Sathya Sai Baba

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Guida alla Cultura e alla Spiritualità Indiana
Basata sugli insegnamenti di Sri Sathya Sai Baba

(compilata da smt. Kausalyarani Rhagavan - 1980)

INDICE

I.   I testi sacri dell'induismo
II.  I sistemi della filosofia indiana
III. Gli insegnamenti Divini del Bhagavan Baba 
  riguardanti la Spiritualita' e la Cultura indiana
IV.  Le varie grandi religioni del mondo e la loro unita'
V.   Rappresentazioni alfabetiche
VI.  Rappresentazioni numeriche
VII. 108 Massime morali
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I. I TESTI SACRI DELL'INDUISMO

1. Come si chiama il nostro paese?
   Il nome del nostro paese e' " Bharat".

2. Perche' si chiama Bharat?
   Perche' la gente del nostro paese sente attaccamento per il Bhagavan; " Bha" vuol dire Bhagavan, e " Rathi" significa attaccamento. Questo e' il significato spirituale del termine " Bharat".

3. Dimmi quali sono i due grandi poemi epici del nostro paese.
   Sono il Ramayana e il Mahabharata. Il primo e' la storia di Sri Rama, e il Mahabharata e'la storia di Sri Krsna.

4. Chi li scrisse?
   Il Ramayama fu scritto dal saggio Valmiki, e il Mahabharata lo scrisse il grande saggio Vyasa.

5. Che cosa sono i " Veda " ? Definiscili.
   La parola " Veda" significa conoscenza di tutto".  Questa parola deriva dalla radice "vit" che significa conoscenza. Dio, nella Sua grazia, ci ha dato questi Veda affinche' sappiamo di questo mondo, capiamo il significato della nascita umana e lo spirito del Divino. Sicche' "Veda"  sgnifica " parola di Dio ".

6. Come furono originati i Veda ?
   Dio ha dato i Veda. Essi sono come il respiro stesso di Dio. I sacri Rsi, i veggenti di questo paese, con le loro penitenze e le ricerche nella Natura di Dio percepirono i Veda per mezzo di tanti Suoni Divini che giunsero loro. Per una cosa quale e' l'udire i suoni Divini non esiste altra Pramana, altra Autorita' che il fatto stesso. Cosi' i Veda sono la Parola di Dio, e 'Svara' , o 'Vani' il Suono e' l'origine dei Veda. L''Aksara" AUM e' l'origine dei Veda e del Creato.

7. Perche' i Veda sono chiamati " Sruti " ?
   " Sruti " significa una nota musicale. Questi Veda sono il prodotto solamente dell'audizione da parte di Veggenti dei vari suoni Divini, e si chimano Sruti perche' sono stati ricevuti per mezzo dell'azione uditiva.

8. Quanti Veda ci sono ? Fammene il nome.
   Quando per la prima volta furono emanati ce n'era un numero interminabile, ma oggi, dopo il corso dei secoli, ne sono rimasti solo quattro:
   1. il Rg Veda. 2. il Yajur Veda 3. il Sama Veda, e 4. l'Atharva Veda.

9. Che cos'e' il Rg Veda ?
   E' un insieme di piccole stanze, o Mantra, da cui il nome Rg. Il Rg Veda inoltre contiene sentenze importanti, come " Sathyyam vada"  (di' il vero ); "Dharmam ciara" ( segui il Dharma, la via della rettitudine ). Contiene anche vari riti e procedure  giovevoli a mantenere intatta la societa'.

10. Che cos' il Yajur Veda ?
Esso ci insegna come compiere i nostri doveri ( sia rispetto a Dio: quindi i rituali da seguire in ogni atto sacrificale; sia rispetto al mondo ed alla societa' ), oltre che occuparsi della sicurezza della societa'.

11. Che cos'e' il Sama Veda ?
Le parole del Sama Veda sono musicate, e il loro testo contiene l'essenza del Rg e del Sama Veda.

12. E l'Atharva Veda, che cos'e' ?
Questo Veda ci insegna come allevare i bambini, come aver cura della famiglia e dei vecchi, e come vivere contenti. Contiene anche discipline speciali e tecniche curative.

13. Perche' i Veda sono chiamati " Nitya" e " Apauruseya"?
I Veda sono " nitya " perche' sono eterni; e sono  " apauruseya " perche' non sono stati inventati dall'uomo. La loro origine e' divina. Sono il respiro stesso di Dio.

14. Quale sono le quattro divisioni dei Veda?
Sono: Samhita, o raccolta di Mantra in lode di Dio; Brahmana, istruzioni dettagliate sui riti e sul cerimoniale; Aranyaka, indagini sulla Verita' Suprema; e Upanisad, trattati filosofici che formano la base dei grandi sistemi della filosofia indiana.

15. Com'e' stato conservato l'insegnamento dei Veda ?
Per mezzo della trasmissione tradizionale dalla bocca del maestro all'orecchio de discepolo. Percio' e' stato chiamato  "Sruti".

16. Chi e' il " Mantra-Drasta " ?
Sono i Rsi che hanno ricevuto la rivelazione Vedica e la trasmissione dei Mantra direttamente dall'Essere Supremo; essi sono detti " Mantra-Drasta".

17. Chi e' la  " Brahmavadini " ?
Le donne veggenti, che ebbero la visione dei Mantra e  delle verita' Vediche sono chiamate Brahmavadini.

18. Quanti sono coloro che ebbero la visione dei Mantra Vedici ?
Si dice che le persone che ebbero la visione dei Mantra Vedici siano 300.

19. E tra essi, quante furono le donne ?
Si contano 32 donne veggenti.

20. Dimmi il nome di qualche Brahmavadini.
1) Vagambhrani, 2) Sarparajni, 3) Uma Haimavathi, 4) Maitreyi ( moglie di Yajnavalka), 5) Garghi ( una  veggente della corte di re Janaka ).

21. Che cos'e' il Vedanta ?
Letteralmente significa " fine dei Veda "; esso comprende il sistema filosofico che fa da sottofondo alle Upanishad. Queste formano l'essenza dei Veda e sono percio' chiamate " Sruti sira", la testa della "Sruti". Esse vogliono portare l'uomo a quella scienza, a quella saggezza che vede se stessa come reale, e tutto il resto come irreale.

22. Quanti Mantra e quanti Sukta ci sono nei Veda ? Ci sono altre tradizioni basate sui Veda, dalle quali possiamo trarre beneficio ?
Contengono 10.581 Mantra e 1.000 Sukta. Dai Veda hanno origine lo Ayurveda, il Dhanurveda, il Gandharvaveda e il Natyaveda; cio' che non c'e' nei Veda non c'e' da nessuna altra parte.

23. Quante sono le Upanisad ?
Oggi ce ne sono 108 conosciute, ma in origine erano 1.180.

24. Dimmi il titolo delle dieci Upanisad piu' note.
La Isavasya, la Kena, la Katha, la Mandukya, la
Taitriya, la Prasna, la Candogya, la Brihadaranyaka,
la Mundaka e la Aithareya.

25. Che significato ha il termine " Upanisad " ?
1) cio' che ci porta alla conoscenza del Brahman;
2) cio' che scaccia il timore del Samsara; 3) cio' che
distrugge il dolore; e 4) cio' che il Maestro insegna
al discepolo seduto accanto e sotto di lui.
Le Upanisad contengono il segreto dei Veda.

26. Chi fu il traduttore delle Upanisad in Persiano ?
Jagannata Panditaraja insegno' le Upanisad al
principe Darashikon, figlio dell'iperatore Shajahan.
Dara le tradusse in Persiano. Ci sono traduzioni
delle Upanisad in latino, in inglese, in tedesco e in
molte altre lingue.

27. In quale lingua sono scritti i Veda ?
I Veda sono scritti in sanscrito.

28. Qual'e' la conoscenza che impartiscono le Upanisad?
Le Upanisad impartiscono la Conoscenza della 
Brahmavidya.

29. Che significa " Upasana " ?
Significa ricevere la " Diksa " ( l'iniziazione,
l'assunzione dell'impegno spirutale ) e fare
Sadhana sotto la guida del Guru, per finire a
raggiungere il potere Divino.

30. Quanti tipi di Diksa ci sono ?
Ce ne sono 32.

31. Quali sono i passi piu' importanti nell' " Upasana"?
Il passo piu' importante e' " Anunyasa ", ossia
l'intraprendere " japa" ( preghiera, adorazione ) e
sentire la presenza del Divino nel proprio corpo.

32.33. Chi e' l' " Adikavi ", ossia il Primo Poeta, il
sommo Vate nella letteratura Sanscrita ?
L'Adikavi della letteratura sanscrita e' ritenuto
essere Valmiki, l'autore del grande poema epico
" Srimad Ramayana ", pieno di grandezza morale e
di sublime poesia. Gli inni Vedici e le Upanisad
sono anteriori al Ramayama, ma non sono di facile
comprensione per l'uomo comune perche' sono scritti
in sanscrito " vedico". Invece Valmiki scrisse il
suo Ramayama in sanscrito " laukika", piu' facile
da capire; ma cio' non gli toglie il suo fascino e
la sua dignita'. La sua stessa semplicita' lo fa
dolce e sublime a un tempo.

34. Qual'e' la base del Ramayana?
La base del Ramayana e' il Mantra della Gayatry; esso 
e' incluso nel poema.

35. Qual'e' il poema piu' lungo nella letteratura di tutto
il mondo ?
E' il Mahbharata con i suoi 18 "parva" , o canti.
Esso contiene molti " upakhyana" ( episodi ).

36. Che cos'e' il " pancama Veda " ( il 5o. Veda ) ?
Il Mahabharata e' detto il " Quinto Veda ".

37. Che cos'e' la Bhagavad Gita ?
E' una parte del Mahabharata. E' la gemma piu'
preziosa di tutte le scritture Indu'. Contiene
l'essenza della filosofia Vedanta sotto forma degli
insegnamenti di Sri Krsna in persona ad Arjuna sul
Kuruksetra, ed e' ritenuto l'insegnamento del Signore
a tutto l'universo. Nel vocabolo " gita" , "gi" sta
per "sacrificio", e "ta" vuol dire spiritualita';
ossia la Gita insegna tanto il sacrificio quanto la
reale natura dell'anima.

38. Quanti sono i capitoli del santo libro della Bhagavad
Gita ?
Sono diciotto.

39. E quante "kanda" (parti) la compongono? Dimmele.
I primi sei capitoli formano la Karma Kanda. I
successivi sei costituiscono la Bhakti Kanda, gli
ultimi sei la Jana Kanda. Cosicche' le Kanda della
Gita sono tre, e rispettivamente trattano
dell'attivita' (karma), della devozione e
dell'abbandono di se stessi a Dio, e della
Conoscenza.

40.  Qual'e' la forma piu' alta di Bhakti, che insegna la
  Bhagavad Gita ?
  La forma piu' elevata di Bhakti, la Prapatti e'
  l'abbandono di tutto nella resa di se stessi a Dio.
  Il " Niskama Karma", cioe' il "Karma Phala Thyaga"
  ( rinuncia ai frutti dell'azione ) e' considerato la
  pi-u'alta forma di Bhakti.

41. Che cos'e' il Niskama Karma o Karma Phala Thyaga ?
E' il " Niskama Karma" compiere qualunque azione in
pieno abbandono di se' a Dio senza aspirare a nulla di
proprio, ossia non avendo nessuno desiderio egoistico
per i risultati dell'azione.
" Karmaphala Thyaga" significa abbandonare a Dio i
risultati di ogni azione.

42. Che cosa sono i Purana ?
Sono racconti relativi a Dio ed ai Suoi Atti con gli
uomini. Il loro fine e' la divulgazione e la
propagazione dei significati e dei contenuti dei
Veda.
 

43. Quando furono scritti i Purana ?
Dopo i Veda; anche se i racconti dei Purana possono
essere antecedenti ai Veda, non per questo sono i piu'
antichi dei Veda.

44. Quanti sono i Purana ?
Ci sono diciotto Purana, diciotto Upapurana e altri
diciotto Upa-upapurana.

45. Come si intitolano i XVIII Purana ?
1) Brahma Prurana; 2) Padma Purana; 3) Visnu purana;
4) Siva Purana; 5) Bhagavata Purana; 6) Narada
Purana; 7) Markandeya Purana; 8) Agni Purana;
9) Bhavisya Purana; 10) Brahma Vaivarta Purana;
11) Linga Purana; 12) Varaha Purana; 13) Skanta
Purana; 14) Vamana Purana; 15) Kurma Purana;
16) Macya Purana; 17) Garuda Purana; e 18) Brahamanda
Purana.

46. Quali sono le cinque caratteristiche dei Purana ?
Sono: 1. Sarga ( Creazione ); 2. Prati Sarga
( Riassorbimento ); 3. Vamsa ( Genealogia );
4. Manvantara ( Epoche di un Manu); e 5. Vamsacarita
( Storia ).

47. Qual'e' il contenuto dei Purana ?
In verita' sono dei racconti con una grande componente
miracolosa, che dimostrano la potenza del Divino
nelle Sue molte manifestazioni e la Sua missione
Divina di proteggere il Dharma e di distruggere
l'Adharma.

48. Che cosa sono le Upakyana ?
Nei vari Purana le Upakyana sono le fonti di molti
poemi posteriori.

49. Perche' sono importanti i purana nella nostra vita?
Perche' sono documenti storici validi del nostro
paese. I Purana mantennero viva la religione tra le
masse a causa del loro interesse narrativo e della
natura drammatica dei loro episodi.

50. Che cos'e' il Bhagavata ?
  E' uno dei Purana maggiori; descrive i vari
  Manvantara e la parte che vi presero i vari Avatar
  del Signore. Racconta in breve le storie delle
  incarnazioni di Sri Visnu.

51. Quanti sono gli Avatara menzionati nel Maha
Bhagavata?
Sono ventidue, ma i più importanti sono dieci.

52. Che cosa simboleggiano questi Avatara?
I diversi Avatar simboleggiano l'evoluzione graduale
della coscienza dal pesce all'animale e finalmente
all'uomo dotato di consapevolezza.

53. Perchè si presentano gli Avatara ?
Iddio si manifesta al fine di distruggere il male e
di ristabilire il Dharma. L'universo dev'essere
ripulito e rimaneggiato spesso affinchè sia un
" ksetra " degno di Dio. E così vengono gli Avatara.

54. Quale degli Avatar è detto  " Purna Avatar" ?
( Avatar Totale)
Sri Krisna è detto Purna Avatar.

55.   Qual'è la specie di Bhakti che le Gopi avevano per
   Sri Krsna?
   La Bhakti delle Gopi è detta " Madhura Bhakti"
   (" dolce Bahkti "). Non è amore ordinario
   solamente, ma il profondo anelito dell'anima per
   unirsi con Dio per mezzo dell'abbandono di se
   stesse e di Prema.

