il dover passare dal suonare la batteria "come una servetta che spolvera un alano di porcellana con un piumino" al dover, all'occorrenza, pestare le pelli come un lumberjack canadese).
Il trio inizia cosi' a lavorare sul progetto in attesa di scovare un secondo chitarrista per completare la formazione.
JOKERMAN
Quel mattachione di Luca fa capolino tramite il piccolo Steven, amicizia comune tra Luca e Max, il quale rivolge ad entrambi lo stesso messaggio (ce l'ho io il chitarrista per te - ce l'ho io il gruppo per te). Presa visione del repertorio proposto Luca (che pensa di entrare a far parte di una cover-band di blues vario) rivolge a Max uno sbalordito:
"Pero', ti piace il vecchio Zimmie, eh?" (avendo riconosciuto quattro-cinque pezzi di Dylan nell'elenco...)
"sono solo pezzi del vecchio Zimmy, piccolo: solo ed assolutamente pezzi di Zimmie!!!"
"Ma non si potrebbe fare un pochino di Disraeli Gears?"
"Siamo una tribute-band, caro: nessuna eccezione!"
"E io lo dico a Dario!"
"Dario e' ancora piu' intransigente di me".
Il motto della band e':
"zitto e suona!!!"
percio' ecco "Highway 61", "Leopard skin", "Slow train" e anche Luca e' della combriccola.
IT AIN’T ME, BABE
Le gia' citate “reticenze iniziali” di Luigi si tramutano infine nella definitiva decisione di abbandonare il progetto. Da parte della band i piu’ sentiti ringraziamenti a Luigi per la disponibilita’, l’ospitalita’ e per averci permesso di approntare il repertorio.
THE TIMES THEY ARE A-CHANGING
Inizia cosi’ un periodo di audizioni alle quali si presentano vari personaggi piu’ o meno probabili con tendenze che vanno dal latino-americano alla dance anni ’80, tutti comunque con una certa capacita’ sullo strumento. Le audizioni vanno avanti attraverso i mesi di giugno e luglio, fortunatamente nessun membro del gruppo si scoraggia nonostante la lunga fase di stallo ed alla fine, grazie al cielo, gli sforzi saranno premiati.
THE MIGHTY QUINN
(But when Quinn the Eskimo gets here, everybody’s gonna jump for joy)
Con immenso piacere la Slow Train Band e' fiera di annunciare l’ingresso di Raffael alla batteria, il quale oltre ad essere un carissimo, bravo e simpatico ragazzo, offre affidabilita', impegno e quadratura al gruppo oltre a comprenderne, apprezzarne e sposarne la filosofia. Quello che piu’ conta e’ che, grazie al suo apporto, finalmente ci sentiamo una band “vera”, unita e con intenti e direzioni comuni e queste cose, credeteci, contano davvero.
SLOW TRAIN COMING
Perche' il repertorio di Dylan?
Primo perche'si tratta di un repertorio vastissimo di brani ed arrangiamenti, poi perche' pensiamo possa rappresentare un tocco di originalita' nel panorama delle tribute-band in circolazione.
Siamo decisamente consci di proporre un genere "di nicchia" ma lo riteniamo un grande stimolo dato che quelli che escono una sera per andare ad ascoltare Dylan, perche' c'e' una band lo interpreta, ci saranno di estrema soddisfazione dato che si trattera' di un'audience ben preparata e che sapra' esattamente cose vuole e cosa va ad ascoltare; quelli invece che verranno a sentirci per caso, ci daranno la possibilita' di divulgare un genere musicale spesso misconosciuto se non sottovalutato.
Ricordiamo comunque che il numero di cover di Dylan interpretate dai piu' apprezzati musicisti non si contano: da Eric Clapton agli U2, da Stevie Wonder a Jimi Hendrix, dai Rolling Stones ai Byrds, fino ai nostri Fabrizio de Andre' e Francesco de Gregori, tanto per citarne alcuni, tutti hanno pagato un tributo a questo grandioso menestrello contemporaneo... una ragione ci sara', voi che ne dite?.
Perche' il repertorio di Dylan? Perche' e' un progetto che ha un senso e uno scopo.
Percio', ora che il gruppo e' affiatato e il repertorio pronto... precipitatevi in stazione: c'e' un treno lento in arrivo!
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