stai visitando "un raggio di soul" ... and it's too late to turn back now ! 

C u r t i s    M a y f i e l d

" Falsetto ??  Come Pino Daniele allora !  Ehm .. più o meno ........"

 

Curtis Mayfield nasce il 3 Giugno 1942 a Chicago da una famiglia che, dopo molti traslochi, si era stabilita nella zona nord di Chicago, nel tristemente noto quartiere "Cabrini - Green" (abbreviazione ddi Green Park), un'area molto povera ed abitata per oltre il novanta per cento da famiglie di colore.   L'infanzia di Curtis è piuttosto difficile, dal momento che le insidie di quel quartiere sono aggravate, per lui, dal fatto di crescere senza l'appoggio della figura paterna (che fa perdere le sue tracce dopo la nascita del quinto figlio), ben rimpiazzata, comunque, dalla energica nonna, Anne Belle Mayfield (madre del fuggiasco) e dalla mamma Marion.

La musica gli entra nell'anima già da piccolo, se è vero che a sette anni viene reclutato dai "The Northern Jubilee Gospel Singers", il gruppo gospel dei cugini che si esibisce ogni Domenica alla "Traveling Soul Spiritual Church", dove la nonna di Curtis collabora allo svolgimento delle celebrazioni.  Di quel gruppo gospel fa parte - oltre ai cugini Sam, Tommy e Charles - anche un bambino di belle speranze : Jerry Butler.  "Non c'è stato, per me, un momento in cui ho detto "Bene, ora inizierò ad occuparmi di musica !". L'amore per la musica è nato in modo del tutto naturale, e si è sviluppato stando vicino a persone che per me erano una costante ispirazione.  Sono cresciuto ascoltando la radio ed ascoltavo un pò di tutto; naturalmente vivendo a Chicago - che all'epoca era conosciuta come "la città del blues" - mi capitava di sentire più spesso artisti come Little Walter. Oltre alla radio, c'erano i dischi di musica sinfonica di mia madre e tanto tanto gospel che ascoltavo quando ero in chiesa con mia nonna".

L'adolescenza è caratterizzata da un avvenimento a prima vista secondario, ma in realtà basilare : il cugino ritorna, nel 1954,  dal servizio militare portando a casa una chitarra, che però è presto costretto - per motivi di lavoro - a lasciare in un angolo della camera per gran parte del giorno.  Quell'oggetto stimola immediatamente la fantasia del dodicenne Curtis che inizia a studiarlo da lontano, finchè un giorno imbraccia la chitarra e inizia a strimpellare qualche nota.    Impegnandosi giorno dopo giorno, presto iniziano ad arrivare i primi risultati : " A quattro anni avevo iniziato a suonare il pianoforte di mia nonna e - sempre da autodidatta -  riuscivo a strimpellare al piano quei brani di boogie-woogie che ascoltavo alla radio.  Poi arrivò la chitarra a casa di mia zia e notai subito come suonarla fosse più divertente".  Il primo problema legato alla chitarra è, però, quello di accordarla. Autodidatta per vocazione, Curtis non si perde d'animo e risolve a modo suo il problema "Quando finalmente i miei zii me la regalarono, io iniziai a strimpellarla, ma mi sembrava che non fosse accordata. Così io iniziai ad accordarla a modo mio, rifacendomi ai tasti neri del pianoforte . Non ho mai più cambiato questo metodo : mi veniva naturale - non ho mai preso una sola lezione di chitarra - ed in più avevo il vantaggio che chiunque avesse preso la mia chitarra non avrebbe potuto suonarla"  Quello strumento lo avvince : tutta la sua adolescenza è segnata dalla passione per la chitarra ("Per un certo periodo ci andavo anche a dormire; la mettevo sotto le coperte con me") tanto che presto abbandona gli studi per seguire la vocazione di musicista.   La giustificazione che porta per il fatto di aver lasciato la scuola è da premio Oscar :"Io, sin da bambino, mi sono sempre impegnato per fare lo scienziato (!), ma poi ho pensato : "Le scoperte degli scienziati non vengono riconosciute pubblicamente se non dopo duecento anni dalla loro morte ... così ho rinunciato a fare lo scienziato e ho iniziato a suonare". 

