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Se per quelli,in cui la sete di vivere è spenta,questo nostro tanto reale mondo,con tutti i suoi soli e galassie,è niente; viceversa pei viventi non solo la terra è un mondo,ma un mondo a volte è solo qualche pezzo della terra, al quale essi sono più attaccati. Un mondo per esempio,affascinante è stato per circa tre millennii ed è per gli uomini il golfo di Napoli.Gli antichi lo chiamarono il cratère , non perchè sia,secondo la translata concezione moderna del nome,la bocca di un vulcano,ma perchè esso veramente è un magnifico bacino,ben paragonabile ad una vasta coppa,nel cui sinuoso orlo,lavorato dalla natura con la fusione,con lo sbalzo,con lo scalpello e col cesello,si accoglie ondeggiando e spumando il mare,con a volte i purperei riflessi del vino,che essi,gli antichi,sempre vi scorgevano.Ed all`ingresso di questo golfo incantato,tra Capri e Sorrento,essi collocarono le sedi delle affascinatrici sirene,che cantavano soavemente ai primi navigatori greci,simboleggianti in Odisseo: 

Ferma la nave e il nostro canto ascolta. 

Ancor qest`acque non solcò nocchiero 

Senza gustarne la dolcezza... .

.....con lo sfiorire di Grecia e col tramonto di Roma il golfo di Napoli ricadde nell`aborigena tenebra osca.Le sirene stesero di nuovo  su esso il loro ferale dominio e divorarono gli uomini,che qui,in oblivioso ozio facile vita menando,d`ingloriosa morte perirono.Pochi,novelli Odissei,superarono il fascino mortale.....

 

(Giuseppe  De Lorenzo " LA TERRA  E L`UOMO " -  R. Ricciardi Editore - Napoli 1912 - Cap. -   Il Golfo )

 

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ultimo aggiornamento

22 - XII - 2007

 

Domenico Bocchini il Geronta Sebezio - Edward Bulwer Lytton

Giustiniano Lebano - Region Nilensis - Sirena Partenope -  Il DioSebethos  

 

 
 
 
 
 

 

 
 
 

 

 

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