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INDEX_EPOCA 2002_2007 - (inserito il 31-X-07e.v.) - Ultimo aggiornamento: 08/12/07 |
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" Il signor Bocchini è conosciuto in Napoli per le alcune sue assai singolari opinioni filologiche " (Bibliografia Italiana - Milano 1836) |
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APPUNTI BIBLIOGRAFICI |
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sull` Avvocato |
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DOMENICO BOCCHINI |
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IL GERONTA SEBEZIO |
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IL VECCHIO DEL SEBETO |
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(1775 - 1840) |
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(Napoli - La statua del dio Nilo - f. 1960ca.) |
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"A pochi è ignoto il nome
di Domenico Bocchini, avvocato napolitano. La fama del
sapere di lui era giunta anche oltre monti, e gli
è sopravvissuta. Dotto nell` ebraico, nel greco,nel latino, ed in molti altri idiomi
ancora, facea per questa sua scienza poliglotta lo
stupore di chiunque lo avicinasse. Cortese per modi, fu la delizia dei
giovani che seco lui famigliarmente
s`intrattenevano. Lo
studio suo profondo degli antichi scrittori parea gli avesse dato molto |
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Pasquale Altavilla : Prefazione alla commedia" Li Fanatece pe lo Giaronta Sebezio" (1838) in "Teatro comico napoletano" 5 voll. Tipografia dè Gemelli Napoli 1849 |
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Altavilla nella prefazione dell`opera,pubblicata in una raccolta stampata nel 1849 dedicata al principe di Salerno don Leopoldo fratello del re Ferdinando II , scrive di aver chiesto allo studioso (D. Bocchini) di poterlo ritrarre sulla scena riuscendo anche ad avere la sua presenza in sala la sera della rappresentazione. (Annamaria Sapienza: La parodia dell'opera lirica a Napoli nell'Ottocento pag.30 -Cfr. Salvatore Di Giacomo - Storia del Teatro San Carlino |
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| "Domenico Bocchini nacque nel 1775 e nel 1802 fu segretario della S.R. di Lecce .Nel 1809 venne nominato commissario di polizia a Ponza e nel 1813 magistrato. Privato della carica nel 1821 si diede al foro ed il maggio 1840 morì .Era uomo di vasta lettura ,ma di mente molta disordinata. Scrisse Gli Arcani Gentileschi Svelati dal Geronta Sebezio che si proponeva di dare al pubblico in 6 volumi e solo 48 fogli fece di pubblica ragione." |
| da: Camillo Minieri Riccio " Memorie storiche degli scrittori nati nel Regno di Napoli" Napoli 1844 - Tip. dell`Aquila di V. Puzziello. |
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| "Domenico Bocchini ètait un home bizarre et chagrin,qui avait de l`esprit en vers,mais ètait ridicule par defaut de talent,lors meme qu`il avait raison... |
| ....dans lequel il denigra, par des allusione transparentes et peu généreuses les ouvrages des écrivains les plus mèdiocres.. |
| P. Calà Ulloa “Pensèes et souvenirs sar la literature contemporaine da Royanme de Naples” - Genève 1858 |
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ISCRIZIONE Iscrizione apparsa in "Museo
scientifico, letterario ed artistico .."a cura di Luigi Cicconi, Pier Angelo Fiorentino
p. 164
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OPERE
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| - LA CYRNO-CACOGENIA Proscritta - Canto di D. Bocchini Pastore Arcade Florimontano - Napoli 1815 - Nella Stamperia del Giornale delle Due Sicilie- p.22 |
| - IL CONGRESSO DELLE OMBRE - Canto Estemporaneo di D. Bocchini Pastore Arcade Florimontano - Napoli 1815 S.n.- p. 15 (1) |
| - GLI ARCANI GENTILESCHI SVELATI del D. Bocchini avvocato presso il Foro Napoletano - Programma - Napoli 1834 dai Torchi del Tramater - XV (2) |
| - CARME APOTHEOSIO del D. Bocchini Geronta Sebezio in Occasione de`Funerali Di S.M. Cristina di Sardegna Regina di Napoli - Napoli 1836 Tramater |
| - CARME APOTHEOSIO del D. Bocchini Geronta Sebezio in occasione della immatura morte di Francesco Petrunti a premura del dottor Luigi Caivano - Napoli 1839 all`ins. dell`ancora |
| -IL GERONTA SEBEZIO ossia IL VECCHIO DEL SEBETO - Giornale settimanale in folio - Napoli dai Torchi del Tramater dal 29 agosto 1835 al 1837 (ca. 48 fogli) dal 16 aprile 1836 iser. Gli Arcani Gentileschi S.: |
| INDICE de` "Il Geronta Sebezio"(**): |
| - N° I - 29 agosto 1835 - “l’ignoranza de’ mali è il mal peggiore, protesta in ampla forma” e un “sonetto”.(3) |
| - n° II - sabato 5 settembre 1835 |
| - n° III - sabato 11 settembre 1835 contiene anche “La Posca del ticchio sguancio del Nicodemo Occhiboni per forbire la lercia bocca de’ sciatti sfringuelloni” e un “sonetto bislacco”. |
| - n° IV - sabato 19 settembre 1835 |
| - n° V - sabato 26 settembre 1835 “analesi didascaliche sul Sebeto-Nilo” |
| - n° VI - sabato 3 ottobre 1835 con un “madrigale” e un “dialogo tra ‘l Sebeto e ‘l Geronta” |
| - n° VII - sabato 10 ottobre 1835 |
| - n° VIII - sabato 17 ottobre 1835 |
| - n° IX - sabato 24 ottobre 1835 “la schola caupo-cinara ossia Ricreazione alla Taverna de’ Carcioffi” e un “sonetto giambico ana-gazz-ettico” |
| - n° X - sabato 31 ottobre 1835 “Descrizione della strada Appia arcana” |
| - n° XI - sabato 7 novembre 1835 “Descrizione della nave arcana d’Enea” |
| - n° XII - sabato 16 aprile 1836 “gli arcani gentileschi svelati” |