Durante gli anni della scuola non mancano le esperienze musicali in piccoli gruppi di amici : fa parte degli "Alphatones"  ("Eravamo tre compagni di classe : io, Al Boyce e Dallas Dickerson")  fino all'età di sedici anni,  quando l'amico d'infanzia Jerry Butler inizia ad insistere affinchè si unisca al suo gruppo, "The Roosters"

 

Il gruppo dei "The Roosters" era nato nel 1956 a Chattanooga per opera di Sam Gooden, Emanuel Thomas, Fred Cash e dei due fratelli Brooks, Richard e Arthur.    Poi nel 1957 Sam Gooden e i due fratelli Brooks si erano trasferiti a Chicago in cerca di fortuna nel mondo dello spettacolo, e a loro si era unito Jerry Butler.   E' il 1958 quando Butler comincia a "sponsorizzare" l'entrata nel gruppo di Curtis "Dopo qualche tempo che suonavamo insieme, capii che avevamo bisogno di due cose : un nuovo chitarrista e qualcuno che avesse la capacità di comporre nuove melodie : pensavo che Curtis, da solo, avrebbe soddisfatto queste necessità".   

Dopo un "corteggiamento" di tre settimane ("Jerry non la faceva più finita, mi martellò per tre settimane. Io non avevo niente contro il suo gruppo, ma mi dispiaceva lasciare gli "Alphatones". Alla fine, dopo aver parlato con i ragazzi, accettai") Curtis Mayfield accetta di entrare nel gruppo, che nel frattempo ha assunto come manager il "potente" Eddie Thomas, e cambiato nome in "The Impressions".

      

Foto-tessera di Mayfield.  La copertina di "Keep on pushing" con gustoso doppio senso (Curtis è l'ultimo)    

  

 

Il primi lavori dei "The Impressions" sono datati 1958 : compongono una manciata di nuove canzoni, tra cui spicca "For your precious love", ed inizia la ricerca di una casa discografica che pubblichi quei brani. "Uno di noi, non mi ricordo chi, trovò sull'elenco il numero della "Chess Records" e riuscì ad ottenere un appuntamento. Il giorno che ci presentammo alla sede della "Chess" c'era un metro e mezzo di neve (per la precisione "five feet". Chicago, per gli scarsi in geografia, è al confine con il Canada). Noi bussammo alla porta, pensando ci fossero alcuni segretari, ma non ci rispose nessuno.  Eravamo sconsolati quando dall'altra parte della strada cosa notammo ? Incredibile ! La scritta "Vee-Jay Records".  Attraversammo la strada, trascinando in spalla gli strumenti e gli amplificatori per non farli cadere nella neve, e trovammo negli uffici Ewart Abner e Calvin Carter.  Doveva essere un week-end o qualche festività perchè c'erano solo loro due e nessuno altro.  Eseguimmo, allora, "For your precious love" suonando sulle scale, e tutto andò bene : a Calvin Carter piacque così tanto che una settimana dopo eravamo già nello studio di registrazione (In particolare il brano è stato pubblicato dalla Abner / Falcon, sempre legata alla Vee-Jay)".

E' l'estate del 1958 quando il brano raggiunge le classifiche, arrivando addirittura al numero 3 della "R&B chart" e al numero 11 della "Pop chart", dal momento che il pezzo ha la particolarità di essere tra i primi ad offrire un suono r&b con chiare influenze gospel, inaugurando, così, la stagione del primo soul.    Ma quel gruppo tanto promettente presto sbanda : la "Vee-Jay Records", infatti, presenta i successivi brani sotto il nome "Jerry Butler & The Impressions" facendo risaltare la figura del cantante principale e scatenando tensioni all'interno del quintetto.  E solo pochi mesi dopo quel successo, come prevedibile, si ha la rottura : Jerry Butler intraprende una carriera da solista ed il gruppo si scioglie temporaneamente dopo un paio di singoli non fortunati.  Corre il 1959.