56. Che cosa simbolizza la nota " Brahamar  Gita" ?
E' il simbolo del perenne anelito dell'Amore Divino,
che è la Bhakti delle Gopi. Esse non riescono a
sopportare neppure per un attimo la separazione dal
loro Signore. Esse riversavano i loro aneliti alla
Bhramara ( l'ape ) perchè li portasse al loro,
Signore, a Krsna.

57. Quali sono le Upakhyana, le storie del Bhagavata ?
Sono le seguenti: 1. Il sacrificio di Daksa; 2. La
storia di Dhruva; 3. La storia di Ajamila; 4. La
Suyagnopakhyana e la storia del cacciatore e
dell'uccello Kulianga; 5. La Gajendra Moksa; 6. Le
storie di Yayathi e Ranti e 7. di Citraketu; e
inoltre, 8. Il Bhagavata parla di Sriman Narayana
Kavaca che protegge gli uomini dal peccato e dal
dolore.

58. Che intendiamo dire con " Yaga"?
Si chiamano Yaga i sacrifici eseguiti in conformità
ai Veda.

59. Che cosa significa " Yaga" ?
Significa abbandono di ciò che è materiale per ciò
che è Divino. Ciò facendo fiorisce il potere
interiore dell'uomo.

60. Quale specie di Yaga è quella di ordine più alto ?
La Gita suggerisce molte specie di sacrifici. Il più
alto è il Sathya Yajna. Dio elargisce la grazia a chi
compie Yaga, se chi lo compie non ha mire egoiche, il
sacrificio gioverà a tutto il mondo.

61. Che cos'è Yagna?
E' lo scopo del Yaga; di far fiorire l'umanità
nell'uomo e aiutarlo a raggiungere il Divino.

62. Che cosa rivela il Yaga?
Il Yaga rivela il Yagjnesvara. Il Supremo Signore del
sacrificio. Per suo mezzo la Gayatri Dvei protegge il
mondo.

63. Che cos'è lo Yoga ?
E' l'unione di Jivi con l'Atman.

64.  Quali sono le diverse branche dello Yoga ?
  Ci sono diverse branche di Yoga, come l'Hatha, il
  Mantra, il Laya, il Raja, e il Sabda.  Lo Yoga
  fisico, quello della recitazione di un mantra, o
  della dissoluzione ( della mente ), della
  meditazione e del Suono ).

65.  Chi scrisse " Yoga Darsan " ?
  Fu Patanjali.

66. Come si deve praticare lo Yoga ?
Le cinque regole esterne da praticare sono Yama,
Niyama, Asana, Pranayama, Prathyahara. Le discipline
interne sonno Dharana, Dhyana e Samadhi. Il
procedimento dello Yoga implica il ritiro della mente
dagli oggetti esterni, e occorre arrestare certe
'vrtti', agitazioni mentali antagoniste della
meditazione. Per controllarle c'è anche l'Abhyasa
( costanza della pratica ) e Vairagya ( distacco ).
E' anche importante la purificazione delle Nadi ( dei
nervi sottili ).

67. Come s'è sviluppato il Mimansa ?
I Veda insegnano il Dharma fondamentale per le
quattro ' Purusarta ' ( Dharma, Arta, Kama, Moksa ).
Il Mimansa è nato allo scopo di chiarire il Dharma; è
un'indagine nella natura del Dharma. Spiega che il
Dharma è il mezzo per avere gioia in questo e
nell'altro mondo. L'azione dev'essere accompagnata
dalla saggezza.

68. Chi scrisse le Mimansa Sutra ?
Le scrisse Jaimini.

69. Che cos'è il Purva Mimansa ?
E' un testo che insegna come procedere per eliminare
le divergenze e stabilire l'unità.

70. Quali sono le azioni previste dai Veda ?
Le azioni che prevedono i Veda sono di tre tipi. Sono
Nitya, Kamya e Visuddha: obbligatorie, finalizzate o
pure.

71. Che cos' Moksa ?
E' il 'moha ksaya', cioè distacco totale dai
desideri e dagli interessi terreni.

72. Che cosa sono le ' Mahavakya '?
Le Mahavakya sono le grandi sentenze delle Upanisad.
Contengono l'essenza dei Vedanta e la Verità Ultima.

73. Qual'è la Mahavakya del Rg Veda, e che significa ?
La Mahavakya del Rg Veda è " Prajnanam Brahma ", e
significa che la Realtà Suprema è la Consapevolezza
Divina, il Parabrahman.

74. Qual'è la Mahavakya del Yajur Veda, e che significa ?
La Mahavakya del Yajur Veda è " Aham Brahmasmi", e
significa " Io sono il Brahman ". Ossia, ognuno,
ogni Io è il Brahman.

75. Qual'è la Mahavakya del Sama Veda e che significa ?
La Mahavakya del Sama Veda è " Tat tvam asi ", e
significa " Tu sei Quello ".

76. Qual'è la Mahavakya dell'Atharvana Veda, e che
significa ?
La Mahavakya dell'Atharvana Veda è " Ayam Atma
Brahma" e significa " l'Atman è Brahman".

77. Quali sono i tre Mantra dell'Isavasya Upanisad?
Spiegami in dettaglio il loro significato.
In tre Mantra dell'Isavasyopanisad è contenuta
l'essenza di tutte le Upanisad. Il primo Mantra
dice." Isavasyam Idam Sarvam Yat Kincya Jagatyam
Jagat" che significa:" tutto in questo mondo è
ravvolto da Dio ", e ci insegna che la gioia più
grande si raggiunge col Thyaga, sacrificandoci per il
bene altrui.
Il secondo Mantra ci dice di operare nel mondo e di
compiere i nostri doveri in ispirito di rinuncia. Il
terzo Mantra dice che chi vede Dio dovunque e in
tutto e dentro di sè non conosce tristezza.

78. Qual'è il significato della Kena Upanisad ? Che dice,
in sostanza ?
Il vocabolo " kena " sta per " da che cosa ?", " per
effetto di che cosa?", ossia, per quale potere tutti
ci muove nell'universo? La risposta è " Dio", o "
Brahman".
.i.b1:;
79.  Qual'è la storia che racconta la Katopanisad ?
  La Katha narra la storia del piccolo principe
  Naciketas, che chiese a Yama, Dio della Morte, il
  solo dono dell'Atma Vidya.

80. Che cos'è " Sreyas" e che cos'è " Preyas " ?
" Sreyas " significa il Bene Eterno, e " Preyas"
  significa "piacevole ". Il Naciketas della
  Katoupanisad credeva fermamente che il "bene eterno"
  sia meglio del "piacevole", e preferì Sreyas a
  Preyas.

81. Che cosa significa la frase " Avastha Traiya Vicara"?
La Mandukya Upanisad è un'analisi dettagliata della
natura dell'Atman e della sua manifestazione
nell'Omkar ( o Pranava) . Quest'analisi è detta nella
Upanisad  " Avastha Traiya Vicara ".

82. Quali sono i tre stati di esperienza che generalmente
si conoscono ?
I tre stati di esperienza della vita comune sono:
1. Jagrat; 2. Svapna e 3. Susupti.

83. Che cosa significa il termine " Jagrat"?
E' lo stato che si sperimenta da svegli, e di tutte
   le cose che accadono nel periodo di veglia. Nello
   stato Jagrat l'osservatore funziona tanto con la mente
   quanto con i sensi; ci troviamo perciò in contatto
   immediato con mondo che ci circonda, con altre persone
   e con le qualità degli oggetti esterni.

84. Spiegami i termini " Visva" e " Sthula Bhuk".
   ( Bhukti godimento, possesso )
Nello stato di veglia o Jagrat, l'individuo è detto
'Visva', ossia colui il quale sperimenta oggetti
materiali, grossolani, dotati di peso e di
dimensioni. Ciò che fa di noi dei fruitori di entità
materiali, e l'individuo detto essere uno " Sthula
Bhuk " ( fruitore grossolano )

85. Che cos'è lo stato di " Svapna" ? Spiegamelo in
dettaglio.
E' lo stato di chi sta sognando. Nello stato di
Svapna, nel sonno con sogni gli organi di senso
cessano di funzionare. Non abbiamo contatto con gli
oggetti del mondo esterno, ma solo con le idee
sottili e gli impulsi della mente.

86. Spiegami i termini " Tejasa " e " Pradiviktha  Bhuk "
che appaiono nella Mandukya Upanisad.
Lo stato di Svapna è altrettanto ricco, reale e
   concreto quanto il mondo delle esperienze di veglia.
   Qui è attiva solo la mente, e perciò quest'esperienza
   è chiamata " Tejasa" , la parola che in sanscrito
   significa " luce". Sicchè nel sogno la mente dipende
   solo dalla propria sola luce; è una luce Atmica
   autogenerantesi che mostra gli oggetti sottili, e tale
   esperienza vien detta " Pradiviktha Bhuk ".

87. Parlami in dettaglio dello stato di " Susupti ".
Lo stato del sonno profondo, senza sogni, di
" Asvapna Nidra " è chiamato Susupti. Qui non
funziona neanche la mente, oltre ai sensi. Funziona
solo l'Atman, che assiste a questo stato di Ananda;
perciò diciamo che solo l'Atman, l'Anima è
onnipresente.

88. Spiega i termini " Prajna" e " Ananda Bhuk ".
L'esperienza dello stato di profondo sonno senza
sogni è detta " Prajna "; ma, benchè abbiamo cessato
di funzionare la mente e i sensi, la persona continua
a sperimentare lo stato di Ananda, ed è perciò detta
Ananda Bhuk.

89. A che cosa si riferisce con il termine " Saksi " la
Mandukya Upanisad?
Quel testimone tacito che è il Sè, che osserva
imparzialmente sia la presenza, sia l'assenza di
oggetti esterni ed è presente in tutti e tre gli
stati d'esperienza - Jagrat, Svapna, e Susupti,-
nella Mandukya Upanisad è chiamato " Saksi " ossia
Testimone.

90. Che cosa c'è di reale e di permanente ?
Mentre la mente e i sensi variano e cambiano
attività, solo la luce del Sè rimane costante e
immutabile. Essa è la Realtà, il " Sat", l'Atman ed è
l'unico punto di immobilità, lampada passiva e
illuminatrice. Poichè tutti gli altri tre stati di
esperienza sono temporanei e irreali, l'Atman il
Testimone è la sola forza reale in noi, il Saksi.

91. Che cos'è ciò che ha nome " Visvavirat " ?
  La Visva obiettiva ( l'esperienza del mondo
  materiale ) corrisponde obiettivamente al mondo
  della materia chiamato " Virat ", e quindi lo stato
  Jagrat si chiama " Visvavirat ".


92. Che cos'è il " Taijasa Hiranya Garbha?
Il Taijasa corrisponde alla mente del mondo. Lo
Hiranya Garbha è noto come Taijasa Hiranya Garbha
( stato di sogno, " svapna " )

93. A che individuo corrisponde il termine " Prajna " ?
L'individuo " prajna "( che è sonno profondo  senza
sogni ) corrisponde a Isvara, a Dio, da cui procede e
in cui deve tornare.

94. Chi è Brahman ?
L'Atman è Brahman. L'Atman soggettivo, o Turya
corrisponde al Brahman in cui si fondono l'oggettivo
e il soggettivo.

95. Che significa " Om Iti Ek Aksaram " ?  ( Aksara=
sillaba, unità indivisibile )
L'Aksaram " Om " è il Brahman Stesso e contiene la
Verità ultima. E' presente in tutti e tre gli stati
d'esperienza come Atman o Brahman. Quindi è l'eterno
testimone.

96. Qual'è la Verità proclamata dalla Taitirya Upanisad ?
La Taitirya Upanisad insegna che nell'essere esistono
cinque involucri che possono essere raggruppati in
tre corpi.

97. Quali sono questi cinque involucri che la Taitirya
Upanisad dice che ci siano in ogni essere ?
Sono: 1. Annamaya Kosa; 2. il Pranamaya Kosa; 3. Il
Manomaya Kosa; 4. Il Vijnanamaya Kosa; 5.
l'Anandamaya Kosa.

98. Che è lo " Stula Sarira " ?
Lo " Stula Sarira ", o 'corpo grossolano', è
l'Annamaya Kosa, ossia il corpo fisico denso, che
subisce cambiamenti ed è soggetto alla morte fisica.

99. E il " Suksma Sarira " ?
E' il corpo sottile, formato dal Pranamaya, dal
Manomaya e dal Vijnanamaya, corpo energetico, corpo
mentale e corpo di saggezza. Esso è il corpo sottile
che costituisce il personaggio " jivi ".

100. Dove risiede l'Atman, o il Brahman, in un essere ?
  Risiede nel " Karana Sarira o " corpo causale " ,
  che è anche il corpo d'ignoranza, in quanto non è
  conscio di se stesso. A causa di questa " Avidya ",
  o " ignoranza " è soggetto a rinascere.

101. Che cos'è " l'Atmavidya " ?
  E' la Conoscenza ( " vidya " ) dell'Atman, della
  Realtà Assoluta. L'individuo si fa assoluto e libero
  solo quando riconosce il Sè come propria realtà. E'
  anche Brahmavidya.

102. Che significano " Purusa " e " Prakrti " ?
  L'universo intero consta di due entità fondamentali,
  Purusa e Prakrti. La Prakrti è la materia
  primordiale, il materiale dell'universo, a dirla
  breve. Il Purusa è la consapevolezza individuale,
  l'intelligenza, sempre a dirla breve.

103. Come si evolve l'universo ?
  Per effetto dell'interazione fra Purusa e Prakrti
  ( v. Samkhya Darsana di Kapila )

104. Quali sono i tre Guna, le tre Qualità di Prakrti ?
  Le tre qualità fondamentali della Prakrti sono
  " Sattva", " Rajas " e " Tamas ". Sattva è la
  qualità della luminosità, Rajas quella dell'attività
  e Tamas è la qualità dell'inerzia.

105. Come fu messa in moto l'evoluzione cosmica nel
  creato ?
  Sul principio le tre qualità di Sattva, Rajas e
  Tamas sono in equilibrio. Se questo equilibrio viene
  rotto dalla strumentalità del Purusa, si mette in
  marcia l'evoluzione cosmica. " Mahat " e
  " Ahamakara" sono due prodotti dell'evoluzione, di
  " Parinama ".