| - n° XIII - sabato 23 aprile 1836 “stoltezza empirica di chi si crede jatreo” e un giuramento d’Ippocrate” e un “sonetto stato attuale della nobile arte-medica europea” |
| - n° XIV - sabato 4 giugno 1836 |
- n° XV - sabato 11 giugno 1836 - "Di Cuma arcana, metropoli d'Europa Parte I "(4) |
| - n° XVI - sabato 25 giugno 1836 “di Cuma arcana metropoli d’Europa parte II” e un “sonetto a ritratto” |
| - n° XVII - sabato 2 luglio 1836 “i Romani alle forche claudine o gaudine o caudine” e un “madrigaletto” |
| - n° XVIII - sabato 16 luglio 1836 “del laberinto italico e salti arcani simili a quelli detti forche caudine parte I” |
| - n° XIX - “descrizione de salti alpini e sfingomeni od angustie o cunicoli del laberinto italico parte II” |
| - n° XX - sabato 30 luglio 1836 “dignità elementarie sulla conoscenza degli alfabeti caldaici ossia senza scienza normale; ed alfabeti sillambeusii, ossia destinati a sillabare” e un “sonetto a versi giambici” |
| - n° XXI - sabato 13 agosto 1836 “delle trechinie e termopoli e fasto di Leonida” e un “sonetto” |
| - n° XXII - sabato 27 agosto 1836 “illustrazione portentosa alla celebre lapida etrusca di Nola” |
| - n° XXIII - sabato 18 settembre 1836 “dell’urbe arcana napoletana ossia della Palepoli che aveva sede nelle catacombe. Parte I” |
| - n° XXIV –- sabato 8 ottobre 1836 “dell’urbe napoletana O Palepoli fra le catacombe. Parte II” |
| Il Geronta Sebezio - s.n. - Il Tauro Thusio Timorio,ossia il sagrificio di un torello all`ara della Vindice dea. Poesia in rime bislacche.(5) |
| Il Geronta Sebezio - s.n . s.d. 24 pag. - La risposta del Geronta Sebezio al reclamo delle bestie opera stampata dalla zampa di un Torello;Direttore del carrettone dell`Omnibus . Di cui il Vate Geronta ne fa un sacrifizio sull`ara della Dea Vendetta. Poesie giambiche a saette licambee. (6) |
| - n° XXV – sabato 11 marzo 1837 “della Pompei calcidica-fyllenia o fullonia e di Ercolano osco” con un supplemento “l’impostura e la calunnia smascherata e le tre pesti che fanno strage in Europa: grammaticismo- cholera morbus- medicina” |
| - n° XXVI – sabato 22 aprile 1837 “de’ Cimmerii ossia degli abitatori delle immense spelonche e grotte di Cuma Bosporida italica” e un “sonetto” |
| - N° XXVII – “dignità filosofica sul Chaos ed origine de’ culti gentileschi ossia della Chimera” e un “sonetto” |
- IL ROMOLO DI PLUTARCO versione dell`avv. nap. D. Bocchini a rimbecco di quella grammaticale del CH : Girolamo Pompei col testo del classico e spicileggio didascalico tanto sul testo che alla traduzione di Pompei [pag. 168] (7) |
| - IL GERONTA SEBEZIO Giornale che si pubblica in Napoli -(Articolo comunicato S.X. ) in Giornale Agrario lombardo-veneto, appendice letteraria fasc di marz./apr.1837(8) |
| - LA SAPIENZA NUOVA" (LA SAPIENZA ARCANA), ossia il Mistero delle Sirene svelato, 1822 - 1° vers. (9) |
| - IL GERME DELLE SCIENZE, ossia l'Urbe delle Sirene Partenopee [...] - 2° vers. |
| - DELLA SAPIENZA DEGLI ARCANI VETUSTI - [...] 3° vers. (10) |
| - Archivio Tommasi : "Memorandum segreto di Domenico Bocchini sulla setta dei Carbonari" |
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Note
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| (1) - Il Congresso delle Ombre |
| (2) - Gli Arcani Gentileschi Svelati : Manifesto |
| - Condizioni : folio XV del Programma Gli Arcani Gentileschi Svelati : |
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"L`opera tutta è scritta in puro,e non già in purismo italiano : e simili sono le versioni. Possiamo assicurare il Lettore,che tutte le dignità sono suffulte da Classici. E l`opera contiene il prezioso de`Classici Greci, e i |
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Latini che riuniti formerebbero una vastissima Libreria. L' opera sarà data a fascicoli, a fogli dieci l`uno, a grana settanta, Sesto, carta, e caratteri simile al Programma.L' associazione è aperta presso i Librai Marotta, e |
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Wanspandoch al Palazzo Maddaloni presso D. Andrea Scarpati strada san Trinità Maggiore n.6. Ed in altri luoghi che destinerà l` Autore.ll prezzo sarà pagato colla consegna del Fascicolo.L' Autore, che abita strada |
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S. Agostino la Zecca n. 12 . terzo piano riceve anche l` associazione.E colui che paga anticipato carlini dodici avrà il risparmio di un grano a foglio per tutta L´ opera, e ritenerà l` anticipazione ne due ultimi fascicoli. |
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Ed il nome di questi Socii formerà un catalogo nell` ultimo dell' opera, come Filopatrii Palladii, degni da essere tramandati i loro nomi alla posterità.Per ogni dieci copie si darà l`undecima gratis.E siccome l`opera viene |
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corredata di varie tavole Sinnottiche , queste si danno gratis , e prendono solo un numero di pagina. Appena che sarà formato un pieno di Associati al numero almeno di trecento, sarà dato il primo fascicolo; e così |
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verrà progredito da Mese in Mese, per modo che in ogni mese si darà un Fascicolo, essendo questa un opera, che per le Tavole, e le Cifre, vi bisogna moltissima spesa." |
| (*) - Si ringrazia VKK per averci segnalato l`iscrizione a D. Bocchini presente nell`Operea citata , pubblicata su books.google.it.( Ringraziamo books.google.it per il prezioso servizio reso a tutti i ricercatori.) |