Curtis Mayfield decide, allora, di continuare la propria carriera musicale seguitando a fare il chiatrrista, e soprattutto il compositore, per Jerry Butler.    Proprio Curtis, infatti, scrive per l'amico il suo primo vero successo "He will break your heart" e lo accompagna in numerosissime serate in giro per tutti gli Stati Uniti.  Mayfield lavora così tanto che in qualche mese riesce a mettere da parte la considerevole cifra di 1000 dollari; cifra che decide di investire producendo proprie canzoni.

Riunisce, così, "The Impressions", chiamando nel gruppo anche Fred Cash (che era stato uno dei fondatori del gruppo ai tempi di Chattanooga) e insieme a loro si dirige a New York - negli studi della "ABC Paramount" - per registrare vecchi brani, iniziati in gioventù e completati durante il tour con Butler. Tra gli altri spicca il brano latineggiante "Gypsy woman". "Scrissi il testo della canzone guardando un film western, e cercando di descrivere lo stereotipo della donna che, con suo marito, parte da lontano in carovana e va a cercare fortuna ad Ovest. Soprattutto l'immagine della donna che balla di notte illuminata dal fuoco dell'accampamento mi sembrava molto evocativa e m'ha ispirato l'idea della gypsy woman

Nel 1962 i fratelli Brooks abbandonano la scena, lasciando il gruppo un terzetto (Gooden / Cash e Mayfield). La cosa non spaventa Curtis "In quel periodo facevano successo anche altri terzetti, tra tutti gli O'Jays, e si stava inaugurando una nuova concezione di "gruppo".  Imparammo presto che le stesse cose che facevamo in cinque le potevamo fare anche in tre, senza rinunciare all'accompagnamento vocale in sottofondo".e la formazione si organizza così : in primo piano il falsetto di Curtis, alle sue spalle l'accompagnamento su toni bassi, tipicamente gospel, degli altri due.  A completare il tutto, si unisce - nello studio di registrazione - le percussioni ed i fiati diretti da Jahnny Pate.

La "nuova" formazione continua a battere la strada del successo (1 posto nella "R&B chart") anche nel 1963, quando viene incisa "It's all right", una canzone che nasce quasi per caso. "Il brano me l'ha ispirato Fred Cash, mentre eravamo in tour a Nashville, in Tennessee. Era una notte molto calda e avevamo appena terminato la nostra prima apparizione;  visto che la seconda era programmata per un'ora dopo, decidemmo di uscire a prendere una boccata d'aria. Ci sedemmo nella nostra station-wagon ed io cominciai a parlare del futuro e dei progetti che avevo in mente.  Ad ogni mia proposta Fred rispondeva "Well, all right" "That's all right" "Yes, all right" . Quelle parole mi rimasero talmente impresse nella mente che prima di salire sul palco per la seconda volta io avevo già abbozzato, su un foglio, due terzi della canzone "It's all right". 

 

Il gruppo è sulla cresta dell'onda : ha già due album di successo ("The Impressions" - omonimo- e "The never ending Impressions") e vari singoli, quando Mayfield, la mente del trio, decide di dare una svolta ai propri testi : abbandona i motivi spensierati ed inizia ad affrontare nelle canzoni i più scottanti temi sociali.  Abbraccia, in particolare, la causa del "black pride", iniziando a denunciare il razzismo ed i pregiudizi a cui è sottoposta la comunità nera americana e diventando il primo cantante "pop" a parlare di giustizia ed uguaglianza sociale.