106. Che significano " Mahat" e " Ahamakara " ?
  " Mahat " può essere definito come " Buddhi ",
  l'intelligenza cosmica, la mente universale.
  " Ahamakara " si differenzia tra Ahamkara Sattvico,
  l'Ahamakara Rajasico e l'Ahamakara Tamasico, a
  seconda del Guna che predomina. L'Ahamakara Sattvico
  va verso un'evoluzione psichica dalla quale risulta
  l'emergere di Manas ( delle Mente ), dei 5 sensi di
  percezione e dei 5 sensi d'azione. L'Ahamkara
  Rajasico si evolve nel mondo della materia percepito
  dai 5 elementi sottili Sabda, Sparsa, Rupa, Rasa, e
  Gandha ( suono-udito, tatto, vista, sapore e odore),
  le cui controparti sul piano rajasico ( materiale )
  sono Cielo ( " akasa" = spazio ), Aria ( stato
  gassoso) Fuoco ( " Agni ", stato igneo ) Acqua
  ( "Ap" o "Jala", stato liquido ) e Terra
  ( " Prittivi ", stato solido);

107.a Che differenza c'è tra mente e materia ?
   La mente è Prakrti sottile, e la materia e Prakrti
   grossolana.

107.b Che differenza c'è tra Purusa e Prakrti ?
   Purusa è passivo, prakrti è attiva. Il purusa è
   l'intelligenza conscia; la Prakrti è attività
   materiale.

108.  Chi è il vero Purusa ?
   Il solo vero Purusa è Dio, il Brahman. Ciò che è
   limpido, puro, indistruttibile e splendente di luce
   propria è solo Uno, ed è lo Spirito, il Purusa.

* * *
CAPITOLO SECONDO
I SISTEMI DELLA FILOSOFIA INDIANA


109. Che significa il vocabolo " Darsana" ?
  Significa Visione Suprema vista dall'occhio
  interiore.

110. Che cosa sono gli " Astika "  e i " Nastika " ?
   Gli Astika sono coloro che credono nell'esistenza
   di Dio, nel Karma e nella Reincarnazione.
   I Nastika non credono nell'esistenza di Dio, del
   Cielo, dell'Inferno e nella reincarnazione.

111. Quanti sistemi filosofici esistono in India ?
  Ce ne sono sei, e cadono in due grandi categorie;
  gli Advatistici e i Dvaitistici. Tra i sistemi
  Dvaitistici si trovano veri Darsana Asthika come
  pure una corrente Nastika.

112. Spiegami in breve la filosofia del " Carvaka
  Darsana ".
  La filosofia Carvaka non ammette l'esistenza di Dio,
  e ritiene perituri tanto il corpo quanto l'anima.
  Non crede in un Paradiso e in un Inferno, e ritiene
  che lo scopo della vita sia solo ilgodimento
  materiale.
  Secondo questa filosofia la causa della creazione è
  solo il caso e la natura delle cose. Non ammette che
  esista altra entità oltre il corpo, e per essi la
  coscienza è una facoltà fisica del corpo.
  Appartengono ai Nastika e non hanno il concetto di
  Dio.

113. Mi puoi spiegare il sistema filosofico Samkhya ?
  I Samkhya credono che la materia, la Prakrti e lo
  spirito, il Purusa coesistano. La creazione e
  l'evoluzione camminano quando il Purusa viene in
  contatto con la Prakrti. Il Sè consiste nella
  combinazione di " Caitanya " e di " Antahkarana " .
  Il sistema di evoluzione è scientifico, ma non
  ammette Dio.

114. Illustra ora il sistema " Yoga " dell'India antica.
  Nel sistema Yoga Dio è riconosciuto perchè Egli E'
  il " Purusa " o " Cetana ".Lo Yoga è teistico
  ( Asthika).
  Nello Yoga la disciplina fondamentale è il giusto
  controllo della mente. Patanjali definisce
  correttamente lo Yoga come " Citta Vrtti Nirodhah ".
  La purezza della mente e del corpo sono i requisiti
  essenziali perchè lo Yoghi possa meditare su Dio.
  per praticarlo è assolutamente necessario avere un
  Guru competente. Il sistema Yoga accetta pienamente
  l'esistenza di Dio che è L'Essere di suprema
  eccellenza e perfezione.

115. Qual'è la fonte principale riguardante il sistema
  della filosofia Yoga ?
  Sono gli " Yoga Sutra " di Patanjali.

116. Quante Pada o parti ci sono negli Yoga Sutra di
  Patanjali e quali sono ?
  Consistono di quattro Pada: Samadhi Pada, Sadhana
  Pada, Vibhuti Pada, e Kaivalya Pada.
  Il Samadhi Pada tratta della pura consapevolezza, il
  Sadhana Pada tratta dei metodi e delle tecniche
  Yoga; il Vibhuti Pada tratta del risveglio dei
  poteri spirituali e il Kaivalya Pada riguarda Moksa
  che è la liberazione spirituale.

117. Quali sono i cinque difetti che ha l'individuo
  secondo gli Yoga Sutra ?
  Essi sono: 1. Avidya ( ignoranza ), 2. Asmiti
  ( egoismo ), 3. Raga ( ira ), 4. Dvesa ( odio ),
  e 5. Abhinivesa.

118. Che cosa significa la frase " Astanga Yoga " ?
  Gli Yoga Sutra descrivono otto passi importanti
  nella pratica della disciplina volta alla
  realizzazione di Dio e sono:
  1. Yama ( divieti, buona condotta ); 2. Niyama
  ( precetti, purezza d'animo ); 3. Asana
  ( posizioni ); 4. Pranayama ( controllo del
  respiro); 5. Prathyahara ( controllo della mente );
  6. Dharana ( concentrazione focalizzata ); 7. Dhyana
  ( contemplazione ininterrotta dell'oggetto );
  8. Samadhi ( Dhyana senza coscienza di se stessi ).
  L'Astanga ( composto di otto anga o membra ) Yoga è
  composto di queste otto pratiche; le prime cinque
  sono esterne e le ultime tre sono interiori.

119. Come si pratica il primo passo chiamato " Yama " ?
  Yama si compone di cinque ' divieti ', che sono:
  1. Ahimsa ( non-violenza); 2. Satya ( veracità,
  non-menzogna ); 3. Astheya ( non esser rubare );
  4. Brahmacarya ( non fornicare ); 5. Aparigraha
  ( non esser malcontento ).

120. Com'è il secondo passo, chiamato " Niyama " ?
  Niyama si compone cinque pratiche:
  1. Saucha ( pulizia interiore ed esteriore );
  2. Santosa ( letizia ); 3. Tapas ( penitenza,
  austerità ); 4. Svadhyaya ( studio dei testi sacri);
  e 5. Isvara Pranidhana ( arrendersi a Dio ).

121. Qual'è l'aspetto più importante dello Yoga ?
  La cosa più importante è la " citta vritti
  Nirodha ". Il completo controllo della mente e dei
  sensi, e la purezza della mente e del corpo sono
  molto importanti. Lo Yoga risveglia la " Kundalini
  Sakti " che si trova appena dietro ai nervi e passa
  attraverso i sei centri spirituali, dal Muladhara
  fino all'Ajina, e giunge al Sahasrara, il Loto dai
  Mille Petali, e gode la Beatitudine dell'unione con
  Dio.

122. Mi vuoi spiegare i sistemi della filosofia Nyaya e
  del Vaisesika ?
  I sistemi Nyaya e Vaisesika si studiano assieme a
  causa delle loro somiglianze sotto molti aspetti.
  Entrambi affermano che il Sè o Atman è una sostanza
  indipendente dal corpo; è eterno e onnipervadente.
  La conoscenza, la volontà e la gioia, sono solo
  proprietà esteriori del Sè e non quello stesso. Il
  Nyaya Vaisesika crede nella creazione e non
  nell'evoluzione. L'agente è Isvara. I due sistemi,
  il Nyaya e il Vaisesika si basano sulla ragione.

123. Quali sono le quattro vie che indica il Nyaya
  Vaisesika al fine di conoscere il vero ?
  I modi di ottenere conoscenza, sia spirituale o
  mondana, sono quattro:
  1. l'esperienza diretta; 2. il ragionamento e
  l'inferenza; 3. l'analogia; 4. e i Veda.

124. Spiegami i Purva Mimansa.
  Esso è un'indagine sui Mantra Vedici, o una loro
  interpretazione. Si basa sull'eternità del Suono,
  identificato col Brahman. Il Purva Mimansa
  differisce in qualche aspetto importante dal Nyaya e
  dal Vaisesika. Per i seguaci del Purva Mimansa il
  " Sè " è una sostanza, ma la conoscenza non gli è
  esterna. E' un modo, o un " Kriya " ( atto )
  dell'Atman o Sè. Il Sè non è del tutto inerte
  ( Jada ) e neppure è " caitanya " ( coscienza).

125. Che cos'è l'Uttara Mimansa e che cosa contiene ?
  E' la corrente di pensiero più recente, e contiene
  il Vedanta. Si è divisa in tre scuole, che sono
  l'Advaita, il Visista Advaita e il Dvaita.

126. Che cosa afferma l'Advaita Dharsana ?
  L'Advaita è il non dualismo; afferma che il Brahman
  è Uno, e non due. Dei sei Darsana l'Advaita è il
  solo sistema filosofico che ritiene che l'Atman e il
  Paramatman sono come una sola cosa, e come la stessa
  Realtà Suprema. L'Advaita è basato sull'esperienza
  diretta; e per esso il mondo percepito dai sensi è
  " mihtya " ossia nè " sathya " nè " asathya "; è
  illusorio, e l'unica sola Realtà è l'Atman
  invisibile. Gli Advaitisti ritengono che l' "io" sia
  una combinazione di " Suddha Caitanya" ( pura
  coscienza ) e di " Antahkarana" ( l'ego ) che
  comprende  " Buddhi " ( l'intelletto intuitivo ),
  Manas ( mente), Citta ( Coscienza ) e l'Ahamkara
  ( il senso di essere un'entità staccata ). Qui il
  Caintanya sottostà tanto al lato soggettivo quanto a
  quello oggettivo. In questo Darsana sono esaminati i
  concetti dei " Panca Kosa ", dei tre stati
  d'esperienza ( Jagrat, Svapna, Susupti ), dei tre
  corpi Sthua, Suksma e Karana. Il Brahman ( o Brahma)
  è una combinazione di Suddha Caitanya ( di coscienza
  pura ) e di Maya; quest'ultima, coi suoi poteri di
  " Avarana" ( illimitatezza ) e di " Viksepa "
  ( espansività ) può proiettare l'universo, il
  " Jagat ". " Brahma Sathya, Jagat Mithya" ( Brahma è
   reale, e il mondo è irreale ) dice l'Advaita.

127. Quali sono i tre principi essenziali della filosofia
  Advaita ?
  I tre principi essenziali sono:
  1. " Solo il Brahman è reale "; 2. " Il mondo è
  illusorio "; 3. " L'anima non è null'altro che
  Brahman ".

128. Spiegami che cosa vuol dire " Mithya ".
  Mithya vuol dire illusione; qualcosa che non è nè
  reale nè irreale. Nella sua " Filosofia Advaita "
  Adi Sankaracarya dice che il mondo è " mithya ".
  Noi, quando diciamo Realtà, intendiamo riferirci a
  ciò che non è soggetto a cambiamento  nè a
  contraddizione. Questo mondo sempre cangiante non
  può essere accettato come reale, ma al tempo stesso
  non è 'irreale', vuoto. Non è nè reale nè irreale
  ( ma ha lo stesso grado di realtà di colui che si
  pone questa domanda, dice Bhagavan Ramana Maharsi )
  Perciò è indefinibile; è solo apparenza, come la si
  vede in " Vivarta " o trasfigurazione.

129. Parlami del termine Maya.
  Maya è la causa della percezione del mondo come lo
  vediamo, in molte forme. Maya opera con due
  poteri: uno di essi è quello di nascondere il Vero,
  e l'altro è proteggere l'immagine illusoria. La Maya
  non può ingannare il Brahman ma causa nell'uomo
  l' " Avidya " ( la nescienza, l'ignoranza ).

130. Quali sono i tre livelli di realtà riconosciuti
  nell'Advaita Darsana ?
  1. La Realtà Pura, superiore, Unica che è Brahman;
  2. La verità relativa, o " Vyavaharika Sathya "; e
  3. l'apparenza, o " Pratibhasika Sathya "; ma a dire
  il vero la Realtà è una sola, il Brahman.

131. Qual'è il modo di realizzare il Vero, indicato
  dall'Advaita ?
  Questo modo è la " Jnana ". Nessuna somma di azione
  o di preghiera può servire a dissipare l'ignoranza.
  Il Karma ( azione) e la Bhakti ( devozione ) giovano
  a purificare la mente, ma solo la " Jnana"
  ( Conoscenza diretta ) dà la presa di coscienza
  della Verità, dice la filosofia Advaita.

132. Quali sono i modi per acquisire " Jnana " ?
  I modi sono quattro: lo studio delle scritture, la
  riflessione su ciò che si studia, la contemplazione
  e, finalemente l'esperienza diretta, la visione
  ( Sravana, Manana, Nididyasana e Saksatkara ).

133. Quali sono le credenze degli Advaisti sulla
  ' Liberazione' ?
   Essi ritengono che la liberazione si può avere in
   questa vita o per subita rivelazione, o con uno
   sviluppo graduale, con le buone azioni e la
   preghiera. Parlano anche di salvezza individuale e
   della salvazione di tutti perchè finchè tutte le
   anime non saranno liberate nessuna sarà salvata del
   tutto. L'anima deve tornare al luogo donde è
   venuta.

134. Chi fu il propagatore della filosofia Advaita ?
  L'essenza dell'Advaita Darsana è quella dei Veda; fu
  dapprima sistematizzata da Gaudapada e più tardi da
  Adi Shankara, che la fece conoscere al mondo.

135. Quali sono le fonti dell'Advaita Darsana ?
  Sono: 1. la " Sruti "; 2. " Yukti " e 3." Anubhava "
  ( la Tradizione , la Comunione con il Maestro , e
  l'esperienza personale ) Samkara pone al primo posto
  l'Anubhava, e ritiene che la Sruti sia solo una
  guida.

136. Spiegami che cos'è la filosofia " Dvaita " ?
  Essa crede nel dualismo, e che il Sè sia differente
  dal Brahman. I Sè sarebbero dei prototipi del
  Brahman, ma non uguali. E' una filosofia suppergiù
  simile alla Samkhya ed alla Nyaya Vaisesika. Per i
  " dvaitisti " ( dualisti ) la causa materiale è la
  Prakrti, mentre il " Karta ", il Creatore è il
  Purusa. Essi dicono che il " Jivi " la Prakrti sono
  sempre esistiti, ma che non divengono mai Uno.

137. Chi fu il propugnatore della filosofia Dvaita ?
  Fu Sri Madhvacarya.

138. Chi propugnò la filosofia Visistadvaita ? com'è tale
  filosofia ?
  Il campione di questa filosofia fu Sri Ramanuja.
  Essa ammette che i fenomeni sono apparenze,
  illusioni, e parla di " cit" e di " acit " nel mondo
  fenomenico, ed afferma che sono ambedue validi. Il
  Visistadvaita ha anche affermato l'unità del Jagat
  che è " jada " o inerte, e di " jivi " che è pieno
  di consapevolezza. Il Visistadvaita  dice anche che
  Jada e Caitanya, ossia l'inerzia e la coscienza sono
  entrambe manifestazioni del Divino e perciò
  ugualmente valide. Jagat, l'universo, Jivi, la
  coscienza ( individuale ) e il Purusa, il Supremo,
  non sono tre, entità, ma una sola dal punto di vista
  ultimo. Benchè in apparenza possano differire, lo
  spirito unificante è lo stesso. Per esempio, benchè
  i gioielli siano diversi, l'oro è lo stesso. Così le
  forme sono differenti, ma c'è solo un Purusa, che è
  l'unità nella diversità e nella molteplicità.