| (**) - Si ringrazia il Sig.Vittorio Fincati per averci fornito parte degli indici del giornale "Il Geronta Sebezio" e la copertina de " Il Romolo di Plutarco" |
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(3) - «... Noi scriviamo la presente Opera periodica, che pubblicheremo a modo effemeriado, ossia a giornaletto di una uscita la semmana per erudire la procera gioventù studiosa solerte con cui simpatizziamo, ed emanciparla una volta per sempre dalle scienze volgari, e grammaticali vigenti; con cui i poveri giovinetti sono ora addottrinati, ....» |
| (4)
- Di Cuma Arcana metropoli d`Europa -
E’ dignità che nelle grandi tempeste Fisiche-Politiche-Morali tutti i pesanti corpi che sono trascinati dalle lavine soppozzano sotto la mota, o fango che li copre, ed o difficilmente, o non mai più risorgono. E che in opposto i corpi leggieri che galleggianti vanno sempre… Assioma questo o benigno Lettore, che Noi pur troppo lo conosciamo a nostro danno… Siane d’esempio la rinomata Cuma, che nel Prisco-Remoto era la Metropoli di Europa, che nella Convergenza poi venne per necessità spenta interamente, affinchè mai più non risorgesse alla vita Politica-Morale Sibilliaca. Cuma Fastosa-Gloriosa Patria di Omero, di Esiodo, di Eratostene, delle Sibille Eritree! E siccome la dichiariamo la nobile Urbe PROTAGONISTA nella nostra presente opera, fia necessario pingerla a bulino didascalico-Palladio nell’ampia scena delle sue DELUBRIE-OMBRE-OLIMPICHE-LABERINTIE. Popoli Europei che animati dal divo-fuoco di Sofia vi sentite nel seno una diva-urgenza ad ingentilirvi, ed erudirvi nella sapienza de’ nostri gentili Avi, che la Barbaria oppresse, percui logorate vostra vita ne’ studii profondi delle Archeologie, e soccorsi da vostri AUTOCRATI-REGGENTI andate a lasciare le vostre preziose osse sotto l’Arat, sotto il Tauro, nel Monte Atlantico, nell’Egitto, nella Siria, nell’Indie… Abbandonate o DEGNI questi lontani luoghi, e venite a conoscere l’Orfica nostra Mega, o Maja, o Magna CUMA, che dorme il sonno letale dell’Oblio. Sì: era presso di Noi la Mega-Grea che la Magna-Grecia si disse. Ma Tu non conosci il simbolo delle Gree. Era presso di Noi la Maja, o Magna madre del Mercurio Trimegistio. In Cuma vi era l’Egitto, la Siria, il Tauro, l’Atlantico, l’Etiopia, l’Arat, l’India, la Cina[23], l’Olimpo, gli Elisi, tutti i fiumi Tartarei, le Pal-Estine, le Scizie, la Beozia, il Parnaso… Tutto… tutto era in Cuma: poiché tutte tali voci son simboli riferibili a Topici arcani del Mondo-Occulto: E Cuma viveva ne’ suoi Antri Cimmerii. Cim-Erii che la vasta sapienza Grammaticale non seppe mai conoscere… Lasciamo questi Meritevoli-Saggioni – D. Grammaticoni alla loro Professione di dabbenaglia, e Noi come Enea, ed Ulisse possessori dell’Erba Moli, che ne diede Mercurio Trimegistio entriamo nell’Arcana Cuma; e ne sarà Comite il nostro divo Maestro l’ARISTO-TELE, ossia il Grandioso-Duca-degli Arcani nella conosciuta opera (ma da alcuno non mai compresa) che ha per titolo Пερί Θαυμασίων ακυσμάτων ossia Delle Cose Olimpiche ammirabili ad udirsi. Andiamo al documento. “Nel Fasi, osia fra le fluenze orfiche di Cune, Cunicoli, e Cunaboli sono precisamente quelle Isole, che vivono colle Usie delle Sirene, in dove è la Reggia, ed Aula Imperante di quella Divinità, che alla ITALIA esclusivamente appartiene. Nel Laberintio di questi orfici transiti, od estuazioni, ne’ Topici supremi sono adattate quelle Caidie Cumee, ossia Fantasmarie portentose, che si dicono i Panici timori: Ombre lucide, che solo in questi arcani seni possono manifestarsi, ed apparire, e fastosamente rappresentare le Figure de’ Numi. Questo è quel Templo Olimpico, che il dicono la Possidonia, o quel Vello d’Oro che tutti i Mortali agognano vedere, e possedere, ch’esiste nella Cain-Eos, ossia in quel Divino Tempio, che illuminato è simile all’Aurora mattutina: E che fra le iperboliche enarrazioni si rende doppiamente Veneranda: ossia che quelle apparizioni soffulte dalle favolose tradizioni, sono come Portenti ammirate. Sotto questi arcani Perio-lchi, ossia interziato di Vichi a Laberinto di Cune, e Cunaboli è il Velo d’Oro delle Ninfe, che dalle loro are fra l’Epimelie, ossia fra melliflui canti Sirenusii, pieno di splendore fanno apparire l’Olimpo Maggiore. Queste cose degne per essere a posteri tramandate, le dicono le Usie dell’Aula Reale della diva Parthenope, o pure della diva Leucosia, o pure della diva Ligea: Ossia de’ Reali-Istituti al governo delle Opie: alle Usie delle Candide, o Lucide-Apparizioni, ed a quelle del Canto Ligeo”. Ecco o benigno Lettore il valsente arcano che appartiene alle Siren-Usie, ossia Usie delle dive Sirene: ed ecco spiegato il valore di quelle tre dizioni, o voci di Partenope, Leucosia, e Ligea, che sono tre simboli, e non tre favolose Persone, come finora ha farlingottato l’Europea Letteratura: la quale ignorando il valore simbolico delle voci, le ha stornate a Persone, ed ha dato nel favoloso-iperbolico-vernacolo. Ma appena che si conoscono nel loro valsente le voci Hieratiche, o Sacre (di quale arcana dottrina Noi ora ne occupiamo quotidianamente ad insegnartela, per poi passare alla sapienza Palladia-Pitagorica delle Cifre) scompariscono le tinte favolose, e ne’ Classici vi si rinviene quel Filo d’Arianna, senza di cui anche i più dotti Grammatici non pervengono alla porta della luce della Sapienza-Arcadia, o Arcana. Varii Classici parlano de’ Timori-Panici di Cuma, e de’ Pani. I Pani erano que’ Serventi delle Urbi arcane, che in Roma si dicevano i Spadoni, ed