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Cos'è il Gioco della
Masquerade dal Vivo?

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Cos'è il Gioco Dal Vivo di "Vampiri La Masquerade"?

by ...  Andrea Rinaldi (thanks! ;-)

 E'un esperimento di Laboratorio teatrale, di Gioco e Interpretazione, che sviluppatosi in America, ha da anni preso piede anche in Europa, formando una realtà di piccoli, ma numerosi gruppi, in contatto tra di loro.

Quest’esperienza sviluppa un concetto contemporaneo di che sta tra il gioco, come immedesimazione in una reltà altra e di teatro legato all’interpretazione improvvisata, e al coinvolgimento totale dei partecipanti cercando un’ evoluzione del concetto “living Theatre”. 
Ovvero il tentativo di
annullare la barriera spettatore-attore.
Lo spettacolo è Vissuto non visto.. E il gioco è nel dimenticarsi di giocare

Il risultato? Un Teatro della Mente rappresentato nella Realtà.

Senza nessun palco; chi fruisce della rappresentazione diventa motore e parte integrante della stessa, fino a creare un’atmosfera di totale coinvolgimento.

Al metodo e alla sperimentazione teatrale, fondamentalmente legata all’ immedesimazione stanislavskiana, dell’attore nel personaggio, a forme di teatro quali l’Happening, il teatro de "La Fura -Dels -Baus", ma anche a radici  quali la commedia dell’arte, si affianca un aspetto ludico che rende l’esperienza più coinvolgente ed abbordabile a livello amatoriale.
Quest’ ultimo aspetto è gestito da un
Regolamento (edito da White Wolf), il quale diventa canovaccio comune per gli interpreti.

Attraverso questo sistema, diventa possibile introdurre attori inesperti o alle prime armi, direttamente nell’happening dando loro modo di formarsi direttamente durante la rappresentazione, evitando un  vero e proprio corso preliminare di preparazione.

La formazione dei nuovi attori diventa da subito risorsa concreta e stimolo anche per gli interpreti dotati di una maggiore esperienza. Il disagio del “battesimo del palco”si annulla così come si annulla il concetto formativo maestro-allievo. L’interprete si forma attraverso la propria esperienza e quella degli altri.  Supervisori, registi, sceneggiatori, sono anch’ essi direttamente coinvolti nella Rappresentazione.
Non esistendo un copione, ma semplicemente un canovaccio di base e un’ attento studio dei singoli personaggi interpretati, diventa naturale ed importante che ogni singolo
personaggio diventi autore di se stesso e dunque di trame che si intersecano in un’ ambientazione generale.

L’interesse di ogni partecipante è, inoltre, sempre stimolato da trame  a sfondo investigativo, e di intreccio sociale presentate dal canovaccio alle quali ognuno si deve relazionare con il proprio personaggio, dando modo all’attore di compiere un viaggio conoscitivo all’ interno del proprio personaggio  e dell’ ambientazione. Dal momento che ogni trama si sviluppa dall’iniziativa di ogni interprete, diventa complesso esprimere  l’ambientazione in cui si sviluppa quest’esperienza. 
Il modo più semplice diventa “calarsi”e “viverla”.

Il clima generale delle Rappresentazioni è di stampo gotico-romantico.
Ci sono costanti  riferimenti alla letteratura, che guidano gli interpreti nell’ uscire dalla routine quotidiana per quelle poche ore in cui si condivide l’ esperienza teatrale. Gli attori sono di fatto invitati a calarsi in situazioni misteriose, quali quelle presentate ad esempio dai racconti di
Edgard Allan Poe, ad agire ed investigare quasi come i protagonisti di un romanzo di Agatha Christhe in una realtà gotico romantico di stampo stokeriano-hoffmaniano, generando un clima di relazioni sociali quasi surreali e vittoriane come quelle narrate da Shakespeare.

Proprio per questo il gruppo tende a spronare ogni partecipante ad una grande creatività nell’ interpretazione e nella produzione dei costumi, in cui ognuno è tenuto ad esprimersi al meglio delle proprie capacità. L'aspetto amatoriale dell’ iniziativa, in cui è ben più importante la volontà di mettersi in gioco di ogni attore, delle effettive capacità personali, da modo a chiunque di partecipare in maniera serena ed attiva, agli incontri

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