139. Quali sono i due aspetti dell'illusione, Maya ?
  Uno è l'evoluzione, " Parinama ", e l'altro è
  " Vivarta ".

140. Spiega in dettaglio che cosa sono Parinama e
  Vivarta.
  " Vivarta" è quella proprietà che ci fa credere che
  ci sia un cambiamento benchè la sostanza rimanga la
  stessa, come l'illusione che ci fa scambiare una
  fune per un serpente. Nè è sparita la fune, nè è
  arrivato il serpente. Questo è Vivarta, o illusione.
  E' quella proprietà di Maya che ci fa dimenticare la
  cosa vera e ci sovrappone qualcosa che non c'era.
  " Parinama " è la proprietà di evolvere, di
  cambiare, come il latte ch si trasforma in cagliata.
  Se non c'è latte non c'è cagliata. Ciò che cambia è
  Parinama. Maya è presente tanto in Vivarta quanto
  in Parinama.

141.  Noi siamo sotto l'influenza di Vivarta. Spiegaci
   quest'affermazione e dicci " come".
   Benchè noi siamo " Atmasvarupa" , dimentichiamo la
   Realtà Suprema e viviamo nella " Dehabhranti ",
   nell'illusione di essere corpo. Non ci spaventa la
   fune, ma ci spaventa il serpente. Allo stesso modo
   non ci spaventa l'" Atman ", ma ci fa paura la
   " Vita".
   Benchè noi siamo " Atmasvarupa " e dovremmo esser
   esenti dalla paura, siamo purtroppo sperduti
   nell'illusione e nei timori. Questo è effetto di
   Vivarata e quindi è giusto dire che viviamo sotto
   l'influenza di Vivarta.

142.  " Advaita, Visistadvaista e Dvaita ". Benchè siano
   sistemi filosofici  diversi, in essi c'è unità di
   fondo. Qual'è ?
   Nonstante le loro differenze, questi tre sistemi
   parlano tutti dell'" Atamatattva ". Questo
   " Tattva", o elemento, è l'unica cosa
   permanente, immutabile ed eterna. Nel Dvaita
   rimane sempre la dualità. Il Visistadvaita insegna
   che possono esistere diffrenze di Nama e Rupa, ma
   che Purusa sta dietro a tutto è Unico; ammette la
   permanenza tanto di Jada quanto di Caitanya, e
   l'uno è vero, quanto l'altro. Siccome abbiamo un
   punto di vista unilaterale, non ci è dato di vedere
   l'altra faccia del quadro. Quando poi siamo in
   grado di vederli entrambi potremo finalmente
   renderci conto dell'Unità. Dobbiamo cercare di
   raggiungere l'unità attraverso la dualità.
   Se vogliamo raggiungere lo stato di Advaita
   dobbiamo passare per lo stato di Dvaita.

III. Gli INSEGNAMENTI DIVINI DI BHAGAVAN BABA
  RIGUARDO ALLA SPIRITUALITA'
  ED ALLA CULTURA INDIANA


  durante il corso estivo 1972

143. Si dice che 'Jana' ( " Sgana ", Vera Conoscenza ) è
  l'Advaita Darsana; perchè ?
  L'Advaiata lo si può paragonare al latte, il
  " Visistadvaiata " al burro e il " Dvaiat " al
  siero. Il burro e il siero si ricavano dal latte. Il
  latte è la sostanza unificante degli altri due,
  com'è l'Advaita, dalla quale derivano gli altri due
  Darsana.

144. Spiega il detto " Sathyam Jnanam Anantam Brahman "
  ( letteralemente " vera Sapienza Eterno Brahman" ).
  L'Atmattatva ( l'elemento Atman, identico col
  Brahman ), che è Jnana, è permanente. Anche se non
  lo vogliamo riconoscere, esiste. E' al di sopra di
  ogni sentimento di perdita e di guadagno; nulla lo
  può turbare. E' la personificazione della Verità, ed
  anche della gioia. : è " Ananda Svarupa ". Nella
  Gita Sri Krsna dice ad Arjuna :" Io, che sono
  Isvara; tu il Jivi, e il mondo, che è Jagat, siamo
  esistiti, in tutti i tempi. " Esistevano ancor prima
  della creazione continueranno ad esserci. Benchè i
  corpi fisici subiscano trasformazioni, quest'
  Atmatattva rimane eterno e immutabile. Così questo
  Brahman è il vero ( Sathya), l'Eterno ( Anantman) e
  l'Onniscente ( Jnanam ): tutto  è Brahman.

145. Che cosa significa il vocabolo " Brahaman " ?
  Deriva dalla radice " brhvast " che significa
  l'immutabilità. E' detto il Brahmatattva perchè non
  cambia ed è eterno ( Altrove il Bhagavan ha anche
  detto che deriva da una radice "brh" che corrisponde
  al concetto di " immensità " )

146. Come si può giungere a questo " Brahamattatva " ?
  A questo scopo ci dobbiamo rifare alla teoria di
  " Rasovai Saha " . Tutto l'universo è nato da
  " Rasa ", e Dio stesso è " Rasasvarupa " ( " Rasa" =
  amore, sentimento, passione ) Ciò che è nato da Rasa
  non può essere " nirasa ", ossia privo di Rasa,
  privo di emozione.

147. Quante categorie di Rasa si annoverano ?
  Si contano nove categorie di Rasa, stando ai Pandit,
  ma secondo Sai Baba non occorre tale classificazione
  in Navarasa. Lo Swami dice che ci sono solo due
  Rasa: Karuna Rasa e Sringara Rasa. ( " karuna "=
  misericordia, benevolenza).
  Le condizioni di Daya Rasa Prema e Anugraha si
  fondono tutte in Karuna Rasa. In Sringara Rasa
  invece si fondono le emozioni di Kama, Krodha e
  Loba; Sringara ci porta all'errore mentre invece
  Karuna ci guida al vero.
  Solo Karuna Rasa ci fa vedere il nostro dovere e ci
  porta vicino al Signore. Questa è la vera letizia, e
  Karuna Rasa ci offre amore puro e privo di egoismo.
  Invece l'amore egoistico ci porta a Moha ( errore )
  Invece l'amore senza egoismo ci porta a Moksa, che
  è Moha-Kasma, distruzione dell'errore, di Moha, e
  quindi è Liberazione.

148. A che servono tutte le gioie e i dolori ?
  Si devono ad " abhiamana " e " Mamakara " ( ego e
  attaccamenti ); e tutto ciò che è il risultato
  dell'illusione, di Maya.

149. Che cos'è il Samadhi ?
  E' il raggiungimento della perfetta serenità della
  mente; di quella imperturbabilità che ci permette di
  non essere esultanti o per la gioia o abbattuti dal
  dolore. Questa imperturbabilità è al di sopra
  dell'esperienza della gioia e del dolore. La parola
  Samadhi è spesso interpretata male. Il suo vero
  significato è dato dalle due sillabe che la
  compomngono : " sama" e " dhi" . " Sama" significa
  uguale, e " dhi" viene da " Bhuddi", coscinenza.
  Così, essere inattaccabile dalla gioia e dal dolore,
  prendere entrambi allo stesso modo è Samadhi.

150. Dammi due esempi per spiegare che cos'è il Samadhi.
  Sri Rama e Sri Krsna, quali Avatar, hanno dimostrato
  lo stato di Samadhi in questi due casi:
  Sri Rama, che alle 7 del mattino era pronto per la
  cerimonia dell'incoronazione quale Principe
  ereditario, poco dopo prese la decisione opposta e
  se ne andò nella foresta. Nè lo faceva gioire il
  pensiero di essere il futuro re, nè lo depresse o
  lo disilluse l'ordine che ricevette di andare in
  esilio.
  Sri Krsna sorrideva allo stesso modo, sia che si
  trovasse sul " Rudrabhumi" ( il luogo delle
  cerimonie sacrificali ) o sul " Yuddhabhumi ", sul
  campo di battaglia. Egli diede la Sua Gita ( il Suo
  Canto ) sul campo di battaglia. Ciò dimostra che
  Egli può cantare anche nel mezzo della mischia e che
  la vera natura degli Avatara è che essi sono sempre
  traboccanti di gioia e di ananda.

151. Che significa il termine " Svabhava " ?
  " Sva " è il Brahmatattva, non si riferisce
   all'individuo, ma a Brahman, " svicca " è la
   volontà del Signore, e " Svabhava " significa la
   Natura del Signore: in realtà la nostra natura è
   Ananda.

152.  Quali sono le quattro Purusarta ? Dimmi i loro
   nomi.
   Esse sono: 1. Dharma ; 2. Arta; 3. Kama; 4. Moksa.

153. Descrivimele in dettaglio e dimmi come devono essere
  perseguite secondo il consiglio di Sri Sathya Sai
  Baba.
  Esse sono come pioli di una scala, che, col Dharma,
  è fermamente appoggiato al suolo ed ha come punto di
  arrivo Moksa. Se non c'è il fondamento del Dharma e
  l'arrivo in Moksa, Arta e Kama poste in mezzo non
  avrebbero senso.

  Una volta che abbiamo capito la natura di ognuna di
  esse vedremo che le quattro Purusarta formano
  un'unità. Dharma e Arta si possono raggruppare
  insieme. Il Bhagavan Baba dice: " adottate Arta per
  il Dharma, e fatevi nascere Kama per Moksa "; i
  nostri Kama, o desideri, devono essere orientati
  verso Moksa, e le Arta che accumuliamo ( averi,
  ricchezze ) devono essere impiegate per stabilire il
  Dharma. Se diamo preminenza a queste due cose, al
  Dharma ed a Moksa ( al Dovere ed alla Liberazione )
  vengono santificate anche Kama e Arta.

154.  Che cos'è il Dharma ?
   E' il modo di una vita superiore, più alta,
   diretta dagli ideali più sacri, a seconda del
   livello che si è raggiunto, dello stato della
   persona nella società e dalla consapevolezza di sè
   e del proprio stato che ha ciascuno.

155. Perchè il corpo ha ricevuto il nome di Deha ?
  Questo non si riferisce a qualcosa che verrà arso o
  distrutto un giorno; è un nome che indica la natura
  transitoria del corpo.

156. Che cos'è l'" anima " o spirito umano ?
  E' la scintilla divina indistruttibile che è venuta
  in questo corpo. Poichè il corpo contiene questo
  Spirito Divino indistruttibile, il corpo vivente è
  stato chiamato " Manava " ( inglese " man ", tedesco
  " Mann " ).

157. Che cosa significa la parola " Manava ". Spiegamelo
  in dettaglio.
  Questa precisa parola, che significa " uomo " ,
  significa che nell'uomo è presente Dio. Delle tre
  sillabe in cui può essere decomposta, la prima,
  " Ma" sta per Ajnana, o assenza di conoscenza. "na"
  sta per indicare ( è una negativa) il desiderio che
  questa ignoranza scompaia, e la terza, " Va "
  contiene l'ingiunzione a condursi in modo che tale
  ignoranza  venga eliminata.

158. Come avviene la creazione ?
  Così come del sogno è causa il sonno, la causa della
  creazione è  Maya. La Maya non ha nè principio nè
  fine; essa ama sempre il Purusa, ama lo spirito;
  desidera essere con il Purusa e raggiungere Dio; e
  anche tutto il creato desidera raggiungere Dio. E'
  per la coesistenza e le combinazioni dell'anima - il
  Purusa -  e di Pakrti - la materia Prima - che la
  creazione procede.

159. Si dice che " il Purusa è uno solo, e non può essere
  molteplice. " Come si spiega ?
  Usualmente il vocabolo " purusa " vuol dire 'uomo' e
  si applica a un numero indefinito di individui, e il
  nome " Prakrti " a un numero indefinito di cose
  materiali. Ma in realtà il Purusa è uno solo; il
  Purusa nell'umo è solo la manifestazione del Divino.
  D'altro lato la manifestazione della materia che è
  Prakrti è il mondo, pieno dei suoi cinque elementi.
  Esso è indistruttibile e impermanente, mentre ciò
  che è chiaro, indistruttibile e splendenrte di luce
  sua è solo uno, ed è L'Atman, il Purusa . La "Sruti"
  dice che il Purusa non ha attributi, è Superno e
  Imperituro. Nel mondo materiale fatto di tante
  forme e di tanti nomi, Nama e Rupa, distinguiamo tra
  uomini ( " purusa " ) e donne ( " Stri ") ma in
  realtà quelli sono tutti aspetti illusori, della
  prakrti, mentre per ciò che si riferisce al Purusa
  non esistono differenze. Il vero Purusa è solo
  l'ATMAN.

160. Che cos'è il " Dehatman " e che cos'è il Paramatman?
  Come viene in esistenza il corpo umano ?
  Il corpo, che possiamo chiamare " Pot ", viene ad
  esistere a causa dei nostri desideri, dell'azione
  dei genitori e per il " Sankalpa " , la volontà di
  Dio. La vita, " Jivi " , può essere comparata al
  fango, e il corpo è il " Dehatama " e sarà
  distrutto.
  Il fango, ossia il costituenete di base del corpo
  umano è " Paramatman ". Tutti codesti corpi umani, a
  loro tempo, saranno distrutti e torneranno ad
  essere elementi fisici. Quando si muore tutti
  torniamo al luogo originario da cui siamo stati
  emanati.

161. Che cosa intendi dire con " Io sono nato " ?
  Ciò che è nato è il corpo. Il vero " Io " è
  l'Atmatattva, ed è eterno; è sempre esistito, e non
  nasce nè muore. Esisteva prima che nascessino ed
  esisterà dopo che saremo morti. Ciò che viene e va è
  il nostro corpo. Sicchè il Paramatma è eterno e solo
  il Dehatma cambia e poi muore. Ciò che muore può
  rinascere; poichè il vero " IO ", l'anima o Atman
  non può nascere, ma che nasce è solo il nostro
  corpo, in realtà.