in Cuma i Fuci. Pan, ossia Generalità. La Gregaria. Erano Evirati, ed incaricati ad atterrire la Plebe, che dall’esterno avesse posto piede in questi luoghi arcani. Che in favola si dicevano Sath-Iri, ossia Satiri: voce che si siega Sacerdoti-di Priapo. Avremo occasione nel corso dell’Opera periodica conoscere di proposito questi Pani, questi Satiri, questi Fuci. Veggiamo Omero come li distingue nell’Inno a Pane. “I Pani! Sono gli Oti, o i Sacerdoti, che la mente-Palladia istiga, e regola, onde la Plebe in bocca abbia i frenelli”. Innanzi Ti abbiamo dato la dignità, che il favoloso Fiume Fasi doveva intendersi per la fluenza arcana Delubria, che incrocicchia le strade nell’Orfico, ed ARE degli Oracoli. Leggiamo che ne dice Aristotile di questo Fasido-Rincappio-Italico, in cui sono descritti tutti i Fasti Italici, colle favolose Elleniche Gentilesche Divinità. L’articolo lo abbiamo tratto dal Capitolo istesso delle cose Mirabili di Aristotile, in dove si parla della Eritrea Sibilla Cumana. E dove conoscerai di proposito che la voce Eritrea, che diede occasione a Venerandi Grammatici interpretarla per Mare Rosso è intesa in Orfico per i loculi arcani, ove erano gli Oracoli, e le Urbiche istituzioni. E non già mari di acqua salata, in dove i Grammatici vi hanno preso i bagni estivi, e vi hanno pescato sempre sarde per acciughe, od alici alla Napolitana… (tratto da Remo Mangialupi "Il Cattivo Zelo.Il Virgilio e il Segreto dell`Eneide") Parte II |
| (6) - Risposta a Vincenzo Torelli giornalista napoletano direttore dei giornale "Omnibus " e "Omnibus pittoresco,enciclopedia letteraria ed artistica" Napoli 1838 - Notizie di alcune polemiche di D. Bocchini sono rintracciabili anche in due bizzarri "Epigrammi "di Raffaele Petra Marchese di Caccavone (1798 - 1873) dai titoli : I. - Al Bocchini e al Calenda , II. - Il "poeta da bische" a Domenico Bocchini "il gran critico". Dei due epigrammi il primo si riferisce alla polemica tra Calenda(*) e il Bocchini , l'altro è una risposta del Marchese al "gran critico"(D. Bocchini), che l`aveva chiamato poeta da bische. - (*)Andrea Calenda Di Tavani, scrittore e storico, prefetto di Genova e di Roma e futuro senatore del regno o il fratello Vincenzo Calenda di Tavani, giurista e magistrato, Ministro di Grazia e Giustizia. - v. ( A. Genoino "Profilo del Marchese di Caccavone.(1798-1873) "Epigrammi; a Domenico Bocchini... - Milano, Albrighi & Segati; 1924) |
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(7) - Dall`introduzione Il Romolo di Plutarco vers. D. Bocchini:" Ne avevamo proposto darti prima o benigno Lettore col nostro Giornaletto periodico una didascalica,ossia scienza teorematica di elementari DIGNITÀ o assiomi ; e poi come per prova darti le Traduzioni di Tutti i Classici o in opere intere ,o in frammenti così Greci ,che Latini in opposto delle Versioni finora ricevute dall`Europa-Letteraria in Grammatica Demonica,ossia Popolaresca; ma alle premure di varii amici,che vogliono vedere al pu presto PRODIGIO,ed al comando che abbiamo ricevuto da chi ha diritto ad imporre...." Dal programma degli "Arcani Gent ..." del 1834 .Tomo I :CAPITOLO 8. Traduzione della vita del Romolo di Plutarco, in cui si dà il testo del Classico, diviso in ogni sentenza. A rincontro del testo vi si rinviene la traduzione del Girolamo Pompei, che schiude le sentenze con la grammatica volgare, e mena ad una favola schifosa, indecente, in opposizione non solo della filosofica ragione, ma contrasta e distrugge il senso comune. E traduzione dell’Autore che schiude in opposto le sentenze istesse con la didascalica palladia e mena alle conoscenze le più arcane di questo impero teocratico, sua origine, incremento, e dissoluzione. Come per più migliaia di lustri fu romuleo e remmio, ossia teocratico. Come passò in mano de’ mortali e de’ Re, e principia da Numa, da dove cominciano le storie volgari o de grammatici che sono note. Le storie antecedenti teocratiche sono descritte in parlari arcani, o vatidiche o poesie, che menano portentosamente a due letture: una in grammatica demotica o popolesca, e vi si rinviene una favola conta, l’altra in didascalica palladia; e mena alla conoscenza del vero, ed arcani, che i grammatici dovevano ignorare. Poiché il volgo non doveva mai conoscere nulla che apparteneva alla sapienza del vero, e doveva solo pascersi di favole, e terrori, che il Febo, o Temi, ossia l’orrore, ed il timore olimpico incuteva a mortali. |
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| (8) - “L'avvocato napoletano Domenico Bocchini nel 1826 diede fuori il manifesto per l'associazione di un'opera che era per pubblicarsi, che aveva il titolo: IL GERME DELLE SIRENE, ossia L'URBE DELLE SIRENE. Egli provava che le antiche sirene erano le sacerdotesse di Cerere (seiren, siren) idest tu sacerdos, in anagramma Reines. Ed era l'antico governo teocratico napoletano, che occultato nel seno della sua antica Partenope, o Palepoli, o immensi delubri che vi esistono, con mano invisibile ed oracolo governava i popoli suoi. Gli archeologhi napoletani di allora, malcontenti di vedersi sorgere a fronte questa opera tutta nuova, ed opposta alle loro volgari dottrine, ne fecero vietare la pubblicazione, che da tutto il pubblico letterario europeo era smaniosamente attesa. L'autore si rimpiattò nelle biblioteche, ed attese ad un lavoro gigantesco. Nel 1825 dedicò al trono dei Gigli una nuova sua opera intitolata GLI ARCANI GENTILESCHI SVELATI DAL GERONTA SEBEZIO. Principiata la pubblicazione di