La Seconda Guerra Mondiale, d'altra parte, aveva segnato un profondo cambiamento di coscienza per la comunità nera : molti afro-americani avevano sperato che la loro massiccia partecipazione a quelle fondamentali operazioni militari avrebbero prodotto un naturale senso di riconoscenza e l'avvio di un miglioramento sociale. Nei primi anni Cinquanta c'erano stati, infatti, i primi neri chiamati a ricoprire cariche pubbliche (fatto mai successo nella storia degli Stati Uniti) e diversi soldati erano diventati ufficiali : al di là di questi sporadici episodi, però, l'atmosfera non era cambiata e le grandi speranze dei neri d'America erano presto state disattese, dal momento che la società statunitense sembrava non voler concedere ai "New Negroes" (così venivano chiamati) una vera e propria condizione di parità.  In particolare la Chicago dei primi anni Sessanta - quella in cui operava Curtis Mayfield - era una delle roccaforti della lotta per i diritti civili; crogiolo di sentimenti e di attivismo politico : un posto, insomma, dove le tensioni venivano percepite più direttamente che altrove.   Proprio per questo, quindi, gli artisti di quella zona - a differenza di quelli della "Motown", che, come politica interna, si era riproposta di non toccare temi politici attuali - erano in gran parte impegnati nella "black revolution".

Curtis, coinvolto più di tutti in questa battaglia, stravolge la sua fama di tranquillo compositore di ballate e assume toni da militante politico.  Gli esordi - rispetto alla produzione successiva - non sono dirompenti, anche se "Keep on pushing" (1964) presenta già un testo piuttosto deciso (..What's that I see ?  /  A great big stone wall  /  Stands there ahead of me  /  But I've got my pride  /  and I'll move the wall aside  /  and keep on pushing ). Il brano fa subito breccia nei sentimenti dei giovani neri, tanto che "Keep on pushing" diventa un vero e proprio inno, cantato in molte manifestazioni anti-razzismo, nonchè nella famosa marcia verso la prigione dove è rinchiuso Bob Moses, il rappresentante degli attivisti per i diritti civili. ""Keep on pushing" non era altro che un classico gospel a cui ho cambiato parte del testo (ed infatti il ritornello del brano ripete più volte "Alleluja, Alleluja") Invece di dire "God gave me my strenght", io ho messo "I've got my strenght and It don't make no sense not to keep on pushing"    

      

 

   

Gli anni successivi lo consacrato come vera e propria voce della rivolta afro-americana : sembra lontano anni-luce il periodo del suo esordio e delle canzonette composte alla "OKeh" per Major Lance ("Monkey Time")  e Walter Jackson.  La strada dell'impegno non viene abbandonata ("Sento che il mio compito è non solo quello di divertire, ma anche quello di educare le coscienze") e nel 1965 i "The Impressions" presentano al pubblico "People get ready", ovvero due minuti e trentotto secondi di pura esortazione alle coscienze al fine di non abbandonare il cammino verso la completa parità dei diritti. 

Anche questo brano presenta un testo con forti richiami a passi biblici e dalle chiare influenze gospel; lo stesso Mayfield ammetterà che le varie strofe non sono altro che diversi passi di scritture sacre o di sermoni, ben amalgamati insieme. "Io non ho mai detto nelle mie canzoni che qualcuno debba spaccare la testa di qualcun altro : non c'erano slogan diretti o imposizioni per gli ascoltatori.  Io mi preoccupo, più che altro, di tirar fuori spunti interessanti e il più ampi possibile : i miei brani devono essere come un buffet, dove ognuno si accosta e prende quello che vuole". Il buffet rappresentato da "People get ready" è il seguente "People get ready, there's a train a coming  /  You don't need no baggage, You just get on board  /  |...| there ain't no room for the hopeless sinner / who would hurt all mankind, just to save his own  /  believe me now  /  have pity on those whose chances grow thinner  /  for there's no hiding place  /  again the kingdom's throne ".

