
La campagna elettorale di John Fitzgerald Kennedy iniziò ufficialmente il 2 Gennaio 1960, ma ufficiosamente nel 1957, quando il futuro Presidente degli Stati Uniti si spostò in ogni parte del paese per 150 volte.
L'"Evening Post" scrisse "Quando si vede un senatore che fa tanti discorsi fuori del suo stato, occorre fare due ipotesi: che abbia bisogno di denaro,o che miri a un incarico ben più alto". Jack non aveva bisogno di denaro!
Nel 59 si formò la squadra che avrebbe aiutato John a vincere le primarie: Bob Kennedy,
Ted Sorensen (assistente di John al Senato), Kenneth O'Donnell e
Lawrence O'Brien (esperto di politica).
Furono molti gli ostacoli che John dovette affrontare: per molti leader di partito era troppo giovane e inesperto per la Presidenza e i giornalisti cominciarono a chiedersi quante chances avrebbe avuto un candidato cattolico per vincere le Presidenziali in un paese a maggioranza protestante.
Nonostante le critiche e i dubbi riuscì a vincere le primarie, anche se non a larga maggioranza.
Il 10 Luglio 1960, al Memorial Coliseum di Los Angeles, si aprì la convention.
I delegati erano 1520: per ottenere la nomina, occorreva la maggioranza assoluta, ovvero 761 voti.
John Fitzgerald Kennedy vinse al primo scrutinio con 806 voti contro i 409 di
Lyndon Johnson, gli 86 di
Stuart Symington e i 79 di
Adlai Stevenson.
John Fizgerald Kennedy accettò la nomination. Memorabili le sue parole:
"...I tempi sono troppo gravi, la sfida troppo urgente, la posta in gioco troppo alta per permettere che si scatenino le abituali passioni del dibattito politico. Non siamo qui a maledire le tenebre, ma ad accendere la candela che ci guidi attraverso quelle tenebre a un avvenire sicuro e tranquillo....
... ci troviamo oggi ai margini di una
nuova frontiera, una frontiera degli anni 60, una frontiera di ignote opportunità e pericoli, una frontiera di irrealizzate speranze e minacce. ... La nuova frontiera cui mi riferisco non è costituita da una serie di promesse, ma da una serie di impegni. Non esprime ciò che io voglio offrire agli americani, bensì ciò che io chiedo a loro..."
Prima che la convention finisse, Kennedy chiese a Lyndon Johnson la sua disponibilità a presentarsi come suo candidato di lista per la vicepresidenza. La richiesta stupì gran parte dell'elettorato: John non provava simpatia per Lyndon, ma da buon politico, aveva capito che doveva ricucire lo strappo che si era creato all'interno dell'elettorato democratico, soprattutto negli stati del sud, dove era molto forte la resistenza contro un candidato presidenziale cattolico.
Johnson, contro ogni previsione, soprattutto da parte dello staff Kennedy, accettò.