quest'Opera i suoi nimici non potendola assannare poichè protetta dall'augusto Mecenate imperante, che è il protettore delle scienze, cercarono di farlo deridere, prima da taluni loro giovinastri alunni su le Gazzette, e poi lo denunziarono in altro foglio d'Italia. Ma il Geronta con un articolo virolente a saette licambee fulminò la calunnia, e dimostrò che la sua opera era in Dottrina; perchè gli ignoranti non appartennero mai al Sacro delle Dottrine, e furono sempre Grammatici-Vernacoli-Profani. Il piano dell'opera è il seguente. Mostra il Geronta che nel prisco i primi Governi furono Teocratici. Ed ogni picciola regione aveva il suo Governo Teocratico, ed il Senato che era dal Nume regolato coll'Aruspica. In conseguenza due genesi di Viventi; cioè Governanti e Governati: ossia Olimpici e Mortali: ossia Nobili, Patrizii, Divi, o Ricchi...e Popolo, e Poeus, Plevs, o Plebs, idest multitudo. Che i primi abitacoli degli uomini furono le spelonche forate in seno de' monti. E sono i varii laberinti di cui parlano le Favole. Che poi ne' tempi posteriori inventata la calce 'Titanos' in greco, principiarono le città Calcidiche. E gli abitori si dissero Calcidesi e Titani. I Nobili, i Divi seguitarono a vivere isolati da' Titani, abitando ne' sacri delubri, laberinti occulti, ne' sacri boschi, ove profano non poteva trarvi il piede, e ne' Castelli, sovraneggiando la città Calcidiche, Titane, Albe, Argive, Troie... Essendo due le Genesi, gli Olimpici (ossia que' Divi che abitavano ne' Delubri 'Oli-Lampos' tutti illuminati, da cui la voce Olimpo) ritennero i loro antichi parlari Graj, o vetusti, ignoti al popolo. Ed ogni popolo parlava il suo dialetto demotico, ossia popolesco, o vernacolo. I parlari olimpici si dicevano Sacri o Diplomatici,conosciuti in diplomatica convenzione da tutte le Caste-Elie, od Olimpiche, o Patrizie. o Dive. Che nel prisco tutte le Dottrine appartenevano al Sacro, dove le Pizie alunnavano gli Adepti diplomatici, che si dicevano Piziagorici, Pitagorici alla volgare. E questi Pitagorici, Vati, Filosofi, scrivevano, e parlavano con voci sacre, graje, diplomatiche ignote al Geatame che veniva istituito nelle conoscenze de' soli parlari demotici, ossia volgari popoleschi. Quindi tutte le Opere de' Classici e de' Vati greci e latini furono scritte in tali parlari arcani o sacri, ed in cifre diplomatiche conosciute solo dagli Adepti, che i Grammatici vernacoli ne hanno formate abbreviature di voci. Poichè finirono tali Governi teocratici gentileschi; poichè la Barbaria Nortica ne invase; poichè finirono le Pizie a più istituire gli Adepti nella scuola de' parlari arcanio diplomatici; poichè i libri furono nella maggior parte distrutti, ed i Gentili ancora, che ne conoscevano i parlari; poichè la Barbaria trionfante ne ridusse a far dimenticare anche le lettere volgari, poichè...tempi di lutto, di barbaria oscena... principiò una nuova era; principiarono le lettere, ma quali scuole? Le Grammaticali, le Volgari, le Vernacole... E siamo al secolo volgare. Il volgare nella insipienza de' parlari grai, arcani, diplomatici principiò a volere interpretare i Vati greci e latini ed i classici. E tutto stornò a favoleglia, a bessaggine, a mancanza di senso comune. Prova di ciò: il Geronta ha dato traduzione alla Vita del Romolo di Plutarco in versione italiana. Si ha il testo tutto insentenze diviso. E ad ogni sentenza la versione la più accreditata di Girolamo Pompei, e la sua a riscontro. In dove si vede che fra le due traduzioni non vi è il menomo pensiero in comune, neanche per la minima accessione. Si vede che Pompei spesso ne salta sentenze testuali lunghissime, a cui non ha potuto darvi significato. Si vede descritta una favolaccia mancante di senso comune. Inversioni di voci. Una storia che non ha capo nè coda. Nella versione del Geronta si legge la origine del Governo teocratico di Roma sotto il simbolo del Romolo. Sotto il simbolo del Remo il Senato. Sotto il simbolo dell'Amulio l'Oracolo, dell'Aca Larenzias i Patrii Lari...; del Numitore il Magistrato Capitale...si vede come ebbe incremento fra le Grotte del Caco... Si vede la Nave d'Enea, ossia il Senato tempestato dalle fazioni civili...Comed ecadde la Repubblica, e fu invasa dalla Forza... Ogni sentenza di Plutarco tradotta dal Geronta è un Sole in letteratura, che fa luce nelle tenebre delle dottrine volgari in cui è la Letteratura europea. Oltre di ciò il Geronta ha dato finora XXVI diversi articoli in tanti diversi fogli. Ha provato col contesto d'infiniti Classici greci e latini tutti da lui tradotti col testo a fronte: che tutta l'Italia prima viveva all'Ellena, ossia nel Lazio, o Latente Delubrio, od Umbrio di un vasto laberinto, che tutto si comunicava fra le arcane latebre, o Talassie, che Mari dicono i gramamtici. Laberinto Italico tutto diviso, e suddiviso nelle così dette Fosse Filistinie, non mai da profani grammatici conosciute. Ho dato il topico dell'arcana Cuma, metropoli di Europa, nell'antico Teocratico Sibillitico. Il topico dell'arcana Roma, e dell'arcana Palepoli. Il fasto di Leonida alle Termopoli. Il giuramento che diede Ippocrate, con cui giurò di nulla svelare degli arcani della medicina epidaurica, che apprendeva, diversa dall'empirica, che s'insegnava `a volgari, e le leggi d'Ippocrate. Ha dimostrato come la luce di giorno che la strada Appia era arcana da Roma a Brindisi. E che ne' salti arcani di questa strada alle così dette Forche Claudine, ossia locali chiusi, vennero in due cunicoli i Romani chiusi da pochi Sanniti, e