GALLERIE TEMATICHE
Da quando Stefano ha iniziato a dipingere sono passati ormai più di dieci anni e il numero delle sue opere si è ovviamente pian piano ingrandito. Vivendo nella stessa casa, ho potuto assistere al susseguirsi di diverse fasi artistiche, che ho cercato qui di riordinare in quattro grandi filoni.
QUADRI ESPRESSIONISTI

"Ciò che colpisce, a prima vista, di fronte alle opere di Nalesso è la violenza dei suoi colori: rossi, gialli, azzurri, disposti in modo da creare delle figure che vorticano nell'aria, o che da un vortice sono avvolte, dando così un forte senso di drammaticità alle sue immagini. È una pittura figurativa, quella di Nalesso, [...] figure umane o parti di esse, stravolte, deformate espressionisticamente, ad indicare tutta la drammaticità della nostra esistenza." (citazione dalla critica di Aldo Gamba )
"Il suo espressionismo non esalta la protesta, l'angoscia, il dolore, ma sentimenti profondi, l'amore materno, soprattutto. E quel suo raccogliere le figure umane in un grande ovale, orizzontale o verticale, vuol significare ancora affetto, amicizia, bisogno di stare insieme, di comunicare, di scambiarsi le proprie energie; ed il riferimento al grembo materno, all'uovo, e' evidente [...]" (citazione dalla critica di Aldo Spinardi )





QUADRI ONIRICI

" Alcuni quadri si avvicinano al surrealismo: una grande mano che campeggia su di un paesaggio desertico, in fondo al quale si intravvede un villaggio, una piccola comunità di uomini che la mano sembra pronta a ghermire; [...] "
(citazione dalla critica di Aldo Gamba )

PAESAGGI

Riferendosi al primo filone la Prof. Bellin dice : "La sua é una pittura che a prima vista può risultare "ostile" e forse si fa fatica ad accoglierla all'istante, ma nei suoi colori e nelle sue forme contorte c'è qualcosa che quasi ci allontana perché fa paura, forse quella parte di noi, del nostro modo di essere che non vorremmo accettare, quel grottesco che ci circonda e ci impedisce di essere noi stessi: giganti bruti con l'espressione da bambini in grado di stupirsi e di commuoversi di fronte all'acqua limpida o ad una coccinella che ci cammina sul dito [...]".
Ecco che con i
paesaggi, Stefano si è avvicinato ai gusti di chi vuole un'arte più facile da "mettere in casa", un'arte meno angosciosa e profonda, il cui impatto è sicuramente più soft.



DALLA TRADIZIONE

"Bravo anche come incisore, Nalesso, che e' stato allievo di Gatti, dimostra nelle sue acqueforti tutta la sua bravura anche dal punto di vista tecnico - accademico, qualità che ne dimostra lo spessore culturale, nonché la capacità manuale, mezzo indispensabile affinché esplodano appieno originalità e talento.
[...] " (citazione dalla critica di Silvana Nota)


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