La figura di "predicatore" che i mass-media gli disegnano addosso sembra piacere a Mayfield, che non rinnega niente della propria produzione, ma ,anzi, la incrementa e la giustifica "I miei pezzi erano proprio la cosa che mancava nelle radio. In tutte le stazioni si sentivano canzoni che raccontavano storielle d'amore, ma mai niente che parlasse di quanta rabbia si stesse accumulando nei quartieri neri delle principali metropoli.  Camminando per la strada vedevo sì coppiette innamorate, ma vedevo anche miei amici che dovevano sopportare pesanti frustrazioni e pregiudizi. E che volevano cambiare quello stato di cose"  E puntuale arriva un ulteriore brano diretto ai fratelli colored : è il Gennaio del 1968 quando esce "We're a winner", brano che anticipa di qualche mese il clamoroso gesto di protesta durante la premiazione dei 200 metri alle Olimpiadi di Città del Messico, quando i due atleti neri Tommie Smith e John Carlos (rispettivamente primo e terzo) salgono sul podio alzando il pugno sinistro in segno di protesta.

Il clima diventa "infuocato", ma Curtis Mayfield non si tira indietro. Sia in "We're a winner" ("never let anybody say: /  "You can't make it !"  /  ...We're moving up ), che negli altri brani non viene mai meno lo spirito di ribellione, i riferimenti alle sacre scritture e gli agganci ai discorsi di Martin Luther King.  Anche il look diventa "battagliero" : "Non ho mai rifiutato l'etichetta di "attivista", perchè, in effetti, mi battevo giorno per giorno in vista di un futuro migliore. Era tempo di svegliarsi e volevo che tutti lo capissero. Gli stessi baschi militari di colore nero che indossavo erano un sostegno alle "Black Panthers" . Non di meno il "kufi" (cuffia "rasta") rappresentava la mia "blackness".  La posizione di Mayfield è talmente chiara e dura che molte radio americane - anche tra quelle che trasmettono musica nera - si rifiutano di far passare i suoi pezzi, nel timore di perdere gli ascoltatori bianchi.

 

Dal 1966, comunque, Mayfield aveva anche deciso di mettere a frutto la propria inesausta vena ispiratrice, componendo e producendo canzoni per gruppi emergenti.  Era nata, così, la "Mayfield Records" (che aveva lanciato il girl-group  "The Fascinations") e la etichetta "Windy City Records" (che aveva pubblicato i lavori del gruppo "The Five Stairsteps").    Dopo qualche anno, però, Curtis prende coraggio e abbandona questi piccoli (e neanche troppo redditizi) progetti per fondare una grande e nuova casa discografica : con la collaborazione di Eddie Thomas nasce la "Curtom" (dove il nome è formato dall'unione delle iniziali CUR (Curtis) e TOM (Thomas).

Tra i primi album prodotti dalla "Curtom" c'è subito un lavoro dei "The Impressions", cioè "Fool for You" che scala le classifiche, così come fanno i successivi singoli, che battono ancora la strada della protesta sociale : "This is my country" (che dichiara come la comunità afro-americana abbia pieno diritto di vivere negli Stati Uniti da protagonista, avendo contribuito in modo notevole alla crescita del Paese) e  "Choice of colors" (dove si dice che il colore, in un individuo, è l'ultima cosa da esaminare).

La politica della "Curtom" è semplice "Noi davamo a tutti gli aritsti la possibilità di giocarsi le proprie chances, senza pretendere di piegarli alle leggi di mercato.  Chiunque avesse avuto idee valide poteva bussare alla nostra porta e, una volta dentro, avrebbe potuto esprimersi.  Eravamo felici di mettere la nostra esperienza a servizio dei giovani e dare loro consigli per non sbagliare dove noi avevamo sbagliato"

 

   

    

 