vi soggiacquero al giogo. Ho provato che la così detta Barca di Enea, era l'Antro Bovario, dove era ilSenato. Ho provato che il celebre Cippo di Nola scritto in caratteri etruschi invece di contenere talune pocaglie, giusta le versioni di Gori e Passeri, contiene invece un grande tratto di storia patria, quando il Vesuvio nell'Olimpiade ottuagesima, ossia cinque secoli prima dell'Era volgare sommerse Ercolano colle sue masse bituminose, e per ordine di Cuma le antiche arti di Avella e Nola diedero soccorso agli Ercolani, e gli riceverono in municipio assegnando ad essi duomo, e territorii. Ho dimostrato che la Calcidica Pompei aveva la sua eumachia, che imperava tanto sulle caste pubbliche, che sulle caste Fyllenie, o Fullonie arcane in Crypta, di cui i volgari scrittori ne hanno formato di queste Fullonie lavandaie, che davano il bucato ai perizomi de' Sacerdoti. Insomma è questa un'opera gigantesca che porta un distorno generale in tutte le dottrine europee. Ed ha dimostrato i cunicoli arcani, per dove Annibale transitò con i suoi elefanti turriti, che per la disposizione organica loro non potevano salire sopra i gioghi delle Alpi. E questo cunicolo, o forcida si diceva il salto dell'Ercole Grajo…Sono sotto al torchio tre Trattati. Col primo proverà che la prima egloga di Virgilio contiene uno de' tristi dell'esule Virgilio, che fu condannato all'eterna interdizione dell'acqua e del fuoco, per avere nel libro VI dell'Eneide svelato gli arcani dell'arcana Cuma ad Ottavio. Darà il testo, la versione della Rue in mancanza di senso comune, e di sintassi. E la sua dopo uno spicileggio filosofico sopra tutte le voci testuali, che la maggior parte sono greche, e che i vernacoli grammatici l'hanno acchiappate per latine. Nel secondo Trattato darà la descrizione dell'Ocifon, che Cholera Morbus (*)hanno detto i grammatici: e dimostrerà con Areteo, Ippocrate, Platone, ed altri classici, che i medici attuali europei non hanno saputo nulla conoscere del suo sincopatico come agisce. E metterà le traduzioni volgari date a tali testualità, affinchè la letteratura europea a lumi chiari possa conoscere in quale stato di volgaraglia viviamo ancora. Nel terzo Trattato, darà infinite sentenze di classici greci, per provare che l'attuale medicina è di sistemi empirici, che si distruggono a vicenda. E fino a quando non apprenderà la dottrina d'interpretare i classici ne' parlari diplomatici in cui sono scritti, e cifre che bisogna interpretarle in ideografia a' termini delle scienze Palladie, che darà il Geronta, l'Europa, non avrà medicina di scienza, ma Empirismo. Il lavoro del Geronta è continuo, e periodico. E tutto mena per interpretare i Classici a diverso modo del come finora sono stati in grammatica interpelati, che adontano il senso comune, e la filosofia.” (Cfr. sito) - (*) [n.d.r.] - In proposito si segnalano alcuni versi di D. Bocchini presenti in una antologia letteraria in memoria delle sorelle De Meis vittime del Colera nel 1837.; figlie di Francesco Paolo De Meis docente di filosofia e matematica all`Università di Napoli : "Componimenti in morte delle quattro sorelle De Meis vittime del colera nel 1837." - Napoli, da Raffaele de Stefano e socii, 1838. Sul Cholera-Morbus ,l`Ocifon-Sincope si veda Giustiniano Lebano, prosecutore dell`opera letteraria di Domenico Bocchini. |
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(9) "LA SAPIENZA NUOVA", ossia il Mistero delle Sirene svelato, di Domenico Bocchini Avvocato in Salerno, principiato il 7 Maggio 1816 a Napoli e terminato il 13 Giugno 1822 in Salerno. Dedicato a S. M.: il 10 Sett. 1822; decretata la dedica il 14 Sett. 1822. Presentato, e spedito in Verona il manoscritto il 5 Nov. 1822. Dopo il titolo del libro il Bocchini
scrive:
chi tre volte non legge il libro mio, |
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Il Capitolo Primo ha come intestazione la seguente
scritta:La SAPIENZA NUOVA ossia l'Amistologo Cimmerio nel Tumulo della Partenope
Sirena.Felix qui potuit rerum cognoscere causas.... Virgilio: Georg. 1 - 2 - v. 490. Principia con: Non v'ha Scrittore delle cose di Napoli, di Cuma e di Pozzuoli...Aggiunte e correzioni numerose si notano nei diversi manoscritti della medesima opera.Per la sua prima pubblicazione si servì di un Amico per annunciarne la uscita e per la riservata privata vendita, in tal modo espressa, modificandone il titolo:Sotto i torchi — LA SAPIENZA ARCANA — in tre volumi in ottavo.Vendibili in casa dell'autore Vico Minutoli a S. Maria degli Angioli alle croci n° 14, e presso i principali librari della Capitale.Nelle successive Edizioni, il Bocchini dandone altre versioni, che si discostavano da quella iniziale per aggiunte e modifiche, dette titoli diversi: nella II IL GERME DELLE SCIENZE, ossia l'Urbe delle Sirene Partenopee; nella III DELLA SAPIENZA DEGLI ARCANI VETUSTI. (All.to n° 71) - fonte : Ugo Cisaria "2° Codicillo parte 6°" pubblicato : 07/07/06 |
| - Archivio Cisaria - fram. manoscritti di D.Bocchini : "Del Sacerdozio " - "Il vero della Patria di Omero" in [All. 70] al " 2° Codicillo parte 6° " pubblicato .07/07/06 |
| - Archivio. Cisaria - fram. manoscritto di D. Bocchini :"La sapienza Nuova,ossia il mistero delle Sirene Svelato" in [All.71] al "2° Codicillo parte 6°" pubblicato : 07/07/06 |
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(10)- Revue encyclopédique
- Analyse Raisonee des Productions les plus Remarquables dans les
scienties,les arts industriels,la litterature et les beaux-arts - Tomo XXXIX.
