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14. Diritto canonico e canonistica

In questo periodo anche il diritto canonico è in fermento, per merito soprattutto di Graziano. Egli ne affronta lo studio con l’intento di metterne in luce le contraddizioni per poi appianarle. Nasce così la Concordia discordantium canonum, che i suoi seguaci chiameranno Decretum. Data la grande fortuna dell’opera, sarà il Decretum per antonomasia. Graziano la concepisce non come collezione per la prassi, ma come manuale per la didattica, che utilizza insegnando a Bologna: città che vede così contemporaneamente il sorgere di due grandi scuole, quella canonistica e quella irneriana. Gli allievi e successori di Graziano apportano qualche modifica al Decretum, ne completano la sistemazione in tre parti; ci sono pervenute anche tre summae dell’opera. Dall’Italia la canonistica si diffonde in tutta Europa, specialmente in Francia.

Un personaggio importante nella storia del diritto canonico è Uguccione. Egli apre le porte del diritto canonico al diritto romano, ed esige una solida preparazione civilistica dai canonisti. In breve il Decretum diviene inadeguato a causa della intensa produzione normativa pontificia (decretali).Le decretali sono aggiunte al Decretum, e sono dette extravagantes: ne fioriscono numerose raccolte, di cui cinque di maggior rilievo (Compilationes Antiquae).

Le fonti del diritto canonico sono tante, disordinate, contraddittorie: il Decretum diviene gradualmente un mero deposito di ius vetus. Papa Gregorio IX (1227-1241) interviene con l’intento di creare una nuova grande collezione di decretali. L’opera, che prende il nome di Decretali di Gregorio IX (ma correntemente è nota come Liber Extravagantium, o Liber Extra), è portata a termine e diviene il pilastro dell’ordinamento della Chiesa, allorché delle altre collezioni è vietata la consultazione. Tra i maggiori studiosi della decretalistica ricordiamo Bernardo da Parma (che redige la glossa ordinaria del Liber Extra), Goffredo da Trani, Sinibaldo Freschi (papa Innocenzo IV), Enrico da Susa l’Ostiense.  Questi è autore di una Summa e di una Lectura alle decretali gregoriane; è sostenitore della ierocrazia (al papa spetterebbe anche il potere temporale, e l’imperatore sarebbe in posizione subordinata, secondo la nota metafora del sole e della luna), contro le tesi di Gelasio. Le tesi ierocratiche, che prendono forza in questo periodo, implicano anche la supremazia del diritto canonico sul diritto civile; in realtà, è controverso il criterio da adottare per risolvere le antinomie tra le due fonti. Solo nel Trecento si affermerà un utrumque ius fondato sulla prevalenza del diritto canonico esclusivamente nelle fattispecie dal contenuto più marcatamente spirituale, lasciando al diritto civile quelle di contenuto temporale.

Proprio quando, dopo la decapitazione di Corradino di Svevia (1268), la Chiesa sembra vittoriosa sull’Impero e si affermano le tesi ierocratiche, il Papato sprofonda nella crisi[1], e sarà addirittura costretto da Filippo il Bello di Francia a trasferirsi ad Avignone. In questo contesto Bonificio VIII emana (1298) il Liber Sextus, grande collezione di decretali, con l’intento di aggiornare il Liber Extra. Pochi anni dopo Clemente V, primo papa della “cattività avignonese”, raccoglie le proprie decretali (Clementine): è da rilevare che in esse viene delineato il processo sommario, applicato anche nella giurisdizione civile. Nel 1331 Giovanni XXII emana la bolla Ratio iuris, che segna l’inizio della storia della Sacra Rota, massimo tribunale della Chiesa, di cui saranno pubblicate numerose raccolte di decisiones. Nel 1500 Jean Chappuis pubblicherà il Corpus iuris canonici, comprendente il Decreto di Graziano, il Liber Extra, il Sextus, le Clementine, le Extravagantes di Giovanni XXII, le Extravagantes communes.

Tornando alla canonistica, dobbiamo annoverare tra gli studiosi Guglielmo Durante (autore dello Speculum iudiciale), Giovanni d’Andrea, bolognese del Trecento (autore di lecturae delle Decretali di Gregorio IX, di un apparato al Sextus e di uno alle Clementine), Giovanni da Legnano, Niccolò Tedeschi, Andrea Barbazza. Peraltro, anche i civilisti iniziano a mostrare interesse per il diritto canonico.


 

[1] Bonifacio VIII era salito al trono dopo le dimissioni di Celestino V, e aveva dovuto affrontare le aspre accuse dei Colonna.

 

 

 


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