162. Come rispondereste a domande quali " c'è Dio ? " e
  " dov'è Dio, e lo si può vedere " ?
  La questione è: " C'è o non c'è Dio ? " Il fatto che
  nella domanda appare la parola di Dio dimostra che
  Dio c'è. Se non ci fosse, da dove sarebbe venuta
  fuori la parola di " Dio "? Non sarebbe esistita
  neppure; si può dare un nome a ciò che non esiste ?
  Ciò che non ha nome non può esistere. Frasi come
  " fiore di cielo " indicano, è vero, cose che non
  esistono, ma sono formate da elementi, come quel
  " fiore " e " cielo " che esistono, uno per uno,
  come l'altro famoso esempio della " lepre con le
  corna", che non esiste ma esistono lepri da un lato
  e corna dall'altro. La frase citata più sopra è
  " gagana puspa ".
  Dio è ovunque e in tutto. Tutto il creato procede da
  Lui ed Egli è in tutto il creato; Onnipresente.

163. Come potresti giustificare l'affermazione che Dio è
  Onnipresente? Dammi ragioni scientifiche e
  spirituali per spiegare questo asserto.
  I cinque sensi Sabda, Sparsa, Rupa, Rasa e Gandha
  ( suono, tatto, forrma, sapore e colore ) si trovano
  nella Terra, la quale è perciò solida e stabile;
  ossia l'elemento 'Terra' ( " Pritivi " ) possiede
  tutte e cinque queste proprietà. Il secondo
  elemento, l'acqua ( " ap, jala " ) non ha odore
  ( " gandha ") ma ha gli altri quattro soltanto:
  Sabda, Rupa, Sparsa e Rasa ( suono, forma
  tangibilità e sapore), e perciò si può muovere un
  po' più della terra. Il fuoco possiede da solo
  suono, forma e tangibilità, ma non gandha nè Rasa; è
  perciò è più lieve della terra e dell'acqua e perciò
  tende a salire più libero. Il quarto elemento è
  l'aria; ha solo Sabda e Sparsa, ossia suono e tatto,
  è leggerissima a va dove vuole.
  Lo spazio, o Akasa ha soltanto una qualità, il Sabda
  o suono. Perciò lo troviamo dappertutto. Dio è al di
  là e al di sopra di questi cinque sensi di
  percezione, e non ha alcuno degli attributi della
  materia. Perciò Egli è più lieve di questi elementi,
  ed presente dappertutto; perciò Dio è Onnipresente.

164. Che significa l'affermazione " Dio è Anurasniyan,
  Mahato Mahiyan " ?
  Che Dio è infinitamente più piccolo
  dell'infinitamente piccolo, e che è più vasto
  dell'infinitamente grande.

165. Perchè diciamo che il suono AUM è identico col
  Brahman ?
  Perchè il suono AUM è la combinazione di tre
  sillabe: " Aa, Oo, M. " Aa, si riferisce alla
  consapevolezza, "Visva"; Oo è il sottile e si
  riferisce alla mente, ai sogni; lo si può
  considerare come " tajaisa ".
  'M' è causale , e si riferisce al sonno profondo, a
  Prajnana.
  Così quando si pronuncia tutto l'AUM il Visva si
  fonde con Tajasisa e il Tajaisa con il prajna, e
  abbiamo il Darsana dell'Atman. Allo stesso modo
  quando riusciamo a combinare i tre stati di veglia,
  sogno e sonno profondo, che significa combinare in
  uno degli aspetti grossolano sottile e causale,
  abbiamo la possibilità di dare uno sguardo all'Anima
  Divina.
  Sicchè il Pranava, l'Aum rappresenta l'intero
  contenuto del Brahman.

166. Che cosa significa la frase " Ekam Eva Advitiyam " ?
  Questa frase dice che il Brahman è Uno, e l'Uno
  solo, che non ha secondo. Il Brahman è in tutto e
  dovunque; dacchè è Onnipresente e Onniscente, è la
  Realtà Assoluta, e l'Assoluto non può avere secondo,
  perchè sarebbe un assoluto anche quello, e due
  assoluti non sono pensabili, perchè nessuno dei due
  sarebbe più assoluto.

167. Perchè diciamo che il " jivi ", l'" Anima " è
  indistruttibile mentre tutte le altre cose del mondo
  sono distruttibili ?
  Tutto ciò che è soggetto a cambiare, tutto ciò che
  di tempo in tempo si trasforma è cosa distruttibile,
  mentre è indistruttibile ciò che è permanente ed
  eterno. Il corpo umano è soggetto ai sei stadi di
  trasformazione della nascita, crescita, cambiamento,
  evoluzione e declino, morte e distruzione. A Causa
  di ciò, e dell'impermanenza del corpo diciamo che
  tutto nel mondo è distruttibile. Solo il " jivi " o
  Anima non subisce cambiamenti ed è permanente.
  Questo JIvi indistruttibile risiede in questo corpo
  perituro, che è il solo ad esser distrutto, mentre
  l'anima è indistruttibile.

168. La realizzazione del Sè, dell'Anima, è il risultato
  supremo ?
  La risposta è "no". La presa di coscienza del Sè, o
  anima, giova solo a comprendere ciò che nell'uomo è
  la parte distruttibile e quella che è
  indistruttibile. C'è qualcosa che non è nè corpo nè
  anima, ed è il " Purusottama ", che eccede queste
  due cose. Raggiungeremo la meta della nostra
  realizzazione solo, quando avremo potuto realizzare
  questo " Purusottama ", cioè Dio, il Brahman.

169. C'è un detto secondo cui " la mente è lo specchio
  del nostro essere interiore ". Spiegamelo.
  Nella vita spirituale dobbiamo scoprire l'esistenza
  di quattro aspetti:
  1. l'anima; 2. l'intelletto; 3. La mente; 4. gli
  organi dei sensi.
  Degli organi dei sensi la padrona è la mente; della
  mente è padrone l'intelletto; dell'intelletto è
  padrona l'anima.
  Quindi i quattro aspetti sono tutti in correlazione
  vicendevole e alla fine questi quattro aspetti non
  sono che uno, che è l'Atman o anima. Quindi ciò che
  vien fuori da noi stessi, che emana dall'essere
  interiore è la mente. Non ci può essere nulla, o
  per mezzo della mente, o dell'intelletto  o delle
  nostre azioni  che venga dall'esterno. Tutto viene
  dal nostro interno, è, infine, dall'Anima, e quindi
  la mente è lo specchio del nostro essere interiore.



170. Che vuol dire " Vairagya ", e come lo si ottiene ?
  La mente è come un tessuto, i cui fili sono i
  desideri. Se vogliamo far sparire la mente dobbiamo
  togliere i fili, ad uno ad uno. Diminuendo i
  desideri, che sono il nostro pesante bagaglio nel
  nostro viaggio della vita, ci facciamo più leggeri.
  La liberazione dai desideri è detta, in termine
  Vedantico, " Vairagya " ( pron. ' vairaghia ': la
  'g' in sanscrito è sempre dura; " Gita " si
  pronuncia 'ghita', ecc) Vairagya non significa
  abbandonare la famiglia ed andare a vivere da
  anacoreta, ma rimanere nel mondo, compiere tutti i
  propri doveri ma avendo sempre la mente libera da
  desideri e da attaccamenti.

171. Che cosa ci dà di buono il Vairagya ?
  " Viaggiar leggeri permette di fare del viaggio un
   piacere". La mente, che è fatta di tanti desideri,
   può darci solo un sacco di guai. Il Vairagya vuol
   dire compiere i doveri che ci sono assegnati per
   far piacere a Dio, e non per il nostro. Ciò elimina
   difficoltà e problemi dalla nostra vita. Così
   la vera Vairagya rende più agevole, sicuro, sano e
   piacevole il viaggio della nostra vita.

172.  Perchè Dio lo chiamiamo " Madhava " ?
   La parola " Madhava" contiene due parti: " Ma " ,
   che può esser interpretata come Maya, o illusione;
   e anche 'Prakrti', o Natura, per Laksmi, la Dea
   dell'abbondanza. " Dhaya " significa 'padrone'
   Colui che è il padrone di Maya e dell'Abbondanza è
   il " Madhaya", il Paratman.

173. Che differenza c'è tra Jivatman e Paramatman ?
  Il Paramatman è indipendente. E' libero, mentre il
  Jivatman o 'Jiva' dipende da qualcos'altro. E' tanto
  subordinato alla Prakrti, alla Natura, da non
  potersi identificare con l'ananda, con la letizia
  Divina. Se vogliamo godere la Beatitudine Divina
  dobbiamo giungere a identificarci col Madhava, con
  Dio.

174. Da dove sono venute le Upanisad, e qual'è il bene
   che possono fare all'uomo ?
   Esse indicano la via per la quale possiamo
   raggiungere il " Kaivalya", l'Unità con Dio. Sono
   l'essenza dei Veda - e la base di tutte le Upanisad
   è la Isavasya Upanisad, che viene dal Yaiur Veda.
   La Kenopanisad viene dal Sama Veda. Come dei Veda,
   anche nelle Upanisad si possono ravvisare tre
   parti, che sono: 1. Upasana Kanda; 2. Jnana Kanda;
   3. Karma Kanda.
   Esse dicono all'uomo ciò che deve e non deve fare,
   quali sono le vie che lo conducono al bene e quali
   sono quelle cattive. Il solo scopo delle Upanisad è
   condurre l'uomo a Dio.

175. Qual'è la classificazione delle Upanisad secondo il
  Kavi Vyasa ?
  Vyasa assegnò le varie Upanisad a iscuno dei 4 Veda.
  Il Rgveda si compone di 21 branche, ed ognuna di
  esse ha una corrispondente Upanisad. Alle 109
  branche del Yajurveda corrispondono 109 Upanisad, ed
  alle 1.000 del Sama veda corrispondono 1.000
  Upanisad. L'Atharvaveda poi ha 50 branche e perciò
  50 Upanisad. Con ciò le Upanisad assommerebbero a
  1.180 secondo il calcolo di Vyasa, ma a noi ne son
  pervenute solo 108. Sri Sankaracarya arricchì dieci
  di esse coi suoi commenti, e queste divennero perciò
  le più apprezzate, e sono quelle citate al n° 24.

176. Oltre le 10 già enumerate, quali sono le altre 98 ?
  Sono:
  1. Brahma
  2. Kaivralya
  3. Svethasva
  4. Fabali
  5. Hamsa
  6. Garbha
  7. Aruni
  8. Maramahansa
  9. Amrithanda
  10. Narayani
  11. Amrttabindu
  12. Atarvasikha
  13. Atarvavasiva
  14. Kasithara
  15. Maitrayani
  16. Narsimhatapani
  17. Brahmajabala
  18. Maitreya
  19. Kalagnidura
  20. Sulabha
  21. Mantrika
  22. Ksiti
  23. Niralamba
  24. Sarvahara
  25. Vajrasucika
  26. Subharahasya
  27. Tejobindu
  28. Nadabindu
  29. Dhyanabindu
  30. Brahamavidya
  31. Atmabodhaka
  32. Yoga
  33. Tattva
  34. Naradaparivrajaka
  35. Brahmana
  36. Sita
  37. Yogacudhamani
  38. Nirvana
  39. Mandala
  40. Daksinamurti
  41. Skanda
  42. Sarabha
  43. Advaita
  44. Tharaka
  45. Mahanarayana
  46. Sovbhagyalaksmi
  47. Sarasvatiahasya
  48. Mukkthika
  49. Bhavarica
  50. Ramathapana
  51. Ramarahasya
  52. Mudgali
  53. Vasudeva
  54. Pimgala
  55. Sandilya
  56. Mahabhiksuka
  57. Yogasiksa
  58. Samnyasa
  59. Turyasvatita
  60. Paramaparivrajaka
  61. Narasimi
  62. Aksamalalika
  63. Amnumurnha
  64. Ekasara
  65. Aksaka
  66. Adhumavya
  67. Surya
  68. Kundhisakhya
  69. Atma
  70. Savitri
  71. Parabrahma
  72. Pasupata
  73. Thripurathapana
  74. Avadhuta
  75. Tripura
  76. Devi
  77. Bhavana
  78. Katha
  79. Yogakundali
  80. Rudrahrdaya
  81. Rudraksa
  82. Bhasona
  83. Darsana
  84. Ganapati
  85. Thaha Sata
  86. Mahavakya
  87. Pancabrahma
  88. Gopalathapam
  89. Pranagnihotra
  90. Garuda
  91. Krsna
  92. Dattatreya
  93. Varaha
  94. Vajanavalkya
  95. Satyayana
  96. Avyakta
  97. Hayagriva
  98. Kalisantharana

177. Qual'è il significato esoterico della Ghita Upadesa?
  La Gita insegna che il Campo è il corpo; il Jivi è
  Arjuna e Krsna è l'Atman. La mente sono le redini, e
  i cavalli sono i sensi. Il quadro d'insieme deve
  essere interpretato nel senso che Krsna, che
  rappresenta l'Atman, guida il carro, che rappresenta
  il corpo, nel campo di battaglia. Gli eserciti
  opposti sono " Thag " e " Para ", ossia questo mondo
  e l'altro, il male e il bene, oppure Atman e
  Anatman, oppure quello che è temporale e quello che
  indistruttibile. I Kaurava rappresentano le cattive
  qualità, e i Pandava le buone. La battaglia in
  Hastinapura è quella che si svolge ogni giorno in
  ogni cuore, col nostro controllo dei cavalli dei
  sensi con l'aiuto delle redini della mente, sotto la
  guida di Krsna. L'Atmanjnana, nella battaglia
  dovremmo sconfiggere in noi le cattive qualità per
  far vincere quelle buone, ristabilendo così il
  Dharma.

178. Qual'è il 'leit-motiv ' della Bhagavad Gita ?
  Questo nome significa la 'Divina Canzone',e consiste
  essenzialmente di tre parti, che sono la Karma
  Kanda, l'Upasana Kanda, e la Jnana Kanda.
  In più la Gita ci ha veramente dato quel gran detto
  che è 'Tat Tvam Asi': ' Tu sei Quello '.
  I primi sei capitoli ci parlano della natura e del
  contenuto di ciò che hiamiamo 'jivi', o il 'tvam',
  che risiede nel corpo per cui mezzo si manifesta la
  natura del 'jivi '.
  I sei successivi riguardano la natura e il contenuto
  di ciò che chiamiamo ' Tat ' ( la via della Bhakti) .
  Gli ultimi sei capitoli ci parlano del contenuto e
  del significato di 'Asi' ( 'sei') e ci insegnano
  come realizzare l'identità del Sè o del 'Jivatma'
  con ' Tat' col Paramatman.  Ci insegna come dobbiamo
  staccarci dalle cose, come sacrificare e raggiungere
  " Moksa", la liberazione.