Paris Juillet 1828 pag.517: - Du 11 aoùt - .M. DOMINICO
BOCCHINI, avocat à Naples,
écrit à l'Académie pour lui transmettre une dissertation philosophique et historique sur les sirènes. Celte pièce sera présentée |
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- Potrebbe essere un` ipotesi plausibile che
il letterato inglese Edward Bulwer Lytton, nel romanzo "Zanoni ",si sia ispirato alla figura storica di D. Bocchini per descrivere il personaggio di Gaetano Pisani;il vecchio eccentrico maestro e compositore di musica ,padre della "Rosa" Viola… Riportiamo la parte iniziale del primo capitolo del romazo "Zanoni" (London 1° Ediz. 1842 - 2° Ediz. 1858) di Bulwer ( Versione Italiana :Ediz. Bocca 1945 - trad. F.Cusani - [ note bibliografiche ] ) : "Nell`ultima metà del secolo scorso viveva in Napoli un valente artista di nome Gaetano Pisani,musicista di genio,ma non di popolare rinomanza,perchè eravi in tutte le sue composizioni qualche cosa di capriccioso e fantastico non gradito ai dilettanti napoletani.Egli andava pazzo per i soggetti non familiari,nei quali introduceva arie e sinfonie eccitanti una specie di terrore negli ascoltatori.Il titolo delle sue composizioni manoscritte varrà a indicarne l`indole: Il Banchetto delle Arpie - Le Streghe di Benevento - La discesa d`Orfeo fra le Ombre - Il Mal Occhio - Le Eumenidi,e molte altre,che palesavano un`immagine potente,desiderosa del terribile e del soprannaturale,ma spesso ingentilita da un`area e delicata fantasia,con passaggi di graziale bellezza squisita. È vero che Gaetano Pisani,nello scegliere i soggetti dall`antica mitologia era più fedele dei suoi contemporanei all`antica origine ed al genio primitivo dell`opera italiana.Questa,che discende,quantunque snervata,dalla originaria unione fra il canto e il dramma,allorchè dopo un lungo periodo di oscurità e di avvilimento ricuperò lo scettro,benchè più pomposo,lungo le sponde dell`Arno etrusco,o tra le venete lagune,trascelsele sue prime ispirazioni tra le classiche sorgenti delle leggende pagane".......Pisani aveva composti altri pezzi di musica di maggior importanza e fra questi un`opera non pubblicata,nè forse pubblicabile: La Sirena.Codesto spartito,sogno della sua gioventù,e lavoro della virilità,non cessava di occuparlo.....“ Da quanto è scritto,quindi, possiamo dedurre le seguenti probabili ragioni : |
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Bibliografia |
| - Revue encyclopédique - Analyse Raisonee des Productions les plus Remarquables dans les scienties,les arts industriels,la litterature et les beaux-arts - Tomo XXXIX. Paris Juillet 1828 |
| - "The New Monthly Magazine and Literary Journal" n.s. v.27 London 1829 |
| - Ferdinando de Mattheis - "Ritratto di Geronta Sebezio " Litogr. Pòtel, [1830/40] - 61x46 cm (Ritratto a mezzo busto di prospetto di Domenico Bocchini che regge un'epigrafe.) |
| - Bibliografia italiana: ossia, Elenco generale delle opere d'ogni specie e d'ogni lingua stampate... " Stella - Milano 1836 |
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- Il Geronta smascherato ;polemica in difesa dell`odierna scienza medica avverso i numeri XII e XIV del giornale intitolato Gli Arcani gentileschi svelati dal Geronta Sebezio"di Giacinto Felzani,dottore in medicina e chirurgia - Napoli,dalla tipografia di Luigi Banzoli,1836 |
| - Camillo Minieri Riccio - " Memorie storiche degli scrittori nati nel Regno di Napoli" Napoli 1844 - Tip. dell`Aquila di V. Puzziello. |
| - Luigi Cicconi, Pier Angelo Fiorentino - "Museo scientifico, letterario ed artistico..." Anno VIII Stab. Tip. A. Fontana Torino 1846 |
| - Pasquale Altavilla : Prefazione "Li Fanatece pe lo Giaronta
Sebezio" in " Teatro
comico napoletano
"5 voll. |
| - P. Calà Ulloa “Pensèes et souvenirs sar la literature contemporaine da Royanme de Naples” - Genève 1858 |
| - Catalogo Di Mss. Della Biblioteca" di Camillo Minieri Riccio Detken – Napoli 1868 |
| - R. Petra Marchese di Caccavone "Raccolta di Epigrammi" Napoli Casella 1894 |
| - A. Genoino "Profilo del Marchese di Caccavone.(1798-1873) "Epigrammi; a Domenico Bocchini... - Milano, Albrighi & Segati; 1924 |
| - Richard Lepsius " Inscriptiones umbricae et oscae: quotquot adhuc repertae sunt omnes" - Lipsiae 1841 - Postad apud Georgium Wigand |
| - Theodor Mommsen - "Die unteritalischen Dialekte " - 1850 - Georg Wigand`s verlag - Leipzig,1850 |
|
- Emil Weller " Index pseudonymorum: Wörterbuch der pseudonymen; oder, Verzeichniss aller autoren, die sich... "- Leipzig 1856 Verlag von Falcke & Rössler |
| - Giuseppe Gabrieli, Angelo Silvagni " Elenco alfabetico delle pubblicazioni periodiche esistenti nelle biblioteche di Roma e relative a... " - Pontificio Istituto Biblico 1914 |
| - Alessandro Cutolo "Il Decurionato di Napoli,1807-1861" A cura del Comune di Napoli. - Napoli, I.T.E.A., 1932 |
| - Benedetto Croce, Fausto Nicolini "Bibliografia Vichiana" - Napoli R. Ricciardi 1947 |