Nel 1970 Mayfield inizia una carriera da solista ("In realtà non avevo abbandonato il gruppo, ma ho soltanto smesso di andare in tour.  Per il resto registravamo ancora insieme in studio.  Il progetto "Curtom" era molto importante per me e capii che se volevo far decollare realmente questa etichetta, dovevo dedicare molto più tempo al momento creativo") e pubblica l'album omonimo "Curtis". La risposta della critica è entusiasta : l'album è considerato all'unanimità come un buonissimo lavoro e le vendite confermano la prima impressione ( resta a lungo tra i primi venti).   I temi sono i soliti - e vengono ben esemplificati dal singgolo "(Don't worry) If there's a hell below we're all going to go"  -  si evolve, invece, la musica : la intera produzione di  Mayfield diviene più funky, grazie all'uso di chitarre "wah-wah" e archi. 

Anche il1971 sembra confermare la tendenza : Curtis è un pozzo di idee e tutto quel che tocca diventa oro.  Stavolta fa uscire "Move on up" e, se anche le vendite in America registrano una leggera flessione, esse vengono compensate da quelle effettuate in Inghilterra, dove il brano diventa un classico della scena northern e di gran lunga il più suonato nei club.  Anche stavolta si parla di ostacoli da superare e di lotta da non abbandonare (Ecco, per chi ama cantare, il mitico brano : "Hush my child  /  and don't you cry  /  Your folks might understand you  /  by and by  /  Just move on up  /  to your destination  /  Tough you might find  /  from time to time  /  complications  /  Just move on up  /  and keep on wishing ...)

 

Nel 1972 il successo, per Mayfield, si fa grandioso.  Lo scrittore Philip Fenty dà alle stampe un libro (dal titolo "Superfly") che racconta la storia di un violento spacciatore di periferia e il produttore Sig Shore decide di girare un film ispirato a quel racconto.  Come regista viene scelto il debuttante Gordon Parks Jr,  mentre per la colonna sonora tutti sono d'accordo per farla scrivere da Curtis Mayfield.  Dopo un concerto dello stesso Mayfield a New York - al "Lincoln Center", 1972 -  autore e produttore si catapultano nel camerino del cantante per convincerlo ad accettare la proposta.   Curtis accetta quasi subito, entusiasmato dal tema "Ero stato anch'io nel ghetto e rivedevo in quel racconto la mia giovinezza. Anch'io avevo visto tanti spacciatori che, da ragazzi, ci avevano proposto dei "superfly" (Il temine pare indicasse, negli anni '70, un tipo di droga o qualcosa di simile. Per maggiori delucidazioni rivolgetevi al vostro spacciatore di fiducia n.d.a. )"

Il film esce e suscita immediatamente scalpore : per realizzare il proprio intento di spot anti-droga presenta la vita del ghetto in tutta la sua cruda realtà, mantenendo inalterate sia le scabrose situazioni di vita quotidiana che il linguaggio (frasi che auto-censuro, forse il film dove il termine "fuck" viene usato con più frequenza ).  Il protagonista si chiama "Youngblood Priest" ed è un potente spacciatore nero che coordina una rete di cinquanta collaboratori e che, prima di uscire dal giro, vuole fare un colpo sensazionale : comprare una partita di cocaina per 300.000 dollari e rivenderla per un milione di dollari. Il tutto in uno scenario di corruzione, violenza e degrado morale mai visto prima.    Mayfield accompagna le scene con una colonna sonora d'eccezione : tra i brani spiccano "Superfly" (numero 5 R&B chart), "Freddie' dead(numero 2 R&B chart), e "Pusherman" ("Want some coke? Have some weed  /  You know me, I'm your friend  /  Your main boy, thick and thin  / I'm your pusherman").  Il risultato finale è che l'album contenente la colonna sonora resta in vetta per quattro settimane ( in pratica tutto Luglio del 1972, vendendo alla fine un milione e mezzo di copie), mentre il film incassa ai botteghini la straordinaria cifra di 6.400.000 dollari. 