179. Qual'è il vero significato della parola
  ' Saranagati ' ?
  Con questa parola intendiamo di solito
  significare che mettiamo a disposizione di Dio il
  nostro corpo, la nostra mente, tute le nostre forze
  e quanto abbiamo. Invece non è un significato
  corretto, perchè il nostro corpo non è affatto di
  nostra proprietà, e la mente non la controlliamo.
  Nulla ci appartiene  veramente, e perciò non
  abbiamo diritto di dire " abbandono a Dio pensiero,
  mente e corpo," in quanto nulla appartiene a noi, ma
  bensì a Dio. Solo quando ammetteremo e crederemo che
  Dio è presente in ogni cosa capiremo che cosa
  significa arrendersi a Dio in pensiero, parola a
  azione. Il vero Saranagati è divenire uno con Dio.
  non c'è abbandono finchè nella mente c'è distinzione
  tra "io" e Dio. Non è arrendersi pensare che chi dà
  ordini è Dio e chi li esegue è l'uomo; la
  beatitudine sta nella unità e non nella dualità.
  Quindi il vero significato della parola
  " Saranagati " è il sentirsi uno con Dio.

180. Qual'è il merito che rese Arjuna degno di ricevere
  l'insegnamento della Ghita ?
  E' la domanda che fece anche lui, e Sri Krsna
  rispose:
  " Dharamaja ha molte migliori qualità di Arjuna, ma
  ci pensa " dopo ". Si sente colpevole di aver fatto
  il guaio, e quindi non meritava di ricevere
  l'insegnamento della Gita. Poi ci sarebbe stato,
  Bishma il grande dotto e prode figlio di Ganga, che
  aveva pur capito che la ragione e il diritto stavano
  dalla parte dei Pandava. Cionostante aveva accettato
  il comando supremo dell'armata dei Kaurava. Le sue
  azioni non erano coerenti con ciò che pensava; agiva
  in contraddizione con le sue opinioni, e non era
  degno di ricevere l'insegnamento di Krsna. Nel caso
  di Arjuna, egli presentiva tutte le sofferenze che
  avrebbe causato la guerra. Era pronto a sacrificare
  tutti i piaceri di questo mondo e dell'altro per il
  bene degli altri; si affidò al Signore pronto a
  seguire tutte le indicazioni che gli avesse dato.
  Dobbiamo quindi ammettere che egli era l'uomo che
  meritava l'insegnamento della Ghita.

181. A quali condizioni Dio protegge il nostro benessere
  e il nostro futuro ?
  La parola di Dio è che egli si occupa del tuo bene
  semprechè tu abbia devozione per Lui. Nella Ghita
  dice che ciò avverrà purchè il devoto passi tutto il
  tempo pensando a Dio, accetti Dio come
  onnipervadente e presente in ogni essere; sia sempre
  attaccato a Lui come fa il piccolo della scimmia,
  sempre avvinghiato al pelo della madre. Dobbiamo
  attaccarci a Dio in ogni circostanza e condizione;
  dobbiamo avere questa fede implicita; se noi non
  l'abbiamo, e ci abbandoniamo totalmente a Dio, Egli,
  come la gatta fa con i suoi micini, si occuperà del
  nostro bene ovunque noi siamo.

182. Quali sono i due modi mediante i quali ci possiamo
   liberare delle catene degli affetti e degli
   attaccamenti e guadagnarci la Liberazione?
   Un modo è quello di ottenere la forza con cui
   spezzare la catena. L'altro è quello di farci così
   piccoli, che la catena ci sia molto larga e ci
   scivoli d'addosso. Sono, il primo 'jnana', la via
   della Conoscenza, e il secondo 'Bhakti', la via
   della Devozione. Quest'ultima ci insegna
   l'atteggiamento di " Dasoham ", ossia della
   condotta per cui dici: " io sono il tuo servo "
   ('das').
   Quando ti senti legato da una catena, se puoi
   ripetere " Dasoham, Dasoham" ti fai umile, il tuo
   ego diventa più tenue, e divieni tanto piccino che
   puoi scivolare fuori dalla catena.
   L'altra via quella della Jnana, ti fa spezzare la
   catena perchè ripeti " Sivoham, Sivoham " - Io Sono
   Siva.... - e con questa sensazione ti fai sempre
   più grande; tanto grande che la catena si spezza e
   non ti tiene più.
   Ecco le due vie per arrivare a " Moksa ", alla
   Liberazione.

183.  Che cos'è " Kama " ? Che differenza c'è fra "Kama"
   e " Prema " ?
L'avere dei desideri e mantenerli è " Kama ". La
parola " Bhakti " è anche scambiata con " Prema ",
ossia Amore. Benchè Prema e Kama possano parere
sinonimi, in realtà differiscono molto. Kama si
lega a persone o a cose; è ristretto e limitato. I
desideri terreni son Kama e il desiderio per
l'universale, per Dio Eterno è Prema.

184. Spiegami la frase " Jantunam Narajanma Durlabham ".
  Si chiama " jantu " tutto ciò che è nato da una
  matrice.
  Poichè anche l'Uomo è nato da madre, è detto "jantu"
  anch'esso. La sola differenza tra uomo e animale è
  la sua intelligenza. La frase citata dice che la
  'narayama', ossia la nascita come 'nara' (uomo) è
  una grande fortuna.
  Perciò devi badare attentamente a tenere una buona
  condotta nella vita.


185. Che cosa ci insegna il Ramayana ?
  Ci insegna che i due sentimenti di " kama " e
  " Krodha " sono la causa di tutte le tristi
  esperienze che abbiamo nella vita.
  Quella strega di Manthara ebbe la colpa dell'esilio
  di Rama nella foresta, e del ratto di Sita da parte
  di Ravana, di cui ebbe la colpa anche Surpanaka.
  'Manthara' significa ira, cioè Krodha; e Surpanaka
  significa desiderio, ossia Kama. Kama e Krodha,
  concupiscenza e ira, hanno la colpa di tutti i
  dolori che prviamo. Anche nel caso di Sita, ella
  poteva stare con Rama solo qando aveea sacrificato
  tutti i suoi Kama; quando nella sua mente venne il
  desiderio del cerbiatto d'oro, Rama le fu lontano.
  Il Ramayana ci insegna anche che dove c'è Rama non
  c'è più Kama; e quando subentra Kama, Rama è lontano
  da noi.

186. Che cos'è " Visnu Maya " ?
  La base eterna, il Brahman, è come uno schermo
  cinematografico. Quando gli si proietta sopra
  l'immagine del mondo cangiante, con la gente che va
  e viene, avete il quadro del mondo, come il film nel
  salone del cine. Questo processo per il quale lo
  schermo permanente e la pellicola irreale e
  transitoria si combinano e ci danno un'impressione
  di realtà può essere chiamato la " Visnu Maya "
  dell'Universo, del Jagat. La parola " Visnu " non
  deve qui esser reinterpretata come una Persona che
  riveste le insegne della Buccina (" Sanka") e del
  Disco ( " cakra "), ma significa 'onnipresenza'; e
  a questa miscela di vero e di falso Samkara diede il
  nome di "Mitya", e disse " Brahman Satya, Jagat
  Mitya ".

187. " Maya è l'ombra inseparabile di Dio "; spiegami
questa frase con riferimento al Ramayana.
Sappiamo che, mentre viaggiavamo nella foresta,
Rama faceva da guida e camminava in testa alla
comitiva; subito dietro a lui veniva Sita, e per
ultimo camminava Laksama. Rama Rappresenta Dio, il
Paratma; Sita rappresenta Maya, e Laksama
rappresenta il Jivi. Se Laksama ( l'anima umana,
il Jivi ) desidera avere la vista di Dio, del
Paratman, Sita che gli si frappone si deve
allontanare; oppure si deve spostare Laksama.
Se cerchiamo d spinger via Maya, o di cacciarla
con odio, essa si adira. Non solo: neanche Dio
permetterebbe una tal cosa, e non avremo la grazia
del suo Darsan. Il solo modo per un jivi di vedere
Dio e di ottenere la Sua Grazia è di capire che
la Maya è l'ombra inseparabile di Dio Stesso e o
pregare in tutta umiltà di avere l'opportunità di
vedere il Signore. Allora la stessa Maya si farà
gentilmente da un lato ed aiuterà il Jivi ad avere
il Darsan del Signore Iddio.


188. Chi sono io ?
  Per rispondere dobbiamo farci molte domande quali:
  " Io sono il corpo ? Sono la mente ? sono
  l'anthakarana ? " e così via. Se credi di essere il
  corpo che senso ha dire, come fan tutti, " il mio
  corpo" ? Chi è che dice "mio", e chi è il corpo ? Se
  tu dici " il mio corpo" sottintendi che tu sei
  qualcos'altro staccato e diverso dal corpo. Se dici
  " la mia mente " è evidente che separi la tua mente
  dal tuo possessore, il tuo "io". Noi sperimentiamo
  tutto, tutto separando tra "mio" e "non mio". La
  cultura indiana e gli insegnamenti del Vedanta ti
  fanno attraversare, per mezzo della constatazione
  " questo non è l'"io" tutto finchè arrivi a capire
  che cos'è l'Io; e il vero Io è l'Atman.


189. Chi è i nostro vero Congiunto o parente?
  Quando muore un congiunto, la madre per esempio,
  ella mi ha lasciato e se n'è andata. Ma chi mi ha
  lasciato in realtà ? Il suo corpo è ancora qui, ed è
  andata via. La vera madre è solo la sua vita. Sicchè
  quando la vita, è fuggita, ci rendiamo conto che il
  rapporto di cui abbiamo goduto era solo un rapporto
  fisico, che non ha valore. Tutto ciò che era
  permamente e lo era solo in rispetto all'Anima
  Divina che era contenuta nel corpo, e non era il
  corpo stesso.
  Perciò il vero parente, il vero amico, la vera guida
  può essere solo Dio e nessun altro.

190. Quando ci accorgeremo della nostra vera forma ?
  Nel pensiero che ci fa credere nell'Onnipresenza di
  Dio, che Dio è presente davanti a te e fuori di te
  non occorre che tu dia speciale importanza a ciò che
  viene dal di fuori. Devi credere che tutto è
  contenuto da te. Tutta la essenza dei Veda viene
  dall'interno dell'uomo, e non dal di fuori. A causa
  dell'ignoranza, di certe illusioni e dalle nostre
  azioni in vite anteriori crediamo che ci venga
  qualcosa dall'esterno, da qualcosa di sacro. Non è
  esatto, è illusione. Solo se sappiamo liberarci da
  codesta illusione, di superare l'ignoranza e di
  capire che tutto è dentro di noi potremo conoscere
  la nostra vera forma.

191. Nella nostra miotlogia si racconta che una vita
  l'Oceano fu sbattuto ( come si fa con il latte per
  fare il burro) con il " Mahatahara Parvatha ".
  Qual'è il senso occulto di questo segreto ?
  Si racconta che c'era un monte di questo nome, e che
  con esso l'oceano fu sbattutto, dai deva che
  tiravano da un parte e gli Asura dall'altra il
  serpente che, attorcigliato al monte, lo faceva
  girare ( in India invece dalla nostra zagola il
  latte si agita in un recipente cilindrico, in cui è
  immerso un bastone che fa da agitatore, attorno al
  cui estremo superiore si avvolge una funicella che,
  tirata da un capo all'altro, lo fa girare
  alternativamente. I Deva, o devata rappresentano le
  buone qualità, e gli Asura, o Demoni le cattive.
  Dall'Oceano uscirono cose buone, gemme, il
  Kalpavriksa, albero che soddisfa i desideri, la
  Kamadhenu, vacca che vi dà tutto ciò che volete.
  L'Amrita nettare dell'immortalità, ed anche veleni
  mortali. Questo è il senso allegorico della storia;
  il, senso occulto, 'anagogico' come direbbe Dante è
  che è la nostra vita stessa ad essere " zangolata ".
   La fonte " Viveka", la sapienza; il corpo è il
  recipiente dove avviene la sbattitura e il monte
  sbattendo è l'essenza del Vedanta; e i due capi
  della fune che muove il monte sono le due Nudi Ida e
  Pingala, i nostri due condotti sottile attraverso
  i quali si muove la nostra energia interiore.
  L'operazione della sbattitura è il Sadhana che noi
  dobbiamo praticare ( per sceverare ciò che c'è di
  noi di buono da ciò che c'è di male ).
  Allora sorgerà il Nettare Divino.

192. Il Bhagavan ha comparato la nostra vita ad una
  partita di foot-ball. Perchè ?
  Il nostro cuore spirituale è il campo da gioco; da
  una parte c'è la squdra delle " Asarida Varga ",
  delle cattive qualità, che sono: 1. Kama,
  ( concupiscenza) ; Krodha ( ira ): 3. Lobha
  ( avidità, possessività ) 4. Moha ( attaccamento,
  illusione ); 5. Mada ( arroganza, superbia);
  6. Matsarya ( invidia). I giocatori dell'altra
  squadra sono:
  1. Satya ( verità); 2. Dharma ( rettitudine);
  3. Santi ( pace, imperturbabile); 4. Prema
  ( amore ); 5.Ahimsa ( non -violenza );6. Purnave
  ( senso di pienezza).
  La " Dharma Vidya " ( l'istruzione che si riferisce
  a questo mondo), e la Brahma Vidya ( quella che
  riguarda l'Altro Mondo) sono i limiti del campo. La
  gente buona e la cattiva stanno calciando la palla
  della vita. I cattivi hanno la forza fisica, i buoni
  quella Divina, e si vedrà come e quando vinceremo,
  o se manderemo il pallone in porta. Questo è il
  confronto che fa il Bhagavan fra la vita e una
  partita di foot-ball.

193. Quale è il significato occulto del rumore del nostro
  respiro ?
  E' il " Soham "; "so" è il suono del respiro che
  entra, e " Ham " quello del respiro in uscita. La
  sillaba " so " sta  per " Tat ", che significa Dio,
  il Brahman; e " Ham " sta per " io " o me. Ad ogni
  respiro diciamo " io sono Dio ", " Io sono Dio ".

194. Si sentono vari suoni. Da dove vengono questi suoni?
  Tra i suoni ce n'è uno che è il più importante, ed è
  il pranava AUM. Da essi emanano tutti i diversi
  suoni, uno e tutti. I Vari suoni sono solo
  trasfromazioni dell'" Ekoham Bahusyam "( La Volontà
  Divina " Io sono l'Uno e sarò i molti " ).

195. Spiega come l'AUM è " Ekaksaram Brahma " e Rama è
  null'altro che l'Omkara ).
  L'Omkara è formato da tre suoni principali: A, U, M.
  Rama, che è l'incarnazione del Dharma anche lui ha
  tre personaggi che lo aiutano, e che sono Laksmana,
  Bharata, e Satrughna ( i suoi tre fratelli). Il
  suno A può esser comparato a Laksmana, l'U a Bharata
  e l'M a Satrughna. La combinazione di questi tre è
  l'Omkar, e Laksmana Bharata e Satrughna insieme
  fanno Rama. I Veda e le Upanisad ci insegnano che
  l'Om (AUM) è l'" Ekaksara Brahman "; cioè l'OM è
  Leakam Advitiyam Brahman, ossia Brahman è l'Uno è
  solo Uno ". Rama che non è altro che l'Omkara, ebbe
  nascita sulla terra per ristabilire il Dharma, la
  rettitudine sulla faccia del pianeta. Rama è Dio.