| - Francesco Flora "La Rassegna d'Italia" –Gentile 1949 |
| - A. Allocati "Le carte dell'archivio privato Tommasi depositate nell'Archivio di Stato di Napoli", in RAS, XX (1960)[att. politica 1818/1832] |
| - Archivio Tommasi - "D. Domenico Bocchini per osservare le Catacombe di Napoli" Napoli 1827 |
| - Benedetto Croce " Aneddoti di varia letteratura " - Laterza 1953 |
| - Edmondo Cione " Napoli romantica 1830 - 1848" - Ed. Morano. Napoli 1957 |
| - Rassegna storica del Risorgimento : organo della Società nazionale per la storia del Risorgimento italiano. Città di Castello : S. Lapi, 1962 |
| - Mario B. Mignone" Il teatro di Eduardo De Filippo: critica sociale" - Trevi 1974 |
| - Salvatore Di Giacomo, Elena Croce, Lanfranco Orsini "Poesie e prose" - A. Mondadori 1977 |
| - Vittorio Viviani "Storia del teatro napoletano". - Guida editori Napoli 1969 |
| - A. Palatucci "Tutto Caccavone" La Nuova cultura editrice Napoli 1980 |
| - Annamaria Sapienza "La parodia dell'opera lirica a Napoli nell'Ottocento" - Lettere italiane 1988 |
| - Annalisa Franchi De Bellis :" Il Cippo Abellano "- Ediz. Quattro Venti 1988 |
| - G. Galtier "Maconnerie Egyptienne,Rose-Croix et Nè Chevallerie." Editions du Rocher, Monaco 1989 |
| - Domenico Lanna - "Frammenti storici di Caivano" ristampa a cura del Comune di Caivano Assessorato alla Cultura marzo 1997 |
| - Massimo Introvigne " Il Cappello del Mago" - Sugarco Editore - Milano 1990 |
| - Chiron "Considerazioni sull'Esoterismo dei Classici Antichi" in Aletheia, Quaderno di Studi Tradizionali e Dottrine Palladie (N.1- MMDCCXLVII a.V.C., Marsala-21 marzo 1994) |
| - Elysius "I misteri della scuola di Napoli: Domenico Bocchini" in AA.VV."Politica Romana" n.2 (quaderni dell`Associazione di Studi Tradizionali "Senatus")- Roma 1995 |
| - Elysius,"La Sapienza Palladia" in «Politica Romana» n. 4 - Roma 1997 |
| - Rivista "Paganitas" n. 1 - 1999 |
| - Michele E. Barraco "Giustiniano Lebano e la Scuola di Napoli - con aggiunto l`inedito Delle Sirene" Libreria Editrice "Letture S...consigliate" Nove (Vi) 1999 |
| - Dalila Ascoli - Profilo storico del giornalismo salernitano dalle origini all'unità - Laveglia -Salerno 2000 |
| - Michele Di Iorio "La vera biografia di Domenico Bocchini (1775-1840)" dattiloscritto - Napoli 2000 |
| - Michele Di Iorio "Historia dell`Ordine Osirideo Egizio Scala di Napoli" dattiloscritto xerografato, Napoli s.d. |
| - G. Maddalena - C. Guzzo - G. Lo Monaco - M. Di Iorio "Sairitis-Hus gli antri,le sirene,la luce,l`ombra - Appunti biografici ermetici della Napoli ottocentesca" 1° Ediz. collana "Alle Radici dell'Ordine Osirideo Egizio", vol. II, La Torcia di Demetra, Brindisi giugno 2000 - Carpe Librum ,Nove (Vi) 2° Ediz. giugno 2001 rivista e accresciuta |
| - Gaetano Lo Monaco " L`Ordine Osirideo Egizio e la trasmissione pitagorica" Carpe Librum 2000 - 2° Ediz. "Quaderni di Adocentyn n°2 " - 2006 |
| - G. Maddalena- C.Guzzo - G. Lo Monaco "Nicodemo Occhiboni - anagrammi e arcani nel linguaggio di Domenico Bocchini pitagorico" Carpe Librum , Nove (VI) 2001 |
| - Carlo Vecchione "Della sapienza Riposta nella letteratura antica seguita da Dante" Napoli 1850 - 1° ristampa Carpe Librum Nove (Vi) g. 2001- Introduzione di G. Lo Monaco - (E-book) |
| - G. Lo Monaco "Edward Bulwer Lytton e l'ambiente iniziatico partenopeo-nilense" in "Atrium" - rivista di studi metafisici e tradizionali - anno VI,n.3 - Trento 2004 |
| - Giuseppe Maddalena Capiferro - Cristian Guzzo-" L´Arcano degli Arcani - Lungo il Nilo dell`Ordine Egizio - Il mito dell`Eterno Ritorno,ovvero la Lampada dall`Ombra delle Piramidi alla luce del Sebeto"- Ed.Rebis Viareggio 2005 |
| - Franco Manganelli - " La cabala nolana.Dialogo sull`"asinità" di Giordano Bruno "- Guida editori Napoli 2005 |
| - Remo Mangialupi " Il Cattivo Zelo,Il Virgilio e il segreto dell`Eneide" 2006 : e-book |
- Gianfranco De Santis "Geronta Sabezio" : Convegno : Dai Misteri dell'antico Egitto alle correnti filosofico-ermetiche nella Napoli dei secoli dal XVIII al XX " aprile 2006 - ERASMO notizie - Bollettino del G.O.I.Anno VII - Numero 9-10 -15-31 Maggio 2006 : Convegno ermetismo e Massoneria |
| - Ugo Cisaria - "2° Codicillo parte 6°" pubblicato il 07/07/06 |
| - John Anthony Davis "Naples and Napoleon: Southern Italy and the European Revolutions, 1780-1860" - Oxford University Press 2006 |
| - Elysius - "La Sapienza degli Arcani Vetusti" in Politica Romana n. 7, Quaderni dell`Associazione di Studi Tradizionali "Senatus" - Roma 2007 |
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Disegno della copertina del giornale "Geronta Sebezio" di Domenico Bocchini |
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ULTIMO AGGIORNAMENTO 08 - XII - 2007 |
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[ inserito il 31 - 10 - 2007 e.v.] |
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