Chi sono

 

La mia vita

 

 

Questa è la mia vita

così ironicamente vissuta.

 

 

Vivo senza la cognizione del tempo,

non porto un orologio al polso,

non so mai che ora è,

vado sempre avanti di un giorno,

sbaglio mese e penso l’anno trascorso.

 

 

Non ho mai cognizione di causa,

il mio voto è un tre mentale,

parlo d’ufologia e ingegneria spaziale,

parlo forse bene, ma poi razzolo male.

 

 

Ma rispetto l’arte e la natura,

so legger di greco e di latino;

del potere e dell’ingiustizia non ho paura

e so anche non essere cretino.

 

 

So di non sapere niente

e che il sapere tende a più infinito,

mentre le speranze tendono a zero

nel racchiudere tutto in un pensiero.

 

 

Vivo in uno spazio irreale,

un mondo di figure ed illusioni

con al centro la mia città ideale

dove è facile prendere decisioni.

 

 

Ma la vita non è fantasia,

non è come scrivere una poesia:

è insieme dolori e distrazioni,

banalità di cuori e delusioni.

 

 

 

 

 

 

 

Sono un giovane poeta dilettante nato a Spoleto il 08 Maggio 1983.

 

Il mio primo approccio con quest’arte risale a circa sette anni fa, quando imparai a memoria “Davanti a San Guido” di Giosuè Carducci. Rimasi emozionato dai versi iniziali sia da quelli finali, suggestivi ed incantevoli. Da quel momento in poi, la mia passione diventò talmente forte che iniziai a scrivere poesie.

I primi contatti con la poesia furono un disastro. Più che poesie erano delle “cose in rima”, esercizi sperimentali, quei pensieri corti con cui ogni adolescente esprime il suo essere, la sua personalità che si sta formando. Nel medesimo periodo scoprì un giovane rocker, Luciano Ligabue, che poi diventerà il Liga nazionale. Mi ricordo ancora quando al Maurizio Costanzo Show cantò una canzone allora inedita “Non è tempo per noi”.

 

Con il passare del tempo, le poesie diventavano sempre più dense di significato; la metrica si perfezionava e le parole variavano con il modificarsi delle emozioni e delle tematiche. Riuscivo a trovare argomenti diversi, non solo d’amore ma che riguardassero anche problematiche sociali, eventi storici, riflessioni gnomiche…

Tutto ciò poteva realizzarsi ulteriormente grazie alla scoperta di alcuni “cantautori”, di cui fino allora non conoscevo nemmeno l’esistenza.

Cominciava così il mio iter letterario-poetico.

 

Io, studente ormai al V anno del Liceo Scientifico Statale “A.Volta”, nei momenti di ozio o durante lezioni particolarmente noiose, mi diletto scrivendo poesie e canzoni.

Il mio, più che uno sfogo, è l’evadere dalla realtà, è il creare un mondo dove solo ciò che scrivo possa accadere. E’ un mondo che ora sto cambiando, capovolgendo: mi rendo conto di appartenere ad un mondo è attuale, quotidiano, effettuale, reale e non illusorio e fantastico.Confrontando i due mondi, credo di riuscire a trovare la giusta via di mezzo, la medietà delle cose e degli elementi. Ascoltando la musica riesco invece a rilassarmi, dimenticare le brutte figure, i dolori, i rimpianti e i momenti difficili della vita.

Mi sento ancora un bambino quando, penna in mano, scrivo rime e immagini poetiche perché, piaccia o no, scrivere è quello che so fare.

 

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