196. Il Ramayama ha altri due nomi. Quali sono ?
  Sono " Morte di Ravana " e " Sitacarita ", ossia
  " Storia di Sita "; il Ramayama è chiamato " Srimad
  Ramayama " perchè descrive tutte le grandi virtù di
  Rama. Il titolo di " Storia di Sita " gli spetta
  perchè Ella è la donna ideale, ricca di tutte le
  qualità che deve avere la Donna Indiana; castità,
  purezza, gentilezza, eccc. Ed ella insegna perfino
  il Dharma e Rama. A sua volta Ravana è un
  personaggio potentissimo e di grande sapere, e
  compie molte grandi imprese. Ciononostante egli non
  seppe seguire la retta via, e per questa ragione
  dovette essere ammazzato da Rama. Ravana non era
  sorretto dal Dharma. Poichè il ramauyma cui insegna
  che non dobbiamo lasciare spazio alle cattive
  azioni, e che la vera forza è quella del Dharma,
  questo poema è anche chiamato " L'Uccisone di
  Ravana ".

197. Che cosa significa " Saguna Brahman ", e " Nirguna
  Brahman " ?
  Per spiegarlo prendiamo per esempio ciò che
  Uddalaka, il grande Guru disse al figlio per
  spiegargli queste cose. " Prendi un vaso pieno
  d'acqua, mettici dello zucchero e rimescola bene "
  Prima di sciogliere lo zucchero lo abbiamo visto.
  Adesso che l'abbiamo sciolto nell'acqua sapremo dire
  in che parte del vaso si trova ?
  Lo zucchero si trova in ogni goccioletta del
  liquido.
  Così il Brahman, che è " nirguna ", ossia senza
  " guna " attributi, ed è " nirvikara", senza forma
  nè limiti di spazio o di tempo, questo è il concetto
  di " nirguna Brahman ". Questo Brahman assume gli
  aspetti di " saguna ", di chi ha attributi o "guna"
  e appare in questo mondo e risiede in ogni essere,
  in tutto ciò che vediamo intorno al mondo. Non è
  possibile vederLo separatamente coi nostri occhi, nè
  afferrarlo con le mani, ma è solo possibile averNe
  l'esperienza nel Suo Sgtato Manifesto. Ciò è tutto
  ciò che possiamo fare con la grossolanità del nostro
  corpo, salvo sperimentarlo in istati più elevati.

198. Dio è presente ovunque e sempre. Perchè si dovrebbe
   andare in qualche posto speciale o in
   pellegrinaggio per cercare Dio in qualche santuario
   particolare ?
   Qui c'è una vacca; dal suo corpo si può estrarre
   latte. Vogliamo dedurre che il latte scorra per
   tutta la vacca ? Provate a mungerla da un orecchio:
   avrete un bel torvcere; di latte non ne  esce.
   Occorre mandarlo a cercare in qualche posto
   speciale. Il latte viene dal sangue dell'animale,
   ma non è detto che dove c'è sangue ci sia il latte.
   Allo stesso modo, benchè Dio sia onnipresente e sia
   dappertutto, se Lo si vuole vedere, per realizzarlo
   dovete scegliere un momento e il luogo giusto. Se
   cominciamo la nosta vita prefiggendoci una certa
   ora di preghiera ( di pregare, contemplazione o
   meditazione) e ci scegliamo una certa forma; a poco
   a poco nella nostra pratica  giungeremo a un punto
   quando, da quest'adorazione passeremo a realizzare
   l'aspetto nirguna del Brahman. Tutto ci apparirà
   allora come una sola cosa infinita. Quando
   raggiungiamo quaesto stato di Advaiata e
   trasformiamo in esperienza le nostre convinzioni
   filosofiche non avremo più bisogno di recarci in
   qualche posto speciale. Vedremo Dio dappertutto,
   senza vincoli di tempo, e LO troveremo dentro di
   noi. Questa è la vera realizzazione di Dio.

199. Che cos'è la meditazione ?
  Dobbiamo accettare il concetto " Saguna " e
  " sakara " perchè col suo aiuto possiamo raggiungere
  la meta di " Nirguna " e di " Nirakara ". Questo
  procedimento è chiamato Meditazione, o Dhyana ( ma
  pare che in altri testi, come Dhyana Vahini non si
  legga proprio così. Sta di fatto che Patanjali
  enumera Prathyaara, Dharana e Dhyana prima di
  Samadhi; ossia introversione dei sensi,
  concentrazione, contemplazione e poi Samadhi; e di
  quello che si dice " meditazione " specificamente
  non parla. Se essa non è ancora Samadhi, sarebbe
  lecito identificarla con " Dhyana ", contemplazione;
  ma pare che in Dhyana Vah. Baba la ponga un gradino
  più su, con Samadhi: siccome di Samadhi, prima di
  giungere all'Unità totale, ce ne sono vari livelli,
  potremo supporre che Baba intenda per istato
  meditativo i primi ivelli di Samadhi.



200. Che cos'è Dhyana?
  Se non c'è un oggetto su cui meditare, non si può
  farlo. Il processo nel quale si medita
  ( si " contempla " un oggetto ) si chiama Dhyana.
  Colui che fa Dhyana si dice Dhyata. Il Dhyata, per
  mezzo di Dhyana, deve raggiungere l'esperienza
  dell'oggetto della meditazione, del Dhyeya. Quando
  si compie il processo della meditazione, le tre
  componenti si fondono in una unità; colui il quale
  dà Prema, il Prema stesso, e chi riceve il Prema
  diventano una sola cosa; se manca uno di questi tre
  elementi non è possibile raggiungere la completezza.
  In tutti e tre è presente Prema nello stesso
  grado. A ciò si riferisce il detto " L'amore è Dio;
  vivi in amore ".

201. Come si può fare Dhyana?
  Pr farlo è molto importante l'ora. Dovete meditare
  ogni giorno, sempre alla setssa ora, nel periodo che
  va dalle tre alle sei del mattino; sono le 3 ore del
  " Brahman Muhurta ". Mettetevi a sedere su una
  tavola di legno, in " padmasana 2 ( posizione del
  loto).

  Mettetevi davanti una piccola " jyoti ", una
  fiammella di una lucernina ad olio e una candela;
  guardate la fiamma ad occhi aperti. Chiudete gli
  occhi dopo un minuto; sentitevi la fiamma nel mezzo
  delle sopracciglia; portatela pian piano fin dentro
  al cuore. Sentite che nel vostro cuore, che si
  apre come un loto alla luce della vostra fiamma,
  questa si va soffermando. Se non ve la potete
  raffigurare, riaprite gli occhi e tornate a fissare
  la jyoti. Quando ve la vedrete nel mezzo del vostro
  cuore, portate la sua luce ad ogni parte del vostro
  corpo; nel collo, poi dal collo alla bocca, e poi
  alle mani, e ai piedi, poi agli ochi, e dagli
  occhi alle orecchie e al capo, e di lì tutt'attorno
  a voi.

Mandatela a coloro coi quali avete relazioni,
  a chi vi vuol bene ed anche a chi vi vuol male. Poi
  mandatela a tutto: agli uccelli, alle altre bestie,
  a tutto. Quando averete finito la vostra Dhyana
  recitate la preghiera " Asato Ma Sat gamaya; Tamaso
  ma Jyotir gamaya; Mrtyor ma Amrtam gamaya, " che
  significa : " (O Signore) conducimi dall'irreale al
  reale; conducimi dalle tenebre alla luce, conducimi
  dalla Morte all'Immortalità ".

202. A che serve codesta Dhyana ?
  Ovunque sarà stata portata questa Jyoti ( fiamma,
  luce ) durante la Dhyana non ci saranno più tenebre.
  dacchè Jyoti avrà raggiunto i vostri occhi non
  avrete più cattive visioni o vista cattiva.
  Siccome essa ha raggiunto le vostre orecchie, non
  udrete più cose malvagie; poichè è giunta alla
  vostra bocca, non proferirete più parole cattive;
  ed essendo giunta al vostro capo, non avrete più
  brutti pensieri. E'arrivata nel vostro cuore, e non
  avrete più sentimenti negativi; è corsa alle vostre
  mani ed ai vostri piedi, e non commetterete più
  cattive azioni nè andrete più in luoghi cattivi.
  Sentirete che con questa meditazione non si sono
  solo eliminati i lati brutti del vostro carattere,
  ma al loro posto sopravvengono idee sacre e nobili,
  e le vostre azioni sacre e nobili saranno. Non solo,
  ma potrete arrivare al glorioso Darsan Isvara,
  oppure avrete l'esperienza dell'Advaita, dell'UNO,
  perchè la luce che è in voi c'è in tutti gli esseri
  umani ( e non ), in tutto e dovunque.

203. Non ci è lecito meditare su una delle Forme di Dio ?
  Una forma non è cosa duratura. Non è giusto porre la
  vostra concentrazione su qualcosa che cambierà, che
  non è durevole. Meditate su qualcosa che non cambi
  mai. Avendo nella vostra meditazione la Jyoti
  ( = luce ) che non cambia, vedrete certamente in
  essa " Rupa ", la Forma che gradite e che pregate.
  Da una Jyoti potete accendere quantità di altre
  Jyoti, ma la prima non cambia per questo, nè si
  spegne. La prima Jyoti è una " akhanda jyoti ", le
  altre sono delle " Jivan Jyoti " ( la prima è come
  Paramatman, le altre sono raffigurate come il
  Jivatman). Il risultato della meditazione sarà che
  ogni singola Jivi Jyoti si fondono con l'Akhanda
  Jyoti, e ciò insegna l'Unità di tutto il creato.
  Ecco perchè si tiene davanti una luce nella
  meditazione.

204. Che cos'è il " Prarabhda Karma"? E il "Sancita" e
   " l'Agami Karma ", che sono?
   Il Prarabhda Karma è quello in cui ci troviamo al
   presente, del quale sentiamo oggi gli effetti. Per
   Sancita si intende tutto il Karma passato, e Agami
   si riferisce al Karma che seguirà nel futuro. Il
   Prarabhda sta in mezzo tra il Sancita e l'Agami, e
   noi stiamo subendo questo Prarabhda a causa del
   Sancita. Il risultato di quello che facciamo ora
   verrà nel futuro. Anche se siete nel Sancita, se
   cercate di comportarvi in un modo sattico, pio e
   buono, potrete cambiare anche sancita. Se poi
   facciamo ogni nostra azione per piacere a Dio e per
   la sua Gloria e non c'è Prarabhda che ci possa
   turbare  ( e l'esempio di Druva e di Markandeya ci
   mostra come può essere superato il Karma). Quindi,
   la Grazia di Dio può sicuramente vincere i cattivi
   effetti di Prarabhda. se possimao avere il
   beneficio della Grazia di Dio non dobbiamo temere
   nè Prarabhda, nè Sancita nè Agami. Perciò, " siate
   buoni, fate il bene e vedete il bene; questa è la
   strada verso Dio, " dice Sai Baba.


205. Qual'è il significato spirituale della storia di
  Gajendra Moksa ?
  Nella sua vita precedente Gajendra era stato un re,
  e rinacque come elefante perchè fu maledetto da un
  saggio. Qui " re " significa Atman, di cui il
  Paramtman è l'imperatore. Questo elefante dimenticò
  l'Atmatattva ( il proprio principio spirituale ) e
  conduceva una vita di attaccamenti e di illusioni,
  nella foresta dell'esistenza. Nel vagare per la
  foresta gli venne sete, - il che significa
  attaccamento ai sensi -, e vide un lago - il lago
  dei desideri materiali, il " samsara "; gli venne
  voglia di godere delle sue acque, i piaceri di
  " samsara ", ed entrò nel lago. Apparve un
  coccodrillo - che simboleggia il " mamakara " o
  attaccamento, e l'Ahamkara", o egoità - e gli
  azzannò una gamba.
  L'elefante non se ne poteva liberare, benchè
  impiegasse tutte le sue forze fisiche e mentali.
  Finalmente invocò in preghiera l'aiuto di Dio. Lo
  stesso accade per noi, che nella vita ci affidiamo
  solo alle forze del nostro corpo e della nostra
  mente, ma queste non possono darci pace e gioia. Se
  dedichiamo a Dio queste due forze, la sua Grazia ci
  darà quella Pace e quella Gioia. Alle preghiere
  dell'elefante, Dio lanciò il suo " Sudarsana
  Cakra " e uccise il coccodrillo salvando l'elefante.
  Il nome " Sudarsana" è formato dalla radice " su "
  che significa " buono " , mentre " darsan "
  significa " visione ": quindi " Sudarsana non è solo
  un'arma o uno strumento, ma è la giusta visione di
  Dio: quando l'elefante volse a Dio le sue preci, lo
  sguardo di Dio si volse verso l'lefante. Ecco perchè
  il Bhagavan dice: " Guardate Me, e Io certamente
  guarderò voi ".

206. Qual'è la prima cosa che dobbiamo cercare di
  conoscere ?
  La prima cosa da conoscere è te stesso. La ricerca
  della conoscenza di te stesso si chiama
  " Sankhyajnana", e " Tarkajnana " è ciò per cui
  mezzo si conosce ciò che è l'" io " e da donde è
  venuto codesto " io ". Lo stato di chi cerca
  costantemente di conoscere la verità dell'" io " si
  chiama " Amanaska ". Perciò tutti dovrebbero cercare
  di sapere questa verità e di essere sempre nello
  stato di Amanaska.

207. Che cos'è il " nostro ", in realtà ?
  Abbiamo tutti l'idea errata che una certa cosa è
  "nostra", ma non è così. Il corpo non è nostro, nè
  lo è la mente e neppure questa vita è nostra, perchè
  nulla è sotto il nostro controllo. Il nostro essere
  è formato da vari strati: " Annamyakosa" ( corpo
  mentale), " Pranamayakosa " ( corpo enegetico),
  " Manomayakosa " ( corpo mentale), " Vijnanamyakosa"
  ( corpo di intelligenza), e " Anandamayakosa"
  ( corpo di beatitudine). Finchè l'uomo dipende
  dall'Annamayakosa non può conoscere ciò che riguarda
  il vitale ( il Pranamayakosa) e vive da animale.
  Quando dipende dal Pranamayakosa comincia a credere
  che esista Dio. Col Manomayakosa si rende conto
  delle leggi naturali, e col Vijnanamayakosa conosce
  gioia e dolore, e finalmente con l'Anandamayakosa
  conosce la beatitudine. Tutto è creato da Dio e Gli
  appartiene. Di nostro non c'è che l'esperienza
  dell'Unità con Dio.