Gli anni Settanta trascorrono con un successo dopo l'altro.  Riescono a vendere con facilità sia gli album dei "The Impressions" (che nel frattempo hanno aggregato alla formazione due nuovi vocalists, Reggie Torian  e  Ralph Johnson) che quelli di Mayfield :"Back to the World" (sul tema dei reduci dal Vietnam) (1973) , "Claudine" (1975),  "There's no place like America today" (1975) e così via fino a "The right combination" (1980), dove duetta con Linda Clifford.

          

        

Un Curtis Mayfield stranamente somigliante al Vescovo Milingo (a sinistra)

Dopo l'incidente, mentre riceve un riconoscimento (sopra)

 

Nel 1990 la fatalità si accanisce contro "the purest falsetto".  Durante un concerto di beneficenza all'aperto, per la fondazione Martin Luther King di New York, il traliccio che sorregge l'illuminazione gli cade addosso, spezzandogli la spina dorsale. 

Il concerto è - ironia della sorte - per beneficenza; tutti gli artisti che si esibiscono lo fanno gratis, anzi qualcuno sostiene la fondazione con offerte di tasca propria.  Sebbene sia il 13 Agosto, però, soffia su Brooklyn un forte vento, tanto che si decide di anticipare l'orario di inizio -  le 19:30 invece che le 20:30 - prima che arrivi il probabile temporale. Curtis sale sul palco per controllare  l'impianto stereofonico e, appurato che è tutto a posto, decide di iniziare subito.  E' da poco iniziata la sua esibizione - circa le 19:40 - quando una raffica più forte delle altre fa crollare un ponteggio.  L'artista rimane immobile a terra, mentre subito, facendosi largo tra la folla, arriva un ambulanza : in quei pochi minuti di irreale silenzio tutti capiscono che è successo qualcosa di grave.  La diagnosi dei medici, infatti, non lascia scampo : Curtis Mayfield è rimasto quadriplegico (cioè impossibilitato a muovere tutti e quattro gli arti ) e dovrà finire i suoi giorni su una sedia a rotelle.

Nonstante tutto non si perde d'animo ("Quello che conta è la testa, il cervello; se è a posto quello, tutto va bene") anche se la malattia lo costringe a rinunciare alla sua grande passione : la chitarra. "Mi manca davvero. ero abituato a suonarla per ore e ore... Anche adesso continuano a venirmi in mente melodie e parole, ed il fatto di non potermi alzare per suonare quello che penso mi rattrista molto.  Tanto per fare un esempio, io, quando ero in tour con il gruppo, restavo sempre in camera a suonare, anche dopo lo spettacolo.  E quando capitava che gli altri volessero uscire o andare a divertirsi, mi lasciavano i loro portafogli ed i documenti : sapevano che io sarei rimasto lì a suonare tutta la notte"

Nel 1994 si sparge la voce che le costosissime cure a cui è sottoposto non gli permettono di continuare a mantenere come prima la famiglia ed i dieci figli (che Curtis ha avuto da tre donne : Helen Williams, sposata nel 1961, Altheida Sims, sposata nel 1964 e Diane Fitzgerald, mai sposata).  Subito gli amici corrono in aiuto e la "Warner Bros Records" registra "All men are brothers - A tribute to Curtis Mayfield" un disco i cui proventi vanno in gran parte alla famiglia dell'artista.  La partecipazione al disco è massiccia e i più grandi nomi non si tirano indietro; ci sono, infatti, tra gli altri : Bruce Springsteen, Eric Clapton, Phil Collins, Whitney Houston B.B. King, Elton John Rod Stewart ed Aretha Franklin.  "Quando l'ho saputo sono scoppiato in lacrime. Questo dimostra come anche nelle tragedie più grandi non bisogna mai perdere la speranza : c'è sempre qualcuno pronto ad aiutarti".

 Con l'aggravarsi della malattia, paradossalmente, arrivano i premi che erano mancati durante la sua "scomoda" carriera : dopo essere entrato nella "Rock&Roll Hall of Fame" nel 1991, come membro dei "The Impressions",  nel 1994 viene nominato " Living Legend",   nel 1995 vince il "Phoenix award for Contribution to human and civil rights" e così via.   Decine e decine di riconoscimenti tra cui anche il misterioso "Colgate / Palmolive Model of  Excellence Award" (i denti più bianchi del ghetto ?)

 

Nel 1996 decide di ritornare in pista per la gioia dei suoi fans e, grazie ad uno sforzo immane ( l'album, infatti, viene registrato una strofa per volta, a causa dei problemi di Mayfield ) fa uscire "New World Order".  Per permettergli di cantare, Curtis viene imbracato ad una macchina che esercita una pressione intermittente sul torace (premendo sul torace, e quindi agendo sui polmoni, per aiutarlo a emettere la voce;  lasciandolo, invece, libero al momento di riprendere fiato) collegata ad un computer che registra le strofe e si ferma automaticamente durante le pause. "L'importante è che sia venuto fuori un buon lavoro, sincero e positivo; poi se è stato registrato tutto insieme, una parola alla volta o una strofa alla volta .. non ha importanza.  E comunque io sono stato sul palco per 36 anni e conosco un sacco di trucchi per cantare in modo decente anche quando si ha poca voce". Il disco riesce molto bene e viene nominato per il "Grammy Award".  Il premio lo vince, alla fine, Eric Clapton che, però, nel discorso di ringraziamento ha parole di elogio per Mayfield, autore - a suo dire - "del miglior album dell'anno".

Nel 1998 a causa di problemi legati al diabete, i medici decidono di amputare la sua gamba destra.   Ormai le condizioni vanno progressivamente peggiorando, tanto che quando - Marzo 1999 - viene introdotto per la seconda volta, ora per la sua produzione da solista, nella "Rock & Roll Hall of Fame" i medici gli impediscono di presenziare alla cerimonia.

 

La situazione crolla Venerdì 24 Dicembre 1999 : Mayfield entra in coma e viene ricoverato d'urgenza al "North Fulton Regional Hospital" di Roswell, in Georgia .   Molti dei figli e la seconda moglie Altheida passano l'intero weekend di Natale ai piedi del letto, mentre fuori dall'ospedale si accumulano - ora dopo ora - mazzi di fiori, candele e foglietti con preghiere.  Stavolta, però, non c'è niente da fare : alle 7:30 di  Domenica 26 Dicembre il portavoce dell'ospedale annuncia che l'artista è venuto meno durante la notte.  Aveva 57 anni. 

L'intero mondo della musica piange a lungo un musicista ed un compositore a cui molti devono qualcosa, tanto che la lista di artisti che hanno attinto ai brani di Curtis Mayfield come fonte di ispirazione (o, più frequentemente, riprendendoli di sana pianta)  è la migliore testimonianza della sua importanza.  Non solo Gene Chandler, Major Lance o Billy Butler devono molto a lui,  ma gli devono qualcosa anche Bob Marley ( in "One Love" riprende "People get ready" : "There ain't no room for the hopeless sinner  /  who would hurt all mankind just to save his own ), Denise Williams ("I'm so proud"), UB40 ("I gotta keep on movin'", En Vogue (Giving him something he can feel) e i moderni Coolio,  Dr. Dre,  Snoop Doggy Dogg,  Ice-T,  Mary J. Blige e D'Angelo (non il mitico Nino, autore di brani immortali come "Il ragazzo della curva B" o "Un Jeans e 'na maglietta",  ma il moderno cantante americano Michael Archer della scuderia EMI ).

Per chi non lo sapesse anche una hit attualissima "Right On" dei Silicone Soul (inizi 2002) è ispirata a un lavoro di Curtis Mayfield, "Right on for the darkness".  Può bastare quest'ultima constatazione per rendere la grandezza del "gentle genius".

indietro

 

1