208. Quali sono i tre tipi di Satya ( verità) comunemente
  noti ? Spiega come la verità è Una, in realtà.
  Si dice che ci sono tre verità: la " Pratibhasika
  Satya ", la " Vyavaharika Satya " e la " Paramatika
  Satya ", ma la Verità è una sola, e e non è mai
  triplice. Siamo solo noi a credere che ce ne siano
  tre.
  Per esempio, nella penombra ci può accadere di
  credere che una fune per terra sia un serpente; ma
  in realtà il serpente è solo nella nostra mente, e
  la verità è che non c'è un'altra cosa, che è la
  fune.
  Questa verità illusoria è la Pratibhasika Satya, che
  non ha nè base nè esistenza.
  Se ci mettiamo davanti ad uno specchio, ci vediamo
  riflessa la nostra immagine; se ci allontaniamo,
  l'immagine non c'è più. In questo caso una base c'è,
  e siamo noi, che abbiamo prodotto il nostro
  riflesso; ma in nostra mancanza il riflesso non c'è
  più. Esso e Vyavaharika Satya. Finalmente la
  Paramartika Satya è un'entità che è presente sempre
  e dovunque; è la vera ed eterna verità. Anche se in
  questo mondo vediamo molte forme, molti nomi, tante
  cose, varie razze, religioni e caste, dobbiamo
  sapere che Dio è presente in tutte esse; l'Essere
  Interiore, in realtà, è solo UNO.

209. Che persona è uno " Sthitaprajna " ? Come si può
  raggiungere tale stato mentale ?
  Si chiama Sthitaprajna chi non è nè giubilante per
  il successo nè depresso per la sconfitta, perchè ha
  raggiunto l'imperturbabilità dell'animo. Per
  raggiungere questo stato occorre avere un dominio
  totale sui sensi. Non è affatto facile dominare i
  sensi, ma è meno difficile indirizzarli verso Dio
  invece che verso le cose terrene. Con questo
  procedimento si eliminano tutte le impurità dei
  sensi, e il primo passo è far crescere in noi
  l'amore per tutte le creature viventi. Chi poi
  divien capace di dominare e superare l'ira, l'ego e
  gli attaccamenti diventa un grande Yoghi. Dobbiamo
  renderci conto che l'ira, la superbia e le altre
  passioni riducono l'uomo peggio di un animale.
  Cercate in voi Vijnana, Prajnana, e Sujnana che sono
  latenti nell'uomo, dirigete i sensi entro il giusto
  canale e raggiungerete lo stato perfetto della
  suprema gioia.

210. Com'è che l'ira è il peggior nemico e la calma è
  invece la miglior protezione ?
  Sotto l'effetto dell'ira perde la calma e diventa
  ansioso. In realtà la gioia è il paradiso, e il
  dolore è l'inferno dell'uomo. Chi è posseduto
  dall'ira perde il pieno e corretto esercizio di
  tutte le proprie facoltà, e si fa odiare dagli
  altri, perchè commette cattive azioni e gravi
  peccati. I sentimenti d'ira hanno una grossa
  componente egoica, e l'ira è causata dalla
  debolezza della mente. Quando siamo adirati i nostri
  nervi si indebolisci non e perdiamo più energia di
  quanta ce ne darebbero tre mesi di cibo. L'ira non
  solo ci debilita e ci porta via i meriti delle
  nostre buone azioni, ma ci mette in cattive
  condizioni di salute fisica e mentale. Se siamo
  capaci di dominare l'ira possiamo farci dei meriti
  pronunciando il Nome del  Signore. La calma dà la
  forza alla mente e ci dà lo stato di Sthitaprajna,
  di imperturbalbiltà d'animo. Per arrivarci cercate
  di riempirvi la mente di buoni pensieri, di buoni
  sentimenti e di buoni concetti. Invece chi è preso
  dall'orgoglio, dall'ira e dall'ego vive l'inferno.
  Invece la calma è la nostra protezione.

211. Che cos'è il " cibo sattvico " ?
  Non è solo mangiare latte e yogurth, vegetali e
  olio. E' cibo anche quello che entra in noi da tutti
  i sensi, dagli Jnanendriya; è l'aria che respiriamo,
  ciò che vedono i nostri occhi, ciò che entra dalle
  nostre orecchie, e dagli oggetti che tocchiamo e
  palpiamo. Sono oggetto della selezione per una dieta
  Sattvica tutte le cose che entrano per le porte dei
  nostri sensi, i quali devono essere puri e
  immacolati: ecco perchè ne dobbiamo avere il
  controllo.

212. Qual'è il significato esoterico della
  rappresentazione del Signore ( Visnu ) dormiente sul
  'Ksira Sagara ', l'Oceano di Latte ?
  L'Oceano di Latte è il nostro Anthakarana, il corpo
  causale, e ciò che resta dopo la Dhyana ( la
  meditazione), il " sesa " o residuo è l'" Adisesa ",
  il gran Serpente. La consapevolezza che si trova tra
  i due e Sri Visnu Stesso, mentre colui che adora, il
  devoto è la dea Laksmi. Molti grandi ci hanno
  insegnato come far addormentare Dio sul nostro
  Oceano di Latte, sul nostro Anthakarana o sul nostro
  cuore. Il fatto che " sadhakara " sia Laksmi ha il
  suo significato occulto. Il Jivi non può essere
  chiamato Purusa finchè la natura inerte non sia del
  tutto eliminata; è possibile raggiungere il
  principio Purusa per mezzo della natura femminile si
  " Stri- Tattva " . E' questo il significato
  anagogico dello " Sri- Sayana " del Signor Nostro.

213. Che cos'è la " jadattva ", l'inerzia ? Parlamene in
  dettaglio.
  Ci sono cinque fasi, o aspetti dell'inerzia. Esse
  sono: 1. " Ghata-Akasa "; 2. " Jala-ekasa ";
  3. " Dehara-ekasa " 4. " Cida- akasa " e
  5. " Mahadkasa".
  1. Questo nome ( di Ghata Akasa ) si riferisce solo
  al corpo e non all'Atman che vi è contenuto. Il
  Ghatakasa è quello stato in cui si dice: " questo è
  Me" . Anche quando siamo persi nella cosapevolezza
  solo del corpo, c'è ancora quel sentimento per
  l'Atman che è in noi: è come lo spazio ( " akasa " )
  entro il vaso.
  2. lo stato di " Jalakasa " è quello in cui si è
  pieni di " sankalpa ", di intenzione, e può esser
  raffrontato col cielo riflesso nell'acqua. Il
  Sankalpa e il Vikalpa ( La Scelta ) in noi sono
  come l'acqua nel vaso.
  3. Il " Dharakasa " è quello stato in cui si
  osservano Sankalpa e Vikalpa e noi, ma siamo consci
  che li stiamo osservando; per esempio, se l'immagine
  viene ferita fisicamente da qualcuno, la ferita non
  viene sentita dall'oggetto, ma se invece viene
  offesa e ingiuriata  ( moralmente ) da qualcuno,
  quest'oggetto, il cui riflesso si trova nell'acqua,
  risente dell'insulto. Sicchè c'è unità in " Sabda "
  (suono) ma non in "kriya" ( azione); eppure vi è
  contenuta, occulta, anche la natura del
  " Sabda Brahman ". Così in Jalakasa si trova anche
  la natura di Daharakasa ( "dahara"= piccolo, tenue,
  sottile).
  4. Venendo ora a " Cidakasa", dirò che questo è lo
  stato in cui l'uomo non è semplice spettatore. In
  esso l'uomo non è per nulla scosso da emozioni, ma
  osserva come testimone indifferente tutto quello che
  accade al corpo, perchè è occupato in una coscienza
  superiore. Questo stato è " Cidakasa ".
  (" Ghata "= giara, contenitore, il corpo fisico;
  " Akasa " = spazio, 'cielo'; " Jala " = acqua;
  " Dahara "= sottile; " cid " = consapevolezza.)
   5. Il vaso può essere rotto, lo stagno si può
   asciugare, ma la " Akasa " rimane sempre. Lo spazio
   immenso è lo stato chiamato " Mahadakasa "  è lo
   stato ottenuto col controllo dei sensi, nel quale è
   possibile realizzare lo stato supremo del
   " Nirvikalpa ". Questo stato è ancora chiamato
   " Nirvikalpa ". Questo stato è ancora chiamato
   " akasa " perchè ha ancora l'elemento d'inerzia, di
"jada". Lo spazio (' cielo ') riceve diversi nomi
oltre l'" akasa " : " gagana ", " sunya "
('vuoto',nulla). Si parla anche di " Hrdakasa " in
riferimento allo spazio ( o 'firmamento') del
'cuore'. La Grazia di Dio può farti andare
direttamente allo stato di Mahadakasa senza dover
passare per tutti i vari stati di Gata, Jala,
Dahara, e Cit.

214. Dove risiede questa " Citasakti " luminosa, che è il
  nostro Atman ?
  Tutte le figure che troviamo nel mondo non sono che
  proiezioni del 'cid-akasa'. L'anima proietta sullo
  schermo le varie figure che vediamo muoversi come al
  cinema. Se chiudiamo gli occhi non vediamo nessuno,
  ma tutta quella gente ci dev'essere. Aperti gli
  occhi, vediamo con essi tutte quelle apparenze, ma
  non è che esse entrino negli occhi. Gli occhi
  proiettano una luce, che non è proiettata dagli
  oggetti. Per esempio, il sole illumina tutto il
  mondo, ma questo non illumina il sole. La luna è
  come uno specchio che riflette la lce del sole, che
  viene rimandata fredda e piacevole. I Veda dicono
  che la luna è come la mente, che riflette lo
  splendore dell'Atman. Di essa parte si riflette
  nello specchio di " Buddhi", dell'intelletto, e così
  la mente buia può esser illuminata e splendente
  della luce riflessa. La mente può permetterci di
  ottenere ' Prajnana', anche se siamo allo stato di
  Ajnana. Se volgiamo Buddhi verso l'Atman possiamo
  disperdere il buio della nostra mente; L'Atman è il
  padrone dell'intelletto e ciò che esso afferra
  trascende i sensi.

215. Spiegami come il Dharma ha perso i suoi Pada
  ( piedi, sostegni ) nonostante la comparsa dei
  grandi Avatar ?
  Il Bahgavan Baba dice che nel'" Krytayuga" camminava
  e si sosteneva su quattro piedi, che erano:
  " Yajna ", 2. "Yaga", 3. "Yoga", 4. "Tapas". I Rsi
  del Krita Yuga seguivano tutti e quattro questi Pada
  per armonizzare pensiero, parola ed azione.
  La perdita di un Pada nel Treta Yuga in realtà
  importò la perdita di uno, il Tapas. Poi nel Dvapara
  Yuga era possibile raggiungere il Dharma con l'aiuto
  solo di due Pada: il Yoga e il Yajna. Nel Kaliyuga
  il Dharma ha soltanto nu Pada, lo Yoga, cioè il
  Bhakti Yoga, lo Yoga della devozione. Così il
  significato segreto è che il processo è stato
  facilitato. Gli Avatar hanno eliminato i Pada più
  difficili, ma il Dharma non è stato cambiato.
  Finchè avete un solo anno di età usate quattro gambe
  per camminare; poi dopo, più tardi solo tre, e poi
  due e cominciate a correre, sempre però usando una
  gamba per volta. Il Dharma è imperituro, è
  indistruttibile, e gli Avatar sono venuti solo per
  facilitare la via per raggiungere il Dharma.

216. Dove va l'Atman dopo la morte del corpo ?
  Esiste una sola realtà così come c'è solo un sole; e
  questo corpo può essere comparato con un vaso pieno
  d'acqua, e in ogni vaso si riflette l'unico e solo
  Atman, anche se ogni immagine pare separata. Quando
  il vaso si spezza e l'acqua si sparge al suolo, dove
  va il sole che fin'ora era stato riflesso
  dall'acqua?
  Il sole non è venuto e non se ne è andato, ma è
  apparso come riflesso perchè c'era il vaso e nel
  vaso c'era l'acqua. Il valore del vaso dipende del
  materiale di cui è fatto, ma il riflesso ha lo
  stesso valore per tutti i vasi. Così pure L'Atma
  Svarupa ha ovunque lo stesso valore e tutte le
  differenze sono illusorie. L'Atma Tattva è una e
  indivisibile ( " Tattva " = quiddità ).

217. Quali sono i tre tipi di Karma ?
  Benchè la via del Karma sia difficile, ci offre
  diverse esperienze. Ci sono tre specie di Karma:
  " Karma ", " Vikarma", e " Akarma ". Il Karma può
  essere definito come il dovere prescritto ; sono
  Vikarma le azioni vietate; le azioni che sono
  compiute per raggiungere la realizzazione di Dio,
  divengono santificate. L'Akarma è la pura pigrizia,
  l'inerzia.
  Il Karma è la responsabilità nostra fin dalla
  nascita, e perciò la Gita chiama l'uomo " Karmaja"
  ( La radice "ja" sta ad indicare ciò che è nato, da
  cui " janma " = nascita, eccetera; quindi " karmaja"
  è come dire " nato per compiere karma " ).

218. Che cosa dice la Gita a proposito del Karma ?
  L'azione comporta sempre la sua ricompensa, il suo
  risultato. Il frutto di una azione è una reazione,
  un riflesso, un rimbalzo dell'azione stessa. Però la
  Gita ci insegna che le azioni che imprendiamo devono
  essere fatte senza pensare alla ricompensa o al
  risultato.
  Molti dicono che l'uomo ha solo il diritto di agire,
  ma non di pretendere il frutto della sua azione. Ciò
  è errato. La Gita non ha mai detto quello, ma solo
  che l'uomo dovrebbe rinunziare volontariamente al
  diritto di godere del frutto dell'azione. Non ha
  detto " Na Phalesu ", ossia che non c'è frutto, ma
  ha detto " Ma Phalesu ", ossia di non desiderare il
  frutto dell'azione.

219. Che cos'è la Beatitudine perfetta ?
  Tutto ciò che gettiamo nel gran fuoco delle nostre
  arie vitali del corpo viene trasformato in qualcosa
  di sacro. Il questa dedizione il Jivi si tramuta in
  Isvara, e poi portato al livello della gioia
  suprema. In tale stato l'uomo è completamente
  silente ed assorto nella gioia suprema. E' questa la
  perfetta Beatitudine.
  Dio, che è Mahakarma Svarupa ha assunto una Karma
  Rupa ed apparve come Krsna. Quando Krsna, in una
  Karma Rupa, dà il Suo messaggio, Arjuna prega il
  Signore che gli tolga il velo che è innato nella
  Stula Rupa, e solo dopo che gli è stato tolto può
  assimilare la Gita ed avere il Darsan della Visva
  Rupa ( La forma universale di Dio ). Non ci aveva
  potuto trovare alcun insegnamento finchè lo
  ascoltava con la propria Stula Rupa ( la sua forma
  grossolana, fisica e mentale ). Per poter
  assaporare la Gioia occorre avere una coscienza
  risvegliata.

220. Quali sono le parti nelle quali può essere
  classificato il nostro godimento ?
  Son tre: "